lunedì 23 novembre 2009

Da Michelangelo a The Opera


Caro Benedetto XVI,

Ti dicevo che da Gian Lorenzo Bernini a The Opera c’è il vuoto, e mi riferivo alla scarsità di idee prodotte per valorizzare il concetto di Piazza San Pietro che abbraccia il Mondo e l’intera umanità con esso.
Mentre da Michelangelo a The Opera, oggi, dopo il recente incontro (21 cm.) con gli artisti-colleghi in Sistina, ti dico che c’è il pieno. Il tempo è annullato e viviamo il presente del passato, proprio come ultima e geniale indicazione di Maestro Michelangelo. Annuncio circoscritto nello specifico del tamburo della cupola di San Pietro. Poi da lì le linee si collegano magicamente a tutte le opere che contano nel Mondo. Intendo sia tutti i prodotti della cultura mondiale sia tutti quelli del fare umano mondiale. Perciò serve un’iniziativa di sintesi e questa è appunto: The Opera.

Da anni mi sono preso a cuore il discorso michelangiolesco per accogliere il meglio di quello che può essere un logico sviluppo creativo, ma senza dare troppa enfasi alle arti e agli artisti. In fondo per Michelangelo (e per quelli come lui), il termine artista sta stretto.
Quando s’intende abbracciare il Mondo come fa la Santa Sede non ci possono essere visioni unilaterali, troppo riduttive, troppo fondamentaliste, ma policentriche. Serve aggiornare in permanenza una grande visione policentrica del Mondo. Un'autentica sinfonia delle anime. Senza autenticità, quindi senza valore per la persona umana, si penalizza la sintesi di The Opera, che porta nella direzione auspicata dalla tua ultima enciclica Caritas in Veritate .

I Grandi della Terra dimostrano quotidianamente di non riuscire a portare il Mondo fuori dall’impasse della FAME; allora bisogna fare un Appello ai “piccoli della terra”. L’Appello si chiama: The Opera.
Si parte dalla risoluzione dell’emergenza educativa mondiale per il bene del Mondo, con un progetto mondiale che va composto come una partitura armoniosa grazie al contributo di tutti gli studenti di tutte le scuole del Mondo vedi: http://solleviamoilmondo.blogspot.com/ .
Contributo che a tratti già si nota nei gruppi web più lungimiranti e impegnati, ma che ha le sue radici nelle ricerche più illuminanti di tutti gli uomini di cultura del Mondo, nessuno escluso. Gli elaborati possono essere raccolti da docenti e Presidi usando le tecniche della multimedialità per proiettarle anche a tempo reale, sulla facciata di San Pietro; il quel summit del riscatto ideale che penso seriamente vada esteso a tutti i Presidenti di tutti gli Stati del Mondo con i loro Ministri alla cultura e all’istruzione, presenti in Piazza San Pietro nel periodo della manifestazione : Solleviamo il Mondo.

Quel che non riesce a fare la FAO lo farà The Opera come sopra esposta e intesa. Non solo si troveranno così i denari, ma soprattutto i giusti progetti diretti dalle persone di buona volontà che hanno a cuore il destino del Mondo. Atto primo: estirpare la FAME. Dopo sarà tutta una logica conseguenza, perché la stabilità alimentare del Mondo determina una nuova stabilità dei mercati finanziari internazionali, che vanno regolati e controllati da un nuovo governo mondiale che oggi non esiste.

Atto secondo (vicinissimo al primo): la stesura, a cura delle Nazioni Unite, della Prima Costituzione degli Stati Uniti del Mondo.
Caro Benedetto, fra Michelangelo e The Opera la linea non si è mai interrotta, anzi si è rafforzata fino ad incontrare potenzialmente tutti i settori del fare umano

La mia Arte completa quella di Michelangelo e viceversa. Questi sono i ponti, gli archi di pietra della Basilica di San Pio, che collegano idealmente tutta la storia dell’uomo sulla Terra, in particolare tutta la Storia della Salvezza. Abbiamo il dovere di tentare, non un dovere kantiano, ma un dovere evangelico.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

lunedì 16 novembre 2009

Il Volto del Mondo e la Croce

Cari amici di The Opera,

Certamente pensiamo al Volto del Mondo e non a una Croce fondamentalista, ma aperta al dialogo, alla relazione con chiunque. Senza imporre nulla. Una Croce distinta, un nostro Credo autentico, capace di Amore verso tutta l'Umanità.

E' un progetto di mostra che mette in luce anche la Legge ebraica e il Corano dell'Islam; fiduciosi nel Dio comune di Abramo,Isacco e Giacobbe.

Questa comunicazione visiva avviene con discrezione in un percorso che riflette il Mondo multietnico, bisognoso di unità e distensione.

E' una mostra per un Mondo unito verso quella necessaria Prima Costituzione degli Stati Uniti del Mondo che attende dalle Nazioni Unite la giusta determinazione per essere approvata. Pena l'insolvenza verso quel miliardo di persone che oggi nel Mondo chiedono cibo e con esso il legittimo diritto all'esistenza.

Non solo. C'è anche da creare un giusto equilibrio ambientale mondiale, che va di pari passo con l'equità nella distribuzione di tutte quelle risorse, che rendono la vita di tutti degna d'essere vissuta senza corruzione alcuna.

Questo nobile e alto ideale della Prima Costituzione degli Stati Uniti del Mondo è alla portata delle Nazioni Unite.
Il Volto del Mondo e la Croce è un piccolo contributo per portare all'esterno il desiderio di un Mondo Unito come un sentire sincero presente nell'intimo ad ognuno di noi.

Pace e Gioia

Stefano Armellin


lunedì 9 novembre 2009

Sotto il Vesuvio The Opera

Lettera aperta a:

Walter Guadagnini

Presidente Commissione Scientifica del Progetto

Unicredit Group per l'arte contemporanea

http://www.artcollection.unicreditgroup.eu/


Complimenti vivissimi per la mostra in corso alla Bank Austria Kunstforum di Vienna fino al 10 gennaio 2010 e per i suoi obiettivi umanitari. ( Il ricavato dei biglietti di ingresso in PastPresentFuture verrà interamente devoluto al progetto internazionale di solidarietà S.O.S.Kinderdorf : http://www.sos-childrensvillages.org/ ).
Con la presente segnalo alla Vostra competente attenzione, per gli anni ottanta del XX secolo : The Opera, in particolare i primi 900 pezzi selezionati su oltre 1300, formato 24 x 33 cm. su carta, prodotti dal 14/09/1983 al 14/04/1985. La composizione è indivisibile e inedita.

Sotto il Vesuvio si trova quindi il pezzo mancante dell'arte contemporanea del XX secolo. Una singolarità creativa ancora inespressa, che ha generato una composizione oggi entrata nel XXVII anno. Vi scrivo da sotto il Vesuvio come si può vedere dall'opera in lavorazione (foto in alto). Un'immagine che dice bene del peso di The Opera che grava sulle spalle dell'artista. Vesuvio interno notte è un autoritratto o se preferite una oikonomia.
Diventa quindi necessario parlarvi di presupposti fondamentali invisibili per comprendere quelli visibili.
Può una composizione non ancora visibile al pubblico influenzare l'esistente ? può. Provate a chiedervi come vive un artista che nel 1985 ha finito un'opera comprensibile e adatta per il 2010. Per farmi comprendere da Ella ho immaginato un dialogo con l'austriaco Ludwig Wittgenstein (Vienna 1889 - Cambridge 1951) ispiratore del Circolo di Vienna (1929), Circolo che è stato fino al 1938 la sorgente del neopositivismo.
Come testo ho usato, (per dare voce a) Ludwig Wittgenstein, Grammatica filosofica, Scandicci, La Nuova Italia, 1990. Il Dialogo su The Opera concluderà questa lettera aperta.
The Opera affronta la grande crisi delle arti visive che si è verificata ( e per certi versi continua ancora) negli anni settanta, portando artisti come Franco Cipriano a vivere in permanenza percorsi estetici "fuori dal tempo". In una situazione di stallo tutto sembra già detto e già fatto. Partono di continuo nuove sperimentazioni che concludono poco. Non si riescono più a produrre codici visivi validi per la realizzazione di tutti gli esseri umani presenti nel Mondo.
I galleristi non osano chiedere agli artisti di andare oltre, oltre dove ? se non c'è ritorno economico. Allora il ricercatore, ed è il mio caso, rimane senza galleria di riferimento; e affronta in solitudine il nuovo percorso visivo richiesto dalle condizioni storiche del Mondo presente. Ho affrontato la produzione di The Opera nonostante tutto quanto di visivo in arte, dalle pitture rupestri ad oggi, fosse stato fatto. Non bastavano più questi risultati per rappresentare l'immagine del Mondo.
Lo stallo nella storia iconografica dell'umanità è un fatto più serio di una guerra. L'immagine del Mondo, di tutti i Mondi, è una realtà psichica che va ben oltre il suo supporto.
Non basta più passeggiare per il Moma, il Metropolitan, il Whitney, il Guggenheim, la Biennale, il Beaubourg, i Vaticani, la New Tate, il Louvre e il Ludwig Museum, serve altro. Perciò auspico che questa mia conversazione immaginaria con Wittgenstein stimoli la sua curiosità per conoscere finalmente The Opera.

Stefano Armellin (A) Dialoga su The Opera con Ludwig Wittgenstein (W)


W. Potremmo porre questa domanda anche così: qual è la caratteristica generale del fatto che la soluzione è stata trovata ?

A. La vocazione artistica che coincide con quella religiosa viene compresa dopo che ho fatto 900 pezzi indivisibili su carta 24x33 cm. selezionati su oltre 1300. Ma quello che è successo dopo è ancora più interessante
W. Voglio supporre che, appena ho risolto il puzzle, rendo riconoscibile la soluzione ripassando e ingrassando certe linee, e magari mettendoci delle ombreggiature. Perchè ora chiami -soluzione- l'immagine che hai tracciato ?
A. Perchè mi sento al limite. Sento di aver dato tutto il possibile, d'essermi svuotato e la - soluzione - è sempre stata lì d'innanzi a me nelle immagini tracciate.
W. Perchè è la chiara rappresentazione di un gruppo di oggetti nello spazio.
A. Dipende cosa intendi per chiara, a volte se cammini nella nebbia può capitarti di sbattere contro la -soluzione-.
W. Perchè è la rappresentazione di un corpo regolare.
A. La composizione The Opera è un corpo regolare.
W. Perchè è una figura simmetrica.
A. The Opera vive anche di asimmetrie.
W. Perchè è una figura che mi fa l'impressione di un disegno ornamentale.
A. Si. Può essere anche decorativa. Ma non pensare alla tappezzeria della tua casa, qui si manifesta un fatto estetico.
W. Perchè è la rappresentazione di un corpo che mi pare noto.
A. Intendi il Corpo di Cristo o la Sindone ?
W. Perchè c'è una lista di soluzioni e questa figura (questo corpo) si trova sulla lista.
A. La lista è Amore ma anche Guerra, campo di concentramento, Olocausto.
W. Perchè rappresenta una specie di oggetto che io conosco bene: perchè mi fa l'impressione istantanea di essermi ben nota; le collego istantaneamente tutte le associazioni possibili, so come si chiama, so che l'ho vista spesso, so a cosa serve ecc. ecc.
A. Dici bene, questa è la relazione estetica in The Opera, un "associazionismo" di nuove immagini, il volto dell'arte contemporanea.
W. Perchè rappresenta un volto che mi sembra noto.
A. Il volto dell'arte è la radiografia dell'anima; ci trovi tutto in un volto, nel tuo volto.
W. Perchè rappresenta un volto che io riconosco, 1) è il volto del mio amico tal dei tali 2) è un volto che ho visto spesso raffigurato ecc.ecc.
A. Il Volto Santo di Gesù Cristo.
W. Perchè rappresenta un oggetto che ricordo d'aver già visto.
A. Si vedono tanti oggetti e ognuno ha ricordi particolari. Pensa alle nature morte di Morandi.
W. Perchè è un ornamento che conosco bene (anche se non so dove l'ho visto).
A. Mi stai parlando della memoria visiva. Ci può ingannare. Sullo stesso oggetto riversiamo ricordi diversi e il tempo che passa. L'oggetto è lo stesso ma tu sei cambiato.
W. Perchè è un ornamento che conosco bene, conosco il suo nome, so dove l'ho già visto.
A. Lo pensano tutti è universale puoi vederlo anche in te stesso, hai ragione non serve viaggiare per trovarlo.
W. Perchè rappresenta una suppellettile della mia stanza.
A. Sul comò mettiamo sempre i promemoria fondamentali per la nostra vita. La foto dei nostri cari, qualche oggetto prezioso, il telefono che è una finestra sul mondo, un libro, qualche appunto per fermare un pensiero; accanto ci può essere un quadro, una Croce, un Rosario. La nostra stanza è il cuore dell'Amore e ci può parlare di Dio.
W. Perchè ricordo che quest'oggetto mi è stato descritto.
A. Non scavare troppo, la memoria è come l'acqua, il buco si chiude subito, devi arrivare nel profondo in altro modo, con Carità.

W. Perchè mi sembra di conoscere bene l'oggetto: mi viene subito in mente una parola, che è un suo nome (anche se la parola non appartiene a nessuna lingua esistente)

A. Mi ricordi Gv 1,1 : "In principio era il Verbo".

W. (Chi non capisce perchè parliamo di queste cose deve certo aver l'impressione che le cose che diciamo siano vuoti trastulli)

A. Alcuni lo dicono ancora oggi dei miei disegni, è il problema del linguaggio.

W. Pensa alla multiformità di quel che chiamiamo - linguaggio -. Linguaggio a parole, linguaggio d'immagini, linguaggio di gesti, linguaggio di note.

A. Come artista produco immagini nuove quotidianamente, anche se per certe opere il processo creativo dura anni; m'interessa il loro rapporto sull'anima del pubblico del Mondo. Oggi sono veramente interessato alle trasformazioni del linguaggio sacro attraverso le immagini dell'arte contemporanea. Il vertice in questo settore è senza dubbio l'immagine mistica.

W. Allora capire è quasi come vedere un'immagine da cui seguono tutte le regole che rendono comprensibili i segni. Qui -capire- significa qualcosa di simile ad -abbracciare- con lo sguardo.

A. Precisamente, The Opera è una visione policentrica che parte da un singolo artista, da un singolo centro.

W. Al capire una proposizione si può anche paragonare quello che chiamiamo il capire un quadro.

A. Devi aggiungere il sentire il quadro, l'arte è un sentire prima di un capire. Senti che arriverà The Opera anche ignorandone l'esistenza.

W. L'ignorante vede una quantità di linee e non conosce la diversità dei loro significati.

A. Ma anche l'ignorante è immerso nel quadro della vita.

W. Così chi sposa il denaro non lo sposa nel medesimo senso in cui sposa la donna che lo possiede. Il denaro, e quello che ci si compera. In certi casi, un oggetto; ma anche: il diritto di sedere in un certo posto a teatro, o un titolo, o un rapido avanzamento di carriera, o la vita e così via.

A. Il denaro è il carburante del motore della nostra società. Ma il motore è il linguaggio della Carità sono le persone. Una Banca evoluta muove bene i capitali che possiede tanto più valorizza le persone del Mondo che interagiscono con le sue attività. Il credito è un atto di fiducia che stipuli sempre con degli esseri umani non con un bancomat.

W. Ebbene il linguaggio incide anche sulla mia vita.

A. Sulla vita di tutti, non dimentichiamoci del nostro prossimo Ludwig. La Banca di successo nel Mondo, sa individuare il linguaggio adatto per parlare con chiunque, per offrire possibilità concrete di realizzo non solo in una visione mondiale presente, ma immaginando quel che sarà il presente del futuro, e per farlo deve saper cogliere il presente del passato, come già aveva intuito Sant'Agostino.

W. Stefano, io mi limito a descrivere il linguaggio e non spiego nulla.

A. Ludwig, io mi limito a produrre delle immagini lasciando che esse parlino da sè. Ma visto che ci legge Walter Guadagnini consentimi qualche nota in tema con la mostra : www.artcollection.unicreditgroup.eu

W. Nessuna parola può essere sostituibile da un'altra in base all'effetto che ha; così non si può sostituire un gesto con un altro. (La parola ha un'anima non semplicemente un significato).

A. Anche l'immagine ha un'anima e mi chiedo se sarà mai possibile una grammatica delle immagini. Forse con The Opera ho inteso aprire questo discorso sulla grammatica delle immagini nella storia e non solo nella storia dell'arte.

W. Allora dirò: "Sì, ora vedo l'immagine giusta".

A. Vedere l'immagine giusta è come sentire la Parola giusta, quella nota, conosciuta a molti; ma qui si tratta di un'intera composizione conosciuta a pochi, The Opera non è ancora conosciuta da molti.

W. Piuttosto l'esser ben nota consiste forse nel fatto che afferro immediatamente un determinato ritmo dell'immagine, e mi ci attengo, e, per così dire, mi acquieto in esso.

A. Il fatto che sia nota ti toglie ogni timore, la collochi nella tua famiglia di immagini e ti senti tranquillo, appagato. Pensa al quadro della Madonna del Rosario di Pompei.

W. Il compito della filosofia non è quello di costruire un linguaggio nuovo, ideale, ma quello di chiarire l'uso linguistico del nostro linguaggio, del linguaggio esistente. Il suo scopo è eliminare particolari fraintendimenti; non, ad esempio, quello di creare dal nulla una comprensione autentica.

A. Mi chiedo se l'arte possa creare qualcosa dal nulla, oppure anche noi artisti non facciamo altro che riciclare le stesse immagini, antiche e moderne, illudendoci poi di inventare qualcosa di nuovo. In realtà la nostra conoscenza sulla grammatica delle immagini è molto limitata. The Opera è un tentativo.

W. Nel linguaggio tutto viene reso pubblico.

A. C'è molta arte sommersa che mai sarà resa pubblica eppure contiene in sè una capacità di comunicare con l'esterno. Pensa alle tombe. La produzione artistica è indipendente non solo dall'artista ma anche dal pubblico : "Essere e tempo".

W. L'immagine, quale che essa sia può essere interpretata in modi differenti.

A. Il pubblico vede la stessa Croce e la pensa diversamente anche se ha ricevuto la stessa formazione. Vediamo lo stesso quadro e lo viviamo diversamente.

W. Il pensare si può paragonare in tutto e per tutto al disegnar immagini.

A. Certo, e non sposti il problema a distanza ma lo disegni e lo risolvi direttamente sul foglio con generosità. Non riesco a concepire una generosità differita. Perchè non riusciamo a sfamare il Mondo ?

W. L'immagine infatti, dovrebbe essere il linguaggio più diretto. Dunque, l'immagine mi dice se stessa.

A. Tu sei davanti a lei, tu ti esponi, lei ti riflette, ti osserva, ti trasmette energia, ti giudica, forse The Opera è un tribunale : perchè non riusciamo a sfamare il Mondo ?

W. L'immagine mi dice qualcosa : come se usasse parole.

A. Tutte le immagini come tutte le persone del Mondo hanno qualcosa da dire, da offrire, per chiedere che non venga negato loro il diritto all'esistenza libera, che non venga negata la capacità di auto-determinarsi nel Mondo.

W. I linguaggi sono sistemi. Allora il linguaggio giusto sarebbe quello che da luogo all'attività desiderata.

A. E' quello che ti consente il migliore inserimento possibile nel mondo sia per te sia per la tua famiglia, per questo devo spedire questa lettera a Walter Guadagnini. E' il linguaggio della Carità.

W. Il linguaggio m'interessa come fenomeno non come mezzo per uno scopo determinato. Perciò qui ti saluto e ti lascio la chiusura, ciao Stefano.

A. La Carità, nient'altro che la Carità è un fenomeno soprannaturale, ciao Ludwig.

Stefano Armellin




lunedì 19 ottobre 2009

Benedetto XVI un anno fa a Pompei, oggi il Memorial


L'inaugurazione del Memorial a Benedetto XVI

Da sinistra: Il Sindaco di Pompei Claudio D'Alessio, l'Artista Maestro StefanoArmellin, l'Architetto Carmen Esposito, l'Architetto Giuseppe Gargiulo si accingono a scoprire il Memorial

Il Memorial si presenta al pubblico

L'Arcivescovo Prelato di Pompei Mons. Carlo Liberati

Mons. Carlo Liberati si avvia a benedire il Memorial

Mons. Carlo Liberati benedice l'opera
Mons.Carlo Liberati benedice il pubblico presente all'inaugurazione del Memorial a Benedetto XVI dal titolo: La Madonna del Vesuvio
Dopo la benedizione dell'Arcivescovo parla il Sindaco di Pompei Claudio D'Alessio
Da sinistra: Il Generale Giovanni Albano, l'Architetto Carmen Esposito, l'Architetto Giuseppe Gargiulo, l'Artista Maestro Stefano Armellin,Il Sindaco di Pompei Claudio D'Alessio

L'Artista Maestro Stefano Armellin esprime al pubblico i contenuti essenziali del Memorial a Benedetto XVI
Il Generale Giovanni Albano coordina la cerimonia inaugurale del Memorial a Benedetto XVI realizzato dalla ditta Arreditalia di Santa Maria la Carità
L'Architetto Giuseppe Gargiulo anche a nome dell'Architetto Carmen Esposito espone le caratteristiche del basamento artistico che hanno ideato
Il Memorial a Benedetto XVI: La Madonna del Vesuvio di Stefano Armellin
Da sinistra:l'Architetto Giuseppe Gargiulo, l'Artista Maestro Stefano Armellin, l'Architetto Carmen Esposito

Il Memorial a Benedetto XVI è perfettamente integrato con il basamento e forma un solo gruppo : pittorico – scultoreo






Cari amici di The Opera,
Benedetto XVI un anno fa a Pompei

Nella Città della Beata Vergine del Rosario è stato fatto un Memorial della storica visita (v. foto in basso), Memorial benedetto dall’Arcivescovo Carlo Liberati venerdì 9 ottobre 2009 alle ore 12.00.
Pompei non dimentica Benedetto XVI, anzi, attende ancora il Papa. In questo luogo santo generato dalla fede del Beato Bartolo Longo, le iniziative di carità fervono numerose.
Siamo riusciti con un raro gioco di squadra a produrre un Memorial indelebile per la visita tanto attesa di Benedetto XVI del 19 ottobre 2008.
Qui Benedetto XVI ( come i suoi predecessori ) è il Pastore che ama stare accanto alla Madonna del Rosario, per trascorrere con la sua gente ore preziose, dense di significato, simboliche, forti, propulsive per altri fatti creativi. Uno di questi fatti concreti è il nostro Memorial. Ora presente
qui, in questa terra vesuviana, dove serve tanto lavoro in grado di realizzare le aspirazioni dei giovani.
Qui ci sono tutte le premesse per vincere la grande sfida educativa sul campo didattico, nelle scuole di tutta la Regione Campania e di tutto il Mondo.Con il nostro Memorial partiamo con una nuova immagine del Vesuvio, con il Cielo ricolmo di Maria, con una Preghiera composta da opere fatte e non solo immaginate; con un progetto che si chiama : http://solleviamoilmondo.blogspot.com/

Scheda dell’opera : La Madonna del Vesuvio in Piazza Schettini a Pompei dal 9 ottobre 2009.
In questa inquadratura non si vede la targa a sinistra dell’osservatore con la Preghiera alla Madonna del Vesuvio, la dedica a Benedetto XVI, e i nomi : Sindaco Claudio D’Alessio; Donazione Arreditalia Cav. Alfonso Gargiulo; Architetti Giuseppe Gargiulo e Carmen Esposito; Artista Maestro Stefano Armellin. ( Foto Prof. Andrea Scala - tutte le foto in alto sono a cura di Arreditalia )

QUESTA E’ LA PRIMA IMMAGINE DAL TITOLO :
LA MADONNA DEL VESUVIO, A SINISTRA DELL’OSSERVATORE ACCANTO ALLA TARGA CON LA PREGHIERA.
IL VOLTO DI MARIA E’ NEL CIELO, CIELO CHE SI FORMA CON IL SUO VELO.
AL CENTRO L’ALTRO PROTAGONISTA DELL’OPERA: IL VESUVIO, QUI INQUADRATO COME VISTO DA TORRE DEL GRECO.
A DESTRA UN PERSONAGGIO FEMMINILE CHE RAPPRESENTA LE POPOLAZIONI VESUVIANE, CON I CAPELLI INDICA LA DIREZIONE DEL VENTO: DA NAPOLI A POMPEI.
QUEST’OPERA E’ UN’INNOVAZIONE STILISTICA DELL’ARTE SACRA CONTEMPORANEA INTERNAZIONALE.
LA MADONNA PUR TROVANDOSI A LATO DELL’OPERA, CON L’IDEA CIELO-VELO, AVVOLGE TUTTA LA COMPOSIZIONE.
ANCHE PER IL VESUVIO SI TRATTA DI UNA NUOVA IMMAGINE, AL PUNTO CHE QUEST’OPERA INAUGURA UN NUOVO PERCORSO VISIVO NELLA STORIA UNIVERSALE DELL’ARTE.
L’artista è l’autore di The Opera, vedi : http://armellin.blogspot.com/
Il basamento artistico è stato ideato dagli architetti di http://www.arreditalia.net/
Simbolo di quattro bambini seduti in rappresentanza di tutti i bambini del Mondo che accolgono Maria.
Giuseppe Gargiulo e Carmen Esposito hanno usato :
Marmo rosso di Verona (abbinato a: San Gerardo Maiella protettore delle mamme e dei bambini);
Marmo bianco di Carrara (Giovanni Paolo II che l’artista ha conosciuto personalmente);
Tufo di Lecce ( Beato fra Claudio Granzotto, scultore; l’artista è stato consacrato dalla madre al Beato Fra Claudio );
Pietra lavica dell’Etna (San Pio da Pietrelcina, per la mistica).

