lunedì 23 marzo 2026

21. STALINGRAD idee per la Biennale di Koyo 2026 In Minor Keys

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STALINGRAD DI ARMELLIN PARI GRADO A GUERNICA DI PICASSO
STALINGRAD DI ARMELLIN PARI GRADO A GUERNICA DI PICASSO

STALINGRAD idee per la Biennale di Koyo 2026 In Minor Keys

Stefano Armellin
Autore di The Opera dal 1983

STALINGRAD Un'analisi critica della vittoria bellica russa della seconda guerra mondiale ("VITTORIA = -20.000.000") finalizzata alla riconciliazione tra popoli (Russia-Ucraina) adatta come evento straordinario al Padiglione della Russia alla Biennale, e come ponte ideale al Museo della Battaglia di Volgograd, presente il Presidente Putin e Zelensky con la mediazione del Presidente Trump, se si vuole concretizzare la pace: questa é la strada.

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Koyo e Issa Samb

Signor Ministro Sergej Lavrov

Signor Ministro Antonio Tajani

Gentile Anastasia Karneeva Commissaria del Padiglione Russia Biennale 2026

Gentile Tetyana Berezhna Ministro della Cultura Ucraina e Vice Premier

Signor Ministro Alessandro Giuli e i 22 Ministri della Cultura europei che hanno firmato per la chiusura del Padiglione Russia

Presidente Biennale Venezia Pietrangelo Buttafuoco CdA e Staff Koyo: Gabe Bechurst Feijo, Marie Hélène Pereira, Rasha Salti, Siddharta Mitter, Rory Tsapayl;

Eminenza Cardinale José Tolentino Calaça de Mendonça Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione

a tutti i Direttori dei Musei italiani e del Mondo con gli amici di The Opera Collection dal 1983

PADIGLIONE VATICANO: in attesa della visita di Papa Leone XIV a Pompei l'8 maggio continuo a definire per i lettori che seguono questa newsletter:

The Opera Collection dal 1983.

Vogliamo la pace fra Ucraina e Russia? Allora dobbiamo parlare con il Presidente Putin attraverso la mediazione dell'arte, chiedo a Lei Anastasia Karneeva Commissaria del Padiglione Russia di esporre STALINGRAD al Padiglione Russia come evento temporaneo.

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TEMPI ULTIMI DI STEFANO ARMELLIN A 2730 DI 2870 PEZZI

Biennale, Luca Zaia: «La posizione di quei 22 Paesi europei e della Commissione Ue è inaccettabile»

La Biennale di Venezia deve preservare la sua natura di terreno neutrale, una 'Svizzera dell'Arte' dove il dialogo non si interrompe mai, nemmeno sotto il peso dei conflitti geopolitici. Chiederne la chiusura per via diplomatica o parlamentare significa soffocare l'unico spazio in cui il confronto critico può ancora avvenire. Ospitare il Padiglione Russia non è un atto politico, ma un atto di libertà intellettuale: tutte le idee devono essere esposte per poter essere discusse. Questa apertura democratica è la condizione necessaria affinché progetti di riconciliazione profonda, come STALINGRAD per Volgograd e il mondo, trovino la legittimità e il respiro internazionale necessari per trasformare la memoria bellica in un manifesto di pace a gran voce richiesto da tutti i popoli del mondo.

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1. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Cari lettori, pubblico integralmente la mia prima Via Crucis-Lucis 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II come "Piazza Ucraina" siccome quel che rimane oggi dell'Ucraina é così simile alla storica e dimenticata? Stalingrad.

Questo articolo vuole essere una risposta alla petizione di oltre ottomila artisti,accademici,curatori,giornalisti che hanno preso posizione insieme a 22 Ministri della Cultura europei contro il Padiglione Russia. E di supporto al CdA della Biennale di Venezia.

Allora in un momento di estrema polarizzazione internazionale, dove il dialogo culturale tra Est e Ovest rischia il definitivo oscuramento e la Biennale di Venezia affronta tensioni senza precedenti; dallo Studio The Opera di Pompei, si propone da tempo (2017) la visione artistica di Stefano Armellin STALINGRAD pari grado a Guernica di Picasso: come ponte diplomatico di riconciliazione fra Ucraina e Russia.

