mercoledì 8 luglio 2009

La Madonna del Vesuvio

Cari amici di The Opera,

Questa Madonna che fin dall'inizio nasce come teofania artistica, è una manifestazione di Dio e non dell'artista che l'ha prodotta materialmente. In ciò sta il suo valore.
Il fatto che da mesi viaggi on line nell'etere terrestre, non pregiudica il suo sviluppo sulla pietra ; come memoriale della visita di BENEDETTO XVI a Pompei il 19 ottobre 2008.
Questa Madonna si evolve sulla pietra lavica con un ingrandimento che la fa crescere come un organismo vivente. Ha una sua vita. Ed è un'immagine talmente potente che non abbisogna più dell'intervento diretto dell'artista suo strumento.
A questo livello il caso non esiste, e non è l'artista che fa la Madonna ma la Madonna che fa maturare l'artista.
Il bello della Madonna nell'arte è che appare sempre, non c'è un veggente che comunica un messaggio, perchè l'immagine sacra è il messaggio.

Non stacco il pensiero da quest'opera che andrà a trovare la sua collocazione naturale fronte il campanile del Santuario di Pompei il 10 ottobre 2009. Un posto giusto, esatto, preciso; un luogo capace di amplificare la sacralità del Santuario.
Ora, immaginiamo che questo non avvenga. Cosa cambia ?
ci manca qualcosa, un punto di forza in meno a puntellare la diga spirituale che impedisce alle forze del male di prevalere.

Ma parliamo ora della genesi di quest'opera. In primo luogo oggi non esisterebbe senza il sacramento del matrimonio che ho acquisito sposando Mariarosaria, una pompeiana doc. Pensate che la Madonna del Vesuvio è stata realizzata nella casa dov'è nata mia moglie, e dove ora risiedo dal 23 luglio 2007. Nel mese di dicembre di quello stesso anno mi sono messo all'opera inizialmente con il proposito di generare una nuova immagine del Vesuvio.

Poi, durante la lavorazione quando avevo impostato il volto di una figura mitologica ecco che vedo le linee non quadrare più in quella direzione. Sotto i miei occhi la composizione cambiava configurazione, quel volto diventava femminile, il Cielo diventava il suo velo.

Allora ho compreso che la Madonna del Cielo era lì, sulla mia opera, a controllare la forza del Vesuvio. Da qui automaticamente il titolo ; La Madonna del Vesuvio :

1. E' un'immagine nuova nella storia dell'arte sacra contemporanea risultato di ventisei anni di ricerca artistica coerente e autofinanziata !

2. E' una nuova immagine del Vesuvio.

3. E' un logo atto a catalizzare altre località oltre Pompei.

4. Si esprime con tutte le sue potenzialità proprio nella versione su pietra lavica, perciò sia il video sia l'originale su carta sono solo un preambolo.

5. E' il primo monumento con apposito e studiato basamento ( a cura di Arreditalia ) in ricordo della visita di BENEDETTO XVI a Pompei.

6. E' una donazione totale alla Città, ai turisti ai pellegrini (ricordo che il Beato Bartolo Longo acquistò il quadro della Madonna del Rosario).
La quotazione sia dell'originale sia del manufatto supera tranquillamente le decine di migliaia di euro.

7. Ha già un seguito nell'opera : Vesuvio interno notte, in concorso al Premio Terna 02.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

venerdì 19 giugno 2009

Lettera aperta a Barack Obama







Cari amici di The Opera,

Al Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama


Nel fax che ho inviato alla Casa Bianca il sette giugno 2009, ho espresso una sintesi della ricerca creativa che porto avanti da anni, mirata a dare un contributo significativo alle emergenze planetarie del nostro tempo.

Ella Signor Presidente, può verificare la bontà dell’iniziativa The Opera che intende proporsi come vettore utile per aggregare le scuole del Mondo e i loro Presidenti in vista di una grande manifestazione d’intenti, idonea a rafforzare i valori essenziali propri di ogni essere umano vivente sul Pianeta Terra.

S’intende che The Opera è un contributo che principalmente proviene dall’arte contemporanea italiana ed è auspicabile una sinergia anche con le altre discipline del sapere, perciò il progetto didattico in corso d’opera si chiama : Solleviamo il Mondo; Shall We Raise The World ;

http://solleviamoilmondo.blogspot.com/

Con la presente La invito a conoscere personalmente l’antica città di Pompei;


ed è da Pompei che estendo il mio saluto sia a Lei che alla Sua famiglia.

Pace e Gioia


Stefano Armellin autore di The Opera


Pompei, 19 giugno 2009 Sacro Cuore di Gesù



NdR : Nelle foto Obama durante l’intervento all’Università islamica Al-Azhar, Il Cairo, il 4 giugno 2009 [© Associated Press/LaPresse
Le foto sono tratte da :
La politica, la morale e il peccato originale
I discorsi del presidente Usa Barack Obama alla University of Notre Dame e all’Università islamica Al-Azhar del Cairo si possono utilmente confrontare con elementi della fede e della dottrina sociale cristianahttp://www.30giorni.it/it/articolo.asp?id=21160

giovedì 4 giugno 2009

Rappresentare la Conoscenza a Pompei

Cari Amici di The Opera,


Oggi è iniziato il Settimo Forum Internazionale di Studi : Le Vie dei Mercanti – Rappresentare la Conoscenza : www.leviedeimercanti.it Che si svolge per la prima giornata a Pompei per proseguire il 5 e 6 giugno a Capri.
Presidente e poliedrico organizzatore l’architetto Carmine Gambardella, Vice Sindaco di Pompei e Pro Rettore della Seconda Università degli Studi di Napoli : www.carminegambardella.it

E’ nostro interesse scoprire le definizioni di frasi progettuali impegnative con particolare riferimento ad una mostra di progetto che copre l’arco temporale : 0079/2013 e già esposta a Pompei.
Attraverso uno studio analitico su tutti gli immobili pubblici e privati di Pompei (7500), si attiva quella che gli autori definiscono una Fabbrica della Conoscenza che attraverso nuovi percorsi interni/esterni alla Città, innesca nelle coscienze un virtuoso e civile comportamento rispettoso di un luogo definito Patrimonio dell’Umanità.
Perciò la sfida è quella di un impegno ad essere protagonisti dell’evento arte-fede-cultura che definisce l’essenza dell’anima di Pompei.
Non si tratta solo di Conoscenza virtuale ma vissuta, amata, interpretata. In una zona, quella vesuviana, di mercato e di mercanti certamente più sensibili al consumo diretto.
Noi assistiamo a interferenze e contaminazioni in ogni direzione. La fama di Pompei sepolta è archeologica e squilla dalla tromba del Vesuvio. E’ fama spirituale grazie alla Madonna del Rosario e alla Delegazione Pontificia guidata dal Vescovo Carlo Liberati. E’ fama umana perché attraversata, percorsa, consumata, da milioni di turisti e pellegrini, ma anche abitata dai suoi cittadini; ventimilacinquecentotrentanove gli aventi diritto al voto. Una popolazione giovane, come giovane è tutta la Regione Campania che detiene il primato in Italia da 0 a 14 anni. E i giovani crescono nelle scuole di ogni ordine e grado. Le scuole sono il vettore fondamentale della Conoscenza http://solleviamoilmondo.blogspot.com
Siamo arrivati al punto. Il Forum termina e, in attesa dell’ottava edizione le scuole restano. L’impegno di Pompei verso le nuove generazioni è all’altezza della sua fama ? Ogni sito nel mondo Patrimonio dell’Umanità chiede ai suoi residenti d’essere all’altezza dell’eredità culturale che custodiscono. Se questo non avviene la Civiltà vive una fase di declino. Perciò ci aspettiamo da Pompei uno scatto d’orgoglio per vivere un senso maturo dell’accoglienza nel rispetto dell’anima di ogni persona. Ritrovando così quella dignità che da troppi secoli pare sia rimasta sotto la cenere del Vesuvio. Questo in sintesi ci ricorda il Vescovo nel suo saluto ; subito seguito dall’Avv. Claudio D’Alessio il Sindaco di Pompei che mette in luce le potenzialità e la bontà del popolo napoletano.
La provincia di Napoli ha la più alta densità di abitanti d’Europa e, quando la massa critica è di questa forza grandi cose possono accadere sia nel bene sia nel male; nel male ne abbiamo già viste troppe; tocca ora impegnarci per il Bene creativo come Carmine Gambardella e il suo collega Massimo Giovannini lo intendono :

Ripensiamo tutti i saperi per creare ricchezza generando nuove aperture nel luogo della mente. Otteniamo così una rinnovata idea di Città che vive una contemporaneità in divenire per migliorare. All’interno di una condivisione e partecipazione reciproca di tutte le istanze. Trasformando i frutti del male come è stato fatto con la casa del boss Sandokan ora centro medico. Ecco, il lavoro con arte per la formazione del capitale umano nella comprensione del patrimonio genetico dei luoghi.
Finalmente oltre ogni contaminazione negativa permane la nostra identità, il fattore umano con i suoi valori autentici che rappresentano l’essenza stessa della nostra vita.