Pace e Gioia


Stefano Armellin

venerdì 9 ottobre 2009

La Madonna del Vesuvio è stata inaugurata




Caro Sindaco,
mi congratulo con Lei per l'inaugurazione odierna di un'opera scultorea in pietra lavica dedicata alla Madonna del Vesuvio, a pochi giorni del primo anniversario del pellegrinaggio a Pompei del Santo Padre Benedetto XVI. E' un gesto molto significativo in apertura delle festività per il sesto anniversario della proclamazione di Pompei Città (...).
A presto!
Con viva cordialità,
Sergio di Jugoslavia
Presidente Associazione Internazionale Regina Elena

INAUGURAZIONE DELL’OPERA :

LA MADONNA DEL VESUVIO

DELL’ARTISTA STEFANO ARMELLIN;

POMPEI NA ITALY

PIAZZA SCHETTINI,

VENERDI' 9 OTTOBRE 2009 ore 12.00


Si è svolta questa mattina alle ore 12 in piazza Schettini, l'inaugurazione dell'opera pittorica e scultorea in pietra lavica dedicata alla Madonna del Vesuvio. Oltre a numerosi cittadini, hanno preso parte alla cerimonia il Sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, l'Arcivescovo di Pompei, Monsignor Carlo Liberati e l'Artista Maestro Stefano Armellin.
A benedire l'opera, situata a lato della Casa famiglia Giovanni Paolo II, è stata la più alta autorità religiosa presente nell'area, Sua Eccellenza l'Arcivescovo Carlo Liberati, Prelato di Pompei e Delegato Pontificio.
L'opera, è stata donata dal commendatore Alfonso Gargiulo, titolare dell'azienda di design e architettura, Arreditalia, che ha realizzato il bassorilievo in pietra lavica sulla base dell'opera dell'artista veneto che ha scelto come propria residenza la città di Pompei.
"Se ho deciso di firmare il pezzo - ha commentato non senza emozione Armellin - è perché ho ritenuto valido il risultato prodotto dagli abili ceramisti di Arreditalia , e altrettanto valido il basamento concepito dagli architetti di Arreditalia". Basamento, sempre in pietra lavica, composto da quattro bracci di diverso colore che rappresentano quattro bambini di diversa nazionalità, issati come simbolo di fratellanza e solidarietà.
"Un artista che fa arte sacra raggiunge la perfezione non quando esprime il suo Io attraverso la Madonna, ma quando rimane uno strumento per lasciare esprimere il Cielo", ha commentato Armellin, che ha aggiunto: "Cielo che nella nostra opera si identifica con il velo (della Madonna) che diventa allora, un grande e protettivo abbraccio non solo per tutte le popolazioni vesuviane ma per tutto il Mondo".
Entusiasta, il Sindaco di Pompei Claudio D'Alessio che con l’inaugurazione di questa opera - Memorial della visita di Sua Santità Benedetto XVI, pellegrino a Pompei il 19 ottobre dello scorso anno - ha ufficialmente dato inizio ai tradizionali festeggiamenti per onorare il sesto anniversario di attribuzione del titolo di Città a Pompei. "All’artista, pompeiano di adozione, ed agli abili ceramisti ed architetti dell’azienda Arreditalia, vada il mio personale ringraziamento unito a quello di tutta l’amministrazione che mi onoro di presiedere ed a quello di tutti i cittadini di Pompei", ha esordito il primo cittadino. "Pompei, la Città della Madonna del Rosario, oggi si arricchisce con un altro monumento dedicato alla Madonna, la nostra Madre Celeste , allargando lo sguardo verso le popolazioni limitrofe, quelle che vivono intorno al Vesuvio. La dislocazione, all’ingresso di Piazza Schettini, risulta la più idonea perché questa piazza diventerà il polmone di tutti gli eventi di rilievo che saranno organizzati, in futuro, nella nostra Città".



Emiliana Cirillo responsabile Ufficio Stampa Città di Pompei

giovedì 8 ottobre 2009

Armellin e La Madonna del Vesuvio


Cari amici di The Opera,
Ecco il testo che leggerò domani, venerdì 9 ottobre 2009 alle ore 12.00, in occasione dell'Inaugurazione della Madonna del Vesuvio a Pompei, in Piazza Schettini, lato Polizia Municipale; prima parleranno il Sindaco di Pompei e l'Arcivescovo.
Ringrazio l’Arcivescovo, il Sindaco e tutte le Autorità presenti a questa inaugurazione che rende accessibile ai cittadini di Pompei, ai turisti e ai pellegrini: La Madonna del Vesuvio; memorial della visita di Sua Santità Benedetto XVI a Pompei un anno fa.

Se ho deciso di firmare il pezzo è perché ho ritenuto valido il risultato prodotto dagli abili ceramisti di Arreditalia , e altrettanto valido il basamento concepito dagli architetti di Arreditalia.

Un artista che fa arte sacra raggiunge la perfezione non quando esprime il suo Io attraverso la Madonna, ma quando rimane uno strumento per lasciare esprimere il Cielo; Cielo che nella nostra opera si identifica con il velo (della Madonna) che diventa allora, un grande e protettivo abbraccio non solo per tutte le popolazioni vesuviane ma per tutto il Mondo.
Infatti non si può fare arte sacra contemporanea senza una chiara vocazione, che vuol dire nient’altro che fare la volontà del Padre nostro che sta nei Cieli.
Un atto di Fede non è un atto commerciale.
Ma ben venga un sano sviluppo economico nel Mondo, perché la disoccupazione è un male che va combattuto e vinto.

Non ho voluto mettere mano diretta sul manufatto, per lasciare agire ancora di più lo Spirito Santo.

Invito a considerare insieme questi tre aspetti:
1. L’autodeterminazione dell’immagine sacra ; ci sono immagini che richiedono un’evoluzione proprio per comunicare meglio il loro messaggio.

2. Il diritto di interpretare dei ceramisti di Arreditalia, che hanno usato il disegno originale come una partitura musicale. Il mio compito è stato quello del direttore d’orchestra, che, nel caso di un’opera sacra, meno interviene, meglio è per l’opera.

3. Le immagini sacre vanno accolte in Silenzio. Noterete che pur rimanendo le stesse cambiano secondo la luce, la temperatura, ma soprattutto cambiano perché noi cambiamo insieme alla società. Il sole meraviglioso del Sud e l'animo bello e generoso della gente del Sud, renderà quest'opera sempre più viva e amabile.

I bambini che vedono adesso per la prima volta la Madonna del Vesuvio, da adulti si ricorderanno di questa amica e compagna di giochi. Sicuramente poi la vedranno con altri occhi, eppure, quest’immagine continuerà a parlare ai loro cuori dicendo cose nuove, perché è un’opera autentica fatta con Amore.
L’hanno vista in foto, su internet, in versioni diverse, in colori diversi, ma solo qui, a Pompei, in Piazza Schettini, possono toccare senza paura la pietra lavica, e sentirla vicinissima. Al loro cuore, al nostro cuore.

E’ bella questa capacità di Maria di scendere nel Mondo con immagini nuove. Di rispondere in modo concreto alle preghiere dei suoi pellegrini. Di essere sempre in sintonia con la Storia della Salvezza.

L’opera si completa con il testo della Preghiera alla Madonna del Vesuvio :

Madonna del Vesuvio
Proteggi le genti dei Paesi vesuviani

dalle violenti eruzioni

Fa’, o Regina della Pace

che il Vesuvio non porti danno e dolore

a chi ti prega e a chi ti loda,
con la Madonna del Rosario di Pompei.
In ultima istanza è per il bene comune che l’immagine della Madonna oggi, è qui.
Siamo in Piazza Schettini, nella Parrocchia del Sacro Cuore, e, Suo Figlio Gesù, ora, ne sono sicuro, ci sorride dal Campanile del Santuario.
La Madonna del Vesuvio non è mia, è vostra, è nostra.


Stefano Armellin

mercoledì 7 ottobre 2009

Benedetto XVI e La Madonna del Vesuvio


Caro Benedetto XVI,

dopo domani presentiamo per la prima volta al pubblico La Madonna del Vesuvio. E’ un leggerissimo bassorilievo su pietra lavica inserito in un geniale basamento. Non lo possiamo spostare come un quadro. Resterà in Piazza Schettini a Pompei, a lato della Casa famiglia Giovanni Paolo II.
Alle spalle l'opera è protetta dalla Polizia Municipale, di fronte c'è ancora un parcheggio.
E' il memorial della Tua visita a Pompei del 19 ottobre 2008. Tutti qui ti ricordiamo con affetto. La Madonna e la Città, è sempre un valido motivo per un Tuo ritorno a Pompei.
In quest’opera che andiamo ad inaugurare venerdì 9 ottobre 2009 alle ore 12.00 sono legate tante idee che si affacciano sul Mondo. Puoi prenderne atto come : la nuova Estetica di The Opera ; un contributo all’incontro che hai promosso per gli artisti, il 21 novembre 2009, nella Cappella Sistina.
Un capolavoro è limitato, la Madonna no. Qui scatta la differenza, perchè l’arte che affronta con successo un tema sacro, abbraccia Dio e dialoga con Gesù.
L’anno scorso ti scrissi ( vedi nel Blog ) dopo la mostra personale: L’arte e la Croce, (sempre a Te dedicata), nel tentativo di renderTi percepibile attraverso lo scritto, la possibilità Estetica di The Opera applicata alla Basilica Vaticana. Oggi continuo quel testo con queste poche righe ma lascio decisamente la parola alla Madonna del Vesuvio. Il discorso sta diventando troppo complesso, lo vedo dalle opere in corso : il Secondo Avvento; il Giudizio; non che il mio predecessore (Michelangelo) non ci avesse pensato, infatti raduni gli artisti nella Sistina. Ma ora, le linee entrano nella storia e nella politica di un Mondo quattordici volte più denso demograficamente, di quello in cui visse Michelangelo.
Se proprio il governo degli Stati Uniti d’America vuole guidare il cambiamento, come annunciato dal Presidente Obama all’ONU; sul “world-bus” devono salirci i 194 Stati del Mondo.
Per andare dove ?
Nel solo luogo che ci chiede di andare il nostro tempo : all’interno della Prima Costituzione degli Stati Uniti del Mondo.

La Madonna del Vesuvio non è mia, è vostra, è nostra.Ci aspetta a Pompei in Piazza Schettini per l’inaugurazione :venerdì 9 ottobre 2009 ore 12.00.
Info:
http://armellin.blogspot.com
COMUNE DI POMPEI
PALAZZO DE FUSCO, 36
80045 POMPEI (NA)
CAPO UFFICIO CERIMONIALE
Gen.le Giovanni Albano
tel. 081 8576237
fax 081 8576236
Cellulare 331 6680534


Stefano Armellin


martedì 6 ottobre 2009

News La Madonna del Vesuvio


Cari amici di The Opera,
La giornalista Floriana Longobardi ha pubblicato su www.mezzostampa.it :
Cultura: Pompei
ARMELLIN E LA MADONNA DEL VESUVIO
Opera in pietra lavica donata dall'artista al Comune di Pompei

Fra tre giorni Piazza Schettini a Pompei accoglierà la Madonna del Vesuvio. Si tratta di un’opera in pietra lavica, donata al Comune di Pompei dal maestro Stefano Armellin. L’artista, pittore, scultore ed insegnante di religione, di origine veneta ma residente a Pompei da diverso tempo, ha deciso di donare l’opera alla città mariana a titolo totalmente gratuito in attesa di un incarico dalla chiesa locale per provvedere al sostentamento della famiglia “perché di arte al Sud non si vive”. La sua “Madonna del Vesuvio” intende valorizzare la città di Pompei offrendo un contributo concreto all’arte, alla cultura e alla tradizione religiosa di una delle città più famose al mondo. “Si tratta di un’indiscutibile capolavoro dell’arte contemporanea che regge bene il confronto con le sculture religiose di San Giovanni Rotondo- spiega il maestro Armellin - Sarà collocata su un basamento dedicato ai bambini. L’unica soddisfazione per la realizzazione di quest’opera, per la quale non ho ricevuto nemmeno un euro, è di avere una collocazione dignitosa all’interno della città mariana. Mi era stato promesso all’inizio Piazza Bartolo Longo, ora, c’è stato un ripensamento dell’ultimo momento. I collaboratori del sindaco (anche per non far nascere problemi con l’Arcivescovo) hanno deliberato per la principale piazza di Pompei l’esclusiva devozione alla Vergine del Rosario, che si erge benedicente dal campanile del Santuario di Pompei. A questo punto si è ripiegato su piazza Schettini, la “piazza delle polemiche”. Insieme al generale Albano, capo dell’ufficio cerimoniale, alla fine abbiamo trovato lo spazio ideale per la Madonna del Vesuvio: a ridosso del parco gioco per bambini, di fronte alla cassa armonica. E’ un posto frequentato, lontano dalle automobili. E’ il cuore di Piazza Schettini, zona che, a detta del sindaco D’Alessio, diventerà il nuovo polmone verde della città. A mio avviso Maria del Vesuvio avrà la forza di generare grande interesse. Farà diventare famosa la Piazza”. La cerimonia d’inaugurazione della scultura è stata fissata per venerdì 9 ottobre alle ore 12,00. Un’opera sicuramente originale ed innovativa che si pone il compimento di una missione : dimostrare l’eternità, al di là dello scorrere dei secoli, della parola di Dio “ nella Madonna del Vesuvio si può osservare- spiega Armellin- un volto di Madonna che cambia secondo la luce e lo spirito di chi la osserva. Strettamente unita alla Madonna del Rosario di Pompei, la Madonna ci dice del tempo passato parole che non sono mutate”. E per i veri intenditori dell’arte, ecco qualche cenno tecnico sulla realizzazione artistica “La Madonna del Vesuvio può essere considerata il risultato di una configurazione artistica innovativa, che alza il livello della ricerca d’arte sacra contemporanea nel Mondo. Con la Madonna del Vesuvio a Pompei, si rende giustizia al protagonista assoluto di tutta la zona vesuviana: il Vesuvio; e si dipinge quasi in leggero bassorilievo, la Madonna del Vesuvio in un contesto di scultura-basamento ideato dall’architetto Giuseppe Gargiulo, in modo che le linee del marmo incontrino il pensiero dei bambini. Il volto della Madonna è apposta fuori scala e lontano da ogni proporzione classica, osserva lo spettatore e lo interroga”. La Madonna del Vesuvio, al di là del connubio evidente tra sacralità religiosa (Madonna) ed esaltazione territoriale (Vesuvio), si propone come strumento di crescita artistica per la città di Pompei nonché strumento didattico per i giovani “Confidiamo in una buona accoglienza, perché le immagini di successo portano sempre bene ad una Città che intende progredire ed estendere la bontà della sua fama in tutto il Mondo. Metto subito in evidenza come il collegamento didattico sia il più spontaneo e naturale, per un’opera che ha per basamento proprio dei bambini e per soggetto la Madre per eccellenza. A questo proposito è impostato da tempo il progetto:http://solleviamoilmondo.blogspot.com/ che può essere esteso anche alle scuole di Pompei, insieme ad un lungimirante progetto espositivo, che qui propongo, dedicato al Vesuvio nell’arte e nella scienza, che coinvolga i giovani delle scuole di ogni ordine e grado della Regione Campania. Un test per verificare nuove metodologie di inserimento occupazionale, nota dolente in questo territorio. Un tentativo per creare non l’ennesimo corso di formazione che si perde nel nulla, ma una capace gestione delle competenze professionali e culturali acquisite a scuola. Serve quindi promuovere una nuova visione del Mondo, una consapevolezza d'essere tutti cittadini del Mondo, perché i cambiamenti epocali che stiamo vivendo hanno il Mondo come protagonista. Se il motore Italia è inceppato e la crisi economica spaventa è per la mancanza di sintonia con la crescita mondiale. Città come Pompei che per loro natura sono stazioni turistiche internazionali, hanno il dovere di proporre sempre nuove idee. Come ha fatto quest'anno l'architetto Gambardella (già Vice-Sindaco), con la mostra: Pompei - Fabbrica della conoscenza. Con il nostro lavoro cerchiamo di dare un contributo valido in questa direzione. La Madonna del Vesuvio non è mia, è vostra, è nostra. Ci aspetta a Pompei in Piazza Schettini per l’inaugurazione venerdì 9 ottobre 2009 alle ore 12.00”.
Autore: Floriana Longobardi

lunedì 5 ottobre 2009

Pompei e la Madonna del Vesuvio



Cari amici di The Opera,

Pompei e la Madonna del Vesuvio

Fra quattro giorni una Piazza di Pompei accoglierà la Madonna del Vesuvio. Confidiamo in una buona accoglienza, perché le immagini di successo portano sempre bene ad una Città che intende progredire, ed estendere la bontà della sua fama in tutto il Mondo.
Metto subito in evidenza come il collegamento didattico sia il più spontaneo e naturale, per un’opera che ha per basamento proprio dei bambini e per soggetto la Madre per eccellenza. A questo proposito è impostato da tempo il progetto:
http://solleviamoilmondo.blogspot.com/
che può essere esteso anche alle scuole di Pompei, insieme ad un lungimirante Progetto espositivo, che qui propongo, dedicato al Vesuvio nell’arte e nella scienza, che coinvolga i giovani delle scuole di ogni ordine e grado della Regione Campania. Un test per verificare nuove metodologie di inserimento occupazionale, nota dolente in questo territorio. Un tentativo per creare non l’ennesimo corso di formazione che si perde nel nulla, ma una capace gestione delle competenze professionali e culturali acquisite a scuola.

Serve quindi promuovere una nuova visione del Mondo, una consapevolezza d'essere tutti cittadini del Mondo, perchè i cambiamenti epocali che stiamo vivendo hanno il Mondo come protagonista. Se il motore Italia è inceppato, e la crisi economica spaventa, è per la mancanza di sintonia con la crescita mondiale.

Città come Pompei che per loro natura sono stazioni turistiche internazionali, hanno il dovere di proporre sempre nuove idee. Come ha fatto quest'anno l'architetto Gambardella (già Vice-Sindaco), con la mostra: Pompei - Fabbrica della conoscenza. Con il nostro lavoro cerchiamo di dare un contributo valido in questa direzione.
La Madonna del Vesuvio non è mia, è vostra, è nostra.Ci aspetta a Pompei in Piazza Schettini per l’inaugurazione :

venerdì 9 ottobre 2009 ore 12.00.
Info:
http://armellin.blogspot.com/
COMUNE DI POMPEI
PALAZZO DE FUSCO, 36
80045 POMPEI (NA)
CAPO UFFICIO CERIMONIALE
Gen.le Giovanni Albano
tel. 081 8576237
fax 081 8576236
Cellulare 331 6680534


Stefano Armellin

domenica 4 ottobre 2009

Nel volto della Madonna del Vesuvio




Cari amici di The Opera,
Nel volto della Madonna del Vesuvio

In un ingrandimento che passa da 24 x 33cm su carta (1/7) a 50 x 70 cm su pietra lavica (sono sette lastre più quella della Preghiera); si modifica l’immagine di partenza soprattutto per il cambiamento di tecnica. Perciò il volto della Madonna a pastello che potete osservare su:
http://www.youtube.com/watch?v=9Iq9WKMvQQs
modifica espressione, come si nota nella foto in alto. Ora, il mio intervento di artista sul manufatto si è limitato alla firma. Se ho deciso di firmare il pezzo è perché ho ritenuto valido il risultato prodotto dagli abili ceramisti di www.arreditalia.net .
Inoltre un artista che fa arte sacra raggiunge la perfezione non quando esprime il suo Io attraverso la Madonna, ma quando rimane uno strumento per lasciare esprimere il Cielo; Cielo che nella nostra opera si identifica con il velo (della Madonna) che diventa allora, un grande e protettivo abbraccio per tutte le popolazioni vesuviane.
Infatti non si può fare arte sacra contemporanea senza una chiara vocazione, che vuol dire nient’altro che fare la volontà del Padre nostro che sta nei Cieli.
Un atto di Fede non è un atto commerciale. Per questo non ho voluto mettere mano diretta sul manufatto, per lasciare agire ancora di più lo Spirito Santo.
Perciò vanno considerati insieme tre aspetti:

L’autodeterminazione dell’immagine sacra
Il diritto di interpretare dei ceramisti di Arreditalia, che hanno usato il disegno originale come una partitura musicale. Il mio compito è quello del direttore d’orchestra, che, nel caso di un’opera sacra, meno interviene, meglio è per l’opera.
Il Silenzio è il linguaggio della mistica.

Ma perché va bene il volto della Madonna del Vesuvio? Perché il tratteggio così marcato diventa in realtà simbolo dell’interno del cratere, ed è più aderente alla missione di garantire una protezione celeste sul vulcano.
La Preghiera che compare nel video è stata modificata per renderla più universale e sarà messa accanto al volto.L’opera sacra si completa con il testo della Preghiera alla Madonna del Vesuvio perché si fa Annuncio.
Detto questo farò molta attenzione a tutte le osservazioni del pubblico del Mondo, perché in ultima istanza è al pubblico del Mondo che l’immagine della Madonna del Vesuvio si rivolge.

La Madonna del Vesuvio non è mia, è vostra, è nostra.Ci aspetta a Pompei in Piazza Schettini per l’inaugurazione :
venerdì 9 ottobre 2009 ore 12.00.
Info:
http://armellin.blogspot.com
COMUNE DI POMPEI
PALAZZO DE FUSCO, 36
80045 POMPEI (NA)
CAPO UFFICIO CERIMONIALE
Gen.le Giovanni Albano
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Stefano Armellin



sabato 3 ottobre 2009

Nel mistero della Madonna del Vesuvio


Cari amici di The Opera,

Nel mistero della Madonna del Vesuvio

Ogni immagine sacra ha la sua storia che si distingue per originalità; basta vedere le vicende delle vesuviane: Madonna della Neve, Madonna del Castello, Madonna dell’Arco e soprattutto della Madonna del Rosario la più vicina fisicamente alla Madonna del Vesuvio.

Parliamo di immagini sacre non di apparizioni. Pitture e sculture dedicate alla Vergine che generano consolazione e invito alla testimonianza evangelica. In nessuno dei cinque esempi sopra citati c’è un volto mariano paragonabile ad una Madonna di Raffaello o di Cima da Conegliano, eppure possiedono un senso del mistero assente nelle altre.

A sei giorni dall’inaugurazione della Madonna del Vesuvio sappiamo che sarà collocata in Piazza Schettini, quindi vicinissima alla Basilica Pontificia, ma non sappiamo ancora il punto esatto. Sono state esaminate diverse possibilità per tornare nuovamente nel lato della Polizia Municipale.
E’ molto interessante questa fase proprio perché la Madonna del Vesuvio è un’immagine sacra autentica, perciò capace di autodeterminazione.
L’esempio più straordinario al Mondo è quello della Madonna di Guadalupe in Messico.

La caratteristica che mi sembra scorgere nella Madonna del Vesuvio è l’espansione iconografica dello stesso soggetto, dalla carta, al video, e ora alla pietra lavica. In più, noto che il volto della Madonna si esprime in modo diverso a seconda dell’osservatore. Ma questa può essere una caratteristica intrinseca in ogni opera d’arte.
E’ certamente il primo memorial alla visita di Sua Santità Benedetto XVI a Pompei del 19 ottobre 2008.
La Madonna del Vesuvio non è mia, è vostra, è nostra.Ci aspetta a Pompei in Piazza Schettini per l’inaugurazione :
venerdì 9 ottobre 2009 ore 12.00.

Info:
http://armellin.blogspot.com
COMUNE DI POMPEI
PALAZZO DE FUSCO, 36
80045 POMPEI (NA)
CAPO UFFICIO CERIMONIALE
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Stefano Armellin

venerdì 2 ottobre 2009

Arte e mistica nella Madonna del Vesuvio


Cari amici di The Opera,
Arte e mistica nella Madonna del Vesuvio


Da Picasso ad Armellin.
Quel che è stata l’opera del collega Picasso per il XX secolo, The Opera che porto avanti dal 1983, lo è per il ponte ideale che passa dal XX al XXI secolo.Vedi il Blog.
Finalmente nel 2009 si mette in luce con la Madonna del Vesuvio, il risultato di una configurazione artistica innovativa, che alza il livello della ricerca d’arte sacra contemporanea nel Mondo.
Con la Madonna del Vesuvio a Pompei, si rende giustizia al protagonista assoluto di tutta la zona vesuviana: il Vesuvio; e si dipinge quasi in leggero bassorilievo, la Madonna del Vesuvio in un contesto di scultura-basamento ideato dall’architetto Giuseppe Gargiulo, in modo che le linee del marmo incontrino il pensiero dei bambini.
Il volto della Madonna è apposta fuori scala e lontano da ogni proporzione classica, osserva lo spettatore e lo interroga.
Picasso (1881-1973) non è riuscito a dire tutto. Per certi versi la sua arte è rimasta sperimentale. Perciò mi sono buttato nell’impresa di trovare una nuova sintesi iconografica per il Mondo.
A mio avviso Cèzanne (1839-1906) e Van Gogh (1853-1890) sono sempre più avanti delle illusioni di certa arte contemporanea.
A Paul Klee (1879-1940) ho dedicato un’intera composizione di 1353 pezzi realizzati dal 14/03/2004 al 27/10/2005 in formato 21 x 30 cm.
La deposizione di Rosso Fiorentino del 1521 (olio su tavola cm.333 x 196, Volterra,Pinacoteca Comunale), l’ho risolta nel 2008 in una tela 50 x 60 cm.. totalmente dipinta di bianco, come la cornice e la Croce sudario nel mezzo.
Non dimentico la lezione di Marc Rothko (1903-1970); William Congdon (1912-1998) http://www.congdonfoundation.com/ ; Henry Moore (1898 -1986 che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente a Firenze); e Joan Mirò (1893 – 1983).
Non ho spazio per citare tutti i colleghi che attraverso il loro lavoro danno stimoli costruttivi al mio, come la scultrice Marialuisa Tadei che sta esponendo alla Biennale di Venezia e alla quale ho dedicato un post su questo Blog.
L’aspetto mistico della Madonna del Vesuvio è il più importante, e qui, il riferimento è allo scultore Beato fra Claudio Granzotto (1900 -1947 ) al quale mia madre mi ha consacrato. “ A 33 anni entrò nell’ordine francescano, come fratello, declinando per umiltà l’invito dei superiori di accedere al sacerdozio”. Ho portato nel Santuario a Lui dedicato, a Santa Lucia di Piave (TV), nel gennaio 2009, la Madonna del Vesuvio su carta. Una delle mie ultime opere è : Autoritratto con Padre Pio. Ho appena terminato il primo studio per : Vesuvio calmo.
La Madonna del Vesuvio non è mia, è vostra, è nostra.
Ci aspetta a Pompei in Piazza Schettini per l’inaugurazione :
venerdì 9 ottobre 2009 ore 12.00.
Info:COMUNE DI POMPEI
PALAZZO DE FUSCO, 36
80045 POMPEI (NA)
CAPO UFFICIO CERIMONIALE
Gen.le Giovanni Albano
tel. 081 8576237
fax 081 8576236
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Stefano Armellin

Primo articolo per la Madonna del Vesuvio


Cari amici di The Opera,
sul notiziario on line www.torresette.it è uscito :
Pompei. A piazza Schettini la scultura della Madonna del Vesuvio
Giovedi 1 Ottobre 2009 ore 13:41
La Madonna del Vesuvio farà il miracolo di abbellire piazza Schettini? E’ l’augurio di tutti. C’è proprio bisogno di un miracolo per chiudere il capitolo sfortunato di un’opera pubblica molto contestata. Il sindaco Claudio D’Alessio, con un garbato manifesto, ha chiesto scusa ai suoi concittadini, spiegando i motivi di un’opera scadente, realizzata dopo anni di chiusura del centro storico e lo sperpero di ingenti risorse finanziarie della comunità. Ha anche promesso che farà del suo meglio per consegnare alla fine una bella piazza alla città. Ora in occasione della Festa della Città è stato progettato di collocare al suo interno la scultura della Madonna del Vesuvio. Si tratta di un’opera in pietra lavica, donata al Comune di Pompei dal maestro Stefano Armellin. L’artista non ci guadagna nulla, particolare che acquista rilievo alla luce del fatto che si tratta di un insegnante di religione originario del Veneto ma residente a Pompei. Attende un incarico dalla chiesa locale per provvedere al sostentamento della famiglia “perché di arte al Sud non si vive”. La sua “Madonna del Vesuvio” è un’opera che deve essere inaugurata nel centro di Pompei. Si tratta di un’indiscutibile capolavoro dell’arte contemporanea che regge bene il confronto con le sculture religiose di San Giovanni Rotondo. Sarà collocata su un basamento dedicato ai bambini (ARCHITETTO Gargiulo). Unica soddisfazione per l’artista, che ripetiamo non riceverà per la sua opera neanche un euro (la realizzazione è di Arreditalia) è di avere una collocazione dignitosa per la sua opera. Gli era stato promesso all’inizio Piazza Bartolo Longo, ora c’è stato un ripensamento dell’ultimo momento. I collaboratori del sindaco (anche per non far nascere problemi con l’Arcivescovo) hanno deliberato per la principale piazza di Pompei l’esclusiva devozione alla Vergine del Rosario, che si erge benedicente dal campanile del Santuario di Pompei. A questo punto si è ripiegato su piazza Schettini, la “piazza delle polemiche”. Il generale Albano, capo dell’ufficio del Cerimoniale, quando ha comunicato all’artista il nuovo orientamento ha riscontrato il peso della sua delusione. “Il ripiego sul flop urbanistico di Piazza Schettini si legge come il tentativo di rendere bella una Piazza brutta, con un´opera straordinaria e unica come M.V.”. La battuta a caldo del Maestro, però, è stata superata dal suo spirito di collaborazione. Armellin insieme al generale Albano alla fine ha trovato lo spazio ideale per la sua Madonna: a ridosso del parco gioco per bambini, di fronte alla cassa armonica. E’ un posto frequentato, lontano dalle automobili. “E’ il cuore di Piazza Schettini (ndr. il sindaco ha promesso che diventerà polmone verde del centro storico) non ci sono altre opere - ha esultato questa volta Armellin -. A mio avviso Maria del Vesuvio avrà la forza di generare grande interesse. Farà diventare famosa la Piazza”. La cerimonia d’inaugurazione della scultura è stata fissata per venerdì 9 ottobre alle ore 12.MARIO CARDONE

giovedì 1 ottobre 2009

Al pubblico della Madonna del Vesuvio


Cari amici di The Opera,
Al pubblico della Madonna del Vesuvio

Il cammino della Madonna del Vesuvio, è iniziato a Pompei il 3 gennaio 2008 quando, dopo un mese di lavorazione ho terminato il lavoro originale su carta.
Tutto il processo creativo è descritto sul Blog.
Nella primavera del 2008 c’è stato il passaggio dell’opera in video su youtube; e, a fine 2008 nella Fiera : Pompei Expò, l’incontro con Arreditalia.
E’ stata la brillante decisione del titolare di Arreditalia: Cavaliere Alfonso Gargiulo, di fare una donazione alla Città di Pompei; a dare il via allo studio per l’ingrandimento su pietra lavica.
Qui la sfida creativa si è rivelata in tutta la sua complessità perché sull’ingrandimento dell’opera hanno messo le mani solo gli abili ceramisti di Arreditalia, seguendo pari-pari le mie indicazioni scritte e verbali.
Però non perdiamo di vista il fatto decisivo : in tutti questi passaggi d’immagine, e parliamo di un’immagine sacra autentica, è sempre la Madonna a determinare tempi e modi per questo suo manifestarsi attraverso l’arte contemporanea. Che, in questa originale realizzazione, comprende anche il basamento ideato dall’architetto Giuseppe Gargiulo, a simbolo dell’innocenza dei bambini di tutto il Mondo.
La Preghiera alla Madonna del Vesuvio l’ho composta insieme al collega, docente di Religione Cattolica, Prof. Andrea Scala.

