domenica 17 giugno 2018

ARTE. LA SFIDA DEL SECOLO IN VENETO

Venezia Punta della Dogana Madonna della Salute

La riforma dell'ONU sempre più necessaria premessa, per l'avvio della prima costituzione degli Stati Uniti del Mondo

Oliviero Toscani e Luciano Benetton 2018 insieme per il rilancio dell'azienda


Gentile Luciano Benetton
Sabato  mattina 2 giugno, ho parlato con la mia vicina di casa che dirige il negozio Benetton a Conegliano, perché convinto che sono i dipendenti a sentire in diretta il mercato, loro parlano con i clienti quotidianamente, e vedere fisicamente i clienti è un valore aggiunto che trasmette quel che un freddo grafico di borsa non potrà mai dirci.
Oggi il mercato United Colors é diminuito sia per i numerosi competitor sia per una linea moda non più all’altezza della United Colors della prima ora. Vedo le vetrine Benetton nel mondo e non dico belle o brutte ma mi chiedo :
DOVE SONO FINITI I COLORI ?

All’inizio i maglioni di Giuliana vendevano bene perché diversi da quelli che si trovavano sul mercato, è questa diversità che va recuperata insieme ad una immagine veramente nuova come quella ad esempio che propongo con Green Vesuvio e il resto della mia The Opera Collection.
Purtroppo è mancato Scognamiglio e certi stilisti non si trovano facilmente in giro. Ricordo che lo stilista di alta moda di  Armani, nel 2010 venne nel mio studio a Pompei per studiare le mie opere e mi disse che avevo le opere giuste ma ero nel posto sbagliato. Internet non basta.
La mia vicina che lavora per Lei aspetta di vedere la Collection 2019. Io, personalmente, manderei un questionario a tutti i direttori di negozi Benetton nel mondo per sentire i loro suggerimenti e capire meglio cosa sta succedendo, ma forse questo è già stato fatto. 
E’ sempre stata una caratteristica propria  del sistema Benetton essere flessibile per adeguarsi in tempi brevi al mercato mondiale, ma oggi,
DOVE SONO FINITI I COLORI ? 
quando è nata l’azienda nel 1965 ero ancora a Conegliano ma avevo cinque anni. Lei aveva capito che una società di massa ha bisogno di un prodotto di massa. Quel periodo non può tornare perché la linea del tempo va in avanti, oggi ci sono altre dinamiche. Quali ? questa é la domanda chiave. 
C’è attesa anche per la nuova comunicazione del prodotto, di sicuro non paga più essere trasgressivi. La Melegatti chiude con prodotto ok e comunicazione ok ma amministratori ko. Tristissimo.
Nel mio prototipo espositivo (vedi sotto report for Gabriella Belli) : l’Europa possiamo comporla anche con i colori di Imago Mundi e anticipiamo a livello di immagine l’entrata nell’UE della Russia (così Toscani è contento). 
La stessa Fabrica può intervenire se vogliamo studiare un modello visivo in video che scorra appunto sul tavolo Europa.
In Fabrica hanno invitato Padre Fortunato a presentare il suo libro su : Francesco il ribelle. 
Francesco era uno che se un frate gli chiedeva un libro dei salmi nuovo, lui diceva no, perché : “Oggi mi chiedete un libro e domani pretenderete un’intera biblioteca e vi dimenticherete della poverta’, di Madonna povertà “. 
Capito  la differenza fra il Santo fondatore e Padre Fortunato ? (vale anche per il Papa che di Francesco ha solo il nome). 
Quanti in Benetton si ricordano oggi della  vostra partenza da zero ? delle numerosissime donne venete che con ritmo cinese (compresa una mia zia) producevano i maglioni del successo senza contare le ore.
Per vivere le aziende devono fare profitto e “su questo siamo tutti d’accordo” disse la Presidente Mariacristina Gribaudi in Keiline space exposition in occasione dell’inaugurazione della mostra : La chiave, la serratura ; 19 maggio 2018. (vedi video sotto). Ma un profitto sano aggiungo io, altrimenti si fa la fine della Melegatti.
Allora Presidente : DOVE SONO FINITI I COLORI ?
Stefano Armellin
Conegliano, Domenica 3 giugno 2018


