martedì 28 dicembre 2010

1003 di 2013 ; Roma 2025 The Opera

Stefano Armellin con il pezzo 1003 di 2013
 del Poema visivo del XXI secolo :
IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE 1993/2013


Titolo : Roma 2025 The Opera  

Come si osserva un'opera d'arte:

Per prima cosa bisogna vederla ! può essere banale, ma gli esseri umani sono capaci di vivere tutta la loro esistenza ignorando le opere d'arte che gli sono accanto. Ed è esattamente quello che succede per le persone e i popoli.


Un buon metodo può essere il seguente : sforzarsi di ignorare l'autore anche se famosissimo, evitare in prima istanza ogni descrizione ufficiale dell'opera, sono tutti dati che si possono acquisire in seguito.

Ricordatevi dello sguardo innocente del bambino di sette anni, e con quello sguardo, attraversate le mostre, i musei, i monumenti, le chiese, le città, le piazze, gli artisti di strada, i Popoli del Mondo, i deserti, le montagne, il mare e il Cielo stellato; per dire a voi stessi:  Non devo comprare nulla perchè il valore autentico non ha prezzo e si riceve gratis; mi trovo d'innanzi a questo spettacolo, cosa mi racconta? In che modo aiuta la mia esistenza a crescere  e a pensare il Mondo ?

Attenzione ! L'opera d'arte o della natura può dirvi con modi bruschi che siete ipocriti. Il Vangelo lo dice spesso. Ma può anche darvi la mano un attimo prima di cadere nella depressione più profonda, oppure donarvi un riconoscimento morale esclusivamente indirizzato a voi; E regalarvi un sorriso per un Felice Natale e Anno Nuovo.

A distanza di un anno sono tornato a Roma, prima in Vaticano, esterno e interno della Basilica di San Pietro, passando dalla tomba di San Giovanni Paolo II che continua a sprigionare un'energia inaudita. 

Tomba oggi traslocata in Basilica alta.

Non potendo ignorare i nomi famosissimi che nella Fabbrica di San Pietro hanno speso la loro vita, mi sono impegnato per “dimenticarli” il tempo necessario alla ricezione di quel che la Basilica intera voleva dirmi, mi ha detto e mi dice:

Toute société qui prétend assurer aux hommes la liberté, doit commencer par leur garantir l'existence.
Ogni società che pretende di assicurare agli uomini la libertà deve cominciare col garantir loro l'esistenza.
E' un passo che trovate nelle Nouvelles conversations de Goethe avec Eckermann di L.Blum (politico francese, 1872-1950).

Ho letto con attenzione sul pavimento della navata centrale della Basilica Vaticana, le misure comparative con le altre Cattedrali del Mondo, tutte più piccole. Ma non ho esclamato, passando fra le voci multilingue delle moltitudini di visitatori, quasi annegato nelle folle orientali, non ho esclamato: 

Stop the World. I want to get off. Fermate il Mondo voglio scendere. Come titolò A. Newley un suo musical.
Non voglio scendere perchè il mio posto è qui : Evviva il Mondo, oggi la sfida é pensarlo.

Certum est quia impossibile est. Come scrisse Tertulliano (160-220 d.C.). in De carne Christi : è una cosa certa, perchè è una cosa impossibile.

A forza di pensarci su ho trovato The Magic Line - la magica linea per governare il progetto The Opera, il punto mentale dove esserci e che si trova sospeso sotto la parola Jesus Christus nella foto in alto. 

Eppure c'è un punto mentale ancora più complicato, quello da poco raggiunto : agganciare mentalmente la concreta possibilità di portare la mostra on line su Facebook a superare il miliardo di utenti.

Un anno fa non percepivo così intensamente il discorso architettonico che oggi, 27 dicembre 2010 , a me personalmente mi è stato rivolto, da ogni marmo, da ogni opera, da ogni rimbalzo di luce, colore e ombra, integrato da sguardi anonimi ma vitali di persone del Mondo di ogni età; quasi volessero suggerirmi questa o quell'idea, rendendo vivo il corpo architettonico. 

Queste persone sono il sangue di San Pietro in azione permanente. Quello che dice il Pantheon è tantissimo, ma qui si è espanso alla massima potenza; e mi viene in mente il celebre detto : 

Homo proponit, sed Deus disponit. L'uomo propone, ma chi dispone è Dio. Lo trovate nell'Imitazione di Cristo, I, 19,2 di Tommaso da Kempis (mistico tedesco, 1379-1471).

Sottolineo in chiusura 2010 che : The Opera senza un accordo intimo e intonato fra la Basilica Vaticana e l'artista non può realizzarsi. 

Dopo molti anni di studio, ora, questo divino accordo è stato raggiunto. 

Il miracolo divino si compie in ogni caso dovunque tu sia, più presente dell'aria che si respira. 

Oggi contemplando la crescita del piccolo abete rosso in giardino e quella di mia figlia, ottengo le stesse informazioni che mi trasmette la cupola di Michelangelo in San Pietro.

Ho fatto un passo avanti notevole restando fermo nel mio studio.

Roma The Opera verso il Grande Giubileo del 2025.

Stefano Armellin

Roma-Pompei 27 dicembre 2010 


L’impressione delle stimmate visibili e invisibili 11, di Padre Felice Artuso
Marthe Robin (1902-1981), francese, figlia di genitori poco praticanti e terziaria francescana, sia nella giovinezza sia nella maturità trascorre un tipo di vita molto simile a quello di Teresa Neuman. 

Nel 1918, colpita da encefalite letargica, cade a terra e non riesce a rialzarsi. 

Diviene paralitica e poi cieca. Riesce tuttavia a riprendersi, ad acquisire una certa autonomia e a rendersi utile nel lavoro dell’uncinetto. Nel 1926 si aggrava per un’emorragia interna e nel 1928 una paralisi la blocca completamente. 

Non cammina più e rimane inferma. Nel 1930 ha un rapimento estatico in cui vede il Signore, che avvia un dialogo con lei e le chiede: “Vuoi essere come me”. Marthe gli risponde: “Il mio io sei tu, La mia vita sia la riproduzione perfetta e incessante della tua”. 

Datogli il pieno consenso, lei avvista dei dardi infuocati che partono da Lui e le imprimono le stimmate visibili sulle mani, sui piedi e sul fianco. 

Nelle estasi seguenti sente anche i dolori, causati dalle punture di spine sulla testa. 

Da ogni giovedì sera a ogni venerdì pomeriggio rivive le tappe della sua Passione e le piaghe si riaprano e sanguinano. 

Lei accetta di soffrire per ottenere la conversione e purificazione dei peccatori. 

Pressata da un’acuta sofferenza, non riesce più a dormire e a deglutire. Cambiata tuttavia nell’animo, non si lamenta, né assilla i molti che vanno a trovarla, per ricevere da lei qualche conforto spirituale. 

Vive per cinquanta anni, coricata sul suo letto, senza mangiare e bere. 

Si nutre solo dell’Eucaristia, che il parroco le pone ogni giorno sulle labbra. 

Sente il bisogno di ricordare a ognuno che quest’alimento sacramentale è migliore e più nutriente di quello naturale. 

Attesta poi che la sua vita è una Messa continua e il suo letto è un altare su cui s’immola. Vittima d’amore e convinta di aver beneficato il prossimo, muore il primo venerdì del mese del 1981. Alle persone aperte alla verità, trasmette un messaggio, che merita un’attenta riflessione. 

La sua stanza diviene per quelli che l’hanno conosciuta, un luogo di preghiera, di meditazione e di affidamento a Dio misericordioso, onnipotente e provvidente .

Padre Felice Artuso