Seguendo le indicazioni del Sindaco Claudio d’Alessio, dell’Assessore all’Istruzione Prof. Pasquale Avino, del Generale Giovanni Albano, del giornalista Mario Cardone e del Parroco Don Sebastiano Bifulco; abbiamo infine individuato il posto adatto per la collocazione della Madonna del Vesuvio in Piazza Schettini.

In un certo senso è come se la Madonna continui a scendere per venire incontro a noi tutti, nel cuore di noi tutti. E questo accade a Pompei grazie all’impegno quotidiano che si svolge nel Santuario mariano diretto dal Vescovo Carlo Liberati, Delegato Pontificio.
L’immagine della Madonna del Vesuvio dedicata alla visita di Sua Santità Benedetto XVI a Pompei, il 19 ottobre 2008; è diversa da quella portata dal Beato Bartolo Longo per il Santuario di Pompei, centotrentaquattro anni fa; ma il significato è identico.
La Madonna del Vesuvio non è mia, è vostra, è nostra. Ci aspetta a Pompei in Piazza Schettini per l’inaugurazione :
venerdì 9 ottobre 2009 ore 12.00.
Info:
COMUNE DI POMPEI
PALAZZO DE FUSCO, 36
80045 POMPEI (NA)
CAPO UFFICIO CERIMONIALE

Gen.le Giovanni Albano
tel. 081 8576237
fax 081 8576236
Cellulare 331 6680534


Stefano Armellin

mercoledì 30 settembre 2009

Seconda Preghiera alla Madonna del Vesuvio


Preghiera alla Madonna del Vesuvio


Madonna del Vesuvio
Proteggi le genti dei Paesi vesuviani

dalle violenti eruzioni

Fa', o Regina della Pace

che né la violenza del Vesuvio né quella degli uomini

portino morte e distruzione
in nessun Paese del Mondo.

_________________________

In memoria della visita di Sua Santità Benedetto XVI
A Pompei il 19 ottobre 2008

____________________________

Sindaco Claudio D’Alessio
Donazione di Arreditalia
Architetto basamento Giuseppe Gargiulo
Artista Maestro Stefano Armellin

Pompei, venerdì 9 ottobre 2009

lunedì 28 settembre 2009

La Benedizione della Madonna del Vesuvio



Cari amici di The Opera,

Lunedì 28 settembre con mia figlia Lorenza, il mio Parroco Don Sebastiano Bifulco www.parrocchiaimmacolata.net/ e il collega Prof. Andrea Scala, sono andato nei laboratori Arreditalia di Santa Maria la Carità; presente l'architetto Giuseppe Gargiulo ideatore dell'originale basamento per la Madonna del Vesuvio ormai completata (vedi foto) e pronta per l'inaugurazione a Pompei.
Don Sebastiano ha benedetto per la prima volta l'opera.
Ma cosa ci dice la Madonna del Vesuvio ?
un volto di Madonna che cambia secondo la luce e lo spirito di chi la osserva.
Strettamente unita alla Madonna del Rosario di Pompei (foto in alto) per la quale domenica 4 ottobre ricorre "La Supplica", vedi www.santuario.it/
La Madonna ci dice del tempo passato parole che non sono mutate.
Parole che si trovano nelle Sacre Scritture;
da Esse, Ella proviene, e in Esse, Ella,
con il Figlio Suo;
ritorna.
Stefano Armellin
Inaugurazione Madonna del Vesuvio
Memorial for Benedetto XVI a Pompei

venerdì 9 ottobre ore 12.00

fronte Piazza del Santuario
in Piazza Schettini
Info:
COMUNE DI POMPEI
PALAZZO DE FUSCO, 36
80045 POMPEI (NA)
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tel. 081 8576237
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mercoledì 23 settembre 2009

Memorial for Benedetto XVI a Pompei





Cari amici di The Opera,

INVITO

In memoria della visita di Sua Santità Benedetto XVI a Pompei il 19 ottobre 2008

Inaugurazione della Madonna del Vesuvio
del Maestro Stefano Armellin

Venerdì 9 ottobre 2009 ore 12.00
fronte Piazza del Santuario
in Piazza Schettini

Non un evento episodico ma qualcosa di più vicino al nostro intimo sentire.
Stefano Armellin

“Lo sviluppo integrale dei popoli e la collaborazione internazionale esigono che venga istituito un grado superiore di ordinamento internazionale di tipo sussidiario per il governo della globalizzazione. Urge la presenza di una vera Autorità politica mondiale”.
Da Caritas in Veritate di Benedetto XVI

Per Info:
COMUNE DI POMPEI
PALAZZO DE FUSCO,
3680045 POMPEI (NA)
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Gen.le Giovanni Albano
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fax 081 8576236
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martedì 22 settembre 2009

Inaugurazione Madonna del Vesuvio a Pompei




Cari amici di The Opera,
A Pompei in occasione della Festa
Pompei è Città
9 ottobre 2009 ore 12.00
fronte la Piazza del Santuario di Pompei lato Vigili Urbani :
L’inaugurazione della Madonna del Vesuvio di Stefano Armellin

Nelle foto di Gaia De Nicola, in alto,
Stefano Armellin, firma, nel laboratorio Arreditalia di Santa Maria La Carità ,
La Madonna del Vesuvio.
News - Ricevo e pubblico :
Carissimo Stefano, grande artista. Non sono riuscito, fin ad oggi, a darti una risposta concreta per la lunga gestazione che ha determinato questa decisione. Il Sindaco di Pompei innanzitutto ringrazia Lei e la Leadership di Arreditalia per il notevole e meritorio lavoro svolto per la ideazione e la realizzazione di questa notevole opera.
L'opera sarà inaugurata venerdì 9 ottobre alle ore 12.00 con cerimonia apposita alla presenza di tutte le autorità comunali . All'inaugurazione dell'opera seguirà la tradizionale festa della Città di Pompei nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre alla quale sia Lei che la Dirigenza di Arreditalia siete invitati.
La dislocazione dell'opera è stato deciso che sia la piazzola prospiciente gli Uffici della Polizia Municipale , Fronte il parcheggio di Piazza Schettini.Questa piazza , nelle intenzioni dell'attuale amministrazione , costiturà, non appena terminata, centro di coagulo di tutti gli eventi che saranno organizzati a Pompei .
Carissimi saluti
COMUNE DI POMPEI
PALAZZO DE FUSCO,
3680045 POMPEI (NA)
CAPO UFFICIO CERIMONIALE
Gen.le Giovanni Albano
tel. 081 8576237
fax 081 8576236
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lunedì 21 settembre 2009

La Madonna del Vesuvio

Cari amici di The Opera,

Questa Madonna che fin dall'inizio nasce come teofania artistica, è una manifestazione di Dio e non dell'artista che l'ha prodotta materialmente. In ciò sta il suo valore.
Il fatto che da mesi viaggi on line nell'etere terrestre, non pregiudica il suo sviluppo sulla pietra ; come memoriale della visita di BENEDETTO XVI a Pompei il 19 ottobre 2008.
Questa Madonna si evolve sulla pietra lavica con un ingrandimento che la fa crescere come un organismo vivente. Ha una sua vita. Ed è un'immagine talmente potente che non abbisogna più dell'intervento diretto dell'artista suo strumento.
A questo livello il caso non esiste, e non è l'artista che fa la Madonna ma la Madonna che fa maturare l'artista.
Il bello della Madonna nell'arte è che appare sempre, non c'è un veggente che comunica un messaggio, perchè l'immagine sacra è il messaggio.

Non stacco il pensiero da quest'opera che andrà a trovare la sua collocazione fronte la Piazza del Santuario di Pompei lato Vigili Urbani venerdì 9 ottobre 2009 ore 12.00. Un luogo capace di amplificare la sacralità del Santuario.
Ora, immaginiamo che questo non avvenga. Cosa cambia ?
ci manca qualcosa, un punto di forza in meno a puntellare la diga spirituale che impedisce alle forze del male di prevalere.

Ma parliamo ora della genesi di quest'opera. In primo luogo oggi non esisterebbe senza il sacramento del matrimonio che ho acquisito sposando Mariarosaria, una pompeiana doc. Pensate che la Madonna del Vesuvio è stata realizzata nella casa dov'è nata mia moglie, e dove ora risiedo dal 23 luglio 2007. Nel mese di dicembre di quello stesso anno mi sono messo all'opera inizialmente con il proposito di generare una nuova immagine del Vesuvio.

Poi, durante la lavorazione quando avevo impostato il volto di una figura mitologica ecco che vedo le linee non quadrare più in quella direzione. Sotto i miei occhi la composizione cambiava configurazione, quel volto diventava femminile, il Cielo diventava il suo velo.

Allora ho compreso che la Madonna del Cielo era lì, sulla mia opera, a controllare la forza del Vesuvio. Da qui automaticamente il titolo ; La Madonna del Vesuvio :

1. E' un'immagine nuova nella storia dell'arte sacra contemporanea risultato di ventisei anni di ricerca artistica coerente e autofinanziata !

2. E' una nuova immagine del Vesuvio.

3. E' un logo atto a catalizzare altre località oltre Pompei.

4. Si esprime con tutte le sue potenzialità proprio nella versione su pietra lavica, perciò sia il video sia l'originale su carta sono solo un preambolo.

5. E' il primo monumento con apposito e studiato basamento ( a cura di Arreditalia ) in ricordo della visita di BENEDETTO XVI a Pompei.

6. E' una donazione totale alla Città, ai turisti ai pellegrini (ricordo che il Beato Bartolo Longo acquistò il quadro della Madonna del Rosario).
La quotazione sia dell'originale sia del manufatto supera tranquillamente le decine di migliaia di euro.

7. Ha già un seguito nell'opera : Vesuvio interno notte, in concorso al http://www.premioterna.it/

Pace e Gioia

Stefano Armellin

domenica 20 settembre 2009

La Madonna del Vesuvio a Pompei







Stefano Armellin (49 anni) nel laboratorio di Arreditalia a Santa Maria la Carità, verifica l'ingrandimento della Madonna del Vesuvio e gli smalti che saranno usati per il passaggio dell'opera originale su carta Fabriano F4 alla pietra lavica dell'Etna.

Cari amici di The Opera,
L'opera sarà inaugurata venerdì 9 ottobre 2009 alle ore 12.00 a Pompei
fronte la Piazza del Santuario lato Vigili Urbani

La professionalità, sia delle maestranze, sia dei tecnici e degli artigiani di:
è tale, che, non solo non ci sarà perdita di forza espressiva dalla Madonna del Vesuvio originale all'ingrandimento; ma ci sarà un complemento significativo dell'opera a tutto vantaggio del bene pubblico, per i pellegrini, i turisti e residenti.

Posso dire che la sintonia con il Team Work di :
è già di per sè un risultato miracoloso.

Misure dell'ingrandimento :
sette lastre di settanta centimetri di altezza per cinquanta centimetri di larghezza;
misura totale della composizione : trecentocinquanta centimetri di larghezza per settanta centimetri di altezza. Più la targa con la Preghiera e i Ringraziamenti.
Tutta l'opera va poi inserita in un basamento artistico già ideato.

La Madonna del Vesuvio : http://it.youtube.com/stefanoarmellin

Riprese e montaggio audio-video a cura del Prof. Guido Gaglione. L'opera che mi ha impegnato per l'intero mese di dicembre 2007, lo stesso tempo usato da Picasso per Guernica, con la differenza che il mio lavoro originale di partenza è su sette fogli Fabriano F4 24 x 33 cm che vanno accostati uno all'altro. Un'opera che si presta ad un ingrandimento sia per esterni che per interni. Per Istituti scolastici o sedi ministeriali, ma anche a New York, nella sede dell'ONU, farebbe la sua figura, soprattutto per rinnovare l'immagine della Campania-Italia così tanto danneggiata. Fino ad oggi nessuno ha mai pensato di fare una Madonna espressamente dedicata al Vesuvio. Questa caratteristica è quindi l'unicità di quest'opera che mi auguro possa portare tanto bene, sia ai credenti sia ai non credenti.

Ma perchè un'altra Madonna non bastavano già quelle esistenti ?

Ricordiamoci che la Madonna è sempre una soltanto, una come la Verità.

Il primo ingrandimento al mondo, su pietra lavica dell'Etna, della Madonna del Vesuvio, è a cura di : www.arreditalia.net/

Stefano Armellin
video

sabato 19 settembre 2009

Lettera aperta a Barack Obama







Cari amici di The Opera,

Al Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama


Nel fax che ho inviato alla Casa Bianca il sette giugno 2009, ho espresso una sintesi della ricerca creativa che porto avanti da anni, mirata a dare un contributo significativo alle emergenze planetarie del nostro tempo.

Ella Signor Presidente, può verificare la bontà dell’iniziativa The Opera che intende proporsi come vettore utile per aggregare le scuole del Mondo e i loro Presidenti in vista di una grande manifestazione d’intenti, idonea a rafforzare i valori essenziali propri di ogni essere umano vivente sul Pianeta Terra.

S’intende che The Opera è un contributo che principalmente proviene dall’arte contemporanea italiana ed è auspicabile una sinergia anche con le altre discipline del sapere, perciò il progetto didattico in corso d’opera si chiama : Solleviamo il Mondo; Shall We Raise The World ;

http://solleviamoilmondo.blogspot.com/

Con la presente La invito a conoscere personalmente l’antica città di Pompei;


ed è da Pompei che estendo il mio saluto sia a Lei che alla Sua famiglia.

Pace e Gioia


Stefano Armellin autore di The Opera


Pompei, 19 giugno 2009 Sacro Cuore di Gesù



NdR : Nelle foto Obama durante l’intervento all’Università islamica Al-Azhar, Il Cairo, il 4 giugno 2009 [© Associated Press/LaPresse
Le foto sono tratte da :
La politica, la morale e il peccato originale
I discorsi del presidente Usa Barack Obama alla University of Notre Dame e all’Università islamica Al-Azhar del Cairo si possono utilmente confrontare con elementi della fede e della dottrina sociale cristianahttp://www.30giorni.it/it/articolo.asp?id=21160
Traduzione dall'italiano all'inglese :
To Mr. Barack Obama, the President of the United States of America
In my fax. I sent to the White House on 7th June 2009, I expressed the synthesis of a creative search I have been carrying on for years. Its aim is to give a significative contribution to the planetary emergiences of our times. I would be very pleased if you verify the merits of the initiative "The Opera" uhich wauts to be a useful vector to associate schools ( and their Presidents ) all over the world in order to reinforce everyone's fundamental values in the world.
"The Opera" is above all a contribution deriving from the contemporary Italian brt uhich wauts to have a strong synergy with other matters of knowledge; that's why its didactic project is called " Shall We Raise The World";
Pompei would be very glad and honoured if you. Mr Barack Obama and Family could come and visit our Roman Ruins of the ancient town.
Truly yours
Mr. Stefano Armellin
( Traduzione a cura del Prof. Pasquale Avino Assessore all'Istruzione della Città di Pompei )

venerdì 11 settembre 2009

Nel Paradiso di Marialuisa TADEI - Biennale 2009


















Cari amici di The Opera,

ho avuto la fortuna di incontrare la collega Marialuisa TADEI visitando la sua bella mostra a Venezia, ecco la mia critica :

Critica d’arte per Marialuisa Tadei– Biennale 2009

Nella mia prima escursione alla Biennale di Venezia 2009 http://www.labiennale.org/ sapevo in partenza che sarei riuscito a vedere molto ma non tutto.
Perciò queste mie considerazioni sull’opera della Tadei (vedi foto in alto) non tengono conto della totalità delle opere esposte alla Biennale.
Eppure : Into the Light-Passaggio alla Luce, curata da Giorgio Cortenova è senz’altro una mostra degna di nota per quanto riguarda l’arte sacra contemporanea internazionale.
Oltre ad essere perfettamente in tema con la Biennale diretta da Daniel Birnbaum : Fare Mondi, che, per la Tadei, in Campo San Samuele, sono mondi diversi, espressi con tanta grazia e amore soprattutto nell’installazione:The white street - La strada bianca (vedi foto terza, quarta, sesta e settima); mondi di passaggio senza più spazio, senza più tempo, perché di là dalla nostra comune dimensione.

"...avete ogni speranza voi ch'entrate"; parafrasando Dante la Tadei riesce a creare uno spazio nella memoria del visitatore che, camminando per Venezia si satura di moltissime immagini. Un risultato non facile che è però garanzia dell'autenticità dell'opera di Marialuisa. La verità resta, rimane impressa nell'anima, perchè lì si trova da sempre e per sempre.

Ci auguriamo che Mons. Gianfranco Ravasi tenga conto della Tadei per il padiglione espositivo del Vaticano che aprirà nell'edizione 2011 della Biennale; dove tutti auspichiamo ad una continuità di ricerca passando da : Fare Mondi a Fare un Mondo Unito.

Ravasi ha già invitato il greco Kounellis, che rimane un grande pittore radicato di qua, su questa terra. Mentre Marialuisa Tadei http://www.marialuisatadei.com/ sta dimostrando la necessità di costruire ponti espressivi, per portare il pubblico a percepire l’al di là del suo essere spirituale.

Per aiutare il pubblico del Mondo ad accogliere l'abbraccio infinito di Dio.

Pace e Gioia
Stefano Armellin

martedì 4 agosto 2009

Da Pompei a Santa Maria del Cedro Km.265





Da Pompei a Santa Maria del Cedro Km.265

Cari amici di The Opera,

Domenica 26 luglio 2009 decido che è giunta l’ora di innovare il Grand Tour http://it.wikipedia.org/wiki/Grand_Tour
del collega Johann Wolfgang Von Goethe, che sembra rimanere a perpetua memoria l’unico degno d’essere citato in ogni dove. Goethe svolse i suoi Viaggi in Italia fra il 1786 e il 1790; io vivo a Pompei da due anni e da sempre in Italia, perciò mi basteranno ventiquattro ore per completare il superamento poetico.
Scelgo di percorrere in bicicletta un itinerario logico che conosco solo nei primi venti chilometri e negli ultimi dieci. Da Pompei a Santa Maria del Cedro, 265 chilometri da percorrere da solo nel http://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Maria_del_Cedro
modo più continuo e artistico possibile. In autonomia alimentare, senza cellulare, senza scheda telefonica, senza soldi, senza mappa, senza pezzi di ricambio per la bicicletta, insomma da vero Rom.
Partenza ore 16.45 Km.0 da Pompei-Tre Ponti, arrivo a Scafati avvertendo problemi al premolare destro ma ormai il viaggio è iniziato, forse Goethe vuol farmi un dispetto. Salgo verso Cava tranquillo-tranquillo, sgranocchiando pomodorini freschi che tengo nel cestino davanti insieme a tutti i viveri necessari. Seguo con attenzione i preziosi consigli del ciclista Gargiulo di Pompei: bere e mangiare regolarmente.
Cava dè Tirreni ore 18.00 Km. 21.2 ; c’è una bella mostra dedicata a Goya http://www.cittadicava.it/ artista che già conosco, perciò proseguo in discesa fino a Salerno dove giungo alle 18.30 Km. 33.6.
Nel viadotto che porta al porto posso con uno sguardo d’insieme su tutta la costa, di vedere in lontananza le alte cime del Parco del Pollino che segnano il mio traguardo http://www.parcopollino.it/
Nel lungomare di Salerno e in seguito, il percorso è pianeggiante animato da vacanzieri e artisti di strada a cui fanno contorno mercatini e commercianti d’ogni razza. E’ l’estate che ogni anno passa insieme alla vita. Ore 19.30 Pontecagnano. Ore 20.00 Eboli. Da un canneto vedo uscire come belve quattro prostitute di rara bellezza, mentre un’altra che sembra uscita dal film Amarcord di Federico Fellini, rimane seduta sui bordi della pista ciclabile più lunga d’Italia a contrattare la sua merce con un cliente che fuma nervoso una sigaretta restando in macchina.
Finisco la prima bottiglia d’acqua da 1.5 litri, quindi mi rivolgo ad un signore chiedendo info. sulla possibilità di trovare una fontana in zona. Mi invita direttamente all’interno del suo Parco vacanze, sia lui che i figli e gli amici dei figli sono in bicicletta. Il Parco è vasto, dopo qualche centinaio di metri raggiungiamo la sua villetta. La moglie dello sconosciuto mi porge gentilmente una bottiglia nuova e fresca sempre da 1.5 litri e stessa marca di quella che avevo finito. Aggiunge in un sacchetto a parte, cinque fette di torta e tre panini imbottiti. Questa cena supplementare (gratis) si rivelerà decisiva per il Tour. Non avendo soldi non posso comprare niente. I negozi che vedo aperti per me sono chiusi. E il settimo comandamento parla chiaro : non rubare.
Paestum ore 20.45 Km.71.8 http://it.wikipedia.org/wiki/Paestum rimango folgorato dalla maestà dei templi, dalla loro immutata capacità di trasmettere il fasto immutato della Magna Grecia. Goethe ha decantato questi capolavori, io rimango letteralmente inchiodato con la bicicletta, d’innanzi a questa armonia sottile e celeste, resa ancora più profonda dal cielo stellato sopra di me; e qui Kant aggiungerebbe : e la legge morale in me :
http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaK/KANT_%20IL%20CIELO%20STELLATO.htm
Il problema al dente non mi molla e nello zigzagare verso Agropoli che raggiungo alle ore 22.25 Km. 81.5, prendo in considerazione l’ipotesi del passaggio montano per arrivare a Sapri. Combinazione proprio d’innanzi l’ultimo bivio, una signora del posto mi suggerisce che è preferibile passare per la costa. Ha ragione. La strada non è illuminata e non ho luce fissa, basta quindi una pendenza ripida che mi costringa a scendere dalla bici per venire avvolto dall’oscurità e diventare facile bersaglio di qualche automobilista un po’ brillo. Ad Agropoli faccio una sosta attiva. Percorro a piedi il lungomare che mi restituisce le atmosfere vacanziere vissute in Liguria fra Varazze e Albenga, nella provincia di Savona, dove ho trascorso 41 anni. Le stagioni impiegate come Bagnino di salvataggio e come artista incompreso. Qui, posso confermare che gli esseri umani si somigliano e, in vacanza, sono ancora più simili. Mancando le gerarchie delle professioni, le persone si dedicano alla loro famiglia e agli amici. Passeggini, bambini, donne incinte, anziani riversi su mazzi di carte, giovani chiassosi, nonne e nonni con file di nipotini ai quali raccontano l’ennesima, solita, storia trita e ritrita. Pance abbondanti, seni mozzafiato, facce truccate e brillantini per le giovani ragazze in ogni punto del corpo. Animali da compagnia, via vai dei corpi che si susseguono come le onde. Onde di ogni mare uguale, che abbracciano sabbia e ombrelloni, sdraio e pedalò, con palloni dispersi e materassini alla deriva.
Raggiungo il centro di Agropoli in piena festa Patronale, come a Scafati anche qui si festeggia la Madonna, la tutta Santa per tutte le genti del mondo.
Ascolto il concerto dei Rotumbè (li trovate su Facebook) che fanno musica etnica presentando una danzatrice eccezionale. Peccato per il mal di dente, se la pastiglia non fa effetto sarò costretto a rivolgermi al pronto soccorso dell’ospedale.
Con la musica dei Rotumbè che va avanti fino alle ore 01.00 arrivo a lunedì 27 luglio e al termine della sosta. Riparto per Santa Maria di Castellabate che tocco alle 01.45 Km. 96, in compagnia di un meraviglioso manto stellato. La temperatura è ideale. Proseguo per dolci e bellissimi saliscendi. Le luci della ribalta di Salerno e della costiera amalfitana mi salutano in lontananza. Accosto di fornte ad una cappella dedicata a Sant’Antonio da Padova per recitare un’Ave Maria. Riparto e vengo raggiunto e superato da un altro ciclista che scompare nella notte fonda. Dopo un po’ mi raggiunge di nuovo! E mi supera ancora, ma dove è passato se stiamo facendo la stessa strada ? Se due particelle A e B vanno nella stessa direzione e B supera A una volta, può farlo una seconda volta solo se percorre l’intera circonferenza del pianeta. Possibile per una particella atomica, ma per un ciclista ? Le stelle cadenti di questo firmamento nitido e perfetto non mi aiutano a risolvere l’enigma.
Continuerei volentieri a pedalare ma ad Agnone sono le 03.00 e 110.1 chilometri percorsi. Sento l’esigenza di dormire; fino alle 03.30 cerco di riposarmi su delle sedie sbilenche sotto le fronde di un ulivo, troppo scomodo. Più avanti raggiungo il dehors del Bar Roma che sembra quasi una casetta in Canada. Mi trovo sempre al bordo della strada perché non intendo dormire troppo. Accanto alla bici distendo il vecchio sacco piuma usato per la traversata solitaria delle Alpi nel 1991. E’ confortevole essere accolti dal suo tepore nell’ora più fredda della giornata. Seguo per un po’ un micro via-vai notturno senza essere visto e, verso le 04.00 mi addormento.
Ad un uomo sposato non capita di trovarsi in camera tre ragazze, almeno che non siano sue figlie, eppure, a me è capitato in questa “camera” improvvisata; alle 05.00 vengo svegliato da tre ragazze che si siedono accanto a me nel dehors che (non lo sapevo) coincide con la fermata della corriera.
Arrotolo il sacco piuma, saluto e riparto. Dopo poco vengo superato dalla corriera che aveva caricato le tre giovani fanciulle.
Per queste zone le luci del primo mattino mi ricordano quelle vissute con mio zio Celeste alla Penisola Valdez, 32 anni fa in Argentina, quando ci recavamo alla ricerca di reperti archelogici delle antiche tribù indios. E’ una bella sorpresa quella di ritrovare la memoria intatta di quelle giovanili esperienze. Ciò vuol dire che mi è rimasto qualcosa della visione innocente e pura che si ha a 17 anni.
A Pioppi finisco la seconda bottiglia che riempio alla fontana indicata dal netturbino del paese. Ore 06.00 Km. 123.2. Sulla strada trovo un euro che uso per prendere un meritato caffè alle 06.45 Km. 136.3 nel centro di Ascea, dove un gruppo di forestali mi suggerisce calorosamente di passare per Poderia per raggiungere Sapri.Mi sono rimasti 40 centesimi.
Ore 07.50 Km.146.3 Pisciotta, come fosse un angolo delle liguri Cinque Terre. Una recente frana ha reso la strada simile alle montagne russe del luna park. E’ chiaro che nei punti più ripidi vado tranquillamente a piedi spingendo la bici e godendomi il paesaggio. In fondo uso una bici da donna, con sei cambi di velocità posteriori e nessuna moltiplica anteriore. Non ho una preparazione specifica e sono già qui. Prima del via avevo all’attivo solo un giretto da Pompei a Capo di Sorrento e ritorno, settanta chilometri. Ora ne aggiungo di colpo quasi duecento, anche per verificare la memoria dei muscoli, avendo fatto qualcosa di simile nel 1980 e nel 1992. Ma oggi sono dieci chili più di allora ( 87 variabili per 174 cm di altezza); ed ogni chilo richiede 40 watt di energia per essere trasportato. Però mi sento bene. Il mal di dente è passato. Alle 09.10 Km.157.4 sono a Palinuro. Ambiente VIP-sofisticato tipo Capri, ma la Baia degli Angeli sulla sua dorata sabbia può accogliere chiunque, anche i demoni. I buoni e i cattivi respirano la stessa aria.
Vado in direzione Poderia lasciandomi a lato le ripide strade di Marina di Camerota. Mi sembra di attraversare un vallone alpino, il Parco del Cilento è ricco di sorprese :
http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_del_Cilento_e_Vallo_di_Diano
Ore 10.30 Km.173.1 Poderia, terminata terza bottiglia d’acqua. Lo spazio di natura qui è semplicemente immenso, cesellato dall’Italia dei piccoli comuni, belli al Sud come al Nord. Ri-avverto la grande forza della natura, il respiro di Dio che domina su tutte le nostre sciocchezze. E’ netta la percezione che tutto il fare umano sulla Terra è nient’altro che un’increspatura. Ma noi, immagine del Dio vivente, facciamo parte di questa grandezza, e perderne così spesso la consapevolezza è un peccato. Anche il più perfetto documentario e il migliore televisore non sono in grado di restituire all’anima questa forza cosmica della natura.
A Torre Orsaia sono le 12.00 Km.185.6; più giù con i 40 centesimi rimasti telefono a mio cognato per rassicurare la famiglia che mi aspetta all’arrivo di Santa Maria del Cedro. Dico a Gianni che fra dieci chilometri circa sarò a Sapri, quasi arrivato! in realtà mi mancano ancora settanta chilometri ma sembra poco dopo quello che ho già fatto.
La linda baia di Sapri mi accoglie alle 13.00 Km. 208.3, riempio la quarta bottiglia d’acqua ad una fontana vicino a un’altra cappella di Sant’Antonio da Padova. L’immagine della Madonna e di Padre Pio sono presenze quasi continue lungo questo percorso. A Sapri avverto la carenza di sonno e mi concedo tre quarti d’ora su una panchina. Nessuno mi corre dietro e potrei passare la notte qui ma un artista vuole capire fino a che punto Goethe ha percepito la grandezza di questa terra. E per capire devo mantenere elevato il ritmo poetico che è diverso da quello atletico anche se uno accompagna l’altro. Proprio come disegnare con le ruote della bici. Non a caso mentre disegno con la bicicletta l’ennesima linea della mia composizione attraverso Maratea tra le 15.00 e le 16.00 Km 227.2 http://www.maratea.it/ sono in Basilicata, e proprio ieri si è concluso qui il Festival d’Arte Contemporanea sul mare : il mare nel mito. Perciò il mio passaggio è una performance insolita post-evento. Un’opera fuori concorso. La statua del Redentore con i suoi 21.10 metri d’altezza appare improvvisa, la mano del Cristo dal polso al dito misura 3.50 metri; è l’apparizione artistica che da senso compiuto a quello che sto facendo.
Termino la quinta bottiglia d’acqua e decido (voi non fatelo) di fare un piccolo test, riuscire a fare gli ultimi chilometri senza bere. E’ subito dura, sento l’organismo andare in tilt, ad un incrocio sono tentato di fermare un’ambulanza che passava di lì. Poi mi concentro e supero Praia a Mare. Lì devo assolutamente bere, trovo in un giardino solo una pompa d’acqua caldissima. Va bene lo stesso, faccio una specie di doccia calda per placare la sete. A San Nicola Arcella mi precipito in un bar per riempire finalmente la sesta bottiglia con acqua fresca. Mando subito giù un litro come fosse un bicchiere. Ora sto meglio, e festoso giocoso e giocante tocco Scalea alle ore 18.00 Km 254.7. Rimane un lungo rettilineo pianeggiante che mi porta a Santa Maria del Cedro alle 18.35 Km 265. Finisco nell’abbraccio della mia famiglia dopo 25 ore e 50 minuti dalla partenza e nove litri d’acqua bevuti. Rimane ancora un Epilogo per mandare in pensione il Grand Tour di Goethe:

Il 30 luglio 2009 nel Museo del Cedro http://www.cedrodicalabria.it/home.html partecipo all’incontro organizzato dal Presidente della Accademia Internazionale del Cedro, Franco Galiano http://www.francogaliano.it/ di concerto con l’Amministrazione Comunale. Ho così l’opportunità di conversare con Sua Eccellenza Mordechay Lewy (nella foto in alto con Benedetto XVI) Ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede, che mi confida non solo la difficoltà della questione palestinese, ma che la stessa questione si basa su un artificio. Prima, nell’incontro pubblico Sua Eccellenza Mons. Domenico Crusco Vescovo della Diocesi di San Marco Argentano-Scalea, ha ricordato ai presenti gli sforzi di Giovanni Paolo II verso gli Ebrei, la Sua ripetuta richiesta di perdono e il considerarli Fratelli Maggiori nella Fede. Viene ribadito dal Sindaco il valore religioso del Cedro per gli Ebrei con riferimento alla produzione locale che viene scelta regolarmente ogni anno e da decenni, per la Festa delle Capanne http://it.wikipedia.org/wiki/Sukot . Come Franco Galiano ha precisato con numerosi riferimenti cultuali, cercando di unire tutti gli aspetti del fare umano per ampliare le possibilità del dialogo fra cristiani ed ebrei, un dialogo da tempo in avvicinamento profetico costante.

Certamente un passo innanzi sarebbe quello di portare qui e a Pompei, anche l’Ambasciatore della Palestina, per iniziare a rendere concrete le aspirazioni della Caritas in Veritate di Benedetto XVI che in un passo recita: “ Di fronte all’inarrestabile crescita dell’interdipendenza mondiale, è fortemente sentita, anche in presenza di una recessione altrettanto mondiale, l’urgenza della riforma sia dell’ONU che dell’architettura economica e finanziaria internazionale, affinchè si possa dare reale concretezza al concetto di famiglia di Nazioni in vista di un ordinamento politico, giuridico ed economico che incrementi ed orienti la collaborazione internazionale verso lo sviluppo solidale di tutti i popoli”.
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html
Shalom
Stefano Armellin




giovedì 4 giugno 2009

Rappresentare la Conoscenza a Pompei

Cari Amici di The Opera,


Oggi è iniziato il Settimo Forum Internazionale di Studi : Le Vie dei Mercanti – Rappresentare la Conoscenza : www.leviedeimercanti.it Che si svolge per la prima giornata a Pompei per proseguire il 5 e 6 giugno a Capri.
Presidente e poliedrico organizzatore l’architetto Carmine Gambardella, Vice Sindaco di Pompei e Pro Rettore della Seconda Università degli Studi di Napoli : www.carminegambardella.it

E’ nostro interesse scoprire le definizioni di frasi progettuali impegnative con particolare riferimento ad una mostra di progetto che copre l’arco temporale : 0079/2013 e già esposta a Pompei.
Attraverso uno studio analitico su tutti gli immobili pubblici e privati di Pompei (7500), si attiva quella che gli autori definiscono una Fabbrica della Conoscenza che attraverso nuovi percorsi interni/esterni alla Città, innesca nelle coscienze un virtuoso e civile comportamento rispettoso di un luogo definito Patrimonio dell’Umanità.
Perciò la sfida è quella di un impegno ad essere protagonisti dell’evento arte-fede-cultura che definisce l’essenza dell’anima di Pompei.
Non si tratta solo di Conoscenza virtuale ma vissuta, amata, interpretata. In una zona, quella vesuviana, di mercato e di mercanti certamente più sensibili al consumo diretto.
Noi assistiamo a interferenze e contaminazioni in ogni direzione. La fama di Pompei sepolta è archeologica e squilla dalla tromba del Vesuvio. E’ fama spirituale grazie alla Madonna del Rosario e alla Delegazione Pontificia guidata dal Vescovo Carlo Liberati. E’ fama umana perché attraversata, percorsa, consumata, da milioni di turisti e pellegrini, ma anche abitata dai suoi cittadini; ventimilacinquecentotrentanove gli aventi diritto al voto. Una popolazione giovane, come giovane è tutta la Regione Campania che detiene il primato in Italia da 0 a 14 anni. E i giovani crescono nelle scuole di ogni ordine e grado. Le scuole sono il vettore fondamentale della Conoscenza http://solleviamoilmondo.blogspot.com
Siamo arrivati al punto. Il Forum termina e, in attesa dell’ottava edizione le scuole restano. L’impegno di Pompei verso le nuove generazioni è all’altezza della sua fama ? Ogni sito nel mondo Patrimonio dell’Umanità chiede ai suoi residenti d’essere all’altezza dell’eredità culturale che custodiscono. Se questo non avviene la Civiltà vive una fase di declino. Perciò ci aspettiamo da Pompei uno scatto d’orgoglio per vivere un senso maturo dell’accoglienza nel rispetto dell’anima di ogni persona. Ritrovando così quella dignità che da troppi secoli pare sia rimasta sotto la cenere del Vesuvio. Questo in sintesi ci ricorda il Vescovo nel suo saluto ; subito seguito dall’Avv. Claudio D’Alessio il Sindaco di Pompei che mette in luce le potenzialità e la bontà del popolo napoletano.
La provincia di Napoli ha la più alta densità di abitanti d’Europa e, quando la massa critica è di questa forza grandi cose possono accadere sia nel bene sia nel male; nel male ne abbiamo già viste troppe; tocca ora impegnarci per il Bene creativo come Carmine Gambardella e il suo collega Massimo Giovannini lo intendono :

Ripensiamo tutti i saperi per creare ricchezza generando nuove aperture nel luogo della mente. Otteniamo così una rinnovata idea di Città che vive una contemporaneità in divenire per migliorare. All’interno di una condivisione e partecipazione reciproca di tutte le istanze. Trasformando i frutti del male come è stato fatto con la casa del boss Sandokan ora centro medico. Ecco, il lavoro con arte per la formazione del capitale umano nella comprensione del patrimonio genetico dei luoghi.
Finalmente oltre ogni contaminazione negativa permane la nostra identità, il fattore umano con i suoi valori autentici che rappresentano l’essenza stessa della nostra vita.

La cultura è un valore che a Pompei ci porta dagli Scavi alla Fabbrica della Conoscenza, perché territorio è sapere e coscienza della nostra Conoscenza. Attraverso la riconoscibilità di ogni abitazione di Pompei otteniamo delle mappe concettuali che consentono strategie innovative per elementi produttivi di cultura. Si tratta di organizzare e comunicare agli altri i dati raccolti. Insomma, il disegnatore da un’interpretazione del mondo per condividerla con gli altri.
La modificazione è un concetto antichissimo, nelle cose c’è già il germe di quel che saranno. Nella Città di Pompei ci sono gli elementi e le persone che servono al suo progetto al suo sviluppo.

Gambardella e Giovannini propongono questa analisi, l’augurio è che il Settimo Forum riesca a definire una sintesi fra tradizione e innovazione.

Stefano Armellin

domenica 24 maggio 2009

NT

Cari amici di The Opera,

Nella Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, a Pompei Tre Ponti oggi 24 maggio alle ore 16.30, si è tenuto un Convegno sulle Nuove Tecnologie per promuovere una cultura di rispetto, di dialogo e di amicizia attraverso le nuove relazioni che si attivano sul web.

Relatore invitato, il giornalista Giulio Meazzini di http://www.cittanuova.it/ introdotto molto bene da Antonio un operatore pastorale della http://www.parrocchiaimmacolata.net/ che ha ospitato il Convegno.

Meazzini parla dei pro e dei contro della rete. La divisione è netta. Prima spiega i pericoli poi i benefici. Si tratta di aggiornare il processo educativo con l’evolversi di questa coscienza mondiale inedita. Noi lo stiamo facendo con http://solleviamoilmondo.blogspot.com/ dove si cerca attraverso un discorso interdisciplinare, di costruire e far comprendere una nuova immagine del Mondo.

I mezzi oggi sono potentissimi. Ma pensiamo alla predicazione di San Paolo fatta nel primo secolo d.C. con una manciata di lettere dettate al suo segretario; e noi nel 2009 con miliardi di e-mail, sms, immagini parlanti, manifesti elettorali, ecc. conviviamo con interi popoli denutriti, analfabeti, ammalati, abbandonati, emarginati da ogni rete. E tutto perché nessuno pensa seriamente ad un programma informatico-didattico in grado di collegare attivamente tutte le scuole del mondo. Perché è attraverso il sentirsi parte di una famiglia mondiale, che apprende insieme per crescere insieme, che riusciremo a sollevare il Mondo dalle sue quotidiane emergenze.

Questa è la sfida del nostro tempo : ascoltare il cuore di ogni essere umano per rispondere sempre e solo, con un atto d'Amore.

Pace e Gioia

Stefano

domenica 17 maggio 2009

Dal Beato Bartolo Longo a Carlo Vescovo Liberati

Cari amici di The Opera,

Il Convegno ex-alunni delle opere pompeiane del 16 – 17 maggio 2009 ; consente di fare il punto sulla stabilità o meno del Concordato fra CEI e MIUR. Infatti quel che interessa la Scuola Cattolica interessa anche la Scuola Statale. La risposta all’emergenza educativa o sarà una risposta universale oppure non sarà.

Noi proponiamo http://solleviamoilmondo.blogspot.com come vettore idoneo per rinnovare alle radici il dialogo fra Stato e Chiesa in ambito educativo. Lo chiede il nostro tempo, il presente che stiamo vivendo. Non facciamo il bene dei fanciulli del mondo se ci perdiamo in discussioni senza via d’uscita. Il Bene comune è appunto comune, non di parte.

Del Convegno metto il luce l’intervento di Carlo Vescovo Liberati, che con passione, emozione e forza, spiega le difficoltà di gestire la barca di Pietro a Pompei, dove : www.santuario.it è Delegazione Pontificia. Ricorda a tutti noi la difficoltà di mantenere inalterato il carisma del Beato Bartolo Longo;

Davanti alla Santa Carità, alla dedizione praticata senza tornaconto personale, esclusivamente per il bene di fanciulli ( che altrimenti sarebbero perduti ); nessuno dovrebbe muovere obiezioni.

Diciamolo pure in senso più vasto, pensando ai figli delle famiglie cattoliche che desiderano frequentare la Scuola cattolica, ma, per la mancanza di una completa intesa economica fra Stato e Chiesa, l'offerta formativa cattolica non è accessibile per tutti coloro che lo desiderano. Come sottolinea Donato Petti, Visitatore Regione Italia dei Fratelli delle Scuole Cristiane : www.vivalasalle.it Certamente va aggiornato il Concordato fra Stato e Chiesa al più alto livello.

Il Sindaco Avv. Claudio D’Alessio ha ascoltato con attenzione l’intervento del Vescovo. A nome di tutta la Città di Pompei ha ringraziato i presenti e donato ai relatori una targa ricordo.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

venerdì 8 maggio 2009

Ave Maria











Cari amici di The Opera,


nel giorno della Supplica alla Madonna di Pompei, documento con quattordici foto, lo stato dei lavori alla Madonna del Vesuvio. Il passaggio dei colori dalla carta alla pietra, l'ingrandimento dell'immagine che valorizza la forza espressiva d'insieme. Così prende corpo, una nuova espressione dell'arte sacra contemporanea, che si fa materialmente preghiera visibile, per il bene di tutta una comunità. E' una donazione per la Città di Pompei, che lascia un segno sensibile di come il Santuario mariano, voluto dal Beato Bartolo Longo, sia vivo e attivo nel continuare a generare risposte costruttive, alle moltitudini di pellegrini che, con devozione, pregano la Madonna.

Quest'opera è dedicata alla visita di Benedetto XVI, pellegrino a Pompei il 19 ottobre 2008, e oggi missionario in Terra Santa.



Pace e Gioia


Stefano Armellin












Foto : http://www.arreditalia.net/

sabato 4 aprile 2009

Don Luigi Merola a Pompei

Cari Amici di The Opera,

“Ciò che è dannoso nel mondo, non sono gli uomini cattivi, ma il silenzio di quelli buoni”;
Martin Luther King Jr. (Atlanta 1929 - Memphis 1968 ).

( Approfondimenti: Martin_Luther_King#Il_caso_della_tesi_di_laurea).

Nell’anniversario della scomparsa di Luther King, il Primo Circolo Didattico di Pompei apre con questa sua frase la giornata dedicata alla Legalità. Tema scottante in tutta la Regione Campania.
L'Aula Magna della scuola è affollata.

Don Luigi Merola inizia l’incontro quasi da cittadino pompeiano, visto che la sua associazione ha trovato una nuova sede in una casa di Pompei sequestrata alla malavita. Racconta della sua esperienza e dell’importanza di vivere la Legalità, decretando come anacronistiche queste giornate. Un po’ come sosteneva Pirandello :" la vita la si vive o la si scrive". Così è per la Legalità, va vissuta, concetto questo ribadito in tutti gli interventi.

Merola, classe 1972, anche per l'età è particolarmente vicino al mondo della scuola; sostiene che il cinque in condotta non risolve il problema della disciplina; ma qui si entra in un discorso di valutazione scolastica, dove i voti, alti o bassi, sono riferimenti di profitto. E la scuola ha le sue regole, come la vita civile. Desideriamo il buon costume, continua Merola, poi portiamo i figli in moto senza casco, o regaliamo centinaia di ore del nostro tempo (che non torna indietro); a programmi televisivi banali. Merola fa i nomi, e lascio al lettore indovinare quali.

Il Sindaco di Pompei Avv. Claudio D’Alessio come ogni politico a due mesi dalle nuove elezioni, dovrebbe avere il dono dell’ubiquità, tante sono le richieste di una sua presenza. Abituato bene, ad essere preciso e coinciso, D’Alessio unisce l’assemblea verso l’impegno comune a fare meglio. E subito dopo, l’attivo Assessore alla cultura Dott. Antonio Ebreo, ripropone il video della sua esperienza di medico di guerra a Baghdad. Immagini crude ma vere, conosciute da ogni popolo che ha subito una guerra. Grazie a Dio abbiamo ancora dei testimoni. E Grazie a Dio è il nome dato ad una bambina assistita alla nascita, dal Dott. Ebreo in Iraq.

I relatori sono molti, e le maestre si sono prodigate nell’intrecciare, poesia, musica, canti e danze, grazie all’impegno dei bambini profuso nel programma Regionale Scuole Aperte; aperte al Mondo mi viene da aggiungere, visto lo sforzo di abbracciare diverse culture sul tema dell'anno scolastico che è il Mediterraneo.
Noto un evidente miglioramento rispetto lo scorso anno; a conferma dell’impegno di coordinatrice generale della Dott.ssa Nadia Citarella Dirigente del Primo Circolo.

Il Prof. Carmine Cimmino è severo ma giusto nel sottolineare che la Regione Campania è indegna della parola Legalità, una parola quotidianamente stuprata da questa Regione. I docenti mancano ancora del coraggio di dire la verità, di affrontare le verità problematiche attraverso la lavagna della strada. Cimmino è per una pedagogia del vedere, educare a vedere la realtà propria, quella appunto che si vive sulla strada.

Il Capitano dei Carabinieri di Torre Annunziata Luca Toti, fa un brillante intervento nel quale invita più volte la famiglia ad un maggiore impegno educativo, perché l’Arma ha bisogno di tutti. Le istituzioni non vanno isolate, ma serve una sinergia nuova perché la camorra si alimenta con l’ignoranza.
A questo punto penso ad Howard Gardner : “ Quando si perviene a questo livello di analisi non basta più parlare di analizzatori, di computer (…). Si deve cominciare a pensare nei termini di categorie più vaste : le esperienze dell’individuo, i sistemi di riferimento, i suoi mezzi di comprensione, la sua visione generale del mondo “. (Howard Gardner, Formae mentis, Saggio sulla pluralità dell’intelligenza, Milano, Feltrinelli 1999, pp.319)

Presente anche una rappresentanza dell’Assessorato Regionale all’Istruzione che ricorda l’impegno sulla Legalità in zone della Campania, a rischio ancora più elevato di Pompei, e ormai tristemente famose a livello nazionale.
L’Associazione Trame Africane completa l'intenso programma di oggi, descrivendo le realtà difficili extraeuropee. Per fortuna gli spettacoli dei bambini tengono alto il morale.

Perché in tutte queste voci di denuncia, attraverso i cumuli di rifiuti, e di esseri umani che portano facilmente alla droga i giovani, c’è tutta una nuova umanità che cresce. Centinaia di bambini che non hanno autorità se non quella che proviene dalla dignità della propria esistenza. Bambini che non devono correre da un impegno all’altro perché già impegnati a giocare e a studiare.
Terribile che un genitore non veda il suo figlio crescere; terribile che non abbia tempo per camminare e giocare con lui. Terribile se le parole di questa mattina, insieme ai loro nobili propositi, rimangono stese sul pavimento della sala, come vittime civili innocenti, della quotidiana guerra dell’indifferenza.

L’assenza è il centro della presenza, perché l’alunno assente denuncia un disagio. Tutte le scuole a rischio hanno classi semi deserte, per non dire vuote. Perché la criminalità ha bisogno di manovalanza anche al mattino. L’assenza è un sintomo che rimette al centro la necessità fondamentale della presenza non solo dell’alunno, ma di tutte le istituzioni, e di tutte le agenzie educative.

Don Luigi Merola ci ha ricordato gli esempi del metodo preventivo di San Giovanni Bosco, e quello di Don Lorenzo Milani. Ma ogni insegnante che a suo modo riesca a fare bene il suo dovere è un Don Bosco e un Don Milani.

Oggi, finalmente, non ho visto una scuola del Sud, ma una scuola italiana, felice d’essere con l’Europa protagonista nel Mondo, per una vera accoglienza di ogni gruppo e ceto sociale.

Buona Pasqua
http://solleviamoilmondo.blogspot.com/

Prof. Stefano Armellin
Vice Presidente Consiglio d’Istituto
http://www.pompeiprimocircolo.it/

sabato 28 marzo 2009

in Viaggio a Pompei con Alberto Angela

Cari amici di The Opera,

Convegno Internazionale a Pompei il 27/28 marzo 2009 .
La dinamica del Viaggio a Pompei è iniziata durante la progressiva evoluzione della scoperta di Pompei antica ; quando della Nuova nessuno ne parlava, proprio perché non esisteva. In seguito, a questa evoluzione patrocinata dalla prima classe di nobili europei, appassionati al Grand Tour in Italia ; è seguita una fase di curiosità popolare sempre internazionale, premessa al fenomeno turistico che viviamo e subiamo oggi, noi residenti a Pompei.

Il personaggio chiave di tutta questa turistica vicenda, generata dalla tragedia immane del 24 agosto 79 d.C. nonché annunciata dallo spettacolare terremoto del 63 d.C. è senza dubbio il Beato Bartolo Longo che ha generato dal nulla ma con il determinante aiuto della Madonna, sia il Comune, oggi Città di Pompei, sia il Santuario mariano noto in tutto il mondo.

Perciò Pompei offre al visitatore due aspetti estremamente significativi del fare umano : uno, raccontato dal sito archeologico ; e, l’altro, quello determinato dalla presenza viva della Madonna, dispensatrice di Grazie e prodigi, attraverso la devozione al Quadro con il quale si apre questo articolo.
Non vedo separazione fra sacro e profano in queste due stazioni turistiche internazionali che trascinano a Pompei milioni di persone ogni anno. L’intreccio della vita nella storia dell’uomo ha amalgamato bene entrambi gli aspetti. Possiamo dire che il pubblico degli scavi ha una sua tipologia più internazionale ; e quello dei pellegrini del Santuario un’altra. Rappresentando entrambi tutte le età della vita, la prevalenza femminile nel Santuario, è evidente anche a un cieco!

E’ interessante fare turismo culturale a Pompei, perché, il dialogo fra le persone del mondo aiuta e valorizza la stessa maturazione individuale della persona. Il turista-pellegrino diventa lui stesso mediatore razionale d’innanzi alla molteplicità di messaggi, che lo raggiungono a Pompei, da culture, tradizioni e ideologie lontane dalla propria.

La cultura a Pompei è un valore che arricchisce l’umanità ; concetto questo ribadito da tutti i prestigiosi relatori presenti al convegno : in Viaggio a Pompei.

In particolare ringrazio il curatore : l’Assessore alla Cultura Dott. Antonio Ebreo che ha gentilmente consegnato il mio invito personale a conoscere The Opera composition, ad Alberto Angela, il relatore più vicino agli intenti universali-didattici di : http://solleviamoilmondo.blogspot.com/

Mi fermo quindi a trascrivere dai miei appunti, una sintesi del contributo di Alberto Angela su : Raccontare Pompei con le immagini.
L’intervento è stato il più seguito sia dal pubblico universitario (a netta prevalenza femminile) sia dai media. Alberto Angela ha ottenuto l’attenzione che ogni docente sognerebbe di avere con la sua classe. Potere di un programma TV, di successo, come ULISSE, ripeto di successo; perché il conduttore di un programma che non ha seguito è dimenticato all’istante dal pubblico.

Alberto Angela : “ Possiamo parlare di pedagogia di Pompei, della sua magia. Ho iniziato a frequentarla quindici anni fa (all’epoca con il programma Super-Quark), e trovo sempre cose nuove. Pompei è un unicum, non conosco un sito archeologico nel mondo paragonabile a Pompei.
La trasmissione delle conoscenze si arricchisce con le nuove scoperte. Pompei ti porta ora e subito nell’età romana. Nel presente dell’età romana. Un viaggio unico al mondo è quello di camminare nell’antica Pompei.