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2. Via Crucis-Lucis di stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Mentre il sistema dell’arte attende il Padiglione Vaticano e commenta la rumorosa "riabilitazione" ancora provvisoria del Padiglione Russia, STALINGRAD si comunica non come ricordo, ma come metodo di resistenza artistica. In questa Quaresima di macerie e paradossi, pubblico le 28 stazioni della mia prima Via Crucis-Lucis dedicata a San Giovanni Paolo II: un percorso che cerca la luce che filtra tra le rovine e le molte vittime in Ucraina.

Siamo nel 2026 a soli quattro anni dalla Agenda ONU 2030 con i suoi 17 virtuosi punti riassunti nel motto: No one left behind-nessuno é lasciato indietro! Intanto adesso servono 800 miliardi di dollari solo per la ricostruzione dell'Ucraina distrutta.

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3. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

  • Questo progetto STALINGRAD dialoga idealmente con la visione radicale di Koyo Kouoh, trovando risonanza nelle voci che compongono il suo universo teorico:
  • Cerca l’anarchia creativa di Issa Samb (1945-2017) per scardinare le istituzioni inerti, e il rigore di Oluremi C. Onabanjo nel leggere l'immagine fotografica come documento di verità.
  • Si specchia nel trauma del paesaggio dello scrittore Teju Cole (1975) Ogni giorno è per il ladro (2014), Tremore (2024) Carta nera. Scrivere in tempi bui (2025), e nella critica al colonialismo spirituale di Ken Bugul (1947),"colei che non é desiderata" dove la fede si spoglia delle vesti occidentali per tornare carne.
  • Trova la forza nella "politica delle cose" di Natalie Diaz (1974)per me scrivere è una specie di modo per esplorare perché voglio le cose e perché ho paura delle cose e perché mi preoccupo delle cose. E per me , tutte queste cose rappresentano una sorta di fame che deriva dall’essere cresciuti in un posto come questo”. e nella sovranità indigena di Wanda Nanibush (1976), rivendicando il diritto dell’artista di non tacere di fronte ai nuovi invasori.
  • Infine, guarda alla curatela di Tandazani Dhlakama per costruire un ponte tra le nostre rovine europee e le narrazioni di riscatto del Sud globale.

Non è un ritorno al passato, è la costruzione del progetto Padiglione Vaticano con The Opera Collection dal 1983 alla Biennale per il 2026, 2028, 2030 che tenga conto di tutti i punti di vista cioé di oltre otto miliardi di punti di vista diversi..

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4. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli

Oggetto: Seguito vostra visita a Pompei 11 marzo – Proposta operativa "STALINGRAD" per la Biennale 2026 Evento straordinario per il Padiglione ideale di Pace Ucraina-Russia

"Signor Ministro,

facendo seguito alla documentazione da tempo inviata ai vostri uffici, e alla luce delle recenti tensioni che hanno interessato il CdA della Biennale, Le sottopongo ufficialmente il progetto 'STALINGRAD: Un Padiglione ideale di Pace Ucraina-Russia già operativo online dal 2017.

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5. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Mentre il sistema dell'arte si interroga sulle esclusioni inconcepibili degli artisti italiani (articolo di Angela Vettese) e sulle dimissioni richieste a membri del CdA che a loro volta hanno dimenticato noi artisti italiani, la proposta STALINGRAD per la Biennale 2026 di Koyo Kouoh non vuole essere una provocazione, ma una 'Terza Via' diplomatica. L'obiettivo è trasformare lo stallo attuale in un primato culturale italiano: un presidio di dialogo urgente Russia-Ucraina sotto l'egida della grande Collection italiana di arte contemporanea come neutralità attiva. Appunto The Opera.

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6. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

STALINGRAD i numeri di attenzione internazionale su questa opera da considerare pari grado a Guernica di Picasso (con feedback già ricevuti dai vertici di LVMH e Gagosian) confermano che il mondo attende un segnale di nuova visione dello stato delle cose. Gentile Ministro Giuli, resto in attesa di un Suo riscontro per coordinare questa iniziativa con le priorità del Ministero, affinché l'Italia torni a essere il baricentro della diplomazia culturale globale non solo per la Biennale 2026 ma a seguire quella del 2028 e 2030.

