Cari lettori, il tema della 22 esima Giornata del Contemporaneo in Italia é Geografie della contemporaneità. Per un approfondimento dettagliato sui dati/metodologie che hanno già sviluppato il tema, si rimanda all'Appendice completa consultabile in Articolo 26 dedicato a STALINGRAD qui
Per l'evento nazionale in Visit Studio a Pompei sabato 10 ottobre dalle 10 alle 20 (prenotazioni al 3713539054) passo ora a definire i tempi urgenti dello stato geografico e geopolitico del mondo contemporaneo, eccoli:
CODICE ROSSO. STALLO UCRAINA RUSSIA COME RISOLVERLO PER VINCERE LA PACE:
Definire una tempistica esatta in geopolitica è complesso, ma analizzando i fattori materiali, logistici e strategici attuali, i margini di sicurezza concreti per risolvere o incanalare l'impasse non si misurano in settimane, né in molti anni: la finestra critica di stabilità si colloca in un arco temporale che va dai 3 ai 6 mesi, con un limite massimo di tolleranza sistemica stimato intorno ai 12-18 mesi.
Oltre questa soglia, lo stallo cessa di essere una "sabbia mobile" statica e rischia di trasformarsi in una reazione a catena incontrollabile. I margini di sicurezza sono scanditi da tre scadenze precise:
138. /2013 + 22/03/1997 – 12/11/2009 - 14/02/2011 Titolo : Olocausto e l'Apocalisse in blog Armellin
1. CODICE ROSSO, il margine immediato (3 - 6 mesi): La vulnerabilità infrastrutturale
Questo è il periodo a più alto rischio di collasso localizzato o escalation disperata.
L'inverno energetico: Gli attacchi sistematici alle infrastrutture energetiche ucraine hanno ridotto drasticamente la capacità elettrica del Paese. Il superamento dei prossimi mesi invernali rappresenta un crinale critico: se la rete dovesse cedere del tutto, si verificherebbe una crisi umanitaria senza precedenti e una nuova ondata di profughi che costringerebbe i partner occidentali a risposte drastiche o a un coinvolgimento più diretto.
La pressione sul fronte: Nonostante le fortissime perdite e le difficoltà di reclutamento latenti, le forze russe mantengono una pressione costante logorando le linee difensive ucraine nel Donbass. Questa finestra temporale stabilirà se la strategia d'attrito russa otterrà uno sfondamento significativo o se esaurirà la sua spinta propulsiva.
2. CODICE ROSSO, il margine medio (6 - 12 mesi): La tenuta delle risorse e della politica. Entro un anno, i calcoli puramente matematici della Teoria dei Giochi cambieranno a causa dell'esaurimento dei materiali:
I limiti delle riserve militari: Analisti e rapporti di intelligence indicano che entro la metà del 2027 i depositi di hardware militare pesante di epoca sovietica della Russia inizieranno a mostrare segni di svuotamento critico, costringendo il Cremlino a dipendere quasi del tutto dalla nuova produzione (insufficiente a coprire le perdite) o da massicce forniture esterne, aumentando il rischio di coinvolgere attori terzi in modo aperto.
La stanchezza economica e dei finanziamenti: Programmi di assistenza cruciali come lo Ukraine Facility dell'Unione Europea e i pacchetti statunitensi richiedono costanti rinnovi politici. Le opinioni pubbliche occidentali e i bilanci statali mostrano crescenti segni di affaticamento. Un anno è il tempo limite prima che le crepe politiche interne all'Occidente o alla Russia compromettano la stabilità del supporto ai rispettivi fronti.
3. CODICE ROSSO. La linea rossa della degenerazione globale (Oltre i 18 mesi)
Se lo stallo dovesse superare l'anno e mezzo senza canali diplomatici attivi, i "giochi paralleli" fuori dal tabellone principale (quelli legati alle provocazioni nella zona grigia e alle esercitazioni vicino ai confini NATO, o agli incidenti nei cieli europei dovuti ai droni fuori rotta) finirebbero per innescare un errore di calcolo. Più il tempo passa, più aumenta la probabilità statistica di un incidente che costringa ad applicare l'Articolo 5 della NATO, trasformando il conflitto regionale in una guerra planetaria.