La cultura è un valore che a Pompei ci porta dagli Scavi alla Fabbrica della Conoscenza, perché territorio è sapere e coscienza della nostra Conoscenza. Attraverso la riconoscibilità di ogni abitazione di Pompei otteniamo delle mappe concettuali che consentono strategie innovative per elementi produttivi di cultura. Si tratta di organizzare e comunicare agli altri i dati raccolti. Insomma, il disegnatore da un’interpretazione del mondo per condividerla con gli altri.
La modificazione è un concetto antichissimo, nelle cose c’è già il germe di quel che saranno. Nella Città di Pompei ci sono gli elementi e le persone che servono al suo progetto al suo sviluppo.

Gambardella e Giovannini propongono questa analisi, l’augurio è che il Settimo Forum riesca a definire una sintesi fra tradizione e innovazione.

Stefano Armellin

domenica 24 maggio 2009

NT

Cari amici di The Opera,

Nella Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, a Pompei Tre Ponti oggi 24 maggio alle ore 16.30, si è tenuto un Convegno sulle Nuove Tecnologie per promuovere una cultura di rispetto, di dialogo e di amicizia attraverso le nuove relazioni che si attivano sul web.

Relatore invitato, il giornalista Giulio Meazzini di http://www.cittanuova.it/ introdotto molto bene da Antonio un operatore pastorale della http://www.parrocchiaimmacolata.net/ che ha ospitato il Convegno.

Meazzini parla dei pro e dei contro della rete. La divisione è netta. Prima spiega i pericoli poi i benefici. Si tratta di aggiornare il processo educativo con l’evolversi di questa coscienza mondiale inedita. Noi lo stiamo facendo con http://solleviamoilmondo.blogspot.com/ dove si cerca attraverso un discorso interdisciplinare, di costruire e far comprendere una nuova immagine del Mondo.

I mezzi oggi sono potentissimi. Ma pensiamo alla predicazione di San Paolo fatta nel primo secolo d.C. con una manciata di lettere dettate al suo segretario; e noi nel 2009 con miliardi di e-mail, sms, immagini parlanti, manifesti elettorali, ecc. conviviamo con interi popoli denutriti, analfabeti, ammalati, abbandonati, emarginati da ogni rete. E tutto perché nessuno pensa seriamente ad un programma informatico-didattico in grado di collegare attivamente tutte le scuole del mondo. Perché è attraverso il sentirsi parte di una famiglia mondiale, che apprende insieme per crescere insieme, che riusciremo a sollevare il Mondo dalle sue quotidiane emergenze.

Questa è la sfida del nostro tempo : ascoltare il cuore di ogni essere umano per rispondere sempre e solo, con un atto d'Amore.

Pace e Gioia

Stefano

domenica 17 maggio 2009

Dal Beato Bartolo Longo a Carlo Vescovo Liberati

Cari amici di The Opera,

Il Convegno ex-alunni delle opere pompeiane del 16 – 17 maggio 2009 ; consente di fare il punto sulla stabilità o meno del Concordato fra CEI e MIUR. Infatti quel che interessa la Scuola Cattolica interessa anche la Scuola Statale. La risposta all’emergenza educativa o sarà una risposta universale oppure non sarà.

Noi proponiamo http://solleviamoilmondo.blogspot.com come vettore idoneo per rinnovare alle radici il dialogo fra Stato e Chiesa in ambito educativo. Lo chiede il nostro tempo, il presente che stiamo vivendo. Non facciamo il bene dei fanciulli del mondo se ci perdiamo in discussioni senza via d’uscita. Il Bene comune è appunto comune, non di parte.

Del Convegno metto il luce l’intervento di Carlo Vescovo Liberati, che con passione, emozione e forza, spiega le difficoltà di gestire la barca di Pietro a Pompei, dove : www.santuario.it è Delegazione Pontificia. Ricorda a tutti noi la difficoltà di mantenere inalterato il carisma del Beato Bartolo Longo;

Davanti alla Santa Carità, alla dedizione praticata senza tornaconto personale, esclusivamente per il bene di fanciulli ( che altrimenti sarebbero perduti ); nessuno dovrebbe muovere obiezioni.

Diciamolo pure in senso più vasto, pensando ai figli delle famiglie cattoliche che desiderano frequentare la Scuola cattolica, ma, per la mancanza di una completa intesa economica fra Stato e Chiesa, l'offerta formativa cattolica non è accessibile per tutti coloro che lo desiderano. Come sottolinea Donato Petti, Visitatore Regione Italia dei Fratelli delle Scuole Cristiane : www.vivalasalle.it Certamente va aggiornato il Concordato fra Stato e Chiesa al più alto livello.

Il Sindaco Avv. Claudio D’Alessio ha ascoltato con attenzione l’intervento del Vescovo. A nome di tutta la Città di Pompei ha ringraziato i presenti e donato ai relatori una targa ricordo.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

venerdì 8 maggio 2009

Ave Maria











Cari amici di The Opera,


nel giorno della Supplica alla Madonna di Pompei, documento con quattordici foto, lo stato dei lavori alla Madonna del Vesuvio. Il passaggio dei colori dalla carta alla pietra, l'ingrandimento dell'immagine che valorizza la forza espressiva d'insieme. Così prende corpo, una nuova espressione dell'arte sacra contemporanea, che si fa materialmente preghiera visibile, per il bene di tutta una comunità. E' una donazione per la Città di Pompei, che lascia un segno sensibile di come il Santuario mariano, voluto dal Beato Bartolo Longo, sia vivo e attivo nel continuare a generare risposte costruttive, alle moltitudini di pellegrini che, con devozione, pregano la Madonna.

Quest'opera è dedicata alla visita di Benedetto XVI, pellegrino a Pompei il 19 ottobre 2008, e oggi missionario in Terra Santa.



Pace e Gioia


Stefano Armellin












Foto : http://www.arreditalia.net/

La Madonna del Vesuvio a Pompei







Stefano Armellin (48 anni) nel laboratorio di Arreditalia a Santa Maria la Carità, verifica l'ingrandimento della Madonna del Vesuvio e gli smalti che saranno usati per il passaggio dell'opera originale su carta Fabriano F4 alla pietra lavica dell'Etna.

Cari amici di The Opera,

Grazie ai tipi di:

si sta realizzando per la Piazza del Santuario di Pompei:
La Madonna del Vesuvio su pietra lavica dell'Etna.
In questo modo l'opera sarà esposta in permanenza a chiunque.
Ringrazio il Sindaco di Pompei Avv. Claudio D'Alessio che subito ha detto : "La mettiamo in Piazza!"

La professionalità, sia delle maestranze, sia dei tecnici e degli artigiani di:
è tale, che, non solo non ci sarà perdita di forza espressiva dalla Madonna del Vesuvio originale all'ingrandimento; ma ci sarà un complemento significativo dell'opera a tutto vantaggio del bene pubblico, per i pellegrini, i turisti e residenti.

Posso dire che la sintonia con il Team Work di :
è già di per sè un risultato miracoloso.

Misure dell'ingrandimento :
sette lastre di settanta centimetri di altezza per cinquanta centimetri di larghezza;
misura totale della composizione : trecentocinquanta centimetri di larghezza per settanta centimetri di altezza.
Tutta l'opera va poi inserita in un basamento artistico già ideato.

La Madonna del Vesuvio : http://it.youtube.com/stefanoarmellin

Riprese e montaggio audio-video a cura del Prof. Guido Gaglione. L'opera che mi ha impegnato per l'intero mese di dicembre 2007, lo stesso tempo usato da Picasso per Guernica, con la differenza che il mio lavoro originale di partenza è su sette fogli Fabriano F4 24 x 33 cm che vanno accostati uno all'altro. Un'opera che si presta ad un ingrandimento sia per esterni che per interni. Per Istituti scolastici o sedi ministeriali, ma anche a New York, nella sede dell'ONU, farebbe la sua figura, soprattutto per rinnovare l'immagine della Campania-Italia così tanto danneggiata. Fino ad oggi nessuno ha mai pensato di fare una Madonna espressamente dedicata al Vesuvio. Questa caratteristica è quindi l'unicità di quest'opera che mi auguro possa portare tanto bene, sia ai credenti sia ai non credenti.

Ma perchè un'altra Madonna non bastavano già quelle esistenti ?

Ricordiamoci che la Madonna è sempre una soltanto, una come la Verità.