Certamente debole il Padiglione Italia, aspetto le recensioni critiche qualificate, e grave la generale assenza degli artisti italiani " Stefano Armellin con AI Mode Google

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7. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

"Ho superato l'idea dell'Africa come regione geografica e piuttosto la considero una mentalità, per darle uno spazio mentale che può essere abitato da chiunque sia interessato all'idea dell'Africa". Koyo

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8. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

"Koyo non ha mai creduto in una distanza tra estetica e politica; piuttosto, ha rivendicato l'opera d'arte come specchio, lente e al tempo stesso ferita aperta del corpo sociale". (Op.Cit.)

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9. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

"Koyo ha proposto un altro modo di abitare lo spazio museale: non più la -white cube- dell'oggettività modernista ma uno spazio poroso contaminato polifonico. Un museo non come tempio ma come agorà". (Op.Cit.)

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10. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

"Ma é nel concetto di riparazione che il pensiero di Koyo ha trovato la sua tensione più potente. Per lei curare era un atto riparativo nel senso letterale del termine: riparare ferite coloniali storie spezzate genealogie interrotte". (Op.Cit.)

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11. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

"Per Koyo il museo diventa così uno spazio per la cura - non solo dell'opera ma delle relazioni delle memorie delle soggettività marginalizzate (viviamo allora) il peso simbolico della sua assenza". (Op.Cit.) Perciò STALINGRAD diventa una voce profetica di cura dal male del conflitto mondiale in corso.

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12. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

"Koyo ha lasciato una grammatica: l'urgenza di riscrivere le regole del gioco curatoriale. L'eredità teorica di Koyo é pericolosa perché non propone nuovi modelli estetici da incorniciare ma mina le fondamenta stesse della gerarchia culturale". (Op.Cit.)

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13. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

"Koyo non offre soluzioni facili ma chiede domande scomode:

chi decide cosa é -arte-?

chi ha diritto di raccontare?

cosa resta da dire quando il linguaggio stesso é stato storicamente colonizzato?

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14. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a Sn Giovanni Paolo II

"La scomparsa di Koyo lascia un vuoto che difficilmente potrà essere colmato con le logiche usuali delle sostituzioni istituzionali. Koyo non era una -voce africana- nella curatela internazionale: era un'interruzione strutturale un codice imprevisto un errore sistemico necessario". (Op.Cit.) Come Stefano Armellin fra gli artisti.

"L'errore non come elemento negativo ma come fonte di informazione conoscenza e apprendimento". Esther Stocker

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15. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

La curatela di Koyo come forma di posizionamento etico fedele a un'idea radicale di giustizia sociale-estetica, curatela come militanza intellettuale continuando a disobbedire alle regole sbagliate.

Oggi Koyo avrebbe imposto l'apertura di tutti i Padiglioni per non rendere muta nessuna voce umana. "il futuro della curatela é nell'arte del prendere posizione anche quando é scomoda anche quando ti costa". Koyo

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16. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Gentile Tetyana Berezhna Ministro della Cultura Ucraina e Vice Premier

Scrivo a Lei pensando anche ai vostri 22 colleghi che hanno firmato per la chiusura del Padiglione Russia. La pace si fa in due ma vi ostinate, tutti voi, a considerare un'offesa l'apertura del Padiglione Russia alla Biennale. Volete mantenere le ostilità accese? Non comprendete il valore di un ponte creativo di pace fra Ucraina e Russia che viene chiesto sia dai vostri cittadini sia dai cittadini russi sia dal mondo intero.Questo non lo comprendete ancora. Perciò perdete tempo a firmare documenti inutili.