In sintesi: I governi e i mediatori globali hanno meno di sei mesi per stabilizzare le crepe più urgenti (energia e linee di rifornimento) e creare un'infrastruttura negoziale parallela, ed entro un anno per trovare un punto di caduta formale. Oltre questo termine, le variabili diventano troppo caotiche per garantire margini di sicurezza concreti.
LA POESIA
Siamo quindi sempre più vicini al ciglio del baratro, Charles Baudelaire ne I fiori del male ancora oggi ci consente un'analisi lucida dei dettagli del perché l'umanità si è spinta sul bordo del precipizio. Ma è proprio sul bordo di questo precipizio che la punta di diamante dell'arte contemporanea internazionale, riunita oggi a Pompei in The Opera Collection dal 1983, di Stefano Armellin, va oltre i limiti della Biennale 2026, e trova la sua massima necessità di espressione verso la Biennale di Venezia del 2028.
Baudelaire ci ha insegnato che l'arte ha il compito sovrano di estrarre la bellezza dal transitorio, la speranza dal declino. Nelle rovine storiche di Pompei, le nuove geografie artistiche non si limitano a registrare le macerie del nostro tempo, ma agiscono come i suoi "fiori": una testimonianza di resistenza estetica assoluta.
Stefano Armellin con il pezzo 1487 di 2013 del Poema visivo del XXI secolo :IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE 1993/2013Titolo : Quanto a quel giorno e a quell'ora,però, nessuno lo sa, (...)
Stefano Armellin con il pezzo 1488 di 2013 del Poema visivo del XXI secolo :IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE 1993/2013Titolo : Eclissi
È il tuffo cristiano-cattolico nel fondo dell'Ignoto per "trovare il nuovo", anche quando il cielo e il mare sono neri come l'inchiostro. Eppure, in questa eclissi, l'arte attiva un contrappunto antico e potente, che risuona delle parole del Cantico dei Cantici: "Forte come la morte è l'amore, tenace come gli inferi è la passione".
Stefano Armellin con il pezzo 1500 di 2013 del Poema visivo del XXI secolo :IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE 1993/2013Titolo : Alla ricerca del Volto di Cristo
Laddove il contemporaneo sperimenta a Venezia l'abisso e il deserto di noia dei Padiglioni nazionali sempre più vuoti di idee, l'atto creativo del genio autentico, risponde opponendo non una fragile illusione, ma una vampata di fuoco mistico che le grandi acque dei fiumi non possono spegnere. La rinascita dell'arte è proprio in questa scintilla fatta The Opera che resiste al naufragio, un sigillo di Verità impresso sul vuoto, come il tamburo michelangiolesco della cupola di San Pietro a Roma.
È quindi muovendosi lungo questo crinale vertiginoso che l'orizzonte si sposta inevitabilmente verso la Biennale di Venezia 2028 Padiglione Italia, un appuntamento che non può più permettersi di essere una semplice rassegna di bigiotteria o una fiera per la vanità del consenso globale. La gravità del tempo presente chiede altro.
L'auspicio per Venezia 2028 è dunque quello di una rottura straordinaria e necessaria. La sessantaduesima edizione deve saper raccogliere questa eredità spezzata e trasformarsi nel luogo in cui la ferita si fa feritoia, dove il fango baudelairiano della nostra crisi globale viene finalmente trasmutato nel sangue mistico di una nuova visione. Solo così la Biennale di Venezia che é la Biennale del Mondo, potrà riscattare decenni di timidezze concettuali e di compromessi formali, restituendo all'arte la sua natura più autentica: non un lussuoso specchio della fine, ma una The Opera millenaria, capace di illuminare la notte del secolo e di rifondare le nostre geografie sentimentali e politiche in una nuova Costituzione, appunto la Prima Costituzione degli Stati Uniti del Mondo.