Il primo ingrandimento al mondo, su pietra lavica dell'Etna, è a cura di : http://www.arreditalia.net/

Preghiera alla Madonna del Vesuvio

O Regina della Pace

Madonna del Vesuvio
Madonna della Neve
Madre di Dio
Madre Nostra
Madre della Misericordia

Proteggi le genti dei Paesi vesuviani
dalle naturali eruzioni
Fa, o Regina della Pace
che il Vesuvio non porti danno e dolore
a chi ti prega, e a chi ti loda,

con la Madonna del Rosario di Pompei.

( L'ultima frase si modifica secondo la zona mariana più vicina, ad esempio : se un fedele abita in Messico, a Guadalupe, o in una città messicana dove risulta essere Guadalupe il Santuario mariano più vicino, la frase finale sarà : con la Madonna di Guadalupe).

Stefano Armellin
video

martedì 28 aprile 2009

Primo Maggio a Pompei


sabato 4 aprile 2009

Don Luigi Merola a Pompei

Cari Amici di The Opera,

“Ciò che è dannoso nel mondo, non sono gli uomini cattivi, ma il silenzio di quelli buoni”;
Martin Luther King Jr. (Atlanta 1929 - Memphis 1968 ).

( Approfondimenti: Martin_Luther_King#Il_caso_della_tesi_di_laurea).

Nell’anniversario della scomparsa di Luther King, il Primo Circolo Didattico di Pompei apre con questa sua frase la giornata dedicata alla Legalità. Tema scottante in tutta la Regione Campania.
L'Aula Magna della scuola è affollata.

Don Luigi Merola inizia l’incontro quasi da cittadino pompeiano, visto che la sua associazione ha trovato una nuova sede in una casa di Pompei sequestrata alla malavita. Racconta della sua esperienza e dell’importanza di vivere la Legalità, decretando come anacronistiche queste giornate. Un po’ come sosteneva Pirandello :" la vita la si vive o la si scrive". Così è per la Legalità, va vissuta, concetto questo ribadito in tutti gli interventi.

Merola, classe 1972, anche per l'età è particolarmente vicino al mondo della scuola; sostiene che il cinque in condotta non risolve il problema della disciplina; ma qui si entra in un discorso di valutazione scolastica, dove i voti, alti o bassi, sono riferimenti di profitto. E la scuola ha le sue regole, come la vita civile. Desideriamo il buon costume, continua Merola, poi portiamo i figli in moto senza casco, o regaliamo centinaia di ore del nostro tempo (che non torna indietro); a programmi televisivi banali. Merola fa i nomi, e lascio al lettore indovinare quali.

Il Sindaco di Pompei Avv. Claudio D’Alessio come ogni politico a due mesi dalle nuove elezioni, dovrebbe avere il dono dell’ubiquità, tante sono le richieste di una sua presenza. Abituato bene, ad essere preciso e coinciso, D’Alessio unisce l’assemblea verso l’impegno comune a fare meglio. E subito dopo, l’attivo Assessore alla cultura Dott. Antonio Ebreo, ripropone il video della sua esperienza di medico di guerra a Baghdad. Immagini crude ma vere, conosciute da ogni popolo che ha subito una guerra. Grazie a Dio abbiamo ancora dei testimoni. E Grazie a Dio è il nome dato ad una bambina assistita alla nascita, dal Dott. Ebreo in Iraq.

I relatori sono molti, e le maestre si sono prodigate nell’intrecciare, poesia, musica, canti e danze, grazie all’impegno dei bambini profuso nel programma Regionale Scuole Aperte; aperte al Mondo mi viene da aggiungere, visto lo sforzo di abbracciare diverse culture sul tema dell'anno scolastico che è il Mediterraneo.
Noto un evidente miglioramento rispetto lo scorso anno; a conferma dell’impegno di coordinatrice generale della Dott.ssa Nadia Citarella Dirigente del Primo Circolo.

Il Prof. Carmine Cimmino è severo ma giusto nel sottolineare che la Regione Campania è indegna della parola Legalità, una parola quotidianamente stuprata da questa Regione. I docenti mancano ancora del coraggio di dire la verità, di affrontare le verità problematiche attraverso la lavagna della strada. Cimmino è per una pedagogia del vedere, educare a vedere la realtà propria, quella appunto che si vive sulla strada.

Il Capitano dei Carabinieri di Torre Annunziata Luca Toti, fa un brillante intervento nel quale invita più volte la famiglia ad un maggiore impegno educativo, perché l’Arma ha bisogno di tutti. Le istituzioni non vanno isolate, ma serve una sinergia nuova perché la camorra si alimenta con l’ignoranza.
A questo punto penso ad Howard Gardner : “ Quando si perviene a questo livello di analisi non basta più parlare di analizzatori, di computer (…). Si deve cominciare a pensare nei termini di categorie più vaste : le esperienze dell’individuo, i sistemi di riferimento, i suoi mezzi di comprensione, la sua visione generale del mondo “. (Howard Gardner, Formae mentis, Saggio sulla pluralità dell’intelligenza, Milano, Feltrinelli 1999, pp.319)

Presente anche una rappresentanza dell’Assessorato Regionale all’Istruzione che ricorda l’impegno sulla Legalità in zone della Campania, a rischio ancora più elevato di Pompei, e ormai tristemente famose a livello nazionale.
L’Associazione Trame Africane completa l'intenso programma di oggi, descrivendo le realtà difficili extraeuropee. Per fortuna gli spettacoli dei bambini tengono alto il morale.

Perché in tutte queste voci di denuncia, attraverso i cumuli di rifiuti, e di esseri umani che portano facilmente alla droga i giovani, c’è tutta una nuova umanità che cresce. Centinaia di bambini che non hanno autorità se non quella che proviene dalla dignità della propria esistenza. Bambini che non devono correre da un impegno all’altro perché già impegnati a giocare e a studiare.
Terribile che un genitore non veda il suo figlio crescere; terribile che non abbia tempo per camminare e giocare con lui. Terribile se le parole di questa mattina, insieme ai loro nobili propositi, rimangono stese sul pavimento della sala, come vittime civili innocenti, della quotidiana guerra dell’indifferenza.

L’assenza è il centro della presenza, perché l’alunno assente denuncia un disagio. Tutte le scuole a rischio hanno classi semi deserte, per non dire vuote. Perché la criminalità ha bisogno di manovalanza anche al mattino. L’assenza è un sintomo che rimette al centro la necessità fondamentale della presenza non solo dell’alunno, ma di tutte le istituzioni, e di tutte le agenzie educative.

Don Luigi Merola ci ha ricordato gli esempi del metodo preventivo di San Giovanni Bosco, e quello di Don Lorenzo Milani. Ma ogni insegnante che a suo modo riesca a fare bene il suo dovere è un Don Bosco e un Don Milani.

Oggi, finalmente, non ho visto una scuola del Sud, ma una scuola italiana, felice d’essere con l’Europa protagonista nel Mondo, per una vera accoglienza di ogni gruppo e ceto sociale.

Buona Pasqua
http://solleviamoilmondo.blogspot.com/

Prof. Stefano Armellin
Vice Presidente Consiglio d’Istituto
http://www.pompeiprimocircolo.it/

sabato 28 marzo 2009

in Viaggio a Pompei con Alberto Angela

Cari amici di The Opera,

Convegno Internazionale a Pompei il 27/28 marzo 2009 .
La dinamica del Viaggio a Pompei è iniziata durante la progressiva evoluzione della scoperta di Pompei antica ; quando della Nuova nessuno ne parlava, proprio perché non esisteva. In seguito, a questa evoluzione patrocinata dalla prima classe di nobili europei, appassionati al Grand Tour in Italia ; è seguita una fase di curiosità popolare sempre internazionale, premessa al fenomeno turistico che viviamo e subiamo oggi, noi residenti a Pompei.

Il personaggio chiave di tutta questa turistica vicenda, generata dalla tragedia immane del 24 agosto 79 d.C. nonché annunciata dallo spettacolare terremoto del 63 d.C. è senza dubbio il Beato Bartolo Longo che ha generato dal nulla ma con il determinante aiuto della Madonna, sia il Comune, oggi Città di Pompei, sia il Santuario mariano noto in tutto il mondo.

Perciò Pompei offre al visitatore due aspetti estremamente significativi del fare umano : uno, raccontato dal sito archeologico ; e, l’altro, quello determinato dalla presenza viva della Madonna, dispensatrice di Grazie e prodigi, attraverso la devozione al Quadro con il quale si apre questo articolo.
Non vedo separazione fra sacro e profano in queste due stazioni turistiche internazionali che trascinano a Pompei milioni di persone ogni anno. L’intreccio della vita nella storia dell’uomo ha amalgamato bene entrambi gli aspetti. Possiamo dire che il pubblico degli scavi ha una sua tipologia più internazionale ; e quello dei pellegrini del Santuario un’altra. Rappresentando entrambi tutte le età della vita, la prevalenza femminile nel Santuario, è evidente anche a un cieco!