Come si racconta Pompei in TV ? con l’uso di un linguaggio affilato. Stando dalla parte del pubblico. C’è un senso nella ricerca archeologica, senso che va trasmesso con la testimonianza della grandezza degli scavi. Non dimenticando di raccontare le diverse ipotesi sui ritrovamenti. E’ fondamentale la prudenza in archeologia.
Poi c’è Oplonti, Stabia, Ercolano, in un certo senso tutte figure antagoniste davanti al protagonismo indiscusso di Pompei.

In TV ci sforziamo di usare la narrativa del cuore. E’ il ponte del sentimento che sostiene il concetto complesso. Pompei è una Città viva e ricerchiamo il parallelo, l’attualità fra la vita di ieri e quella di oggi. Ed è qui che facciamo la selezione delle immagini utili. Ad esempio ad Ercolano che è un sito prestigioso, ci sono oltre trentamila graffiti, e non si possono descrivere tutti. Quindi teniamo conto dei soggetti più vicini al presente dello spettatore.

I reperti continuano a deteriorarsi perché il tempo passa, ma rimane questa necessità di collegamento visivo fra antico e moderno. Oggi, gli schiavi pompeiani sono sostituiti dagli elettrodomestici, noi documentiamo questo passaggio. Sappiamo delle quattro S del successo televisivo : sesso, salute,sangue e soldi ; ma ricerchiamo una conoscenza il più possibile obiettiva.

Per rendere meglio ciò che è fermo come un monumento, abbiamo scelto il movimento; io parlo camminando fra i monumenti antichi di Pompei, così lo spettatore si sente accompagnato a vistare gli scavi. Vista che diventa completa con l’aiuto della computer grafica a tempo reale.
Per i costumi ci serviamo delle consulenze preziose e precise dei gruppi storici, perché la maggiore qualità, il valore aggiunto al programma, è donato dall’esperto di ogni materia.

Non va dimenticato il rispetto verso le vittime “ ingessate” di allora, anche se sono passati secoli.

La caratteristica del sito romano in ogni parte del mondo, è che ti fa sentire a casa, in fondo noi siamo il prodotto della cultura romana. I romani ci hanno trasmesso il senso della bellezza e noi siamo eredi di questa sensibilità alla bellezza. Questo, perché l’ Impero è durato nel tempo, con l’innesto in Bisanzio fino al 1453.

Roma antica è la prima globalizzazione della storia, un mondo di vita, unito da una sola moneta. Non c’era razzismo, ma severi livelli sociali. Sottolineo la condizione della donna romana antica e la sua emancipazione nel tempo. Perché il cristianesimo ha prevalso sugli altri culti ? per la sua maggiore universalità e cura delle anime di tutti, iniziando da coloro che erano stati sempre in secondo piano : donne e bambini.

La crisi della Roma antica ha delle similitudini con il nostro tempo”.

Alberto Angela termina con una breve proiezione di un primissimo lavoro video sull’antica Pompei, dove si fa uso della computer grafica in modo magistrale.

Auspicando di ottenere una collaborazione fra Ulisse-RAI e The Opera, ringrazio i lettori del Blog di avermi seguito fin qui.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

Programma completo del Convegno su :
http://www.news.unina.it/pdf/6712.pdf

mercoledì 25 marzo 2009

GAZA


Cari amici di The Opera,
GAZA

“La lite condominiale” estrema fra Israele e Palestina non ha tregua : ragazzi ; bombe ; donne e bambini che corrono sotto il volo di caccia F16 e vengono lì, a terra, sbriciolati, frantumati, dissolti, evaporati, sterminati.

Boati si innalzano ad ogni ora del giorno e della notte, e si fa sera, sulla scena del mondo, di tutto il mondo.

Felice (Said) ? chi può essere felice sul finire del 2008, con i botti anticipati che proseguono anche nel 2009 ; dove ? nella Striscia di Gaza.

Piombo fuso, cola come lava nei cervelli ammutoliti di moltitudini d’esseri umani, di qua e di là dalla Striscia. Piombo fuso, fonde oltre 1300 Palestinesi che colano come nei tombini cimiteriali napoletani di una volta. Di questi, oltre 180 bambini. Sepolti intorno al muro.

Fondono in 22 giorni oltre cinquemila feriti, e la ferita sulla Striscia non si rimargina. Rimanere fresca è il suo destino. Tutto, secondo le Scritture.

E’ da prima del 1948 che è iniziata la lunga partita con la morte violenta. Poi, embarghi su embarghi, sempre più estesi fino a soffocare. Mancava l’aria, o vinci o soffochi ; così nel 1967 parte la Sei giorni di Israele. Atto unico. Vittoria. Ma non si risolve nulla. Con la guerra non si risolve nulla.

Gli anni passano come i trattati di pace, mentre la Carta Nazionale dell’OLP si frantuma in mille invisibili rivoli, assolutamente dentro le anime dei popoli di Israele e Palestina. Assolutamente dentro i corpi. Perciò le parole non sono più nella carta ma scorrono nel sangue, e fanno respirare e generare fin dal concepimento l’ODIO più feroce. Il peggio è capitato.

Hamas! Un soldato israeliano in ostaggio dal 2006 ; l’incursione israeliana del 2008 nella Striscia uccide sei palestinesi : ERRORE.
Hamas! Risponde con i razzi : ERRORE.
Rafah sotto le bombe : ORRORE.

Terrorismo ; giornalisti ; esperti ; civili continuamente colpiti, continuamente ; assedio ; dieci soldati Israeliani morti ; massacro di Palestinesi ; crimine ; Egitto nel tunnel ; razzi ; fosforo ; sfollati ; incendi ; pozzi ; ulivi in fiamme, bruciati ; tunnel bombardati perché lì sotto non passano solo medicine e alimenti, ma armi per generare altra violenza ;

Hamas! a Gaza ;
Fatah in Cisgiordania ;
Benedetto XVI a Gerusalemme, a maggio 2009 ; scarsa memoria del passato : il Patriarca Fouad Twal dice : “ L’Attacco di Israele è stato sproporzionato”, e sono le stesse parole pensate dagli Apostoli di Gesù durante la flagellazione, le stesse.

La morte in Croce di Gesù Cristo è stata sproporzionata, assolutamente sproporzionata, ma è accaduta.

Mosè disse a Dio: “Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno:
Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?”. Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono!”. Poi disse: “Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi”. Dio aggiunse a Mosè: “Dirai agli Israeliti: il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. ( Esodo, 3, 13-15)

Stefano Armellin

giovedì 19 marzo 2009

La Santa Croce dell'Artista

Cari amici di The Opera,

In questo periodo mi trovo a rivisitare alcune mie opere prodotte nel 1997, non finite abbastanza. Tracce visive della Santa Croce e sulla persona d’innanzi al legno, ai piedi del Santo legno.
Rifletto sul mistero del processo creativo che permette tranquillamente all’artista dopo dodici anni, di riprendere e finire un lavoro, come se l'opera fosse stata realizzata oggi. Invece sono passati dodici anni.

Sono venti pezzi ma potrei aggiungerne altri. In quel 1997 li avevo esposti al Direttore della Galleria San Fedele di Milano (un gesuita) che mi disse che andavano bene come “bigiotteria”; invitandomi a presentarli alle gioiellerie milanesi. Però mi suggerì anche di non smettere e di continuare su quella strada. Così ho fatto, al punto che lo stesso anno, le opere dell' Arte e la Croce, sono servite per la mia prima mostra personale al Pontificio Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei www.santuario.it

Oggi mi sto preparando per l’esame di idoneità come Insegnante di Religione Cattolica per la Diocesi di Roma ; Diocesi che ha come Vescovo BENEDETTO XVI. E, insieme alla ricerca artistica sviluppo un discorso pedagogico con il Progetto : http://solleviamoilmondo.blogspot.com

Dopo dodici anni questi venti pezzi si completano da sé medesimi, perché l’arte autentica è una forza superiore all’artista che la manifesta. Venti pezzi che si inseriscono perfettamente nella composizione Face World : http://armellin.wordpress.com Perché è accaduto questo non so spiegarlo. Come non so spiegarmi perché le mie opere non trovino ancora un mercato pur essendo apprezzate da molti.

Posso però intuire che il vero Padre dell’Artista Cattolico si trova nei Cieli e vive il presente insieme a noi.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

venerdì 27 febbraio 2009

1. SOLLEVIAMO IL MONDO

Cari amici di The Opera,

Il Progetto didattico : Solleviamo il Mondo, ora all'attenzione del Ministro all'Istruzione italiana Mariastella Gelmini, è una risposta creativa all'emergenza educativa.

Il testo integrale è pubblicato on line su : http://solleviamoilmondo.blogspot.com/

Pace e Gioia

Stefano Armellin

venerdì 6 febbraio 2009

A Face World composition

Cari Amici di The Opera,

Ho pubblicato su http://armellin.wordpress.com il prologo della composizione in corso chiamata Face World, dando ufficialmente spazio al mio secondo Blog creato per necessità espositiva e per chiarezza verso il pubblico.
Pace e Gioia
Stefano Armellin

martedì 27 gennaio 2009

Beato Fra Claudio

Al Parroco di Santa Lucia di Piave Don Italo Moras

La presente come testimonianza pro Fra Claudio, mi considero infatti suo compaesano, visto che sono nato il 18 novembre 1960 a Conegliano.

Ho vissuto dal 12 novembre 1966 al 23 luglio 2007 in Liguria;

risiedo ora a Pompei dove mi sento di passaggio. Mentre la Liguria è "dimenticata" inalterato rimane il richiamo della terra natale: il Veneto.

Curioso, visto che il mio fare abbraccia il mondo intero.

Nel 2007 ad Albenga ho esposto per la prima volta al pubblico la Via Crucis-Lucis in 28 stazioni consecutive, la composizione è dedicata a San Leonardo di Porto Maurizio, al Beato Fra Claudio e Carlo Acutis.

Mia madre mi consacrò a Fra Claudio che da artista rimane la figura celeste a me più vicina. Infatti, durante la mostra del 2007 ogni sera ho recitato la novena di fra Claudio chiedendo sostegno nello sviluppo della complessa composizione artistica che porto avanti dal 14 settembre 1983.

Ritengo che noi artisti sulla terra abbiamo dei limiti ben precisi, e che tutto quanto nella nostra opera va oltre, non è merito nostro ma del Cielo.

Proprio perchè riconoscienti di questa Grazia siamo tenuti a sopportare le difficoltà umane, che nel percorso artistico contemporaneo sono moltissime.

L'arte rimane sempre una professione "a rischio", in particolare l'arte di ricerca. Infatti, è praticamente impossibile che una nuova visione del mondo, una nuova iconografia nella storia visiva della umanità, venga accolta e compresa immediatamente.

Anzi, più la ricerca è avanzata più le porte in faccia che si ricevono sono sonore.

Fra Claudio insegna ad avere e possedere la Santa Pazienza.

Continuo ad affidarmi a Fra Claudio perchè so che per oltrepassare i limiti della natura umana, serve la Preghiera autentica e l'aiuto del Cielo.


La capacità di togliere nella misura giusta rende perfetta l'opera dello scultore.

La capacità di scendere incessantemente, quotidianamente nell'umiltà rende perfetta l'anima del Santo.

Ho fatto per Pompei la Madonna del Vesuvio; che in questo viaggio ho portato con me, per chiedere a Fra Claudio una speciale benedizione, una garanzia di autenticità, che solo dal Cielo deve arrivare perchè al Cielo deve tornare.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

Viaggio nel Veneto, dal 3 al 31 gennaio 2009

giovedì 25 dicembre 2008

Caro Benedetto XVI Buon Natale

Caro Benedetto XVI

Quante cose sono accadute nel mondo dalla tua visita a Pompei il 19 ottobre 2008; la stessa mostra che ti ho dedicato si è conclusa con il concerto di Espedito De Marino che ci ha permesso di lanciarti meglio il messaggio : The Opera art mission ; Shall we raise the world ;
From Europa with love ; God wraps the earth welcomes everyone with open arms, over looks everybody. Questo non dimenticare nessuno è la sfida del nostro tempo.

Roma “la capitale del mondo” ha il dovere di rilanciare le risposte che sono un sentire comune. Il dovere di renderle possibili, accessibili anche ai bambini. Quanta luce benedetta vedo scendere dall’interno del cupolone. Perchè da anni, continuo ad elaborare il progetto The Opera a memoria, per giungere alle combinazioni artisticamente più precise ed esatte. E questa luce che continua a scendere è la folgorazione di San Paolo. Un lampo nella notte.

E la piazza del Bernini che sale, quando la luce scende, ma quanto sale, dove sale, come sale, e che ruolo devono avere le colonne, un coro di colonne di voci; e la gente del mondo che da vita a tutto, come passa, come si muove, dove va, cosa fa, a chi si deve rivolgere se non a sé stessa. Non sono comparse, sono tutti protagonisti, e vengono da 192 paesi, con i loro Presidenti…e sono da te Benedetto sono per te Benedetto, sono le scuole del mondo. Per il Papa che rappresenta un punto su questa terra, anche per chi non crede c’è questo centro, c’è questa piazza che va fuori, nel mondo, che abbraccia il mondo. Questo punto di Archimede finalmente trovato : Shall we raise the world.

E non ci sei solo tu Benedetto ad andare incontro alle moltitudini benedette dalla vita. Sono le persone che incontrano loro stesse; è questo l’avvenimento che vogliamo creare, loro che siamo anche noi che incontriamo noi stessi. Liberi di liberarci. Liberi di vivere il XXI secolo come Dio ci comanda di viverlo.

E tu che non credi in Dio, ma credi in quello che incontri in questa piazza del mondo, in quello che vedi con gli occhi del cuore, nel tuo amico ateo, nel tuo amico confuso, digli che anche tu sei più confuso; ma lo vedi, gli parli, lo incontri, sì, finalmente lo ami per quello che è.

Non è solo una festa benedetta, Benedetto. Questo incontro di popoli, questa The Opera che è il mondo che ti ricopre la facciata della Basilica, della tua Basilica Benedetto, e la vedi avanzare, muoversi, perché quello che si muove è solo uno schermo, poi lo smontiamo ma ora lo vediamo; lo facciamo davvero, perché l’incontro è reale, gli abbracci sono reali, le lingue non si capiranno tutte, ma gli abbracci sì, le lacrime sì, i sorrisi sì, Benedetto questo è il tuo popolo, il popolo del mondo non disgiunto dal popolo di Dio.

Non siamo solo cattolici, non vogliamo fare una cosa solo di cattolici, vogliamo imparare anche dagli atei, anche da chi è contro di noi, vogliamo amarli i nostri nemici; e quel giorno, quel santo giorno, se tu vorrai Benedetto, potrà compiersi il miracolo : l’umanità in cammino verso la sua unione legislativa che ha un senso solo se sente prima la sua unione nel cuore.

Io te la racconto così The Opera, sempre come uno che passa di qui, uno dei tanti che ti ha ascoltato a Pompei e che ha fatto qualcosa per prolungare la tua visita nella Città della Madonna del Rosario, ci hai detto arrivederci e noi ti aspettiamo ancora.

Oggi è l’Immacolata, siamo in avvento, Lui è sempre qui, nasce da duemila anni.
Lo so, fra poco è Natale, ma tu sai che The Opera è accanto alla culla che cresce, con Lui :

Nostro Signore, Gesù, il Cristo Figlio di Dio : Shall we raise the world. Amen.

Stefano Armellin

http://armellin.wordpress.com

domenica 30 novembre 2008

Undici opere in libertà di Stefano Armellin



































































mercoledì 26 novembre 2008

9. I bambini for The Opera

Cari amici di The Opera,

la testimonianza dei bambini della Primaria di Pompei - Tre Ponti in visita alla mostra, è bella e merita questo post, alcuni esempi :
CLASSE IV
"...sono felice di aver visitato la mostra, e ogni quadro che ho visto mi ha colpito al cuore" Geremia
"...il quadro della Madonna del Vesuvio mi è piaciuto molto"
Anna
"...mi sono meravigliata perchè ho ammirato dei quadri bellissimi alla mostra..."
Mariapia
"Stefano Armellin i tuoi quadri sono bellissimi"
Carmen
"La mostra è stata interessante perchè Stefano Armellin ci ha spiegato quando aveva realizzato i quadri esposti e con quali tecniche"
Antonio
"La mostra è stata meravigliosa, non avevo mai visto tanti quadri"
Elisa
"Faccio i complimenti al signor Stefano Armellin perchè visitando la sua mostra ho trascorso un'ora interessante; e il quadro che mi ha colpito di più era quello dell'America"
Pasquale
"Caro Stefano ti volevo dire che i tuoi quadri sono veramente belli. Mi ha colpito San Paolo quello con la croce e tutto colrato di viola. Spero che potremo venire un'altra volta"
Francesca
"Grazie.I tuoi quadri sono bellissimi..."
Ciro
"Questa visita alla mostra mi è piaciuta tanto perchè c'erano dei quadri fantasiosi e mi sono emozionato molto"
Salvatore
"La mostra mi è piaciuta molto, il quadro più interessante per me è stato il : "Pianeta Terra" che mi ha affascinato tanto, spero di tornare a visitare la mostra"
Marco
"Mi ha colpito di più il quadro di San Paolo per il colore viola bellissimo e la croce molto interessante"
Martina
"Sono rimasta emozionata da quel quadro con la Croce, era bellissimo"
Maria
"Alla mostra ho visto dei quadri bellissimi ma quelli più belli erano i quadri lunghi disegnati solo con un pennarello nero, mi piacevano perchè non avevo mai visto dei quadri così lunghi"
Carmine
"Mi è piaciuto il quadro "Pianeta Terra" mi sembrava una donna egiziana; originale è il quadro con le sue scarpe, erano rovinate, sciupate e allora l'artista le ha usate per la rappresentazione di San Francesco"
Martina V.
"Ho provato un sentimento particolare osservando il quadro "Pianeta Terra".
Fiorenza

CLASSE III
"Caro Stefano la tua mostra mi è piaciuta tanto soprattutto il filmato della Madonna del Vesuvio e il quadro con le scarpe detto : "San Francesco". Grazie e spero di venire di nuovo"
Michele
"Caro Stefano mi hanno colpito due quadri: quello bianco con i tuoi sandali e quello tutto viola con la croce in mezzo"
Lucia
"Caro Stefano la tua mostra è stata interessante, il quadro che mi ha colpito molto è "Pianeta Terra". Emozionante è sapere che ogni quadro ha una storia"
Sonia
"Mi ha colpito sapere che basta un pezzo di legno, ritrovato per strada, a creare un bellissimo quadro"
Assunta
"Questa mostra mi ha colpito per le sue croci"
Emanuele
"Caro Stefano la tua mostra mi è piaciuta davvero; mi ha colpito il quadro dell'America"
Valerio

CLASSE V
"E' stata la prima volta che sono andata a una mostra, ed è stato tutto molto bello. Quello che mi ha colpito di più è stato il video della Madonna e un quadro riferito all'America"
Sonia
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Questa è una sintesi dei commenti, i bambini più piccoli hanno fatto alcuni disegni.
Grazie bambini per la Vostra attenta partecipazione alla mostra che avete seguito con attenzione.
Il mio augurio è che queste opere siano semi di speranza per ognuno di Voi; dolcezze incantate che rimangono nel cuore e rendono bella la Vostra crescita e la maturità della Vostra anima.
Grazie bambini per questo dono d'essere innocenti e puri, d'innanzi all'arte che sempre vi amerà, sia essa musica, poesia, pittura, scultura, o architettura. Oppure un bel film, un video, tutto insomma quello che può ricordarVi la carezza dolce della Vostra mamma.
Buona giornata bambini, che sia lunga la giornata della Vostra bella vita; lunghissima; perchè così la notte sarà ricolma di stelle, le vostre stelle;
Grazie bambini di Pompei che crescete nella storia e per la Vostra storia. Fra l'antico e il nuovo sta il segreto per fare bene le cose; perchè l'arte ti dice quello che ancora tu non vedi ma vedrai crescendo, e tu lo abbracci questo mondo antico che è il tuo mondo, lo abbracci insieme ai tuoi amici e cresci con lui, cresci con lui.
Grazie Pompei per aver accolto questa mostra che racconta l'invisibile che a tutti appartiene. Se queste opere si accordano con l'origine del Tutto andranno avanti e saranno ricordate, altrimenti saranno dimenticate. Eppure, io credo che nel segno della Croce si superi veramente il dolore e la dimenticanza, perchè è nel segno della Croce che ogni bimbo, ogni bimba, può respirare accanto all'Eternità, e, restare per sempre nella mente di Dio.
Grazie bambini del mondo per la gioia che avete donato a queste opere, mi raccomando, mi raccomando, rimanete liberi, liberi, per liberare.

Stefano Armellin

martedì 25 novembre 2008

8. L' ANNUNCIO

L' ANNUNCIO
Liberi per liberare il Cielo che sta dentro di noi
Per correre come bimbi ritrovati fra prati di spighe mature
Nel sole che ruota intorno a pensieri ancestrali, mentre
Cadono le stelle per fare compagnia, alle danze – alle danze
Fatte di ricordi che viaggiano con le parole, raccontate
Da mille viandanti sulle strade del mondo;

oh, Gerusalemme, Patria mia,
mille volte distrutta, mille volte ricostruita nel silenzio divino
che tutto unì, lì, in Gerusalemme, ebrei, cristiani e musulmani;
oh Palestina, Patria mia, ancora vedo, oggi, la tua stella scolpita
nella notte dei Magi, che giunsero speranzosi e incantati nella grotta
tanto amata, tanto liberata ;

oh, Betlemme, Patria mia, dalle legioni di angeli
che scesero a fare cornice al tuo mistero divino, al tuo silenzio divino,
e il loro canto è rimasto nelle conchiglie
moltitudini di conchiglie, disseminate nelle spiagge di tutto il mondo ;

oh, sì, mondo,
questo mondo, Patria mia, dolcissima e libera,
d’essere un giorno finalmente sé stessa, unita, e mai più divisa.


Stefano Armellin

Cari amici di The Opera,

Sono lieto di invitarvi a conoscere l’opera discografica :
“Liberi per liberare” in un concerto
for The Opera, http://armellin.blogspot.com che si svolgerà nel trentesimo giorno della mostra l' Arte e la Croce a www.pompeilife.com
Via Duca d’Aosta 15

mercoledì 26 novembre alle 19.30

con Espedito De Marino (voce e chitarra) Presidente di www.associazioneaglaia.it
insieme ad Eugenio Giordano (chitarra classica).

è un Concerto – Tributo a Mamma Africa :
MIRIAM MAKEBA

“Le sue canzoni per il riscatto del Sud Africa,
La sua voce contro il razzismo,
Il suo coraggio per Castelvolturno e la Campania,
Da stanotte (09/11/2008) ”canteremo”
Ancora più forte contro la criminalità e la sopraffazione”
Espedito De Marino

Vi aspetto numerosi, per questa mostra-concerto dedicata a Benedetto XVI.

Stefano Armellin


venerdì 21 novembre 2008

7. Armellin intervista Armellin

Una sola domanda : Espedito De Marino canterà in mostra a Pompei Life mercoledì 26 novembre 2008, Liberi per liberare che da il nome al CD; vi sentite in sintonia ?

Per rispondere in modo esauriente commento il testo della canzone: Liberi per liberare :

Donne per le strade come pali dei lampioni

Espedito rende attuale la missione dei Padri Mercedari, e porta il pubblico a concentrarsi sulla evoluzione della schiavitù.

Bimbi ai semafori come fossero barboni

Ne abbiamo cinquantanovemila, di minori vaganti per le strade italiane, come ci ricorda il nostro Arcivescovo Mons. Carlo Liberati. Il Santuario mariano ha la bella responsabilità, di portare avanti il messaggio del Beato Bartolo Longo in favore dei giovani indigenti. Se allarghiamo la prospettiva a livello mondiale, di primo impatto sembra una missione impossibile

E la gente è indifferente

proprio per questa indifferenza che in fondo c’è sempre stata, fa parte della natura umana pensare prima a sé stessi; più difficile amare il prossimo come sé stessi.

Nessuno fa mai niente

Qui non sarei così pessimista, il cristianesimo ancora oggi offre delle testimonianze luminose fino al martirio. Quarantacinque milioni i martiri cristiani nel solo ventesimo secolo.

Nessuno che si accorge che oggi come ieri
Gli schiavi
ancora esistono
E non ne sono fieri

Gesù diceva che i poveri li avremo sempre con noi, e nei poveri metto anche gli schiavi.

Ragazzi dipendenti dalla polverina bianca
La minorenne in strada grida “sono stanca”
Oggi come ieri, ieri come oggi

L’allora Cardinale Ratzinger nella Via Crucis della Pasqua 2005 riprendeva i toni di San Paolo denunciando : “quanta sporcizia c’è nella Chiesa ” ed è la sporcizia del mondo perché la Chiesa riflette il mondo.

Gli schiavi ancora esistono ma la gente non fa niente
Non ascolta ciò che dice quello sguardo sofferente
Di un bambino calpestato con il corpo e con la mente
Non da retta ai carcerati e nemmeno ai rifugiati

San Paolo scrisse ai Corinzi parole immortali, oggi, dopo duemila anni i Corinzi sono il mondo e noi siamo al punto di partenza, come Espedito mette bene in evidenza. E’ come se il Cristo fosse appena deposto dalla Croce. Paolo tentò di uscire dalla prostrazione della contraddizione spingendo il linguaggio al limite, come fa con tutto il capitolo tredici della prima lettera ai Corinzi : l’Inno alla Carità; uno dei passi più alti delle Sacre Scritture e della letteratura mondiale di tutti i tempi.

Oggi come ieri, ieri come oggi
Gli schiavi ancora esistono ma la gente non fa niente
Sono stanca di prestare il mio corpo ed il mio pudore
A chi ne fa utilizzo per la foga di potere
Chi mi mena e mi maltratta se non porto i soldi a casa
Ma la casa non esiste, esiste solo la speranza

E pensare che in questo pianeta ogni ventiquattro ore si muovono in transazioni finanziarie duemila miliardi di dollari; duemila miliardi di dollari ogni ventiquattro ore; più che sufficienti per spazzare via dalla storia tutte le emergenze che ci affliggono. Eppure ciò non accade perché

Ma la gente è indifferente
Nessuno fa mai niente
Nessuno che si accorga che oggi come ieri
Gli schiavi ancora esistono e non ne sono fieri

Questo è il peccato. Avere i mezzi per riuscire a superare le emergenze e non riuscirci. Gravissimo peccato. Paolo ci viene in soccorso con l’Inno alla Carità che ha fatto scuola nel tempo. E’ stato ripreso da numerosi Santi, compreso San Pietro Nolasco fondatore dell’Ordine della Mercede. Santi che, con la testimonianza della loro vita cristiana, centrata sul Cristo, ci indicano nel perdono assoluto la chiave di volta contro tutte le ingiurie, le invidie e gli onori corrotti del mondo. I cristiani di Corinto attendono la venuta del Signore : “ l’opera di ciascuno sarà resa palese; la svelerà quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco saggerà quale sia l’opera di ciascuno” (1Cor 3,13);
i Corinzi ai quali sta scrivendo Paolo sono coloro : “ per i quali è giunta la fine dei tempi “ (1Cor 10,11).
Venti secoli sono trascorsi e Ratzinger ora Benedetto XVI ( al quale è dedicata la mostra – concerto) è fermo, come Paolo lo fu, davanti ai Corinzi. Fermo e attonito davanti a un mondo velocissimo che presenta un blocco evolutivo nel linguaggio. Un mondo disperso, dissociato, folle.