Presidente Mariacristina Gribaudi in Keiline space exposition


THE OPERA COLLECTION OF STEFANO ARMELLIN

Conegliano,mercoledì 23 maggio 2018

Per il Direttore Generale Fondazione Musei Civici di Venezia

Dott.ssa Gabriella BELLI

Oggetto : ARTE. LA SFIDA DEL SECOLO IN VENETO : LA TERRA DI VENEZIA. EUROPA : DA TREVISO A VOLGOGRAD, DA CAPORETTO A STALINGRAD.
A Ermanno Olmi

Proposta in esclusiva mondiale per FMCV del prototipo espositivo

candidabile alla Biennale di Venezia Padiglione Vaticano 2019.



L’iniziativa in oggetto rappresenta un salto quantico nell’espressione artistica internazionale contemporanea. Non è improvvisata. Si tratta della sintesi di un processo creativo complesso e innovativo iniziato il 14 settembre 1983.

La Galleria principale dell’artista Stefano Armellin è il suo Blog fondato nel 2007, qui a gennaio 2018 è stata pubblicata in prima mondiale on line : The Opera Collection 1983/1985, (foto sotto) 900 pezzi indivisibili su carta, 24 x 33 cm a tecnica  mista, forse il pezzo mancante dell’arte contemporanea del XX secolo.

Armellin spiega il suo processo creativo in questi termini :


“ A volte non si riesce a dire quel che serve con un solo quadro, serve una mostra dove il pubblico del mondo si possa esporre davanti agli anni di vita che sono stati necessari per pensare e 



realizzare le opere. Opere particolari, uniche, che si realizzano da sé medesime usando l’artista.

La mostra nuova è quella che porta a compimento la somma di tutte le precedenti. Il pubblico si espone d’innanzi alle opere che irradiano di luce propria e cambiano con il cambiare del nostro vissuto.
Il museo è il corpo mistico dell’arte. Il luogo dove l’organismo mostra può aspirare a comporsi per manifestare la sua vita. Una vita autonoma, esistente anche in assenza del pubblico, il vero Capolavoro sa trovare da sé la strada per portare a compimento la missione dell’arte. L’artista è solo uno strumento. Questa mia The Opera produce un nuovo linguaggio per tempi nuovi e ultimi, e la proposta in oggetto è una sintesi assoluta”.

Vedere CAPORETTO e STALINGRAD è vedere  e conoscere nell’intimo due svolte epocali della tragedia umana. Armellin scoperchia idealmente tutte le tombe dei caduti in una riflessione sulla Santa Croce cristiana perché l’Europa ha radici cristiane.

Ma il sangue delle vittime non smette di scorrere, ha impregnato tutta la terra, e i reperti bellici sia sul Piave che sul Volga dicono di un vissuto storico che permane oltre la morte fisica dei soldati che hanno combattuto, con i civili e i profughi, attoniti testimoni di qualcosa  che andava oltre la loro comprensione, la loro e la nostra.
Sono passati decenni dai fatti eppure noi stessi non riusciamo a scorgere il motivo scatenante di questa follia inimmaginabile che tutti gli attori in campo e a tutti i livelli ha travolto.

Un Centenario, quello della Grande Guerra che con CAPORETTO lascia un segno profondo nella memoria iconografica del mondo. L’idea di Armellin era quella di portarsi con CAPORETTO a livello di Guernica e con STALINGRAD di superare Guernica di Picasso.