E’ interessante fare turismo culturale a Pompei, perché, il dialogo fra le persone del mondo aiuta e valorizza la stessa maturazione individuale della persona. Il turista-pellegrino diventa lui stesso mediatore razionale d’innanzi alla molteplicità di messaggi, che lo raggiungono a Pompei, da culture, tradizioni e ideologie lontane dalla propria.

La cultura a Pompei è un valore che arricchisce l’umanità ; concetto questo ribadito da tutti i prestigiosi relatori presenti al convegno : in Viaggio a Pompei.

In particolare ringrazio il curatore : l’Assessore alla Cultura Dott. Antonio Ebreo che ha gentilmente consegnato il mio invito personale a conoscere The Opera composition, ad Alberto Angela, il relatore più vicino agli intenti universali-didattici di : http://solleviamoilmondo.blogspot.com/

Mi fermo quindi a trascrivere dai miei appunti, una sintesi del contributo di Alberto Angela su : Raccontare Pompei con le immagini.
L’intervento è stato il più seguito sia dal pubblico universitario (a netta prevalenza femminile) sia dai media. Alberto Angela ha ottenuto l’attenzione che ogni docente sognerebbe di avere con la sua classe. Potere di un programma TV, di successo, come ULISSE, ripeto di successo; perché il conduttore di un programma che non ha seguito è dimenticato all’istante dal pubblico.

Alberto Angela : “ Possiamo parlare di pedagogia di Pompei, della sua magia. Ho iniziato a frequentarla quindici anni fa (all’epoca con il programma Super-Quark), e trovo sempre cose nuove. Pompei è un unicum, non conosco un sito archeologico nel mondo paragonabile a Pompei.
La trasmissione delle conoscenze si arricchisce con le nuove scoperte. Pompei ti porta ora e subito nell’età romana. Nel presente dell’età romana. Un viaggio unico al mondo è quello di camminare nell’antica Pompei.

Come si racconta Pompei in TV ? con l’uso di un linguaggio affilato. Stando dalla parte del pubblico. C’è un senso nella ricerca archeologica, senso che va trasmesso con la testimonianza della grandezza degli scavi. Non dimenticando di raccontare le diverse ipotesi sui ritrovamenti. E’ fondamentale la prudenza in archeologia.
Poi c’è Oplonti, Stabia, Ercolano, in un certo senso tutte figure antagoniste davanti al protagonismo indiscusso di Pompei.

In TV ci sforziamo di usare la narrativa del cuore. E’ il ponte del sentimento che sostiene il concetto complesso. Pompei è una Città viva e ricerchiamo il parallelo, l’attualità fra la vita di ieri e quella di oggi. Ed è qui che facciamo la selezione delle immagini utili. Ad esempio ad Ercolano che è un sito prestigioso, ci sono oltre trentamila graffiti, e non si possono descrivere tutti. Quindi teniamo conto dei soggetti più vicini al presente dello spettatore.

I reperti continuano a deteriorarsi perché il tempo passa, ma rimane questa necessità di collegamento visivo fra antico e moderno. Oggi, gli schiavi pompeiani sono sostituiti dagli elettrodomestici, noi documentiamo questo passaggio. Sappiamo delle quattro S del successo televisivo : sesso, salute,sangue e soldi ; ma ricerchiamo una conoscenza il più possibile obiettiva.

Per rendere meglio ciò che è fermo come un monumento, abbiamo scelto il movimento; io parlo camminando fra i monumenti antichi di Pompei, così lo spettatore si sente accompagnato a vistare gli scavi. Vista che diventa completa con l’aiuto della computer grafica a tempo reale.
Per i costumi ci serviamo delle consulenze preziose e precise dei gruppi storici, perché la maggiore qualità, il valore aggiunto al programma, è donato dall’esperto di ogni materia.

Non va dimenticato il rispetto verso le vittime “ ingessate” di allora, anche se sono passati secoli.

La caratteristica del sito romano in ogni parte del mondo, è che ti fa sentire a casa, in fondo noi siamo il prodotto della cultura romana. I romani ci hanno trasmesso il senso della bellezza e noi siamo eredi di questa sensibilità alla bellezza. Questo, perché l’ Impero è durato nel tempo, con l’innesto in Bisanzio fino al 1453.

Roma antica è la prima globalizzazione della storia, un mondo di vita, unito da una sola moneta. Non c’era razzismo, ma severi livelli sociali. Sottolineo la condizione della donna romana antica e la sua emancipazione nel tempo. Perché il cristianesimo ha prevalso sugli altri culti ? per la sua maggiore universalità e cura delle anime di tutti, iniziando da coloro che erano stati sempre in secondo piano : donne e bambini.

La crisi della Roma antica ha delle similitudini con il nostro tempo”.

Alberto Angela termina con una breve proiezione di un primissimo lavoro video sull’antica Pompei, dove si fa uso della computer grafica in modo magistrale.

Auspicando di ottenere una collaborazione fra Ulisse-RAI e The Opera, ringrazio i lettori del Blog di avermi seguito fin qui.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

Programma completo del Convegno su :
http://www.news.unina.it/pdf/6712.pdf

mercoledì 25 marzo 2009

GAZA


Cari amici di The Opera,
GAZA

“La lite condominiale” estrema fra Israele e Palestina non ha tregua : ragazzi ; bombe ; donne e bambini che corrono sotto il volo di caccia F16 e vengono lì, a terra, sbriciolati, frantumati, dissolti, evaporati, sterminati.

Boati si innalzano ad ogni ora del giorno e della notte, e si fa sera, sulla scena del mondo, di tutto il mondo.

Felice (Said) ? chi può essere felice sul finire del 2008, con i botti anticipati che proseguono anche nel 2009 ; dove ? nella Striscia di Gaza.

Piombo fuso, cola come lava nei cervelli ammutoliti di moltitudini d’esseri umani, di qua e di là dalla Striscia. Piombo fuso, fonde oltre 1300 Palestinesi che colano come nei tombini cimiteriali napoletani di una volta. Di questi, oltre 180 bambini. Sepolti intorno al muro.

Fondono in 22 giorni oltre cinquemila feriti, e la ferita sulla Striscia non si rimargina. Rimanere fresca è il suo destino. Tutto, secondo le Scritture.

E’ da prima del 1948 che è iniziata la lunga partita con la morte violenta. Poi, embarghi su embarghi, sempre più estesi fino a soffocare. Mancava l’aria, o vinci o soffochi ; così nel 1967 parte la Sei giorni di Israele. Atto unico. Vittoria. Ma non si risolve nulla. Con la guerra non si risolve nulla.

Gli anni passano come i trattati di pace, mentre la Carta Nazionale dell’OLP si frantuma in mille invisibili rivoli, assolutamente dentro le anime dei popoli di Israele e Palestina. Assolutamente dentro i corpi. Perciò le parole non sono più nella carta ma scorrono nel sangue, e fanno respirare e generare fin dal concepimento l’ODIO più feroce. Il peggio è capitato.

Hamas! Un soldato israeliano in ostaggio dal 2006 ; l’incursione israeliana del 2008 nella Striscia uccide sei palestinesi : ERRORE.
Hamas! Risponde con i razzi : ERRORE.
Rafah sotto le bombe : ORRORE.

Terrorismo ; giornalisti ; esperti ; civili continuamente colpiti, continuamente ; assedio ; dieci soldati Israeliani morti ; massacro di Palestinesi ; crimine ; Egitto nel tunnel ; razzi ; fosforo ; sfollati ; incendi ; pozzi ; ulivi in fiamme, bruciati ; tunnel bombardati perché lì sotto non passano solo medicine e alimenti, ma armi per generare altra violenza ;

Hamas! a Gaza ;
Fatah in Cisgiordania ;
Benedetto XVI a Gerusalemme, a maggio 2009 ; scarsa memoria del passato : il Patriarca Fouad Twal dice : “ L’Attacco di Israele è stato sproporzionato”, e sono le stesse parole pensate dagli Apostoli di Gesù durante la flagellazione, le stesse.

La morte in Croce di Gesù Cristo è stata sproporzionata, assolutamente sproporzionata, ma è accaduta.

Mosè disse a Dio: “Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno:
Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?”. Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono!”. Poi disse: “Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi”. Dio aggiunse a Mosè: “Dirai agli Israeliti: il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. ( Esodo, 3, 13-15)

Stefano Armellin

giovedì 19 marzo 2009

La Santa Croce dell'Artista

Cari amici di The Opera,

In questo periodo mi trovo a rivisitare alcune mie opere prodotte nel 1997, non finite abbastanza. Tracce visive della Santa Croce e sulla persona d’innanzi al legno, ai piedi del Santo legno.
Rifletto sul mistero del processo creativo che permette tranquillamente all’artista dopo dodici anni, di riprendere e finire un lavoro, come se l'opera fosse stata realizzata oggi. Invece sono passati dodici anni.