Stefano Armellin con il pezzo 1555 di 2013 del Poema visivo del XXI secolo : IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE 1993/2013Titolo : Lo zampognaro prima dell'Apocalisse
CONCLUSIONE
L’analisi geopolitica della crisi in Ucraina e dei suoi tempi dilatati ci restituisce la fotografia drammatica di un'Europa ferita, frammentata, costretta a fare i conti con un logoramento che scuote le fondamenta stesse del nostro futuro comune. È in questo preciso scenario di macerie fisiche e morali che la riflessione di Baudelaire si compie: l’umanità intera, sorda ai propri stessi moniti, cammina instabile sul bordo di quel precipizio.
Tuttavia, l'appuntamento di Pompei con "Oltre la Biennale 2026: le nuove idee dell'arte contemporanea internazionale" dimostra che proprio laddove il declino si fa più evidente, la necessità della bellezza diventa la chiave di volta per uscire dallo stallo. Le geografie della contemporaneità non sono semplici mappe di un disastro, ma territori di resistenza intellettuale e creativa né di sinistra né di destra. L'arte contemporanea internazionale al centro, radunata tra gli scavi di Pompei, non dimentica il conflitto e l'orrore del presente, ma li riscatta, estraendo dal fango della storia una luce che é la Speranza nel Rosario di Maria predicata dal suo apostolo prediletto: San Bartolo Longo.
Questo legame indissolubile tra la fragilità umana e la mistica cristiana, l'urgenza della Carità e la rinascita dalle rovine della nostra anima, assume un significato ancora più profondo proprio in queste settimane. Pompei celebra il centenario della morte di San Bartolo Longo (5 ottobre 1926 – 5 ottobre 2026), l'uomo che sui resti di una civiltà sepolta e nella miseria profonda di una valle abbandonata ai briganti, seppe edificare un faro di accoglienza e di riscatto sociale valido ancora oggi.
A un secolo esatto dal suo passaggio, la sua eredità dialoga idealmente con gli artisti del nostro tempo: se il presente ci costringe a guardare dentro il baratro della guerra e della crisi, l'arte e la fede rimangono le uniche forze capaci di trasformare la consapevolezza della fine in un cantiere aperto di rinascita, di pace e della intramontabile bellezza del mistero: "Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura" Marco, 16, 8 Cari lettori, non abbiate paura!
UN POEMA VISIVO PER L'ITALIA IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE Prima parte: (Seconda parte: Tempi Ultimi 2870 opere)
INDICE GENERALE da: 1 a 1000 di 2013, UN POEMA VISIVO PER L'ITALIA
INDICE GENERALE da 1001 a 2013, UN POEMA VISIVO PER L'ITALIA
Dedicato a tutti i Popoli del Mondo
Stefano Armellin +39. 3713539054 - 081.850.44.44
Testi scritti con assistenza AI Mode Google sotto la super visione dell'autore
Stefano Armellin NON usa AI per produrre immagini
Cronologia di un CAPOLAVORO italiano
Italy, Pompei, Sabato 10 ottobre 2026 Giornata del Contemporaneo
28. BEYOND THE BIENNALE 2026. New ideas in international contemporary art in Pompeii by Stefano Armellin
- The energy winter: Systematic attacks on Ukrainian energy infrastructure have drastically reduced the country's electricity capacity. Getting through the upcoming winter months represents a critical turning point: if the power grid collapses completely, it would cause an unprecedented humanitarian crisis. This would spark a new wave of refugees, forcing Western partners into drastic responses or more direct involvement.
- Pressure on the front line: Despite very heavy losses and hidden recruitment challenges, Russian forces are keeping up constant pressure, wearing down Ukrainian defensive lines in the Donbas. This time frame will determine whether the Russian strategy of attrition will achieve a significant breakthrough or run out of momentum.
- Limits of military reserves: Analysts and intelligence reports show that by mid-2027, Russia's storage of Soviet-era heavy military hardware will begin to run critically low. This will force the Kremlin to rely almost entirely on new production (which is not enough to cover its losses) or on massive foreign supplies, increasing the risk of openly involving third-party countries.
- Economic and funding fatigue: Crucial assistance programs, like the European Union's Ukraine Facility and U.S. aid packages, require constant political renewals. Western public opinion and government budgets are showing growing signs of fatigue. One year is the time limit before internal political cracks in either the West or Russia jeopardize the stability of support for their respective sides.











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