Ci sarebbe da chiedersi il perché di questo bisogno di approfondimento visivo, questa necessità di raccontare ancora al pubblico del mondo la morte del Figlio di Dio, abbandonato dal Padre e morto per il Padre, prima ancora che per espiare i nostri peccati, se non fosse che davvero la morte di Gesù sulla Santa Croce è il centro dell’intera mistica e teologia cristiana.

CAPORETTO in questo senso è un paradosso cristiano, perché i cappellani di schieramenti opposti celebravano la stessa Santa Messa ed entrambi offrivano la comunione a soldati diversi ma uniti nella stessa fede.

Anche a STALINGRAD i tedeschi cattolici avevano la possibilità di partecipare alla Santa Messa prima di andare ad ammazzare e farsi ammazzare dai russi, credenti nell’ateismo di Stato oppure nella religione del comunismo.


Per raccontare questa installazione nella giusta ambientazione capace di affrontare e discutere un pensiero sociale complesso, che ha radici iconografiche ben precise e assai motivate all’interno di tutta The Opera Collection dal 1983 di Stefano Armellin, pensiamo alla ipotesi-pavimento dell’evento in oggetto dove possiamo disegnare la pianta geografica d’Europa mettendo in evidenza con un neon o linea rossa lo spazio da Treviso a Volgograd. Mentre la zona di Caporetto sarà evidenziata con una corona di fiori se a terra o con un fiore singolo se l’immagine d’Europa sarà posata su un tavolo (ipotesi preferibile).

L’opera Europa sul pavimento o sul tavolo : eventualmente può essere un collage eseguito da Barbara Luigia Marion  di Vazzola, con la sua linea evocativa le atmosfere di Felice Casorati, dove cose e persone, volti di animali domestici e di popoli uniti s’intrecciano a speranze ideali in quella unità di toni e d’intenti che il collage sa bene raccontare e suggerire al pubblico del mondo.

In un contesto di tragedia grave e profonda è giusto quindi dare spazio alla forza della vita, che rimane, comunque vadano le cose, l’unica strada percorribile per ricominciare un percorso anche istituzionale oggi assai confuso e incerto.

Questo progetto parte da Conegliano, Città storica del Cima, ed è pure un contributo alla valorizzazione della unicità del suo paesaggio integrato da iniziative culturali continue e spesso eccellenti come la mostra di Egle Piaser ad Ocragialla Faber Gallery e  quella di Teodoro Wolf Ferrari a Palazzo Sarcinelli .

Ed eventi di contaminazione fra contemporaneo e industria come la mostra : La chiave, la serratura, curata da Lorena Gava per il gruppo artistico Perinciso, 41 artisti in Keiline space exposition, di Mariacristina Gribaudi, da due anni Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia e fondatrice del prestigioso Museo storico della chiave, situato nella sua azienda Keiline. La mostra è stata inaugurata il 19 maggio.


 Pianta d’Europa circolare a terra o su un tavolo, sulle pareti opposte le opere CAPORETTO E STALINGRAD.

Il diritto internazionale ci insegna quanto sia difficile circoscrivere le leggi di tutti gli Stati del Mondo in una costituzione mondiale universalmente valida e riconosciuta. Eppure questo è il cuore dell’evento espositivo : proporre con successo la riforma dell’ONU come necessaria premessa per l’avvio della prima costituzione degli Stati Uniti del Mondo.

E’ il tema fondamentale del nostro tempo annunciato in primis da Emanuele Kant nel suo libro : La pace perpetua, e in seguito in diverse edizioni della Biennale veneziana, rimanendo queste 


esposizioni nella fase di analisi, senza produrre una sintesi efficace. E la sintesi vale più della somma delle analisi.

L’artista Armellin può dare un contributo in questa direzione amplificando i punti di vista del pubblico del mondo per sviluppare così nuovi e indispensabili confronti di idee. Tutto è connesso.