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17. Via crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Questo articolo é scritto in Quaresima nella Via Crucis-Lucis di Nostro Signore Gesù Cristo che indica possibile a auspicabile il ponte di pace non di odio fra Ucraina-Russia. Senza fanatismo ma con la lucida forza della profezia cristiana. Lei, il Ministro Giuli, la Comunità Europea, dovete trovare la forza di uscire dal cimitero che dopo quattro anni di guerra é sempre e solo più vasto e non più recuperabile alla vita. Quanta vita di valore e preziosa, si sarebbe potuta generare con questi valorosi soldati che adesso sono morti.

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18. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Signori Ministri, non é chiudendo il Padiglione Russia che riusciamo a vincere un conflitto perso, nient'altro che una variazione quotidiana sulla morte che vede entrambe le parti disarticolate, confuse, stanche, attonite, perplesse, mentalmente e fisicamente distrutte, prive di gioia.

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19. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Signori Ministri, non ci può essere ricostruzione culturale e di civiltà senza la pace che non si produce con la chiusura di Padiglioni pensati per restare aperti e vissuti dalle genti del pianeta per rinnovare il dialogo con la costruzione ideale di un mondo nuovo: questo é un obiettivo trascurato dalla stessa Biennale, ma questo conflitto globale ci chiede adesso un ripensamento globale. Un salto di qualità creativo.

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20. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Signori Ministri, il vostro é un atto decadente e superbo privo di prospettiva storica, continuate entrambe le parti a mettere al primo posto la coalizione per la morte e così facendo dimenticate la vita di interi popoli, i vostri popoli, e, con la scusa di difenderli li uccidete. "La decima parte appena delle ansie, delle fatiche, dei disagi, dei pericoli, delle spese e...del sangue che costa la guerra basterebbe a salvaguardare la pace. Per buttar giù questa o quella città metti in campo e in pericolo una caterva di uomini; orbene, mettendoli al lavoro, avresti potuto tirar su, senza pericoli, una città molto più bella". Erasmo Da Rotterdam, Adagia

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21. Via Cricis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Signori Ministri, credere in una vittoria bilaterale é la sola strada percorribile: un ponte di pace fra Ucraina e Russia. La ripicca é un discorso velenoso, rancoroso, infetto, malato, quindi infelice. Al contrario, i popoli del mondo aspirano alla felicità che con la guerra e la distruzione quotidiana di cose e persone NON si ottiene mai.

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22. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Signori Ministri, in un mondo digitale chiudere i Padiglioni é l'apoteosi del vago. Preferite continuare giorno per giorno l'autodistruzione dell'Europa dimenticando che "...il patrimonio artistico e culturale d'Europa (Russia compresa) é oggi l'unica risorsa economica non riproducibile, e quindi infinitamente più preziosa di tante altre. Sotto questo profilo, l'espressione geografica dell'Europa moderna si intreccia fino ad identificarsi con quella culturale. E' stato un grande filosofo di lungua tedesca, nato da famiglia israelita in Moravia, Husserl, a riassumere, nella sua vita e nella sua opera, la vocazione sovranazionale ed universale dell'idea europea.

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23. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Husserl era convinto che la gens europea recasse in sé un sentimento assoluto che superava un -mero tipo antropologico empirico- ed incarnava l'aspirazione ad una -umanità fondata sulla ragione filosofica- e sulla libertà. Ed é stato un grande filosofo italiano, tanto diverso e tanto distante da Husserl nei punti di partenza e in quelli di arrivo del suo discorso, Benedetto Croce, ad animare e vivificare in senso europeo quella religione della libertà, che seppe indicare all'Europa in uno dei momenti più tristi della sua storia, quando cioé era avviata verso la degradazione totalitaria, come e dove ritrovare il senso della cultura inteso come premessa e garanzia del senso della libertà.

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24. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

I valori della cultura sono europeisticamente inseparabili da quelli della libertà (...) A questa coscienza storica, se si vuole a questa tradizione, intendiamo ispirare ed ancorare la presenza e l'azione del ministero per i Beni culturali ed ambientali italiano che proprio oggi -direi- qui, a Strasburgo inizia la sua rotta.(...)" Onorevole Giovanni Spadolini estratto dal discorso pronunciato il 24 gennaio 1975 a Starsbugo nell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa nel corso del dibattito sulla politica culturale europea: in questo estratto l'Onorevole Giovanni Spadolini argomentava sul patrimonio architettonico e il test di Venezia.