Sono venti pezzi ma potrei aggiungerne altri. In quel 1997 li avevo esposti al Direttore della Galleria San Fedele di Milano (un gesuita) che mi disse che andavano bene come “bigiotteria”; invitandomi a presentarli alle gioiellerie milanesi. Però mi suggerì anche di non smettere e di continuare su quella strada. Così ho fatto, al punto che lo stesso anno, le opere dell' Arte e la Croce, sono servite per la mia prima mostra personale al Pontificio Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei www.santuario.it

Oggi mi sto preparando per l’esame di idoneità come Insegnante di Religione Cattolica per la Diocesi di Roma ; Diocesi che ha come Vescovo BENEDETTO XVI. E, insieme alla ricerca artistica sviluppo un discorso pedagogico con il Progetto : http://solleviamoilmondo.blogspot.com

Dopo dodici anni questi venti pezzi si completano da sé medesimi, perché l’arte autentica è una forza superiore all’artista che la manifesta. Venti pezzi che si inseriscono perfettamente nella composizione Face World : http://armellin.wordpress.com Perché è accaduto questo non so spiegarlo. Come non so spiegarmi perché le mie opere non trovino ancora un mercato pur essendo apprezzate da molti.

Posso però intuire che il vero Padre dell’Artista Cattolico si trova nei Cieli e vive il presente insieme a noi.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

venerdì 27 febbraio 2009

1. SOLLEVIAMO IL MONDO

Cari amici di The Opera,

Il Progetto didattico : Solleviamo il Mondo, ora all'attenzione del Ministro all'Istruzione italiana Mariastella Gelmini, è una risposta creativa all'emergenza educativa.

Il testo integrale è pubblicato on line su : http://solleviamoilmondo.blogspot.com/

Pace e Gioia

Stefano Armellin

venerdì 6 febbraio 2009

A Face World composition

Cari Amici di The Opera,

Ho pubblicato su http://armellin.wordpress.com il prologo della composizione in corso chiamata Face World, dando ufficialmente spazio al mio secondo Blog creato per necessità espositiva e per chiarezza verso il pubblico.
Pace e Gioia
Stefano Armellin

martedì 27 gennaio 2009

Beato Fra Claudio

Al Parroco di Santa Lucia di Piave Don Italo Moras

La presente come testimonianza pro Fra Claudio, mi considero infatti suo compaesano, visto che sono nato il 18 novembre 1960 a Conegliano.

Ho vissuto dal 12 novembre 1966 al 23 luglio 2007 in Liguria;

risiedo ora a Pompei dove mi sento di passaggio. Mentre la Liguria è "dimenticata" inalterato rimane il richiamo della terra natale: il Veneto.

Curioso, visto che il mio fare abbraccia il mondo intero.

Nel 2007 ad Albenga ho esposto per la prima volta al pubblico la Via Crucis-Lucis in 28 stazioni consecutive, la composizione è dedicata a San Leonardo di Porto Maurizio, al Beato Fra Claudio e Carlo Acutis.

Mia madre mi consacrò a Fra Claudio che da artista rimane la figura celeste a me più vicina. Infatti, durante la mostra del 2007 ogni sera ho recitato la novena di fra Claudio chiedendo sostegno nello sviluppo della complessa composizione artistica che porto avanti dal 14 settembre 1983.

Ritengo che noi artisti sulla terra abbiamo dei limiti ben precisi, e che tutto quanto nella nostra opera va oltre, non è merito nostro ma del Cielo.

Proprio perchè riconoscienti di questa Grazia siamo tenuti a sopportare le difficoltà umane, che nel percorso artistico contemporaneo sono moltissime.

L'arte rimane sempre una professione "a rischio", in particolare l'arte di ricerca. Infatti, è praticamente impossibile che una nuova visione del mondo, una nuova iconografia nella storia visiva della umanità, venga accolta e compresa immediatamente.

Anzi, più la ricerca è avanzata più le porte in faccia che si ricevono sono sonore.

Fra Claudio insegna ad avere e possedere la Santa Pazienza.

Continuo ad affidarmi a Fra Claudio perchè so che per oltrepassare i limiti della natura umana, serve la Preghiera autentica e l'aiuto del Cielo.


La capacità di togliere nella misura giusta rende perfetta l'opera dello scultore.

La capacità di scendere incessantemente, quotidianamente nell'umiltà rende perfetta l'anima del Santo.

Ho fatto per Pompei la Madonna del Vesuvio; che in questo viaggio ho portato con me, per chiedere a Fra Claudio una speciale benedizione, una garanzia di autenticità, che solo dal Cielo deve arrivare perchè al Cielo deve tornare.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

Viaggio nel Veneto, dal 3 al 31 gennaio 2009

giovedì 25 dicembre 2008

Caro Benedetto XVI Buon Natale

Caro Benedetto XVI

Quante cose sono accadute nel mondo dalla tua visita a Pompei il 19 ottobre 2008; la stessa mostra che ti ho dedicato si è conclusa con il concerto di Espedito De Marino che ci ha permesso di lanciarti meglio il messaggio : The Opera art mission ; Shall we raise the world ;
From Europa with love ; God wraps the earth welcomes everyone with open arms, over looks everybody. Questo non dimenticare nessuno è la sfida del nostro tempo.

Roma “la capitale del mondo” ha il dovere di rilanciare le risposte che sono un sentire comune. Il dovere di renderle possibili, accessibili anche ai bambini. Quanta luce benedetta vedo scendere dall’interno del cupolone. Perchè da anni, continuo ad elaborare il progetto The Opera a memoria, per giungere alle combinazioni artisticamente più precise ed esatte. E questa luce che continua a scendere è la folgorazione di San Paolo. Un lampo nella notte.

E la piazza del Bernini che sale, quando la luce scende, ma quanto sale, dove sale, come sale, e che ruolo devono avere le colonne, un coro di colonne di voci; e la gente del mondo che da vita a tutto, come passa, come si muove, dove va, cosa fa, a chi si deve rivolgere se non a sé stessa. Non sono comparse, sono tutti protagonisti, e vengono da 192 paesi, con i loro Presidenti…e sono da te Benedetto sono per te Benedetto, sono le scuole del mondo. Per il Papa che rappresenta un punto su questa terra, anche per chi non crede c’è questo centro, c’è questa piazza che va fuori, nel mondo, che abbraccia il mondo. Questo punto di Archimede finalmente trovato : Shall we raise the world.

E non ci sei solo tu Benedetto ad andare incontro alle moltitudini benedette dalla vita. Sono le persone che incontrano loro stesse; è questo l’avvenimento che vogliamo creare, loro che siamo anche noi che incontriamo noi stessi. Liberi di liberarci. Liberi di vivere il XXI secolo come Dio ci comanda di viverlo.

E tu che non credi in Dio, ma credi in quello che incontri in questa piazza del mondo, in quello che vedi con gli occhi del cuore, nel tuo amico ateo, nel tuo amico confuso, digli che anche tu sei più confuso; ma lo vedi, gli parli, lo incontri, sì, finalmente lo ami per quello che è.

Non è solo una festa benedetta, Benedetto. Questo incontro di popoli, questa The Opera che è il mondo che ti ricopre la facciata della Basilica, della tua Basilica Benedetto, e la vedi avanzare, muoversi, perché quello che si muove è solo uno schermo, poi lo smontiamo ma ora lo vediamo; lo facciamo davvero, perché l’incontro è reale, gli abbracci sono reali, le lingue non si capiranno tutte, ma gli abbracci sì, le lacrime sì, i sorrisi sì, Benedetto questo è il tuo popolo, il popolo del mondo non disgiunto dal popolo di Dio.

Non siamo solo cattolici, non vogliamo fare una cosa solo di cattolici, vogliamo imparare anche dagli atei, anche da chi è contro di noi, vogliamo amarli i nostri nemici; e quel giorno, quel santo giorno, se tu vorrai Benedetto, potrà compiersi il miracolo : l’umanità in cammino verso la sua unione legislativa che ha un senso solo se sente prima la sua unione nel cuore.

Io te la racconto così The Opera, sempre come uno che passa di qui, uno dei tanti che ti ha ascoltato a Pompei e che ha fatto qualcosa per prolungare la tua visita nella Città della Madonna del Rosario, ci hai detto arrivederci e noi ti aspettiamo ancora.

Oggi è l’Immacolata, siamo in avvento, Lui è sempre qui, nasce da duemila anni.
Lo so, fra poco è Natale, ma tu sai che The Opera è accanto alla culla che cresce, con Lui :

Nostro Signore, Gesù, il Cristo Figlio di Dio : Shall we raise the world. Amen.