Entrano allora in scena una volta decise date e ora per l’inaugurazione del prototipo espositivo, le madrine dell’installazione di Armellin : l’europarlamentare On. Lara Comi come rappresentante del parlamento europeo (previa disponibilità delle date in agenda) che porterà i fiori, e il soprano lirico di Padova Silvia Rampazzo che canterà : Adagio, un brano (o altri con simile atmosfera) struggente che sposa perfettamente la dedica al Milite ignoto. Entrambe sole in sala, si muoveranno in sincronia sulle note di Adagio, per consentirci di realizzare  il video trailer dell’evento.

Eventualmente presenti alcune opere della pittrice coneglianese Egle Piaser che con i suoi paesaggi è in grado di evocare atmosfere del tempo che non possiamo dimenticare :


Di mostre sperimentali assurde e vuote è pieno il mondo. La stessa Biennale veneziana ha abdicato da tempo, secondo Armellin, al suo
compito prioritario che storicamente è sempre stato quello di far emergere il meglio dell’esistente nella produzione artistica contemporanea mondiale.

La Biennale dice quel che accade oggi nel mondo ma non più quel che serve oggi al mondo. Perciò Armellin intende colmare con il suo prototipo espositivo : EUROPA : DA TREVISO A VOLGOGRAD DA CAPORETTO A STALINGRAD   questa lacuna, questa debolezza mentale (pensiero debole) che genera deboli proposte culturali,  politiche ed economiche.

Viene quindi ad impoverirsi l’intero orizzonte intellettuale, e questa povertà di idee forti e risolutive impedisce oggi alla società internazionale tutta, di rispondere con efficacia alla emergenze planetarie in atto.

In seguito al risultato e al consenso ottenuto dall’esposizione in oggetto possiamo decidere di proseguire l’iter della installazione amplificando su scala reale in mondovisione RAI i concetti esposti :

In una inaugurazione simultanea con CAPORETTO a Treviso nel Palazzo dei Trecento e STALINGRAD al Museo della Battaglia di Volgograd presente il Presidente Putin. The Magic Line.

ABSTRACT
Nota 1 L’arte e il sacro di Andrea dall’Asta, Civiltà Cattolica n° 3641
“(…) l’arte sembra avere dimenticato i simboli della tradizione, le forme attraverso le quali comunicava la propria storia e l’identità di una civiltà (…). Arte del disimpegno, della mancanza di posizioni precise nei confronti del mondo in cui si vive. Mancanza di coraggio nell’assumersi responsabilità (…). L’opera diventa semplice oggetto di consumo senza più alcun rapporto con la verità dell’uomo. Apologia del banale (…). In questo modo, viene a mancare quella dimensione di sacralità legata a un percorso esistenziale dell’artista, al suo agire, all’evoluzione del suo linguaggio, a ciò che lo


motiva nel più profondo (…). Quel che è certo è che l’immagine è diventata in qualche modo “globale” a causa soprattutto della digitalizzazione e del carattere virtuale di internet e dei mass-media, provocando la crisi simultanea di tutte le tecniche e le ricerche artistiche.

In questa “globalizzazione” non si avverte una linea significativa di ricerca estetica.

Troppo spesso si crede di creare un’opera “sacra” per il fatto che il suo contenuto rimanda a una scena già codificata dell’iconografia religiosa (…). Sacra sarà allora quell’espressione estetica in grado di interrogarsi sulle ragioni più profonde del vedere. Non si tratta tanto di creare immagini, quanto piuttosto di riflettere sulle modalità con cui il nostro occhio sente, vede e interpreta la realtà che ci circonda, ponendosi domande sugli infiniti punti di vista con cui la nostra coscienza entra in relazione con il mondo(…)”.

Armellin porta quindi alla luce una “linea significativa” che Dall’Asta avverte come esigenza ineludibile di nuova produzione, perciò Armellin propone al mondo il Poema visivo del XXI secolo, il Volto del Mondo e la Croce 1993/2013, (i 2013 pezzi sono pubblicati sul suo Blog) forse la variazione visiva sulla Croce più estesa e nuova di tutta la Storia dell’Arte. Le 170 strisce dell’Epilogo ancora inedite, da sole, sono un evento visivo di risonanza mondiale.