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25. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Signori Ministri, ovviamente il Ministro Giuli deve manifestare le ragioni del Governo italiano ma la Biennale é, e vuole essere un luogo diverso. Come la intendeva Koyo é uno spazio per gli angeli non un fronte di conflitto quindi può essere solo un ponte per la pace fra Ucraina e Russia l'atto giusto per colmare il vuoto, il lutto, la perdita non recuperabile di molte vite umane civili e militari. La sofferenza dell'Ucraina é la sofferenza del mondo.

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26. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Signori Ministri, ogni giorno di guerra in più non é una prova di forza vostra che non avete, ma é un addio alla nostra cultura europea che l'Onorevole Giovanni Spadolini ci ricordava nel 1975. Le Radici Cristiane europee dicono altro: parlano di Santità non di scappatoie, di resistenza nella virtù per mantenere la libertà nella pace, quella pace che avete dimenticato.

Vi sentite aggrediti e volete continuare ad aggredire quando il Presidente Putin raggiunti i suoi obiettivi vuole la pace adesso e che voi Signori Ministri, rifiutate, al punto di chiedere ora con una superbia senza pari, la chiusura di un innocente Padiglione della Grande Madre Russia pilastro possibile del ponte di pace fra Ucraina e Russia.

Per il recupero impossibile (in questo periodo ma in futuro con l'evolversi del Diritto Internazionale tutto può cambiare) del 20% di territorio ucraino vi siete giocati il 100% della nobile tradizione della cultura europea.

Se permettete io non sono d'accordo.

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27. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Signori Ministri, é un errore continuare questo conflitto assurdo. Noi artisti siamo vicini sia agli artisti ucraini sia agli artisti russi. Vogliamo costruire un ponte di pace fra Ucraina e Russia, perciò il dialogo con il mondo intero deve restare aperto come Piazza San Pietro a Roma e come il Padiglione della Grande Madre Russia.

Non potete impedirci la formazione permanente di una comunione internazionale di idee creative. Giuda, il traditore, non é il nostro modello. Smettiamola di fare il gioco del demonio.

Noi artisti cattolici pensiamo ad una vita nuova interpretando l'esistente in molteplici forme, e atti, desiderando generare ogni volta un nuovo cosmo di possibilità utili per il bene di tutti.

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28. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin 2007 dedicata a San Giovanni Paolo II

Signori Ministri, gli artisti hanno il coraggio di vincere la pace che voi oggi non riuscite a vedere, allora usate STALINGRAD vi aiuterà allo snebbiamento visivo portandovi lontano dalla tempesta dell'odio percorso al punto di restare quattro anni sul fronte del fallimento umano e spirituale. Queste parole resteranno scolpite nel cuore dell'Europa.

Per uscire da questa menzogna serve un nuovo pensiero planetario che gli uomini di buona volontà sanno produrre. Signora Tetyana Berezhna venga con tutti i suoi colleghi del mondo a Venezia a visitare sia il Padiglione Ucraina sia quello della Russia e finalmente non vedrete nessuno che spara. In Minor Keys la Biennale troverà grazie al respiro spirituale di Koyo e quello di noi artisti presenti o assenti, la forza di vincere la pace.

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Signori Ministri, noi artisti non possiamo accettare le vostre valutazioni perché sono false. Sant'Agostino scrisse: la via della Verità é l'umiltà, trovate in voi stessi l'umiltà e a Volgograd si farà la pace con il Presidente Putin. E' un passo nella direzione di una nuova visione sociale che solo nella Prima Costituzione degli Stati Uniti del Mondo può trovare il suo traguardo e il compimento ultimo del suo destino. Amen.

Stefano Armellin

Pompei, Santa Pasqua 2026

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Koyo In Minor Keys The End

Stefano Armellin +39. 3713539054 - 081.850.44.44 stefano.armellin@gmail.com

The Opera Collection dal 1983

Cronologia di un CAPOLAVORO italiano in questo post in fondo tutti i link degli articoli di Stefano Armellin

Ufficio Stampa

Italy, Pompei, Santa Pasqua 2026


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