Stefano Armellin

http://armellin.wordpress.com

domenica 30 novembre 2008

Undici opere in libertà di Stefano Armellin



































































mercoledì 26 novembre 2008

9. I bambini for The Opera

Cari amici di The Opera,

la testimonianza dei bambini della Primaria di Pompei - Tre Ponti in visita alla mostra, è bella e merita questo post, alcuni esempi :
CLASSE IV
"...sono felice di aver visitato la mostra, e ogni quadro che ho visto mi ha colpito al cuore" Geremia
"...il quadro della Madonna del Vesuvio mi è piaciuto molto"
Anna
"...mi sono meravigliata perchè ho ammirato dei quadri bellissimi alla mostra..."
Mariapia
"Stefano Armellin i tuoi quadri sono bellissimi"
Carmen
"La mostra è stata interessante perchè Stefano Armellin ci ha spiegato quando aveva realizzato i quadri esposti e con quali tecniche"
Antonio
"La mostra è stata meravigliosa, non avevo mai visto tanti quadri"
Elisa
"Faccio i complimenti al signor Stefano Armellin perchè visitando la sua mostra ho trascorso un'ora interessante; e il quadro che mi ha colpito di più era quello dell'America"
Pasquale
"Caro Stefano ti volevo dire che i tuoi quadri sono veramente belli. Mi ha colpito San Paolo quello con la croce e tutto colrato di viola. Spero che potremo venire un'altra volta"
Francesca
"Grazie.I tuoi quadri sono bellissimi..."
Ciro
"Questa visita alla mostra mi è piaciuta tanto perchè c'erano dei quadri fantasiosi e mi sono emozionato molto"
Salvatore
"La mostra mi è piaciuta molto, il quadro più interessante per me è stato il : "Pianeta Terra" che mi ha affascinato tanto, spero di tornare a visitare la mostra"
Marco
"Mi ha colpito di più il quadro di San Paolo per il colore viola bellissimo e la croce molto interessante"
Martina
"Sono rimasta emozionata da quel quadro con la Croce, era bellissimo"
Maria
"Alla mostra ho visto dei quadri bellissimi ma quelli più belli erano i quadri lunghi disegnati solo con un pennarello nero, mi piacevano perchè non avevo mai visto dei quadri così lunghi"
Carmine
"Mi è piaciuto il quadro "Pianeta Terra" mi sembrava una donna egiziana; originale è il quadro con le sue scarpe, erano rovinate, sciupate e allora l'artista le ha usate per la rappresentazione di San Francesco"
Martina V.
"Ho provato un sentimento particolare osservando il quadro "Pianeta Terra".
Fiorenza

CLASSE III
"Caro Stefano la tua mostra mi è piaciuta tanto soprattutto il filmato della Madonna del Vesuvio e il quadro con le scarpe detto : "San Francesco". Grazie e spero di venire di nuovo"
Michele
"Caro Stefano mi hanno colpito due quadri: quello bianco con i tuoi sandali e quello tutto viola con la croce in mezzo"
Lucia
"Caro Stefano la tua mostra è stata interessante, il quadro che mi ha colpito molto è "Pianeta Terra". Emozionante è sapere che ogni quadro ha una storia"
Sonia
"Mi ha colpito sapere che basta un pezzo di legno, ritrovato per strada, a creare un bellissimo quadro"
Assunta
"Questa mostra mi ha colpito per le sue croci"
Emanuele
"Caro Stefano la tua mostra mi è piaciuta davvero; mi ha colpito il quadro dell'America"
Valerio

CLASSE V
"E' stata la prima volta che sono andata a una mostra, ed è stato tutto molto bello. Quello che mi ha colpito di più è stato il video della Madonna e un quadro riferito all'America"
Sonia
********************************************************************************
Questa è una sintesi dei commenti, i bambini più piccoli hanno fatto alcuni disegni.
Grazie bambini per la Vostra attenta partecipazione alla mostra che avete seguito con attenzione.
Il mio augurio è che queste opere siano semi di speranza per ognuno di Voi; dolcezze incantate che rimangono nel cuore e rendono bella la Vostra crescita e la maturità della Vostra anima.
Grazie bambini per questo dono d'essere innocenti e puri, d'innanzi all'arte che sempre vi amerà, sia essa musica, poesia, pittura, scultura, o architettura. Oppure un bel film, un video, tutto insomma quello che può ricordarVi la carezza dolce della Vostra mamma.
Buona giornata bambini, che sia lunga la giornata della Vostra bella vita; lunghissima; perchè così la notte sarà ricolma di stelle, le vostre stelle;
Grazie bambini di Pompei che crescete nella storia e per la Vostra storia. Fra l'antico e il nuovo sta il segreto per fare bene le cose; perchè l'arte ti dice quello che ancora tu non vedi ma vedrai crescendo, e tu lo abbracci questo mondo antico che è il tuo mondo, lo abbracci insieme ai tuoi amici e cresci con lui, cresci con lui.
Grazie Pompei per aver accolto questa mostra che racconta l'invisibile che a tutti appartiene. Se queste opere si accordano con l'origine del Tutto andranno avanti e saranno ricordate, altrimenti saranno dimenticate. Eppure, io credo che nel segno della Croce si superi veramente il dolore e la dimenticanza, perchè è nel segno della Croce che ogni bimbo, ogni bimba, può respirare accanto all'Eternità, e, restare per sempre nella mente di Dio.
Grazie bambini del mondo per la gioia che avete donato a queste opere, mi raccomando, mi raccomando, rimanete liberi, liberi, per liberare.

Stefano Armellin

martedì 25 novembre 2008

8. L' ANNUNCIO

L' ANNUNCIO
Liberi per liberare il Cielo che sta dentro di noi
Per correre come bimbi ritrovati fra prati di spighe mature
Nel sole che ruota intorno a pensieri ancestrali, mentre
Cadono le stelle per fare compagnia, alle danze – alle danze
Fatte di ricordi che viaggiano con le parole, raccontate
Da mille viandanti sulle strade del mondo;

oh, Gerusalemme, Patria mia,
mille volte distrutta, mille volte ricostruita nel silenzio divino
che tutto unì, lì, in Gerusalemme, ebrei, cristiani e musulmani;
oh Palestina, Patria mia, ancora vedo, oggi, la tua stella scolpita
nella notte dei Magi, che giunsero speranzosi e incantati nella grotta
tanto amata, tanto liberata ;

oh, Betlemme, Patria mia, dalle legioni di angeli
che scesero a fare cornice al tuo mistero divino, al tuo silenzio divino,
e il loro canto è rimasto nelle conchiglie
moltitudini di conchiglie, disseminate nelle spiagge di tutto il mondo ;

oh, sì, mondo,
questo mondo, Patria mia, dolcissima e libera,
d’essere un giorno finalmente sé stessa, unita, e mai più divisa.


Stefano Armellin

Cari amici di The Opera,

Sono lieto di invitarvi a conoscere l’opera discografica :
“Liberi per liberare” in un concerto
for The Opera, http://armellin.blogspot.com che si svolgerà nel trentesimo giorno della mostra l' Arte e la Croce a www.pompeilife.com
Via Duca d’Aosta 15

mercoledì 26 novembre alle 19.30

con Espedito De Marino (voce e chitarra) Presidente di www.associazioneaglaia.it
insieme ad Eugenio Giordano (chitarra classica).

è un Concerto – Tributo a Mamma Africa :
MIRIAM MAKEBA

“Le sue canzoni per il riscatto del Sud Africa,
La sua voce contro il razzismo,
Il suo coraggio per Castelvolturno e la Campania,
Da stanotte (09/11/2008) ”canteremo”
Ancora più forte contro la criminalità e la sopraffazione”
Espedito De Marino

Vi aspetto numerosi, per questa mostra-concerto dedicata a Benedetto XVI.

Stefano Armellin


venerdì 21 novembre 2008

7. Armellin intervista Armellin

Una sola domanda : Espedito De Marino canterà in mostra a Pompei Life mercoledì 26 novembre 2008, Liberi per liberare che da il nome al CD; vi sentite in sintonia ?

Per rispondere in modo esauriente commento il testo della canzone: Liberi per liberare :

Donne per le strade come pali dei lampioni

Espedito rende attuale la missione dei Padri Mercedari, e porta il pubblico a concentrarsi sulla evoluzione della schiavitù.

Bimbi ai semafori come fossero barboni

Ne abbiamo cinquantanovemila, di minori vaganti per le strade italiane, come ci ricorda il nostro Arcivescovo Mons. Carlo Liberati. Il Santuario mariano ha la bella responsabilità, di portare avanti il messaggio del Beato Bartolo Longo in favore dei giovani indigenti. Se allarghiamo la prospettiva a livello mondiale, di primo impatto sembra una missione impossibile

E la gente è indifferente

proprio per questa indifferenza che in fondo c’è sempre stata, fa parte della natura umana pensare prima a sé stessi; più difficile amare il prossimo come sé stessi.