Nella sua recente lectio magistralis a Torino, su “Fede, bellezza e arte”, ( vedi il Giornale dell’arte, Documenti, Numero 386, maggio 2018) il Cardinale Gianfranco Ravasi rimane fermo dentro la solita erudita riflessione, mentre il testo di Dall’Asta pur essendo precedente a quello di Ravasi è più vero e lungimirante.

La multimedialità e ogni tipo di tecnica è solo una mediazione del processo creativo che si sviluppa con il disegno. Senza capacità di disegno a mano libera in arte non si va da nessuna parte. Ma senza rigore e disciplina, nel corso del tempo l’artista può ripetersi troppo e cadere nella banalità.

L’arte è la punta “tecnica” della filosofia. Non possiamo oggi argomentare di filosofia morale senza tenere per mano la sorgente di produzione delle immagini. Le immagini determinano il destino dell’Occidente.

EUROPA : DA TREVISO A VOLGOGRAD DA CAPORETTO A STALINGRAD è la The Magic Line capace di dare risposte di senso ad un Occidente politicamente confuso. E’ bene mettere in discussione la nostra cultura e sentire più voci per avere elementi sufficienti ad un confronto equilibrato. Certamente è un coro tragico quello che Armellin mette in scena nel suo prototipo espositivo.


Le grandi crisi della civiltà sono anche le grandi crisi dell’arte. Gli artisti superano le crisi generando Capolavori, realizzando a partire dalla disgregazione schizofrenica dell’esistente una nuova unità compositiva-poetica armonica.


E’ nata così la Divina Commedia dantesca usata da Michelangelo come sceneggiatura per il Giudizio Universale. Armellin affronta e risolve il tema dell’Arte e la Croce, il rapporto fra individuo e sacro. Poteva costruire una variazione visiva sul quadrato, sul cerchio, oppure sul triangolo; scegliere altre forme, una sola linea o un punto, ma ha scelto per vocazione le due linee della Croce, perché nella Croce si ritrovano tutte le forme, e in più c’è il confronto continuo e quotidiano con il Mistero : Gesù Cristo è qui, è presente oggi come ieri, e vive con noi.

Perciò la Croce, questo patibolo di sofferenza, in realtà è la chiave mistica della resurrezione di un corpo, del corpo e del sangue di Gesù Cristo.

Nota 2 La Dott.ssa Gabriella BELLI ha facoltà di intervenire con suggerimenti utili per migliorare l’installazione, indicando sia la sala più idonea sia i partner professionali più adatti per l’evento e ovviamente le date.

Nota 3 Questo post é stato aggiornato ed é quello ufficiale.

Stefano Armellin
Gabriella Belli Direttore Fondazione Musei Civici Venezia





UNITED COLORS OF BENETTON
Lettera aperta al Presidente Luciano Benetton,
Sul Gazzettino e sulla Tribuna ho letto gli articoli che vi riguardano e che

 motivano questo mio gratuito riepilogo della  proposta creativa The Opera

 for United Colors.

Lei fissa come termine il 2019 per l’auspicabile recupero d’impresa che 

vanta una forte idea di base, ma Lei da qui al 2019 non ha nemmeno il

 tempo per fare un singolo serio test di mercato a livello mondiale (se riparte

 da zero).

Siccome ritengo di essere l’unico oggi in Europa ad avere messo su

 un’idea concreta e percorribile da subito for United Colors, passo a 

riassumere per punti la mia aggiornata proposta creativa :

1.       Attivare una singolarità creativa, ad esempio The Opera,  la

 singolarità creativa crea infatti un nuovo sistema qualunque sia il sistema

 già esistente ; questo è il vero concetto di marketing culturale.