Oggi come ieri, ieri come oggi
Gli schiavi ancora esistono ma la gente non fa niente
Oggi come ieri, ieri come oggi
Gli schiavi
ancora esistono ma la gente non fa niente

A differenza di allora non viene più sentito imminente il Giorno del Signore. Ma non credo ad un generalizzarsi dell’indifferenza, che Espedito fa bene a sottolineare. Il secolarismo prima e il relativismo poi, possono forse impedire il compiersi del disegno di Dio ? o piuttosto ne fanno parte integrante ? : “ Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo non conobbe Dio con la sapienza, piacque a Dio di salvare quelli che credono con la stoltezza della predicazione “ (1Cor 1,21). L’intellettuale è fuori gioco fin da subito insieme alla normalità, alla consuetudine, alla abitudine della predicazione. La follia della Croce è il vero predicare che non viene conosciuto in questo mondo (1Cor 2,8).

Solo i Mercedari…..i padri centenari
Regalano un sorriso a chi non ha speranza
Oggi come ieri donano conforto

Paolo chiede moltissimo ai suoi uditori : “Adesso vediamo come in uno specchio, in immagine, ma allora vedremo faccia a faccia “ (1Cor 13,12 ). Emblematica una delle ultime immagini di Giovanni Paolo II ripreso di spalle nella sua cappella privata, intento a seguire la Via Crucis alla televisione, collocata per l’occasione sotto l’altare. Lo specchio è la TV che diffonde nel mondo le immagini (seicentomila al giorno).

Domani come ieri nel nome di San Pietro
Oggi come ieri, ieri come oggi
Gli schiavi ancora esistono ma la gente non fa niente

Il 26 novembre con Espedito cercheremo almeno di elevare la consapevolezza di una necessaria ri-configurazione della comunicazione sociale. In favore di un dialogo fra classe dirigente e le popolazioni del mondo, non più separate da anacronistici verticismi, obsoleti alti e bassi. Mi metterò allora, nei panni di Paolo, immaginando una postilla alla sua Lettera ai Romani, che in mostra, è già scritta ed esposta.

E sognano il riscatto della propria dignità
Pregano San Pietro per la libertà
Oggi come ieri, ieri come oggi

1Cor 11,1 : Paolo dice : “Fatevi miei successori!”.

Stefano Armellin

giovedì 20 novembre 2008

6. Scuola felice in mostra for The Opera

Cari amici di The Opera,

I bambini della scuola Primaria di Pompei – Tre Ponti sono venuti in mostra per una lezione sul significato dell’arte religiosa contemporanea. E’ bello raccontare la storia dell’arte ai bambini per l’estrema confidenza e familiarità che hanno con matite colorate, tempere, cere, collage e disegni di ogni tipo. Soprattutto i bambini imparano disegnando. Amano i cartoni animati perché sono disegni colorati. Amano d’istinto l’arte perché comunica loro i concetti senza le barriere di un complesso ragionamento logico-deduttivo. Ma vanno educati a leggere le immagini e a non essere ingannati da esse. C’è quindi una precisa responsabilità nella didattica delle immagini che va estesa ai video, a internet, alla televisione al cinema.
Come raccontare : L’Arte e la Croce… ai bambini dai sei ai dieci anni ? in primo luogo vanno sempre ringraziati per la loro presenza, per quasi tutti è la prima visita ufficiale a una mostra. E’ importante abituarli a visitare le mostre con dolcezza. La prima visita è importantissima perché innesca un rapporto di fiducia con l’opera d’arte. E’ l’avvio di un percorso educativo visivo che si svolgerà negli anni seguenti, anche fuori dall’orario scolastico.
L’impatto con le immagini delle opere è sufficiente, ma la mia presenza di autore ( e docente di Religione Cattolica) consente loro una comprensione più approfondita. Una lezione d’autore che le maestre svilupperanno in seguito nella classe con attività interdisciplinari.
E’ stato poi quindi un concerto di domande, di applausi, di richieste-spiegazioni per comprendere l’opera, che via-via sul cavalletto presentavo. La lezione: incontro con l’arte; è terminata con la consapevolezza di entrambi che sia stato solo l’inizio di un percorso didattico che continuerà in seguito.
Stefano Armellin

venerdì 7 novembre 2008

4. Il Sindaco di Pompei for The Opera

Cari amici di The Opera,

molto gradita questa sera la visita in mostra del Sindaco di Pompei, Avv. Claudio D'Alessio che mi ha invitato ad una nuova proroga per consentire ad un pubblico maggiore la visione delle opere esposte, in particolare le scuole di Pompei che potranno contare sulla Città per il servizio bus.
D'Alessio, che il 19 ottobre ha accolto Benedetto XVI con un discorso efficace, per portare i saluti di tutta la Città di Pompei, si conferma un Sindaco lungimirante e capace.
Ho presentato The Opera come progetto applicato alla Basilica di San Pietro, in modo schietto, sottolineando la portata educativa dell'opera. Il desiderio di rivolgersi a tutte le scuole del mondo anche per uscire da una visione ristretta della realtà. Realtà che porta fin da oggi gli alunni stranieri nelle scuole italiane, a rappresentare ben 187 Paesi differenti.
Ho precisato che la protesta più sensata che possa fare uno studente è senza dubbio quella di studiare di più, senza perdere un solo minuto della ricchezza principale che possiede : il tempo sacro della Vita.
Pace e Gioia
Stefano Armellin

domenica 2 novembre 2008

3. Espedito De Marino for The Opera

Cari amici di The Opera,

Ho ricevuto la gradita visita del collega ( musicista) e Presidente di http://www.associazioneaglaia.it/ Espedito De Marino, noto anche per il suo impegno socio-culturale e molto sensibile ai temi che riguardano la persona umana nel mondo.

Ringrazio le prime TV che hanno documentato l'evento The Opera e che sono :
http://www.telecolore.it/ - Sky 849 e http://www.canale3.tv/

La sfida di The Opera è quella di riuscire a parlare con sincerità a chiunque su temi universali per il bene comune.

Ricordo che The Opera-Solleviamo il mondo, è in concorso internazionale 10 alla 100 promosso dall'azienda americana Google http://www.project10tothe100.com/intl/IT/index.html

Vi spiego perchè The Opera - Solleviamo il mondo ; categoria Istruzione è l'idea vincente;Quali criteri verranno utilizzati per selezionare le idee vincitrici? Nella valutazione e selezione delle idee vincitrici, il comitato consultivo prenderà in considerazione i seguenti cinque criteri:

Portata: sulla vita di quante persone avrà effetto la tua idea?
1. Propongo attraverso il passaggio nelle scuole di ogni ordine e grado di tutto il mondo l'avvio di un processo educativo creativo - legislativo atto a generare la Prima Costituzione degli Stati Uniti del Mondo; perciò il progetto avrà effetto sulla vita di tutta l'umanità. L'aspetto didattico ci permette di sorvolare sulla conflittualità politica e religiosa, l'insegnante è sempre sopra le parti.

Impatto: quanto grande sarà l'impatto sulla vita delle persone?Quanto è urgente la necessità?L'impatto sarà globale nel tempo, l'urgenza è assoluta, immediata, per le carenze climatiche nelle tre fonti base per la vita umana sulla terra : aria, acqua, alimenti.

Realizzabilità: questa idea può essere realizzata in uno o due anni?In uno due anni può essere realizzato l'incontro a Roma con tutti i Presidenti di tutti gli Stati del Mondo insieme con tutti i rappresentanti di tutte le scuole di ogni ordine e grado del mondo. Ho anche una data precisa : maggio 2012. L'istruzione per la prima volta avrà una dimensione planetaria.

Efficienza: quanto semplice è la tua idea e qual è il rapporto costi/benefici?L'idea è frutto della lunga ricerca The Opera ( 25 anni) che continua quotidianamente; rispetto ai benefici i costi sono "zero". E' assolutamente semplice perchè segue la regola della semplicità cristiana comune a tutti i Santi. Alle olimpiadi di Pechino lo slogan era : one world one dream. Ora si tratta di fare un mondo.

Longevità: quanto a lungo durerà l'impatto della tua idea?
The Opera - Solleviamo il mondo durerà sempre.

La mostra prosegue fino al 9 novembre 2008.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

martedì 28 ottobre 2008

2. Didattica in mostra


Lettera aperta a BENEDETTO XVI

Santo Padre, la mostra in corso a Pompei ad Ella dedicata per dare giusto seguito creativo alla Vostra recente visita ; ha riscosso un forte interesse didattico dagli allievi della Scuola Media di Scafati accompagnati dal Prof. Andrea Scala il 27 ottobre 2008. Perciò, a distanza di soli otto giorni, la Vostra Alta predicazione ha ricevuto uno specifico eco didattico, nel seguente modo :

1. Visione libera delle opere da parte degli allievi.
2. Lezione da parte dell’artista ( anche docente di Religione Cattolica).
3. Sondaggio di preferenza sulle opere e libera discussione.

L’opera protagonista esposta in mostra è il progetto The Opera applicato alla Basilica di San Pietro. Già esposto a Pompei su invito del Santuario mariano nel 1997. Ho raccontato quindi agli allievi lo sviluppo di questi ultimi undici anni di ricerca creativa assidua e costante. Anni che fanno da ponte tra il XX e il XXI secolo.

Ho parlato della partecipazione del progetto The Opera al concorso internazionale categoria Istruzione, 10 alla 100, promosso da Google; per premiare le idee migliori in grado di aiutare l’umanità intera. Di come la guida della Vostra predicazione si mantenga nel respiro di Maria, nell’esempio dei Santi, nell’Amore di Dio in Gesù Cristo.

Con la presente chiedo la Vostra Alta attenzione per esporre personalmente a Sua Santità, il progetto The Opera proposto a tutte le scuole del mondo di ogni ordine e grado. Che, con il Vostro aiuto, possiamo raggiungere; per attivare un dialogo educativo planetario, non disgiunto dalla bella proposta, sottolineata nel progetto The Opera (in concorso) : che è quella di riunire a Roma nel 2012 tutti i Presidenti di tutti gli Stati del Mondo; insieme ai rappresentanti di tutte le scuole del mondo. Per una riflessione corale e costruttiva sulle tre emergenze prioritarie per il Pianeta Terra : aria, acqua, cibo. Infatti, solo nel contesto di una visione realmente universale, dello stato delle cose nel mondo; è possibile gettare le fondamenta di quell’ideale prima costituzione degli Stati Uniti del mondo, che la coscienza dell’umanità intera, avverte ormai, come una necessità sempre più pressante e urgente.

Un caro saluto dalla Madonna del Rosario di Pompei

Stefano Armellin

venerdì 24 ottobre 2008

1. Inaugurazione mostra oggi alle 18.30

Cari amici di The Opera,

La mostra è allestita. Come prima impressione mi sembra di aver ri-creato un angolo di New York a Pompei, curioso, visto che aspiro ad esporre a Roma. E' centrato l'abbinamento a Benedetto XVI, sia per il progetto The Opera applicato alla Basilica di San Pietro, ed ora in esposizione, sia per la continuità percepibile con la recentissima visita (domenica 19 ottobre) del Papa a Pompei. Questo collegamento intenso, con la visita della Sede Apostolica, è senza dubbio l'elemento discriminante che fa della mostra un unicum, nel contesto delle mostre d'arte sacra contemporanea.
Confermo la differenza di visione delle opere, dalle immagini sul Blog alla realtà.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

lunedì 20 ottobre 2008

Alessandra Di Cesare for The Opera


Cari amici di The Opera,


Vi presento la giornalista: Alessandra Di Cesare (nella foto) è suo il sottoscritto testo ispirato a The Opera, nell'imminente apertura della mostra l'Arte e la Croce...



THE OPERA
Il nuovo linguaggio dell’arte sacra contemporanea di Stefano Armellin

di Alessandra Di Cesare
Quello che non conosciamo è più importante di quello che conosciamo perché determina ciò che siamo”.
Fanno riflettere le parole di Stefano Armellin, che riesce a raffigurare il mistero e la fede nella semplicità di una croce, nella maestosità affascinante di un'opera, anzi di “The Opera”.
Il suggestivo percorso nato da una personale vocazione di Stefano Armellin spazia da prima di Dante a dopo Michelangelo per la comprensione più profonda dell’opera, contribuendo all’espressione artistica del messaggio di unione umanitaria.
Il suo rapporto con il sacro trascina riflessioni ed evocazioni sociali significative: forti reminescenze storiche, geometrie simboliche energiche e riconosciute nell’immaginario universale. Le croci sono scelte quasi ad immortalare l’anima pittorica, ad immolare il gesto artistico di profonda dedizione.

Il percorso che ci suggeriscono i quadri di Stefano Armellin è un viaggio dell’anima, in paesaggi spiritualmente elevati.
Leggendo le sue opere si entra in una dimensione ideale, fatta di emblemi e concetti morali, capaci di esprimere un’etica moderna, che ha pur sempre radici antiche, connaturate nella fede.

Blog di Alessandra Di Cesare : http://passyflora.spaces.live.com/


giovedì 16 ottobre 2008

Il Papa a Pompei e l'artista

Cari amici di The Opera,

E’ sempre un fatto di rilievo quando l’opera d’arte incontra la predicazione evangelica del Papa.
Perciò dico che la mostra seguente alla visita di BENEDETTO XVI a Pompei è idonea a manifestare i contenuti della Parola. E lo fa in Silenzio con un numero selezionato di immagini. Il Silenzio è il vertice della preghiera cristiana. Quando il fedele dopo l’Eucaristia si raccoglie in sé stesso, esprime al meglio la comunione con Dio. Le immagini della mostra l’Arte e la Croce raccontano questa vertigine del Silenzio.

E’ sempre un fatto di rilievo quando un Papa trova un artista in linea con il suo pensiero; non capita spesso; l’esempio più recente è Bernini. So che ci saranno delle obiezioni a questa osservazione che va quindi spiegata; è vero, dopo Bernini moltissimi sono gli artisti che hanno lavorato nella Santa Fabbrica di San Pietro; nei Musei Vaticani innumerevoli sono le testimonianze dell’arte moderna e contemporanea. Eppure sostengo che da Bernini a The Opera c’è il vuoto. Perché nessuno in questi ultimi secoli si è dedicato ad abbracciare l’umanità, a produrre un vero logos iconografico planetario, ad affrontare quel che per necessità va affrontato, cioè il mondo. L’unione effettiva del mondo, premessa ineludibile alla risoluzione di tutte le emergenze. E se questo è stato fatto, non è stato fatto in modo sufficiente alle necessità concrete del mondo.

E’ sempre un fatto di rilievo quando il Papa e l’artista indicano con determinazione una direzione creativa. Prenderne atto è già un risultato. BENEDETTO XVI viene a Pompei per affidare alla Beata Vergine del Rosario le intenzioni del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio, in svolgimento a Roma. Solo questo dato fa della visita di BENEDETTO XVI un fatto decisivo. Poi, tutto quello che non potrà essere detto a voce lo diranno nel Silenzio le immagini della mostra.

E, finalmente, il pubblico sensibile abbracciato al Silenzio delle immagini, comprenderà che queste opere sono specchi per riflettere la grandezza, l’immensità, la purezza, dell’anima nostra.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

mercoledì 15 ottobre 2008

BENEDETTO XVI E THE OPERA A POMPEI

Cari amici di The Opera,

Questo è un comunicato stampa creativo, con l'augurio che ne possiate fare buon uso, grazie a tutti per l'attenzione :

Qui a Pompei, a 4 giorni dalla visita del Papa, c'è fermento. Strade che improvvisamente dopo decenni vengono asfaltate. Giardini curati. Pareti imbiancate. Immagino anche docce più frequenti e profumate per gli ecclesiastici e le autorità. Mega palco in allestimento, quando Baglioni ha fatto il pieno su uno sgabello e due casse improvvisate a pubblicità zero. Chiedi in giro la differenza con la visita di G.P.II e tutti si mettono una mano al cuore : "non c'è paragone, questo che arriva è freddo l'altro caldo. BXVI non ha carisma" G.P.II infatti ne ha anche da morto di carisma, come Padre Pio. Io vado con la mente all'estate del 1991, quando per capire nuove linee per The Opera attraversavo le Alpi a piedi, da solo. Nella Val di Susa, attraversai appunto Susa; nella piazza della Cattedrale stavano allestendo come oggi qui a Pompei un mega palco per l'arrivo di G.P.II; stesse scene. Nel documentario : C'era una volta la bianca natura selvaggia; ho poi inserito una diapositiva di una scritta sulla vetrina di un negozio di Susa : W IL PAPA. Una sola. Quel giorno avevo già fatto oltre dieci chilometri di montagna a piedi, ne dovevo fare altrettanti per finire la giornata alpina. Attraversai la piazza velocemente per dirigermi nella Biblioteca Civica, al secondo piano di un palazzo antico in cima a un colle.Salgo le scale con il mio zaino di 18 chili per fare una sosta in sala lettura (quando uno vuole studiare studia in ogni condizione); e indovinate che libro prendo ? un gigantesco libro dedicato all'opera del pittore Morandi. Chiaramente non lo prendo in prestito! Poi riparto verso il Rocciamelone. Ero in cammino da 11 giorni, avrei finito il tour al 44°, nel mega palco naturale delle Tre Cime di Lavaredo. Quando le ho scalate nel 1980 il mio compagno di cordata era un tedesco come BXVI, lo so che sono freddi, ma molto tenaci, lucidi mentalmente e determinati. Ciò che da contenuto alla visita di BENEDETTO XVI a Pompei è la mostra che seguirà, appunto : THE OPERA.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

martedì 14 ottobre 2008

L' architettura dell'anima

Cari amici di The Opera,

12 + 1 scacco matto. 12 i quadri in mostra fra pochi giorni + 1 che fa il solista. E’ il progetto di riferimento per tutta la composizione The Opera dopo il 1995: una nuova immagine della Basilica di San Pietro a Roma.

Fra il 1983 e il 1995 il mio universo iconografico si andava formando; una volta compresa la necessità architettonica di un centro, e, trovatolo per vocazione, in San Pietro a Roma, tutto ha incominciato ad essere più chiaro.

Chiaro per l’artista non vuol dire chiaro per il mondo, arriviamo quindi al 2008 dove si propone la stessa immagine studio della Basilica esposta nel 1997, perché ? perché la ricerca è continuata in altri livelli. Le opere su carta nel formato 24 x 33 cm Fabriano F4 vengono prodotte quotidianamente, e tutti i soggetti raffigurati nella composizione attuale : Face-world ; riportano con la loro faccia alla Basilica. Ho capito che per progredire dovevo concentrarmi sull’architettura dell’anima umana, su quella dei popoli del mondo e pensare la Basilica come la pensava Gianlorenzo Bernini, un trampolino per abbracciare l’intera umanità.

Scandagliare il mistero della persona attraverso il disegno di centinaia, migliaia di facce, è diventata la via maestra della mia arte, per capire l’uomo d’oggi. Scrivere questi stessi pensieri fa parte della composizione, al punto che la mostra reale non è disgiunta dal Blog, di più, per comprendere la mostra reale è necessario conoscere come si sta evolvendo il discorso The Opera sul Blog, che precede, accompagna e segue ogni evento reale.

Due testi che mi stanno particolarmente a cuore sono : La lettera aperta ai Presidenti di tutti gli Stati del Mondo pubblicata in questo Blog ; e le motivazioni alla partecipazione del concorso 10 alla 100, pubblicate sul Blog parallelo di Patrizia Filippetti : http://ideacomm.blogspot.com/

The Opera nel suo respiro universale si rivolge in primis a tutte le scuole di ogni ordine e grado del mondo intero. Siamo consapevoli che non c’è al mondo protesta migliore per uno studente che quella di studiare di più, di frequentare regolarmente le lezioni e di considerare sacro il tempo di un’educazione permanente. La Regione Campania soffre di una gravissima malattia sociale : la dispersione scolastica che va a produrre l’incremento di un deficit economico-sociale futuro. Non è possibile continuare a tollerare questa tragedia nazionale che non si risolve con l’arma dello sciopero. Perciò la mostra è rivolta soprattutto alle scuole, per portare l’attenzione sulla forza pura delle idee di valore universale. Sono convinto che la dispersione scolastica vada affrontata con una migliore selezione sia del corpo docente sia del personale ATA. E’ fondamentale produrre, come fa The Opera, nuove e alte visioni globali capaci di ricadere in miriadi di semi creativi in ogni istituto scolastico del mondo. Con la tecnologia attuale è possibile fin da subito.

Google ha capito questo ed ha proposto 10 alla 100, vincano le idee migliori per promuovere il bene dell’umanità. L’opera d’arte è sempre stata vicina alla didattica, insegnare per immagini fa parte della sua missione. Quel che mi preme far capire al pubblico del mondo è il cambio di paradigma che l’umanità nel suo complesso sta attraversando. Questo fatto è positivo se sappiamo cogliere tutte le opportunità che derivano dalla messa in discussione di tutto l’esistente in favore del bene comune.
Pace e Gioia
Stefano Armellin

venerdì 10 ottobre 2008

Gli Stati Uniti del Mondo



GLI STATI UNITI DEL MONDO

Lettera aperta a tutti i Presidenti di tutti gli Stati del mondo

Gentili Signore e Signori,

mi faccio portavoce di sette miliardi di persone, scrivo senza un mandato ufficiale, perciò le mie parole sono tranquille, sono le parole di uno che passa di qui e vede benissimo quel che anche voi conoscete; ma troppo lento cari Presidenti è il vostro fare, troppo lento davanti alle quotidiane emergenze. Questa constatazione siamo in moltissimi a farla, in particolare coloro che respirano aria inquinata, che bevono acqua inquinata e mangiano cibo avariato quando c’è, ma il più delle volte non c’è. Perciò ho pensato di invitarVi in Piazza San Pietro, quando sarà il momento, per ragionare meglio su questi argomenti che stanno a cuore soprattutto a coloro che desiderano respirare aria pulita, bere acqua pulita e mangiare cibo sano e necessario. Voi direte che potete vedere già Piazza San Pietro in foto, è vero. Ma il mio invito si riferisce ad una particolare inaugurazione che è quella del progetto The Opera applicato alla Basilica di San Pietro. A questo punto la Vostra presenza è determinante e fondamentale. Grazie per avermi letto. Arrivederci.
Pace e Gioia
Stefano Armellin
In alto, San Francesco, esposto al Raduno Internazionale Triennale http://www.artcurel.it/ che oggi ha concluso la prima edizione; la prossima nel 2011 per il millennio dell'Abbazia Benedettina.

venerdì 3 ottobre 2008

Ottobre pompeiano


Cari amici di The Opera,

Un mese significativo questo di ottobre 2008 per Pompei, Città mariana nota in tutto il mondo.
La Supplica alla Beata Vergine del Rosario che si reciterà alle ore dodici di domenica cinque, darà il via alla fase finale dei preparativi per l’accoglienza calorosa, forte e sincera a BENEDETTO XVI prevista per l’intera giornata di domenica diciannove.
La mia mostra, dedicata a BENEDETTO XVI, inizierà subito dopo, il ventiquattro, con il forte proposito di non rendere episodica questa visita, inserita in un tour mariano internazionale ben preciso. Quindi è lo stesso BENEDETTO XVI a valorizzare la continuità dell’evento come premessa ineludibile per la sua piena ricezione; e qui, parliamo a livello mondiale, della diffusione del messaggio apostolico.
Perciò la Madonna, il Papa e The Opera sono i protagonisti di questo autunno pompeiano.
Undici anni fa, nel 1997, proprio nella Casa del Pellegrino ho fatto, su invito del Santuario mariano, la mia prima mostra personale a Pompei, questa di ottobre è la seconda. Allora non ero nè sposato né laureato e vivevo in Liguria, oggi sono sposato con Mariarosaria, ho una figlia e vivo con residenza a Pompei da quindici mesi. Qui ho prodotto la Madonna del Vesuvio http://it.youtube.com/stefanoarmellin che ho presentato in anteprima ai miei allievi di Torre Annunziata durante le lezioni di Religione Cattolica.
Allora non usavo il computer, oggi, grazie a Patrizia Filippetti ho un Blog doppio aggiornatissimo : http://armellin.blogspot.com/
http://ideacomm.blogspot.com/
Nella mostra del 1997 ho esposto molte opere, qui saranno molto meno ma più significative.
Undici anni di ricerca in più, in arte, non sono pochi. Ho le idee più chiare.
E’ una mostra, la prossima, che può fare realmente la differenza nel contesto delle mostre d’arte internazionali presenti oggi nel mondo. E’ una mostra non disgiunta dall’aspetto didattico e dal richiamo ad un maggiore impegno docente, per contrastare la diffusa dispersione scolastica della Regione Campania ; una piaga nettamente superiore e ben più grave della spazzatura.
Propongo finalmente una mostra più evoluta in grado veramente di gettare un ponte creativo attivo fra Pompei, Roma e il mondo.
Chiedo quindi alla Vostra attenzione che la locandina-invito allegata venga da Voi rilanciata come una stella cometa. Non è solo una metafora che ci ricorda la vicinanza del Santo Natale.
The Opera – Solleviamo il Mondo va intesa proprio come la Stella Cometa del Santo Presepe. Indica la strada…

Pace e Gioia

Stefano

lunedì 22 settembre 2008

The Opera e la Basilica di San Pietro a Roma





















Quella che vedete qui sopra è l'immagine della Basilica non la Basilica. Il lavoro, la vocazione dell'artista, consiste nell'elaborare immagini ex-novo oppure già esistenti. Siccome sono un artista cattolico, ho il privilegio di cogliere il senso ultimo dei lavori di moltissimi colleghi che, nei secoli, hanno testimoniato con le loro opere, la Croce e il Cristo Risorto, non disgiunto dalla Fede del popolo di Dio nel mondo, attraverso la Chiesa cattolica apostolica romana, che da duemila anni predica il Vangelo di Gesù, alla luce profetica delle Sacre Scritture, della Tradizione, e del Magistero. Ma quale senso dare oggi alla Basilica, quale interpretazione artistica innovativa dare alla cupola di Michelangelo, alla facciata del Maderno, al colonnato del Bernini ? Come far parlare queste colonne, come renderle realmente un abbraccio al mondo, a tutti i popoli del mondo. La stessa piazza è una straordinaria piattaforma di intenti, non basta metterla sul web, necessita di un disegno, di una spinta celeste verso quel che oggi serve. E cosa più urgente può esserci oggi, se non generare una nuova immagine del mondo, partendo da una nuova immagine della Basilica. The Opera, generando un nuovo linguaggio nella storia dell'arte e dell'arte sacra contemporanea in particolare; consente di trovare quelle connessioni idonee per sintesi via via più precise, come contributo verso un mondo unito. E' il nostro "il tempo dell'immagine del mondo" (Heidegger).



domenica 21 settembre 2008

BENEDETTO XVI A POMPEI IL 19 OTTOBRE

Cari amici di The Opera, la Grazia del Cielo ancora una volta è scesa nella Valle di Pompei, il Delegato Pontificio, l'Arcivescovo Mons. Carlo Liberati ha annunciato l'evento con le seguenti parole : "Il Santo Padre celebrerà la Santa Messa nel corso della quale reciterà la "Supplica" (...) del Beato Bartolo Longo. Il Santo Padre affiderà alla intercessione della Madre del Signore e nostra le riflessioni e le conclusioni del Sinodo dei Vescovi che si terrà in Vaticano nel prossimo mese mariano di ottobre.
Il Santo Padre Benedetto XVI raccomanderà ai Vescovi di tutta la Chiesa le famiglie di tutto il mondo e chiederà alla SS. Vergine insieme con la Chiesa che è in Pompei e con i milioni e milioni di fedeli che recitano il Santo Rosario, l'unità nelle famiglie, la fedeltà tra i coniugi, il coraggio di educare i figli alla fede".

sabato 20 settembre 2008

Video integrale, Via Crucis - Lucis

video

Versione integrale del video Via Crucis - Lucis ; minuti 18.34 . E' interessante la visione ravvicinata dell'opera che si chiude con un accostamento fra l'olocausto degli Ebrei e la Basilica Vaticana nella risoluzione del progetto artistico - didattico The Opera ; determinando così un mistico abbraccio fra ebraismo e cristianesimo.

