Figlio del medico Giovanni Fidanza e della casalinga Maria di Ritello, Giovanni nasce a Civita di Bagnoregio (Viterbo), borgo medievale con acque termali. Frequenta la scuola dei Minori, situata nel convento di Civita. Colpito da una grave malattia, guarisce per le preghiere di sua madre e l’intercessione di san Francesco d’Assisi.
Giovane piccolo, gracile e austero entra come oblato nel convento francescano di Civita. A ventisei anni accede al noviziato, prende il nome di Bonaventura ed emette i voti.
Si trasferisce quindi a Parigi e vi compie gli studi superiori sotto la direzione dei celebri professori Alessandro di Hales, Eudes Riguad e Guglielmo Melitona.
Conseguiti i titoli accademici, resta nella città parigina, dove assieme all’amico domenicano Tommaso d’Aquino insegna filosofia, teologia e spiritualità.
Conferisce alla sua scuola un originale carattere scientifico, cristocentrico, ecclesiologico, dottrinale, pedagogico, spirituale e carismatico.
Prepara i suoi scolari allo studio speculativo dei Padri, alla conoscenza della Chiesa, al ministero della predicazione, della direzione spirituale e dell’ascesa mistica.
Contestato da alcuni professori laici, difende il diritto dei mendicanti di insegnare nelle università e di progredire sulla via della santità.
Non ha acquisito una conoscenza diretta di san Francesco, perché appartiene alla seconda generazione francescana. Conserva tuttavia il carisma del suo fondatore e la spiritualità dell’Ordine. Contempla quotidianamente la Passione del Signore e si preoccupa di inculcarne la memoria agli altri.
Fondandosi sulla teologia dell’apostolo Paolo, Bonaventura scrive che Francesco è cresciuto nell’amore di Dio, si è pienamente configurato a Gesù crocifisso e ha indotto la Chiesa a rinnovarsi. Nel 1257 si svolge a Roma il capitolo francescano, che si divide due schieramenti: da una parte gli spirituali difendono la laicità dell’Ordine; dall’altra i chierici ne propongono la riforma. Segue
Padre Felice Artuso