2.       Esplodere a livello di comunicazione come un vulcano; fare h24 in

 Fabrica non serve se Lei si è dato come termine il 2019, serve essere

 operativi adesso, sapendo far rendere una singola ora come h24.

3.       L’idea chiave considerando il patrimonio comunicativo generato da

 United Colors negli anni passati è :  la madre di tutte le riforme, cioè la

 riforma dell’ONU seguendo il mio prototipo espositivo (la scaletta è già 

definita) come proposta culturale in pubblicità-progresso-green :

4.       ARTE. LA SFIDA DEL SECOLO E’ IN VENETO : LA TERRA

 DI VENEZIA ; EUROPA : DA TREVISO A VOLGOGRAD DA

 CAPORETTO A STALINGRAD ; 

presentazione ufficiale del prototipo espositivo anche con un video trailer

 (può diventare un film) che unisca i colori del mondo a partire dall’Europa

 non dimenticando le tragedie passate e presenti della guerra, (e il 

Centenario della Grande Guerra in particolare per noi italiani) come 

stimolo per un progresso etico e green, a livello mondiale. 

Ripeto: la scaletta è già definita.

5.       Produrre un numero speciale di Colors FaceWorl o se vuole Face

 Mundi con mie opere già pronte e il racconto del punto 4. Un num

ero 0 strategicamente inviato in modo mirato nel mondo dei grandi centri

 dell’arte : Fiere, Musei, Gallerie e ovviamente nel mondo della moda.

6.       Un nuovo staff e una nuova immagine guida per United Colors

 capace di raccontare in modo nuovo tutti i negozi contemporaneamente, un 

mappamondo potrebbe essere scontato ma dipende come viene progettato il

 dialogo United Colors-United States, in forma più universale che globale e

 tenendo conto della realtà locale. A Pompei non esiste una vostra striscia

 dedicata agli Scavi, a Conegliano non esiste un dialogo con il Cima ecc.

7.       Da qui al 2019 o avete già l’idea vincente in tasca oppure United

 Colors continuerà ad affondare perché è andata persa la vibrazione 

carismatica di partenza capace di unire tutta l’attività nel mondo.

 I negozi sono belli, il personale preparato, il prodotto valido ma i colori

 sono spenti, perché ci sono sempre cose decisive che parlano all'anima del 

pubblico del mondo e che i soldi non possono comprare. 

Perciò come un libro anche un vestito non é solo un vestito ma il racconto 

della nostra anima nel mondo.

Oggi avete questi 7 punti, se volete davvero accendere e cambiare di

 nuovo i colori del mondo in un nuovo Rinascimento europeo.

Stefano Armellin, Conegliano venerdì 6 aprile 2018, aggiornato sabato 14

aprile 2018






EUROPA: DA TREVISO A VOLGOGRAD, DA CAPORETTO A STALINGRAD

Ci sono idee che crescono generando percorsi alternativi, nuovi e veramente innovativi. Sono queste le opere, le grandi opere che usano per crescere il ricordo del sangue versato da moltitudini di popolazioni nel corso della storia umana. L'EUROPA tornerà ad obbedire alla sua vocazione nella memoria attiva di quella che é stata la sua tragica vicenda. Non si tratta solo di ri-partire ma di ri-nascere DALLE RADICI CRISTIANE come popolo nuovo capace di vincere tutte le sfide del nostro tempo, e, la prima di queste sfide in ordine di priorità é senza dubbio la riforma dell'ONU". Stefano Armellin

LAUDATO SI’
Gentile Piero Benvenuti,
Presidente Centro Culturale Humanitas Conegliano

Ho partecipato con interesse alla conferenza di giovedì 1 febbraio 2018, questa la mia riflessione :

Ho pensato assai a San Francesco, e mi chiedevo se oggi davanti al Vescovo di Assisi
il Santo si sarebbe ancora spogliato nudo; il contesto è diverso e forse non si spoglierebbe più
ma non resterebbe certamente passivo davanti allo scandalo di un Pianeta che
consuma più risorse di quelle che produce.