Nessuno fa mai niente

Qui non sarei così pessimista, il cristianesimo ancora oggi offre delle testimonianze luminose fino al martirio. Quarantacinque milioni i martiri cristiani nel solo ventesimo secolo.

Nessuno che si accorge che oggi come ieri
Gli schiavi
ancora esistono
E non ne sono fieri

Gesù diceva che i poveri li avremo sempre con noi, e nei poveri metto anche gli schiavi.

Ragazzi dipendenti dalla polverina bianca
La minorenne in strada grida “sono stanca”
Oggi come ieri, ieri come oggi

L’allora Cardinale Ratzinger nella Via Crucis della Pasqua 2005 riprendeva i toni di San Paolo denunciando : “quanta sporcizia c’è nella Chiesa ” ed è la sporcizia del mondo perché la Chiesa riflette il mondo.

Gli schiavi ancora esistono ma la gente non fa niente
Non ascolta ciò che dice quello sguardo sofferente
Di un bambino calpestato con il corpo e con la mente
Non da retta ai carcerati e nemmeno ai rifugiati

San Paolo scrisse ai Corinzi parole immortali, oggi, dopo duemila anni i Corinzi sono il mondo e noi siamo al punto di partenza, come Espedito mette bene in evidenza. E’ come se il Cristo fosse appena deposto dalla Croce. Paolo tentò di uscire dalla prostrazione della contraddizione spingendo il linguaggio al limite, come fa con tutto il capitolo tredici della prima lettera ai Corinzi : l’Inno alla Carità; uno dei passi più alti delle Sacre Scritture e della letteratura mondiale di tutti i tempi.

Oggi come ieri, ieri come oggi
Gli schiavi ancora esistono ma la gente non fa niente
Sono stanca di prestare il mio corpo ed il mio pudore
A chi ne fa utilizzo per la foga di potere
Chi mi mena e mi maltratta se non porto i soldi a casa
Ma la casa non esiste, esiste solo la speranza

E pensare che in questo pianeta ogni ventiquattro ore si muovono in transazioni finanziarie duemila miliardi di dollari; duemila miliardi di dollari ogni ventiquattro ore; più che sufficienti per spazzare via dalla storia tutte le emergenze che ci affliggono. Eppure ciò non accade perché

Ma la gente è indifferente
Nessuno fa mai niente
Nessuno che si accorga che oggi come ieri
Gli schiavi ancora esistono e non ne sono fieri

Questo è il peccato. Avere i mezzi per riuscire a superare le emergenze e non riuscirci. Gravissimo peccato. Paolo ci viene in soccorso con l’Inno alla Carità che ha fatto scuola nel tempo. E’ stato ripreso da numerosi Santi, compreso San Pietro Nolasco fondatore dell’Ordine della Mercede. Santi che, con la testimonianza della loro vita cristiana, centrata sul Cristo, ci indicano nel perdono assoluto la chiave di volta contro tutte le ingiurie, le invidie e gli onori corrotti del mondo. I cristiani di Corinto attendono la venuta del Signore : “ l’opera di ciascuno sarà resa palese; la svelerà quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco saggerà quale sia l’opera di ciascuno” (1Cor 3,13);
i Corinzi ai quali sta scrivendo Paolo sono coloro : “ per i quali è giunta la fine dei tempi “ (1Cor 10,11).
Venti secoli sono trascorsi e Ratzinger ora Benedetto XVI ( al quale è dedicata la mostra – concerto) è fermo, come Paolo lo fu, davanti ai Corinzi. Fermo e attonito davanti a un mondo velocissimo che presenta un blocco evolutivo nel linguaggio. Un mondo disperso, dissociato, folle.

Oggi come ieri, ieri come oggi
Gli schiavi ancora esistono ma la gente non fa niente
Oggi come ieri, ieri come oggi
Gli schiavi
ancora esistono ma la gente non fa niente

A differenza di allora non viene più sentito imminente il Giorno del Signore. Ma non credo ad un generalizzarsi dell’indifferenza, che Espedito fa bene a sottolineare. Il secolarismo prima e il relativismo poi, possono forse impedire il compiersi del disegno di Dio ? o piuttosto ne fanno parte integrante ? : “ Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo non conobbe Dio con la sapienza, piacque a Dio di salvare quelli che credono con la stoltezza della predicazione “ (1Cor 1,21). L’intellettuale è fuori gioco fin da subito insieme alla normalità, alla consuetudine, alla abitudine della predicazione. La follia della Croce è il vero predicare che non viene conosciuto in questo mondo (1Cor 2,8).

Solo i Mercedari…..i padri centenari
Regalano un sorriso a chi non ha speranza
Oggi come ieri donano conforto

Paolo chiede moltissimo ai suoi uditori : “Adesso vediamo come in uno specchio, in immagine, ma allora vedremo faccia a faccia “ (1Cor 13,12 ). Emblematica una delle ultime immagini di Giovanni Paolo II ripreso di spalle nella sua cappella privata, intento a seguire la Via Crucis alla televisione, collocata per l’occasione sotto l’altare. Lo specchio è la TV che diffonde nel mondo le immagini (seicentomila al giorno).

Domani come ieri nel nome di San Pietro
Oggi come ieri, ieri come oggi
Gli schiavi ancora esistono ma la gente non fa niente

Il 26 novembre con Espedito cercheremo almeno di elevare la consapevolezza di una necessaria ri-configurazione della comunicazione sociale. In favore di un dialogo fra classe dirigente e le popolazioni del mondo, non più separate da anacronistici verticismi, obsoleti alti e bassi. Mi metterò allora, nei panni di Paolo, immaginando una postilla alla sua Lettera ai Romani, che in mostra, è già scritta ed esposta.

E sognano il riscatto della propria dignità
Pregano San Pietro per la libertà
Oggi come ieri, ieri come oggi

1Cor 11,1 : Paolo dice : “Fatevi miei successori!”.

Stefano Armellin

giovedì 20 novembre 2008

6. Scuola felice in mostra for The Opera

Cari amici di The Opera,

I bambini della scuola Primaria di Pompei – Tre Ponti sono venuti in mostra per una lezione sul significato dell’arte religiosa contemporanea. E’ bello raccontare la storia dell’arte ai bambini per l’estrema confidenza e familiarità che hanno con matite colorate, tempere, cere, collage e disegni di ogni tipo. Soprattutto i bambini imparano disegnando. Amano i cartoni animati perché sono disegni colorati. Amano d’istinto l’arte perché comunica loro i concetti senza le barriere di un complesso ragionamento logico-deduttivo. Ma vanno educati a leggere le immagini e a non essere ingannati da esse. C’è quindi una precisa responsabilità nella didattica delle immagini che va estesa ai video, a internet, alla televisione al cinema.
Come raccontare : L’Arte e la Croce… ai bambini dai sei ai dieci anni ? in primo luogo vanno sempre ringraziati per la loro presenza, per quasi tutti è la prima visita ufficiale a una mostra. E’ importante abituarli a visitare le mostre con dolcezza. La prima visita è importantissima perché innesca un rapporto di fiducia con l’opera d’arte. E’ l’avvio di un percorso educativo visivo che si svolgerà negli anni seguenti, anche fuori dall’orario scolastico.
L’impatto con le immagini delle opere è sufficiente, ma la mia presenza di autore ( e docente di Religione Cattolica) consente loro una comprensione più approfondita. Una lezione d’autore che le maestre svilupperanno in seguito nella classe con attività interdisciplinari.
E’ stato poi quindi un concerto di domande, di applausi, di richieste-spiegazioni per comprendere l’opera, che via-via sul cavalletto presentavo. La lezione: incontro con l’arte; è terminata con la consapevolezza di entrambi che sia stato solo l’inizio di un percorso didattico che continuerà in seguito.
Stefano Armellin

sabato 15 novembre 2008

5. Energia

Opera : Energia di Stefano Armellin


venerdì 7 novembre 2008

4. Il Sindaco di Pompei for The Opera

Cari amici di The Opera,

molto gradita questa sera la visita in mostra del Sindaco di Pompei, Avv. Claudio D'Alessio che mi ha invitato ad una nuova proroga per consentire ad un pubblico maggiore la visione delle opere esposte, in particolare le scuole di Pompei che potranno contare sulla Città per il servizio bus.
D'Alessio, che il 19 ottobre ha accolto Benedetto XVI con un discorso efficace, per portare i saluti di tutta la Città di Pompei, si conferma un Sindaco lungimirante e capace.
Ho presentato The Opera come progetto applicato alla Basilica di San Pietro, in modo schietto, sottolineando la portata educativa dell'opera. Il desiderio di rivolgersi a tutte le scuole del mondo anche per uscire da una visione ristretta della realtà. Realtà che porta fin da oggi gli alunni stranieri nelle scuole italiane, a rappresentare ben 187 Paesi differenti.
Ho precisato che la protesta più sensata che possa fare uno studente è senza dubbio quella di studiare di più, senza perdere un solo minuto della ricchezza principale che possiede : il tempo sacro della Vita.
Pace e Gioia
Stefano Armellin

domenica 2 novembre 2008

3. Espedito De Marino for The Opera

Cari amici di The Opera,

Ho ricevuto la gradita visita del collega ( musicista) e Presidente di http://www.associazioneaglaia.it/ Espedito De Marino, noto anche per il suo impegno socio-culturale e molto sensibile ai temi che riguardano la persona umana nel mondo.