Versione ridotta, minuti 07.28, su : http://it.youtube.com/stefanoarmellin, l'inserimento è motivato dalla imminente visita di BENEDETTO XVI a Pompei.

Video a tutto schermo : http://www.youtube.com/v/CWXSrFV4A0Q

Visione d'insieme della Via Crucis Lucis su : www.religione20.net/galleria/index.html

Scheda dell'artista su : www.artcurel.it/artcurel/arte/pittura/stefanoarmellin.htm

venerdì 19 settembre 2008

Da Picasso ad Armellin

Cari amici di The Opera, vi presento: L'ultima cena, che ho realizzato nel 2002, un acrilico su legno di cm. 140 x 33. Il soggetto è l'evento sorgente dell'Eucaristia raffigurato senza riferimenti alla iconografia tradizionale. Senza tavolo, tutti in piedi. Giuda è a sinistra di chi osserva l'opera ed è già lontano. Mentre il sostituto è Mattia, in alto a destra che sta arrivando. La cena è finita, il pane è già ostia e Corpo di Cristo. La crocifissione e il Golgota sono annunciati in basso a destra.

L'ultima. Siamo alle battute finali della Passione "In Verità, in Verità vi dico: uno di voi mi tradirà" (Gv 13,21). Lo spezzare del pane è come lo spezzarsi del corpo. Il momento di maggiore tensione per il circolo trinitario cristiano. La difficioltà di questo quadro consiste nell'idea di dare il senso di Colui che prossimo alla morte comunque resta e torna. Sono tutti in piedi per accogliere Colui che tornerà restando.

In una prospettiva escatologica tutti gli eventi della nascita, vita, predicazione Passione e morte di Gesù Cristo sono presenti. Qui e ora.

L'utima. Non ce ne saranno altre per alimentare il Corpo del Figlio di Dio. L'ultima.

Fra un mese Pompei accoglierà BENEDETTO XVI che su questo argomento osserva : "Il Sacerdozio ministeriale è nato nel Cenacolo insieme con l'Eucaristia, come tante volte ha sottolineato il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II. "L'esistenza sacerdotale deve avere a speciale titolo una forma eucaristica", ha scritto nella sua ultima Lettera per il Giovedì Santo. A tale scopo contribuisce innanzitutto la devota celebrazione quotidiana della Santa Messa, centro della Vita e della missione di ogni Sacerdote ". ( da BENEDETTO XVI di Tornielli A. Casale Monferrato, Piemme, 2005, pp. 230-231).
Per tutte le info. sulla visita di BENEDETTO XVI a Pompei : http://www.santuario.it/
Pace e Gioia
Stefano Armellin

lunedì 15 settembre 2008

Primo giorno di scuola a Torre Annunziata NA

Cari allievi e allieve del Parini VI di Torre Annunziata e Rovigliano.
Quest'anno non sarò il Vostro insegnante di Religione Cattolica ma questo Blog che conoscete mi permette di estendere i saluti a tutti Voi, ai colleghi, al personale della scuola e alla Preside Maria Neve Tarantino.
Il programma va avanti perchè il Vostro Prof. continua a pensare a Voi e ai Vostri compagni presenti oggi in tutte le scuole italiane.
Nell'atrio della scuola c'è ancora il grande manifesto che insieme abbiamo colorato. Quel testo è la lezione che prosegue e che qui rinnovo nella spiegazione, a questo punto come fosse lo stimolo per una bella lezione a tutti gli studenti del mondo.
Abbiamo capito che per amare il mondo dobbiamo imparare a pensarlo bene ecco :
LA MISSIONE - THE MISSION
E lo pensiamo bene se frequentiamo la scuola con impegno, se facciamo squadra non solo con i nostri compagni di banco ma con tutti i Prof. che, credetemi, Vi vogliono davvero un mondo di bene. Perciò dobbiamo riuscire con profitto a sollevare il mondo dai suoi problemi, ognuno secondo la sua inclinazione e vocazione specifica, perchè è il mondo stesso oggi a chiedercelo. E noi ci riusciremo proprio frequentando la scuola con profitto, proprio facendo tesoro di ogni ora, di ogni minuto passato in aula, nei laboratori, in palestra, a teatro, in biblioteca, al computer, nella natura e in ogni luogo del sapere.
SOLLEVIAMO IL MONDO - SHALL WE RAISE THE WORLD
Ma sappiate che il primo luogo del sapere siete tutti Voi, ognuno di Voi, dentro di Voi, ed è la Vostra anima. Anima che riflette quella di una Regione, la Campania, dalle infinite possibilità e dalle mille sfortune. Sentite la Vostra Regione che chiede aiuto ? non tanto attraverso le istituzioni, ma attraverso la natura. Gli alberi sono tristi se i giardini sotto di essi rimangono sporchi. Le onde non suonano su quella che potrebbe essere la spiaggia meravigliosa di Rovigliano se la delinquenza imperversa. Ma Voi potete fare molto per la Vostra Regione, perchè la Vostra anima è pura e puro il vostro amore.
DALLA CAMPANIA CON AMORE - FROM CAMPANIA WITH LOVE
Ho fatto la Madonna del Vesuvio pensando principalmente a tutti i Paesi vesuviani perchè :
IL CIELO AVVOLGE LA TERRA, TUTTI ACCOGLIE, E NESSUNO DIMENTICA
GOD WRAPS THE EARTH, WELCOMES EVERYONE, WITH OPEN ARMS, OVER LOOKS EVERYBODY
infine, con un abbraccio a tutti Voi, chiedo un particolare e grande impegno alla II I e alla III H per trascinare tutta la scuola verso il successo, e non dimenticate :
NON SEI SOLO QUANDO QUALCUNO SE NE E' ANDATO, SEI SOLO QUANDO QUALCUNO NON E' MAI ARRIVATO.
WHEN SOMEBODY HAS GONE AWAY YOU ARE NOT LONELY BUT YOU ARE ALONE WHEN SOMEBODY WILL NEVER COME.
Buon anno scolastico, che la Madonna della Neve Vi protegga e vegli sempre su ognuno di Voi.
Il Vostro Prof.
Stefano

giovedì 11 settembre 2008

Teologia estetica in The Opera

Cari amici di The Opera, ecco l'immagine aggiornata dell'artista, alle mie spalle un muro di pietra lavica, infatti da un anno il mio studio è sotto il Vesuvio, qui quotidianamente vengono prodotte immagini nuove e pensieri conseguenti. Per fare il punto su questo XXV della composizione The Opera devo fare un accenno alla teologia estetica in The Opera:
Su quali elementi costruire una teologia estetica oggi per l'Occidente ? In primo luogo vanno ricordate le fondamenta immutabili del cristianesimo senza dimenticare il nostro tempo. Il senso dell'immagine cattolica è il risultato di molteplici collegamenti fra varie discipline del sapere. Un lavoro completo dovrebbe tenere conto di tutte le discipline. Possiamo indicare una traccia chiara e percorribile dicendo che il presupposto per dire qualcosa di serio e innovativo sulla teologia estetica è una sincera vocazione.
Dalla Flagellazione di Cristo di Luca Signorelli (1475 Pinacoteca di Brera-Milano) al film di Mel Gibson The Passion (2004) c'è una differenza di realismo, il secondo è iper-realista e non rimane sempre acceso come il quadro del Signorelli, che sospende l'immagine all'intuizione di quello che sarà il flagello senza bisogno di esibire la scarnificazione del corpo, anzi, oppone la pacatezza del Cristo innocente ai colpi che stanno per giungere. Compostezza di Gesù di fronte al disordine dei carnefici e del mondo.
L'arte riuscita parla sempre al presente e ci aiuta a ripensare il mondo secondo moduli di pensiero sempre nuovi impedendoci di finire nel pericolosissimo stagno della rassegnazione.
L'opera che conta si crea sempre togliendo materia per lasciare manifestare lo Spirito, vivendo con uno stile di vita coerente.
L'opera d'arte teologica parla a, e per, un mondo unito. Sono le strutture di pensiero lente e ferme come le montagne che portano alla vera conoscenza. Tutto passa, tutto resta. La vetta delle Sacre Scritture è Gesù Cristo nostro modello e immagine perfetta di Dio Padre misericordioso. Questa immagine è anche una oikonomia (tutte le opere di Dio con le quali egli si rivela e comunica la sua vita).
Diventa quindi necessario affrontare presupposti fondamentali invisibili per comprendere quelli visibili.
Pace e Gioia
Stefano Armellin
Nota : Sto partecipando al http://www.premioterna.it/

venerdì 5 settembre 2008

L' Amore


Cari amici di The Opera, questo particolare della Regina Elena, tecnica mista su tela del 2003, apre ad una riflessione sull'Amore :
L'Amore è una carezza portata dal vento che scende dalla pareti del Cielo.
Chi sa perdonare sa amare perchè sa rinunciare.
L'Amore non fa male.
L'Amore resta.
L'Amore sa aspettare.
L'Amore ha bisogno di tempo.
L'Amore è equilibrato e bello.
L'Amore è giusto, nè pessimista nè ottimista.
L'Amore è una amplificazione reciproca della libertà.
L'Amore non è geloso.
L'Amore non dipende che dall'Amore.
L'Amore non ha volontà perchè la volontà implica costrizione.
L'Amore si manifesta, si rivela, si accoglie, si dona.
L'Amore non si ferma in questo mondo.
L'Amore non litiga e sa amare.
L'Amore non è avaro, superbo, invidioso.
L'Amore non possiede e non è posseduto.
L'Amore è umile.
L'Amore è casto e puro.
L'Amore non chiede nulla.
L'Amore da tutto.
L'Amore non ha bisogno che di amare.
L'Amore non sceglie, accoglie.
L'Amore non è pigro.
L'Amore non lascia e non viene lasciato.
L'Amore non è nè di sinistra, nè di destra nè di centro.
L'Amore fa male quando non è perfetto.
L'Amore è la pulsazione dell'Eternità.
L'Amore è sempre presente.
L'Amore ama i malati non la malattia, i poveri non la povertà, i ricchi non la ricchezza.
Dio è Amore. Il centro dell'Amore cristiano è la Croce risorta di Gesù.
La Verità è l'Amore.
Aspettando BENEDETTO XVI il 19 ottobre 2008 al Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei.
Pace e Gioia
Stefano Armellin

XXV THE OPERA

Venticinque anni, passati, e presenti nelle vicende della vita che scorre; l’opera mi tiene compagnia; l’artista diventa il custode della sorgente miracolosa, il pastore di un gregge fatto di linee, colori, sfumature, e atmosfere quotidiane che emergono dal vivere più vario; dalle difficoltà, dagli ozi, dalle preghiere, dai fatti prodotti dalle persone che si incontrano, si amano, si odiano e si amano ancora. Unioni e separazioni di coppie e di popoli. Da questi fatti le opere nascono ed emergono dalla sorgente miracolosa che tutto insieme tiene; come un fiume le opere scendono per rimanere miracolosamente nella stessa sorgente che è il miracolo della vita fatto racconto del mondo; miracolo che attraversa i climi, le genti, le latitudini. Amorosissima The Opera, questa è la nostra vita e non possiamo raccontarne una diversa, per un mondo sempre più unito. Finalmente dopo tutti i travagli, la Santità diventa la consapevolezza del miracolo, e la felicità è fare il bagno in mare con la propria, unita, famiglia, una mattina di settembre; in compagnia del suono delle foglie che nei boschi, laggiù, in lontananza, iniziano a scendere come parole come opere; all’interno della stessa Parola di Dio. Perciò, la felicità e la preghiera a Dio nostro Padre non sono disgiunte.
Pace e Gioia
Stefano Armellin
Foto in alto : Autoritratto ( particolare), olio su tela 2003

giovedì 14 agosto 2008

Pompei e Rai Uno



L’ARTE E LA SOLIDARIETA’ ALL’OMBRA DEL SANTUARIO DI POMPEI


La musica incontra la solidarietà SABATO 16 AGOSTO alle 23.15 a Pompei. Nel suggestivo scenario del sagrato del Santuario della Madonna del Rosario si aprirà il sipario su “Le Note degli Angeli”. A calcare il palcoscenico saranno personaggi di fama nazionale e internazionale. Il leit motiv della serata è la solidarietà con il progetto “Aiutiamo a costruire... il futuro” sostenuto dall'associazione di Pompei “La Carità genera Carità”, vuole costruire una scuola materna in una zona molto povera dell’India. Lo puoi fare inviando un SMS dal 13 al 18 agosto di solo 2 Euro, dal tuo telefonino TIM, Vodafone e Wind o dal tuo telefono fisso Telecom Italia, oppure Banca della Campania filiale di Pompei Cod. Iban IT64Y 05392 40080 000001308066, Codice Postale n. 87986840.
La serata sarà condotta da Franco Di Mare e Vira Carbone e interverranno artisti del calibro degli Stadio, di Gispy King Family, Silvia Mezzanotte, Enzo De Caro, Alexia, Manuela Villa, Enzo Palumbo, Jenny B. Gli artisti saranno accompagnati dall'orchestra 'I Suoni del Sud' diretta dal Maetro Pasquale Corrado. Non mancherà neanche la danza, e le splendide coreografie saranno curate dal 'Balletto del Sud' diretto da Fredy Franzutti.
Progetto
Il progetto di una scuola materna in una zona molto povera dell’India obiettivo precisamente nella Diocesi di Kannur a Nord del Kerala, dove la gente vive di agricoltura, lontano dalle città e priva di scuola materna , i bambini seguono i genitori, nei campi. Il nostro desiderio e di venire incontro alle necessità di questo popolo, di creare subito la scuola materna e poi altre strutture secondo le necessità del posto.
Per realizzare il progetto a favore di questi bambini, farli crescere in ambienti puliti e insegnare loro i primi elementi del sapere occorre il vostro aiuto, e la vostra collaborazione. Ringrazio per la vostra e mi auguro che possiate veramente aiutare a realizzare questo progetto per il bene spirituale, e culturale di bambini poveri e bisognosi. Sarebbe un progetto lodevole per voi che siete disponibili a queste opere, meritevoli di grazie e benedizioni celesti, e di un futuro migliore di tanti bambini. Nel chiedere ciò mi affido al vostro buon cuore. Le nostre Suore Figlie del Santo Rosario di Pompei , daranno ai piccoli i primi elementi della cultura e dei principi morali, che sicuramente daranno i frutti di bontà e di onesta lungo il corso della loro vita.

www.santuario.it

venerdì 8 agosto 2008

Carlo Acutis un amico speciale per The Opera



Cari amici di The Opera, ho l'onore di presentarvi Carlo Acutis, un giovane di rara purezza che potete conoscere meglio visitando il suo sito :
www.carloacutis.com

Vi invito inoltre a leggere il libro di Nicola Gori, Eucaristia la mia autostrada per il cielo, che è la Biografia di Carlo Acutis pubblicata dalla San Paolo, www.edizionisanpaolo.it

In questo Blog è pubblicata la Via Crucis-Lucis che ho dedicato a San Leonardo di Porto Maurizio, al Beato Fra Claudio Granzotto e a Carlo Acutis. Adesso la dedica e quindi anche l'opera, è completa.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

lunedì 28 luglio 2008

Dell'inesprimibile

Cari amici di The Opera, fino a che punto la nostra percezione visiva è limpida, chiara, onesta e vera ? osservo sempre con attenzione i numeri degli illusionisti, proprio perchè riescono a farci vedere quel che non esiste, ma tutti diciamo: è vero, stanno volando; eppure non è così. Se non possiamo credere a quel che vediamo a chi dobbiamo credere ? Nel particolare del mio quadro qui sopra : l'estate ( 2004), entra il riflesso del flash che subito modifica l'effetto, in più oggi l'isola verde in basso non è più così perchè ci sono passato sopra con il pennello e l'acrilico verde creando uno spessore che ha migliorato di molto l'opera. Quando ho dipinto l'estate ho pensato molto alla pittura di Van Gogh in particolare ai suoi girasoli. Volevo proprio dipingere come dipingeva Van Gogh, per comprendere meglio la sua percezione visiva della realtà, il suo essere senza filtri fra cervello e natura. Magritte direbbe giustamente: questo non è un sole ma l'immagine del sole. Van Gogh va oltre, e ci dice : questa è l'anima del sole.
Pace e Gioia
Stefano

www.religione20.net
www.artcurel.it

martedì 15 luglio 2008

Lazzaro


Cari amici di The Opera, "Gesù alzò gli occhi e disse: - Padre ti ringrazio di avermi ascoltato. Sapevo bene che tu sempre mi ascolti. Ma l'ho detto per la gente che sta attorno, affinchè credano che Tu mi hai mandato-. Detto questo, gridò a gran voce: -Lazzaro, vieni fuori!" (Gv 11, 41-43). Olio e acrilico su tela del 2003, 100 x 70 cm.
La seconda giornata del primo raduno triennale Arte. Cultura. Religione, vedi http://www.artcurel.it/
si svolge bene, in programma il Convegno : Dio è Amore, Amore è arte. Completato dalla mostra alla quale ho partecipato con tre opere : La Madonna del Vesuvio già presente in video su questo Blog; La vocazione di San Paolo (non ho foto disponibili); San Francesco, che pubblicherò domani. Nella splendida cornice della Badia benedettina della S.S. Trinità,viviamo un grande giorno per tutti noi e in particolare per l'architetto Carlo Sarno ideatore della manifestazione.Gli spazi della Badia sono immensi e ricchi di storia. Il Convegno è allietato dalla musica di tre brave violiniste. Iniziamo sulle note di: Dolce capire...;il famoso inno alle creature di San Francesco. Dalle finestre della sala il verde del bosco ci avvolge in una radiosa giornata di sole. D'ora innanzi l'appuntamento sarà ogni tre anni, e per il 2011 c'è la celebrazione del millennio di fondazione della Badia. L'Abate Benedetto apre i lavori con un ovvio richiamo alla prima Enciclica di Benedetto XVI: Deus Caritas est, prosegue poi con un accenno alla famosa Regola di San Benedetto. Ricorda Sant'Alferio diventato sacerdote a 70 anni e morto a 120 anni. Protagonista nel 1011 d.C. della apparizione della Santissima Trinità, nella celebre grotta qui venerata come uno dei luoghi più Santi della Cristianità.
Il Sindaco di Cava dè Tirreni porta il saluto e l'impegno della amministrazione, poi si susseguono le testimonianze e gli interventi. Il Prof. Cosmo Salvemini illustre nipote di Gaetano Salvemini racchiude in una lectio magistralis le buone intenzioni di tutta la manifestazione, che prosegue con un gradito pranzo prima dell'importante visita guidata alla Badia.
Pace e Gioia
Stefano
Seconda giornata primo raduno triennale internazionale : http://www.artcurel.it/

lunedì 14 luglio 2008

A Tommaso


Le quattro stagioni di Stefano Armellin, olio su tela, 2004, cm. 104 x 49 ogni pezzo.
Cari amici di The Opera, grazie a tutti per la Vostra attenzione, in questa performance virtuale che documenta opere reali. Oggi apre il primo raduno triennale internazionale Arte. Cultura. Religione. Tutte le info. su http://www.artcurel.it/
Io sono Stefano, Marco, Giacomo, Maria, Armellin, nato il 18 novembre 1960 a Conegliano Veneto TV, il giorno della dedicazione alla Basilica Vaticana, era di venerdì, alle ventidue e trenta come mia madre mi ha sempre detto.
Sono maturato lentamente, a sbalzi, a sei e sedici anni ero più saggio che a ventinove, perché il cuore da giovani è più puro.
L’artista non progredisce in linea retta, come tutti del resto. Un artista però ha più sbalzi, alcuni di questi, molto acuti, portano quasi a perdersi.
Ho fatto dei buoni lavori da giovanissimo poi ho peggiorato, poi ho migliorato e sto ancora migliorando. L’arte che faccio ora è molto pura, pulita essenziale, lo stesso per il pensiero : una lama che attraversa il cielo fino all’origine dell’universo. Non è stato facile.
La vita cambia continuamente e con essa cambia anche la visione della realtà. La percezione visiva si modifica con gli anni, che si voglia oppure no accade questo. L’artista è un testimone.
Oggi m’interessa continuare a cogliere la visione d’insieme della realtà, della vita e della morte. Capire tutte le connessioni fra le varie immagini della vita e della morte è una cosa che m’interessa. Come pregare realizzando l'opera.
Oggi la mia storia coincide con quella dell’opera. Alla perfezione. Riesco ad ottenere quotidianamente una generazione permanente di immagini creative, alle quali si aggiungono avveniristici progetti didattici. Il processo creativo in corso, a questo livello, è iniziato il 14 settembre 1983, giorno dell’Esaltazione della Santa Croce. La pulsione di fondo è sempre la stessa.
Ci attende il Cielo, da lì veniamo e lì torniamo.
Riguardo le foto di quando ero bambino e sento le lacrime scorrere piano piano sul viso. Perché quel bambino lo portiamo sempre con noi. Tommaso non ha fatto in tempo a provare la poesia fatta carne e respiro. Gioia e preghiera. Mio figlio Tommaso non c’è più, non ha conosciuto le stagioni della vita. E' morto troppo presto. Troppo, troppo presto.
Poi vedo le montagne, il vulcano, il mare, la natura, i miei genitori, la cara moglie e la cara figlia, la mia vita fatta d’amore per l’arte e per l’insegnamento. Tutto questo si trasforma ad ogni respiro, eppure, sono andato avanti, l’artista è maturato, l’opera è compiuta.
Ho voluto mettere le radici nel Cielo e i frutti sono celesti. Ma è stato il Cielo a mettere in me le sue radici ed a Lui mi sento di appartenere. Per Lui porto avanti il mio compito terreno, perciò sono un artista religioso, perché legato a Dio.

A presto, caro Tommaso, Papà.
Pace e Gioia
Stefano
Apertura primo raduno triennale Arte. Cultura. Religione. 14/15/16/ luglio 2008
Tutte le info. su : http://www.artcurel.it/



domenica 13 luglio 2008

Da Rothko ad Armellin







Cari amici di The Opera, Autunno, tecnica mista su masonite, cm. 100 x 100. Rappresenta Sette giganti dell’Isola di Pasqua che s’interrogano sull’Autunno dell’umanità, così vincolato oggi dal cammino della vita americana. Domani apre a Cava dè Tirreni il primo raduno triennale internazionale Arte. Cultura. Religione. Info su : http://www.artcurel.it/ qui sotto il mio contributo al convegno :

Il mio breve intervento a questo convegno ruota sul commento di un pensiero di Mark Rothko del 1947 :

“ I quadri devono essere miracolosi: non appena uno è terminato, l’intimità tra la creazione e il creatore è finita. Questi diventa uno spettatore. Il quadro deve essere per lui, come per chiunque altro ne farà esperienza più tardi, una rivelazione, una risoluzione inattesa, inaudita, di un bisogno eternamente familiare “.

Ecco il punto, il miracolo dell’arte che si perpetua nelle immagini di questo convegno dove la mostra ne è testimonianza. Diventiamo spettatori di noi stessi. Eppure, nella bontà di questa iniziativa così coraggiosa, avverto l’assenza di un rapporto diretto con il mercato internazionale dell’arte. E’ vero che non necessariamente l’arte coincide con il mercato, ma provate ad acquistare un Rothko e vi chiederete il perché di certe quotazioni. Non basta l’ammirazione, il complimento, la mostra e il convegno; nel nostro tempo lo scambio, la vendita, il successo economico del prodotto artistico è vitale per la stessa arte. Chi pensa il contrario deve dimostrarmi di saper rinunciare al suo stipendio perché lavora solo per passione. Gli stessi operai che lavorano alle nuove chiese sono regolarmente pagati. Ricordiamoci che Michelangelo è stato l’artista più pagato del suo tempo. E noi stessi, con regolari commissioni e vendite, non avremo il tempo di frequentare convegni e mostre disgiunti dal mercato internazionale dell’arte. Perché la nostra società, ci piaccia o no, è un motore che usa come carburante il denaro, senza denaro il motore non solo non si accende ma semplicemente muore. Rothko ha ragione non solo nel discorso della sua pittura ma anche nel prezzo.

Pace e Gioia
Stefano

Domani apre il primo raduno internazionale Arte.Cultura. Religione, 14/15/16 luglio 2008.
Tutte le info. su: http://www.artcurel.it/

Africa…you too! http://www.kenyasanmartin.com/
http://www.donbosconelmondo.org/



sabato 12 luglio 2008

Apocalisse







Cari amici di The Opera, sul cavalletto Apocalisse 2005 cm. 95 x 60, tecnica mista; in alto, arrivo del mio pellegrinaggio,1 - 19 agosto 1992, da Varazze ad Assisi, camminando per gli Appennini; a 35 chilometri al giorno di media; seguendo l'alta via dei monti liguri e la grande escursione appenninica.
L’ultimo libro della Bibbia è una profezia ricolma di immagini, scritta da Giovanni che apparteneva a una cultura che proibiva farsi immagini di Dio. Il simbolismo dell’Apocalisse nel nostro tempo è stato saccheggiato abbondantemente dai mass-media e da un numero imprecisato di sette. La nostra cultura occidentale all’opposto di quella di Giovanni vive di immagini. Nel mio quadro l’opera Apocalisse “Ecco io verrò presto…” (Ap 22,12) fotografa l’attimo prima del Giudizio Universale, irrompe al centro il divino mentre sulla terra due giocatori di scacchi stanno per dare inizio all’ennesima partita, dell’umanità che da sempre gioca d’azzardo con il Sacro. Scompare quindi d’improvviso la scacchiera simbolo della razionalità del mondo, il gioco perciò non può iniziare; panico ? smarrimento ? sorpresa ? stupore ? mistero. I quattro angeli sono dissolti nel rilievo bianco. Bianco, il colore dell’Apocalisse.