Perciò questo mio scritto è un tentativo operativo di restare nella linea di San
Francesco nel contesto attuale. La nostra Terra ha 4,5 miliardi di anni, l’uomo è
presente da due milioni di anni, Gesù Cristo è risorto duemila anni fa, nel solo 2016

gli esseri umani hanno comunicato messaggi on line e off-line in misura superiore
dalla comparsa dell’uomo sulla Terra a tutto il 2015 compreso !


E ogni anno la galassia comunicativa non fa che crescere in misura esponenziale,
da qui il valore assoluto delle sintesi (questo post è una sintesi), lo stesso testo
della LAUDADO SI’ rimanda a migliaia di documenti e immagini di approfondimento.

Va ricordato che i dinosauri si sono estinti in nostra assenza e, secondo le Scritture,
tutto quello che sta accadendo deve accadere prima del Secondo Avvento.

Passo ora al dunque e vi propongo, per aiutare il nostro Cardinale Segretario di
Stato Pietro Parolin l’evento : da Caporetto a Stalingrad, da Treviso a Volgograd

Sotto il mio ultimo comunicato stampa che fa il punto sulla mia iniziativa :

LA SFIDA E’ VINTA. COMUNICATO STAMPA

Lettera aperta ai nuovi ministri della Cultura e dell’Istruzione italiana :

Onorevoli, ci troviamo nell’anno di chiusura del Centenario della Grande Guerra e del
Patrimonio Culturale Europeo, un’occasione questa per tenere unita sia la cultura sia
la didattica, bisognosa di recupero nazionale nel definire il meglio della Buona Scuola
per uno sviluppo europeo della ITALY SCHOOL capace di rispondere
alle sfide del tempo presente.

Serve definire un nuovo concetto di alternanza scuola lavoro e, applicare un rigoroso
controllo in tutte le province italiane in merito al recupero strutturale della scuola
come edificio.

Praticamente al Sud Italia la scuola é dimenticata.

Eppure proprio da Pompei ho terminato di pubblicare in prima mondiale on line su http://armellin.blogspot.com
The Opera Collection 1983/1985 ;

LA SFIDA era quella di dimostrare che già
nel XX° secolo avevo riportato l’arte contemporanea italiana in cima al mondo.
LA SFIDA è vinta.

Ovviamente sono pronto ad accogliere tutte le obiezioni, ma questo risultato
oggi esiste ed è degno di nota. Franceschini e predecessori ? non pervenuti.

Inoltre :

1. Caporetto : il punto e a capo dell'arte contemporanea Internazionale

2. Caporetto con Stalingrad é un'esperienza estetica nuova di pari grado a Guernica

3. Caporetto apre al Poema visivo del XXI secolo : il Volto del
Mondo e la Croce 1993/2013 verso il Grande Giubileo del 2025,
perciò :

The Opera Collection dal 1983 riporta l'arte contemporanea
italiana in cima al mondo .

Maestro Stefano Armellin , Pompei, gennaio 2018

Come coneglianese chiedo al Centro Culturale Humanitas (e a tutti gli enti interessati)
di prendere atto che :

Stalingrad è idoneo per una esposizione al Museo della Battaglia di Volgograd in contemporanea con Caporetto al Palazzo dei Trecento di Treviso

e da questo evento possiamo innescae l'invito alla tanto auspicata
riforma dell’ONU. Inoltre, il Presidente russo, se l'evento ha molto successo, potrebbe
prendere in considerazione l'invito a Mosca per Papa Francesco.

Come il Cardinale Parolin sa bene il confine russo con l’Ucraina è una pentola a
pressione, l'evento proposto è uno strumento per togliere tensione e rendere quindi
operativa la LAUDATO SI’, ovvero quel che farebbe oggi San Francesco.

Certo di un Vostro riscontro Pace e Gioia
Stefano Armellin

Conegliano, Febbraio 2018