Pace e Gioia
Stefano
Fra due giorni apre il primo raduno internazionale Arte.Cultura. Religione.
Tutte le info. su: http://www.artcurel.it/

Africa…you too! http://www.kenyasanmartin.com/
http://www.donbosconelmondo.org/

venerdì 11 luglio 2008

Autoritratto 43




Cari amici di The Opera, Autoritratto 43, di cm. 100 x 100 a tecnica mista, 2003, come ogni autoritratto vero, serve all’artista per scorgere fino a che punto è giunto nella dimenticanza di sé stesso, nel rifiuto di esprimere sé stesso. Solo dimenticandosi l’artista può permettere all’opera di emergere. Perciò continuo a proporre scorci della mostra personale, nella quale colloco le opere con rigore logico, per consentire a The Opera ( a destra in primo piano) di emergere.
Il centro dell'autoritratto è un rosario di legno, collocato su un vassoio lavorato con pittura spessa e 43 colori, i miei anni di allora, che danno il titolo all’opera. Questo vassoio è simbolicamente l’Eucarestia nella quale ho riversato gli anni della mia vita.Il vassoio è completo, il ciclo di andata della vita è compiuto, ora, su questa terra si va a terminare. Uno spago unico diviso in tre configurazioni collega tre angoli della composizione, la Santissima Trinità interna ed esterna al Corpo eucaristico. Il fondo è nero per ricordare la profondità del cosmo. Le linee bianche dicono dei pensieri del mondo. L’unico riferimento a me stesso, e questo è un autoritratto, è rimasto il numero : 43. L’opera sopra l'autoritratto è : La CINA e il pennello rosso, del 1999. http://www.asianews.it/


Pace e Gioia
Stefano
Fra tre giorni apre il primo raduno internazionale Arte.Cultura. Religione.
Tutte le info. su: http://www.artcurel.it/
Africa…you too! http://www.kenyasanmartin.com/
http://www.donbosconelmondo.org/





giovedì 10 luglio 2008

Sole giallo


mercoledì 9 luglio 2008

Tulipano nero



Cari amici di The Opera, vi presento questa tela a tecnica mista, di cm.50 x 70 del 2003. Il serpente è al centro in basso, color oro, come la ricchezza materiale che corrompe l'anima; il peccato originale che ci guasta tutti fin dall'inizio, e che riguarda la dimenticanza di Dio non il sesso. Eva in giallo, Adamo in rosso, nel Paradiso terrestre peccano per voler rendersi autonomi da Dio; una volta liberi di conoscere il male non hanno usato questa libertà per evitarlo ma si sono concessi alla dimenticanza di Dio. Con il peccato originale si apre una frattura psichica nella coscienza dell'umanità, frattura di notevole intensità. Ho dipinto nella mente di Adamo, all'interno del suo cranio ( Golgota) tutto il futuro delle Civiltà fino al crollo delle torri l'11 settembre 2001 a New York. "Per questo il suo nome fu detto Babele..."(Gen 11,9). Questa è l'immagine di un permanente e disperato sprofondare nel giardino dell'Eden senza Dio. Il giardino della follia. Questo è un quadro terribile, una radiografia del fallimento umano. E' rimasto solo un tulipano nero in basso a destra, ad osservare attonito il disastro degli ultimi giorni. Da quest'opera emerge la metastasi della coscienza. Totale disgregazione.
Pace e Gioia
Stefano Armellin
Ricordo l'appuntamento del 14/15/16 luglio con il primo raduno internazionale Arte Cultura Religione, tutte le info. su : http://www.artcurel.it/

martedì 8 luglio 2008

La maschera



Cari amici di The Opera, questa maschera di cm.49 x 39 del 2004, olio su masonite, (collezione privata) è il volto del nostro tempo. Siamo lontani dal pensiero greco, dalla sua proporzionata armonia con il Tutto, o dal neoclassicismo di Canova. E' una maschera disumana quella dell'uomo di oggi. Priva della consapevolezza dell'anima perchè immersa in una generale dimenticanza di Dio. Una persona subordinata a forze più grandi eppure create da lei stessa. Ma è solo un aspetto della contemporaneità, e sinceramente non credo nemmeno sia quello prevalente.
Pace e Gioia
Stefano
Alcuni siti consigliati :

lunedì 7 luglio 2008

Da Klee ad Armellin

Cari amici di The Opera, apro uno scorcio sulla mostra personale del 2005 ad Albenga (piccola città della Riviera Ligure in provincia di Savona). Come sorpresa per i visitatori avevo aperto alcuni cataloghi sul tavolo ( sotto Le quattro stagioni ), della composizione in corso che realizzavo in omaggio al mio collega Paul Klee. In questo modo il pubblico poteva sfogliare i primi ottocento pezzi unici su oltre milletrecento conclusivi che ho realizzato in un anno; proprio pensando alla grande produzione su piccolo formato di Paul Klee. In particolare negli ultimi anni della sua vita.

Stefano Armellin

domenica 6 luglio 2008

GOLGOTA


Cari amici di The Opera, ricordandovi che le immagini dei quadri non rendono giustizia alla percezione dell'opera originale, oggi vi presento Golgota, una tecnica mista 100 x 70 cm. del 2003 con interventi nel 2008 : sulla cornice che oggi è bianca come la mano al centro in basso, e in alto sia la colomba che il cavallo bianco dell'Apocalisse sono molto più bianchi. Il bianco è il colore dominante delle mie opere più recenti. La crocifissione è una delle immagini più penetranti. Sono innumerevoli le rappresentazioni pittoriche, scritte e orali, prodotte in ogni continente. Fin da bambini siamo immersi in questa immagine. La crocifissione fa parte della coscienza spirituale del mondo e dell'umanità. E' istantanea. Qui ed ora. Presente non trascorsa. Per questo ho messo i pupazzetti del mio collega Walt Disney sulla tela; per certificare la presenza dell'evento oggi, ora, nello stesso momento in cui leggete queste righe. Possiamo definirlo un quadro barocco, ricco di molti elementi. La mano ( ora bianca) al centro in basso è un omaggio al quadro del mio collega Marc Chagall "Crocifissione in giallo"; qui riferita a tutta l'umanità agonizzante, a tutta l'umanità crocifissa. E' un'opera tellurica proprio per dare il senso del terremoto e dello sconvolgimento delle forze della natura. Quest'opera prende spunto da una precedente crocifissione (non ho foto disponibili) che ha avuto una gestazione di anni, ed è ora a Torino in una collezione privata. In Golgota ho lottato molto per far emergere al centro la prima bestia dell'Apocalisse :"(...) tutta la terra fu presa d'ammirazione per la bestia e si mise ad adorare il dragone, che aveva dato un tale potere alla bestia; e adorarono la bestia (...)" Ap 13,3-4. Eppure il risultato ottenuto è stato interlocutorio,solo una premessa alla mia terza crocifissione : GIUS (non ho foto disponibili) che segna un avanzamento nella mia ricerca creativa.
Ricordo che il 14.15.16. luglio si svolgerà il primo raduno triennale internazionale Arte Cultura Religione, tutte le info su: www.artcurel.it
Stefano Armellin

sabato 5 luglio 2008

La morte di Giovanni Paolo II




Cari amici di The Opera, nel maggio/giugno 1998 mi trovavo nel chiostro del convento dei Padri domenicani di Varazze (piccolissima cittadina ligure in provincia di Savona) dove esponevo in retrospettiva fotografica la mia mostra personale : La Croce ed il Giubileo svolta nel novembre del 1997 al Pontificio Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei.

In questo chiostro ho realizzato quest'opera di cm. 75 x 75, smalto e stracci su carton gesso, dedicata alla morte di Giovanni Paolo II. Durante la lavorazione da un albero del piccolo chiostro della piccolissima cittadina è caduta una foglia secca sul quadro, foglia che ho lasciato proprio ne punto dove dolcemente, piano piano, si è posata. Negli anni seguenti l'ho sostituita qualche volta fino a toglierla definitivamente con la reale morte di Giovanni Paolo II avvenuta il 2 aprile 2005 alle 21.37. Nel chiostro anticipavo questa perdita per sottolineare quel che sarebbe stato il significato escatologico di un pontificato così significativo, il terzo per lunghezza dopo quelli di San Pietro e Pio IX. Agli angoli del quadro i nomi degli evangelisti. L'opera è tutta rossa come fosse tinta dal sangue dei martiri e due umili stracci evidenziano la Croce greca ( stracci in ricordo del collega Burri ). Materiali poverissimi per espressioni alte dello Spirito e dell'Arte.



"Ma dimenticarono presto le sue opere, non prestarono fede al suo disegno" Sal. 106,13



Ricordo il primo raduno internazionale triennale di Arte Cultura e Religione

il 14.15.16 luglio 2008 tutte le info. su http://www.artcurel.it/

venerdì 4 luglio 2008

Croce rosso-nera

Cari amici di The Opera, in questo olio su tela 100 x 70 cm, che ho realizzato nel 2003, tocchiamo l'essenza del cristianesimo, quando la schiena flagellata del Cristo si fonde con il legno della Croce. Il sangue scorre diversamente dai bianchi pensieri della Ragione. Kant osa il salto nella fede auspicato da Kierkegaard. Ovviamente questo quadro come gli altri che ho prodotto sul tema, non possono sostituirsi alla vita cristiana consapevolmente vissuta. Eppure anche questo quadro, con gli altri, è un disperato tentativo di re-introdurre il cristianesimo nella cristianità. Lo Spirito è sempre identico a sè stesso. Lo Spirito è forte ma il corpo-cristiano si è indebolito. Noi cristiani siamo diventati per noi stessi una minaccia più forte di quella del fondamentalismo islamico. Il cuore del conflitto è tutto interno a quel che siamo diventati in Europa; alla perdita delle radici cristiane in Europa.Perciò, il rimedio che salva non solo noi da noi stessi, ma pure il resto del Pianeta Terra, deve agire dall'interno dell'Europa. L'Europa delle quattro stagioni.

Stefano Armellin


giovedì 3 luglio 2008

Sterminio




Cari amici di The Opera, presento l'opera: Sterminio, ( in alto e al centro in basso) olio su plastica, cm 77 x 77, nel contesto della mia mostra personale ad Albenga del febbraio 2005 :L'Arte di vedere la fede.La mostra, che riflette il mio processo creativo, è stata concepita come una installazione dove ogni pezzo si collega al precedente e al seguente. Il locale diventa così una scacchiera sulla quale ragionare per risolvere gli enigmi più profondi della storia dell'uomo sulla terra. L'enigma dell'Olocausto è ancora tale. Alcuni sopravvisuti hanno scritto testimonianze toccanti che sono bagliori nella notte di questo dramma umano. E, Notte, è il titolo che E. Wiesel ha dato alla sua tragica esperienza di deportato; Moltmann nel : Il Dio crocifisso (pp. 75-76) ne cita un brano che riporto come didascalia a quest'opera, eccola: " Le SS impiccarono, alla presenza di tutti gli internati del campo, due ebrei ed un giovane. I due uomini morirono immediatamente, mentre il giovane lottò con la morte per una mezz'ora. Un tale alle mie spalle si chiedeva: "Dov'è Dio ? Ma dov'è questo Dio ?". Passavano i minuti e il giovane si dibatteva ancora, tormentato dal cappio che gli toglieva il respiro. E di nuovo quel tale: "Dov'è adesso questo Dio ?". Allora sentii in me una voce che rispondeva : "Dov'è ? E' qui...! E' appeso alla forca...!". Alla base di quest'opera ho messo La Bibbia di Gerusalemme, l'opera emerge dalle Sacre Scritture, non poggia su di esse, emerge come evento inevitabile nella Storia della Salvezza. Al centro in arancione il calore del forno crematorio. Al lato destro un deportato (oggi nella collezione Vittorio Sgarbi). Lo Sterminio ha crocifisso l'Europa per l'eternità. Allargo la complicità di questa impensabile tragedia al mondo intero. Molto riduttivo considerare lo Sterminio una colpa esclusiva dei nazisti. Senza una grande, grandissima complicità i nazisti, anche guidati da Satana non avrebbero potuto concretizzare l'impensabile tragedia. Lo Sterminio poggia sul senso biblico della storia di Israele ed accade per l'omertà criminale delle moltitudini umane disperse nei cinque continenti, Lo Sterminio in sè partecipa ad un processo inevitabile della disgregazione umana che si è estesa poi alle bombe atomiche sul Giappone e al consequenziale collocarsi del Pianeta Terra sull'orlo del precipizio nucleare ed ambientale. Orlo sempre più stretto e friabile. Orlo che si restringe con la dimenticanza di Dio e che si allarga con la comprensione della Sua Misericordia. Pio XII tace perchè sa che la Parola passa dal camino, un camino drammaticamente ancora acceso su tutto il Pianeta Terra, diventato ora " luogo della Croce" come lo intese il collega William Congdon.

E' bene perciò mettere in discussione la nostra cultura e sentire più voci per avere elementi sufficienti ad un confronto equilibrato. Però in una mostra il pubblico chiede anche il valore commerciale delle opere; e la questione di "fare" il prezzo è spinosa, perchè tutto pare dipendere da quanto l'artista sia inserito nel sistema internazionale del mercato dell'arte. Fiz suggerisce di tenere conto dei seguenti fattori :


  1. La qualità intrinseca dell'artista

  2. Il suo ruolo di precursore nell'ambito della storia dell'arte

  3. La sua capacità d'inventare un nuovo linguaggio che possa influenzare altri artisti

  4. Il suo grado di originalità

  5. Il suo anticonformismo

sono tutti elementi che, alla lunga contribuiranno a determinarne il prezzo...il mercato, in fin dei conti, è meritocratico e a modo suo morale. Questo secondo Fiz.


Stefano Armellin


mercoledì 2 luglio 2008

Pianeta Terra


Cari amici di The Opera, vi presento quest'opera che ho realizzato nel 2003, è una tecnica mista di cm. 60 x 80 su tela. Il sogno di un mondo unito. Il dialogo attivo fra civiltà multiculturali. Un profilo di un occidentale sempre più asiatico di fronte ad un africano di un continente nero sempre più abbandonato. Ho raffigurato l'idea di una kantiana trasmissione di pensieri e competenze in grado di generare nelle popolazioni povere di tutto il mondo, quella interna spinta vitale, premessa al loro riscatto sociale. Sia chiaro, perfettamente impossibile senza un governo del mondo. Oggi assente. Ma sia il povero sia il ricco sono entrambi sullo stesso piano esistenziale. Il primo ha drammaticamente meno possibilità di scelta del secondo.
Stefano Armellin

lunedì 19 maggio 2008

La Madonna della Guardia di Varazze



Si è da poco conclusa la visita di BENEDETTO XVI in Liguria, regione che conosco bene perchè lì ho vissuto per 41 anni di cui 35 a Varazze e 6 ad Albenga, in provincia di Savona a pochi chilometri da Genova. A Varazze dal 15 maggio 1994 al 15 maggio 1995 ho salito per 110 volte a piedi la Madonna della Guardia. Il percorso è limitato a dieci chilometri fra andata e ritorno per 400 metri di dislivello; ma sovente veniva esteso con un giro più vasto nell'entroterra per ammirare il vicino Monte Beigua. Queste 115 salite e discese sono state una bella disciplina mentale per progredire nella mia ricerca spirituale e creativa. Tra l'altro a Natale del 1994 ho fatto proprio a Varazze una mostra personale dal titolo : Varchiamo la soglia della Speranza, mostra che intendeva riprendere i propositi del libro intervista di Vittorio Messori a Giovanni Paolo II :Varcare la soglia della Speranza. Allora non immaginavo quanto cammino ancora mi aspettava per migliorare nella sintesi di The Opera; la cui traccia riferita alla Basilica di San Pietro a Roma era però già allora molto precisa, e, chiaramente, per nulla compresa dai contemporanei.
La foto qui sopra è un'opera del 2003 ad olio su tela 100 x 70 cm. dal titolo : autoritratto in croce.

mercoledì 14 maggio 2008

La Madonna della Misericordia di Savona




















il 17 maggio BENEDETTO XVI farà una prima tappa al Santuario della Madonna della Misericordia di Savona, patrona delle Confraternite. Apparsa per la prima volta ad Antonio Botta il 18 marzo 1536.
Nel 2005 ho dato un piccolo contributo al concretizzarsi di questa visita: ho fatto il supplente di Religione cattolica per un mese, alla Scuola Primaria Circolo "Villapiana"; e, in quella occasione, con gli alunni abbiamo preparato duecento angioletti dal titolo : Caro BENEDETTO XVI (nome dell'alunno con lettera personale per il Papa) ti invita a Savona. Il tutto è stato raccolto in un catalogo e
consegnato al Vescovo Domenico Calcagno. Adesso è finalmente giunto il momento tanto atteso per i fedeli della Diocesi di Savona-Noli. La mia lettera agli alunni per il Natale 2005 trasmette bene lo spirito di quella iniziativa, eccola : Cari alunni che diventerete studenti e poi donne e uomini liberi di questa terra; c'era una volta un supplente che è passato di qui raccontando l'Avvento e proponendo un invito al Papa che Vi rende protagonisti. Siete il futuro, siete l'Europa, siete la Chiesa cattolica, il vero cuore immacolato della Chiesa che si chiama con tutti i vostri nomi. A tutti voi grazie, grazie di cuore.
Fate tesoro delle vostre bravissime maestre perchè il fiume del tempo scorre veloce ma tutta la purezza si decide alla sorgente e voi siete la sorgente della vita che cresce.
Avete la fortuna d'essere accanto alla Madonna della Misericordia, non dimenticatela perchè Lei non vi dimentica, e quando il Papa BENEDETTO XVI verrà al Santuario sarà per merito Suo ma anche per merito vostro; perchè non si può ignorare la voce dell'innocenza che è la voce del Cielo.
Credete in Dio, pregate Gesù, non dimenticate il compito.
Sappiate che l'Angelo custode non è solo un disegno colorato sulla carta ma una presenza vigile e costante accanto ad ognuno di voi.
Qualunque sia la vostra strada l'angelo custode vi sarà accanto. Proprio come ha fatto il maestro, il vostro maestro Stefano.
Savona 18 novembre - 16 dicembre 2005
http://www.santuariosavona.eu/


( In alto, Stefano Armellin, Eclissi 2003, 60 x 80 cm. olio su tela)

martedì 13 maggio 2008

La Madonna della Guardia di Genova

























BENEDETTO XVI Il 17 e 18 maggio dopo essere stato prima al Santuario della Madonna della Misericordia (Savona) si recherà al Santuario della Madonna della Guardia di Genova. Sulla foto ricordo della apparizione di quest'ultima, sul monte Figogna nel 1487, ho composto l'opera che pubblico, per rendere chiaro come Maria si opponga al dolore del mondo. Il suo messaggio non è ingannevole, qui si rivolge ad un umile contadino, Benedetto Pareto che riferirà alla moglie dell'esperienza avuta con la bontà del suo essere. In obbedienza all'invito della Madonna costruirà sul luogo dell'apparizione una cappella.

Nel febbraio del 2000 portai al Rettore del Santuario una cartella di opere tratte dalla composizione : l'arte e la croce, con l'idea di fare una mostra lì in occasione dell'Anno Santo. Le opere sono rimaste nella cartella. A maggio decisi di fare un pellegrinaggio in bicicletta da Varazze al Figogna per riprendere il mio lavoro e chiedere spiegazioni. Giornata serena, nessuna nuvola, salita finale ripida; alle ore dodici verso l'ultimo tratto vidi d'improvviso una espansione circolare bianca coprire tutto il cielo azzurro davanti e dietro di me. Nessuna figura. Solo questo circolo della durata e luminosità di un lampo. Salii a piedi le ultime centinaia di metri. Ritirai la mia cartella senza chiedere spiegazioni, ringraziando la Madonna per l'ottima riuscita della mostra; avevo infatti perfettamente compreso che l'unica visitatrice doveva essere la Madonna. L'esperienza luminosa mi aveva sorpreso e gratificato immensamente non certo spaventato. L'intensità di quel pellegrinaggio è ora riflessa in quest'opera del 2003 che qui presento. Non ho cercato questa immagine. Un giorno l'ho trovata abbandonata nel sottoscala del palazzo di Albenga dove abitavo e, l'ho utilizzata. Inoltre, in una fase della lavorazione che consideravo definitiva, non si vedeva l'immagine perchè rivestita da una plastica sul vetro, e tutta ricoperta da denso inchiostro tipografico. Poi, mentre asciugava al sole è crollato d'improvviso un pezzo del quadro; svelando l'immagine dell'apparizione a Benedetto Pareto, così come la vedete nella foto. In un certo senso questo quadro si è "autoprodotto".

http://www.santuarioguardia.it/

mercoledì 7 maggio 2008

Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei

Presiederà la Supplica a Pompei del' 8 maggio il Cardinale Segretario di Stato Mons. Tarcisio Bertone.

Questa Supplica si inserisce in modo preciso nell'evolversi del progetto The Opera artistico -didattico, con l'attenzione rivolta a tutte le scuole del mondo di ogni ordine e grado, nello spirito di San Giovanni Bosco e del Beato Bartolo Longo.

lunedì 14 aprile 2008

La Missione - The Mission

Solleviamo il mondo - Shall we raise the world
Dalla Campania con amore - From Campania with love

A volte non si riesce a dire quel che serve con un solo quadro; serve una mostra dove il pubblico si possa esporre davanti agli anni di ricerca che sono stati necessari per realizzare un nuovo segno. La mostra nuova è quella che porta a compimento la somma di tutte le precedenti. Ma come dire qualcosa di nuovo dopo Dante, Masaccio, Michelangelo, per fare solo tre nomi.
Il pubblico si espone alle opere come i turisti sulla spiaggia si espongono al sole. Le opere irradiano di luce propria come il sole. La galleria e il museo sono il “corpo mistico” dell’arte. Il luogo dove l’organismo mostra può aspirare a comporsi per manifestare la sua vita. Una vita autonoma, esistente anche in assenza di pubblico. L’arte di vedere la fede diventa un evento dantesco perché si cerca seriamente di stabilire un contatto cristiano-cattolico fra Cielo e terra. Perciò la mia arte produce un nuovo linguaggio per tempi nuovi e ultimi.Il perno intorno al quale ruota la mia ricerca è il progetto The Opera per la Basilica di San Pietro che qui sotto presento nella versione esposta al Pontificio Santuario della Beata Vergine di Pompei nel 1997. Progetto che necessita non solo di uno sviluppo in un modello in tre dimensioni per essere meglio compreso, ma soprattutto di un abbinamento ad un tema pedagogico didattico che interessi tutte le scuole di ogni ordine e grado a partire dalla Campania.

Il cielo avvolge la terra, tutti accoglie e nessuno dimentica - God wraps the earth, welcomes everyone with open arms, over looks everybody.

Il Diritto internazionale ci insegna quanto sia difficile circoscrivere le leggi di tutti gli Stati del mondo in una costituzione universalmente valida e riconosciuta. Eppure questo è il tema fondamentale del nostro tempo.
L’artista può dare un contributo in questa direzione amplificando i punti di vista per sviluppare così, nuovi e indispensabili confronti d’idee.

Tanti auguri per il discorso di BENEDETTO XVI all'ONU il prossimo 18 aprile.

domenica 30 marzo 2008

Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


Questa composizione su carta, che qui sotto pubblico on line per la prima volta al mondo, è dedicata a San Leonardo di Porto Maurizio (Imperia) 1676-1751, al Beato Fra Claudio Granzotto 1900-1947, e a Carlo Acutis 1991-2006. E' in formato 24 x 33cm, realizzata a marzo-aprile 2007 in una prima versione completata un anno dopo. Quest'opera è nata dall'esigenza di collegare la Via Crucis e la Via Lucis in un unico percorso comprendente ventotto stazioni. La difficoltà espressiva mi ha sorpreso alla quindicesima stazione, dove inizio a configurare come elemento narrativo, la pietra circolare del sepolcro, che sostituisce la croce. Difficoltà generata dalla stessa predicazione cristiana, non solo cristocentrica ma soprattutto croce-centrica. Infatti fin da bambini i fedeli sono cresciuti con le immagini della Via Crucis che domina non solo l'iconografia personale del singolo credente, ma avvolge con una intensità inaudita tutta l'iconosfera della comunità cristiana mondiale. Perciò è molto difficile accostare e produrre le nuove immagini del Risorto. La difficoltà artistica qui si somma a quella teologica. Perchè si tratta non solo della continuazione dell'Annuncio cristiano, ma soprattutto della sua manifestazione paradigmatica. Cioè il punto storico assolutamente decisivo della Rivelazione cristiana.

Nel piazzale Giovanni XXIII al Pontificio Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei (vedi sopra la foto del quadro miracoloso, icona centrale del Santuario mariano), si trova una Via Crucis e una Via Lucis fatte in bronzo dallo stesso artista in due tempi diversi. Le immagini sono tradizionali e non aggiungono nulla di nuovo alla ricerca dell'arte contemporanea. Non parlano al presente, sono un prodotto riuscito di onesto artigianato religioso. Al contrario della Via Crucis (1960) di UBAC, in ardesia, nella chiesetta francese di Saint Paul de Vence. Però UBAC si ferma alla Via Crucis. Le sue linee sono innovative anche se ermetiche, e il livello artistico è molto alto. Possiamo quasi percepire l'atmosfera dell'imminente Annuncio del Concilio Vaticano II, la necessità di aggiornamento permanente per la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, nel confronto con il mondo contemporaneo. Sono immagini quelle di UBAC, di avanguardia che oggi sentiamo un po' distanti perchè il mondo si è trasformato. Oggi viviamo nel disorientamento iconografico che riflette quello culturale, politico, economico e religioso. E' messa in discussione l'identità della persona umana a tutti i livelli. Da qui la speranza in questa Via Crucis-Lucis, di riuscire ad aprire un percorso alternativo, ordinato, metodologicamente preciso; in grado di raccontare l'Evento di sempre, per il bene del nostro presente. Un presente vibrante di possibilità, e ricco di fiducia, e Speranza, nella umanità che comunque siamo. " Io sono con Voi tutti i giorni fino alla fine del mondo ". (Mt 28), è il messaggio centrale di questa composizione artistica, di questa Preghiera.

domenica 23 marzo 2008

E' RISORTO !



Il Secondo Avvento

Opera ad olio, su masonite, formato 108 x 99 cm

"A stento indoviniamo le cose terrene, e con fatica comprendiamo quelle che sono a portata di mano; ma chi potrà scoprire le cose celesti ? " (Sap 9, 16)

Il Secondo Avvento è un tema o meglio il tema ricorrente nella mia produzione di artista cattolico. In questo quadro ho usato la spatola e due colori ad olio: il giallo e il bianco.

E' la Croce gloriosa del Risorto, lontana dalla Passione. Purtroppo le foto non rendono giustizia alla qualità delle opere. Qui mi sono chiesto di raggiungere una pittura espressiva come quella di Van Gogh in grado di raccontare sempre nuove cose all'osservatore.

Come in ogni quadro mi sforzo di dire l'indicibile, osando andare oltre il linguaggio scritto e verbale, per passeggiare nel Regno del Silenzio.

E' una Preghiera dipinta intesa come armonia di forze opposte.

Per la visione simultanea delle ventotto opere della Via Crucis-Lucis andare su :

www.religione20.net/galleria/index.html

Per la scheda dell'artista andare su :

www.artcurel.it/artcurel/arte/pittura/stefanoarmellin.htm

mercoledì 19 marzo 2008

28. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XXVIII Stazione
La Pentecoste
Negli ultimi tre buchi i nomi di : Matteo; Andrea; Maria. Non ho usato l'immagine tradizionale delle lingue di fuoco per tentare una nuova immagine, racchiudendo tutta la forza dello Spirito in un'unica lingua rossa centrale che catalizza l'intero pianeta terra. E da questa folgore si dividono i raggi. La pietra del sepolcro è il globo cosmico che unisce il molteplice.
"Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi".(At 2, 2-4)

27.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin



XXVII Stazione

L'attesa

Anche qui tre soli buchi, con i nomi di : Giacomo; Giovanni; Giacomo di Alfeo.

La croce si fonde con la pietra sulla quale sono incisi i nomi degli apostoli :

" Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme...Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù...". (At 1,12-14)

26.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XXVI Stazione
L'Ascensione
L'immagine è ora centrale e il cartoncino cambia tonalità, dal bianco all'oro. Tre soli fori con i nomi di : Giuda di Giacomo; Tommaso; Bartolomeo.
L'antica pietra del sepolcro rimane sulla terra, dove riceve i riflessi di Gesù che sale al cielo :
"Così venutisi a tr