Ringrazio le prime TV che hanno documentato l'evento The Opera e che sono :
http://www.telecolore.it/ - Sky 849 e http://www.canale3.tv/

La sfida di The Opera è quella di riuscire a parlare con sincerità a chiunque su temi universali per il bene comune.

Ricordo che The Opera-Solleviamo il mondo, è in concorso internazionale 10 alla 100 promosso dall'azienda americana Google http://www.project10tothe100.com/intl/IT/index.html

Vi spiego perchè The Opera - Solleviamo il mondo ; categoria Istruzione è l'idea vincente;Quali criteri verranno utilizzati per selezionare le idee vincitrici? Nella valutazione e selezione delle idee vincitrici, il comitato consultivo prenderà in considerazione i seguenti cinque criteri:

Portata: sulla vita di quante persone avrà effetto la tua idea?
1. Propongo attraverso il passaggio nelle scuole di ogni ordine e grado di tutto il mondo l'avvio di un processo educativo creativo - legislativo atto a generare la Prima Costituzione degli Stati Uniti del Mondo; perciò il progetto avrà effetto sulla vita di tutta l'umanità. L'aspetto didattico ci permette di sorvolare sulla conflittualità politica e religiosa, l'insegnante è sempre sopra le parti.

Impatto: quanto grande sarà l'impatto sulla vita delle persone?Quanto è urgente la necessità?L'impatto sarà globale nel tempo, l'urgenza è assoluta, immediata, per le carenze climatiche nelle tre fonti base per la vita umana sulla terra : aria, acqua, alimenti.

Realizzabilità: questa idea può essere realizzata in uno o due anni?In uno due anni può essere realizzato l'incontro a Roma con tutti i Presidenti di tutti gli Stati del Mondo insieme con tutti i rappresentanti di tutte le scuole di ogni ordine e grado del mondo. Ho anche una data precisa : maggio 2012. L'istruzione per la prima volta avrà una dimensione planetaria.

Efficienza: quanto semplice è la tua idea e qual è il rapporto costi/benefici?L'idea è frutto della lunga ricerca The Opera ( 25 anni) che continua quotidianamente; rispetto ai benefici i costi sono "zero". E' assolutamente semplice perchè segue la regola della semplicità cristiana comune a tutti i Santi. Alle olimpiadi di Pechino lo slogan era : one world one dream. Ora si tratta di fare un mondo.

Longevità: quanto a lungo durerà l'impatto della tua idea?
The Opera - Solleviamo il mondo durerà sempre.

La mostra prosegue fino al 9 novembre 2008.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

martedì 28 ottobre 2008

2. Didattica in mostra


Lettera aperta a BENEDETTO XVI

Santo Padre, la mostra in corso a Pompei ad Ella dedicata per dare giusto seguito creativo alla Vostra recente visita ; ha riscosso un forte interesse didattico dagli allievi della Scuola Media di Scafati accompagnati dal Prof. Andrea Scala il 27 ottobre 2008. Perciò, a distanza di soli otto giorni, la Vostra Alta predicazione ha ricevuto uno specifico eco didattico, nel seguente modo :

1. Visione libera delle opere da parte degli allievi.
2. Lezione da parte dell’artista ( anche docente di Religione Cattolica).
3. Sondaggio di preferenza sulle opere e libera discussione.

L’opera protagonista esposta in mostra è il progetto The Opera applicato alla Basilica di San Pietro. Già esposto a Pompei su invito del Santuario mariano nel 1997. Ho raccontato quindi agli allievi lo sviluppo di questi ultimi undici anni di ricerca creativa assidua e costante. Anni che fanno da ponte tra il XX e il XXI secolo.

Ho parlato della partecipazione del progetto The Opera al concorso internazionale categoria Istruzione, 10 alla 100, promosso da Google; per premiare le idee migliori in grado di aiutare l’umanità intera. Di come la guida della Vostra predicazione si mantenga nel respiro di Maria, nell’esempio dei Santi, nell’Amore di Dio in Gesù Cristo.

Con la presente chiedo la Vostra Alta attenzione per esporre personalmente a Sua Santità, il progetto The Opera proposto a tutte le scuole del mondo di ogni ordine e grado. Che, con il Vostro aiuto, possiamo raggiungere; per attivare un dialogo educativo planetario, non disgiunto dalla bella proposta, sottolineata nel progetto The Opera (in concorso) : che è quella di riunire a Roma nel 2012 tutti i Presidenti di tutti gli Stati del Mondo; insieme ai rappresentanti di tutte le scuole del mondo. Per una riflessione corale e costruttiva sulle tre emergenze prioritarie per il Pianeta Terra : aria, acqua, cibo. Infatti, solo nel contesto di una visione realmente universale, dello stato delle cose nel mondo; è possibile gettare le fondamenta di quell’ideale prima costituzione degli Stati Uniti del mondo, che la coscienza dell’umanità intera, avverte ormai, come una necessità sempre più pressante e urgente.

Un caro saluto dalla Madonna del Rosario di Pompei

Stefano Armellin

venerdì 24 ottobre 2008

1. Inaugurazione mostra oggi alle 18.30

Cari amici di The Opera,

La mostra è allestita. Come prima impressione mi sembra di aver ri-creato un angolo di New York a Pompei, curioso, visto che aspiro ad esporre a Roma. E' centrato l'abbinamento a Benedetto XVI, sia per il progetto The Opera applicato alla Basilica di San Pietro, ed ora in esposizione, sia per la continuità percepibile con la recentissima visita (domenica 19 ottobre) del Papa a Pompei. Questo collegamento intenso, con la visita della Sede Apostolica, è senza dubbio l'elemento discriminante che fa della mostra un unicum, nel contesto delle mostre d'arte sacra contemporanea.
Confermo la differenza di visione delle opere, dalle immagini sul Blog alla realtà.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

lunedì 20 ottobre 2008

Alessandra Di Cesare for The Opera


Cari amici di The Opera,


Vi presento la giornalista: Alessandra Di Cesare (nella foto) è suo il sottoscritto testo ispirato a The Opera, nell'imminente apertura della mostra l'Arte e la Croce...



THE OPERA
Il nuovo linguaggio dell’arte sacra contemporanea di Stefano Armellin

di Alessandra Di Cesare
Quello che non conosciamo è più importante di quello che conosciamo perché determina ciò che siamo”.
Fanno riflettere le parole di Stefano Armellin, che riesce a raffigurare il mistero e la fede nella semplicità di una croce, nella maestosità affascinante di un'opera, anzi di “The Opera”.
Il suggestivo percorso nato da una personale vocazione di Stefano Armellin spazia da prima di Dante a dopo Michelangelo per la comprensione più profonda dell’opera, contribuendo all’espressione artistica del messaggio di unione umanitaria.
Il suo rapporto con il sacro trascina riflessioni ed evocazioni sociali significative: forti reminescenze storiche, geometrie simboliche energiche e riconosciute nell’immaginario universale. Le croci sono scelte quasi ad immortalare l’anima pittorica, ad immolare il gesto artistico di profonda dedizione.

Il percorso che ci suggeriscono i quadri di Stefano Armellin è un viaggio dell’anima, in paesaggi spiritualmente elevati.
Leggendo le sue opere si entra in una dimensione ideale, fatta di emblemi e concetti morali, capaci di esprimere un’etica moderna, che ha pur sempre radici antiche, connaturate nella fede.

Blog di Alessandra Di Cesare : http://passyflora.spaces.live.com/


giovedì 16 ottobre 2008

Il Papa a Pompei e l'artista

Cari amici di The Opera,

E’ sempre un fatto di rilievo quando l’opera d’arte incontra la predicazione evangelica del Papa.
Perciò dico che la mostra seguente alla visita di BENEDETTO XVI a Pompei è idonea a manifestare i contenuti della Parola. E lo fa in Silenzio con un numero selezionato di immagini. Il Silenzio è il vertice della preghiera cristiana. Quando il fedele dopo l’Eucaristia si raccoglie in sé stesso, esprime al meglio la comunione con Dio. Le immagini della mostra l’Arte e la Croce raccontano questa vertigine del Silenzio.

E’ sempre un fatto di rilievo quando un Papa trova un artista in linea con il suo pensiero; non capita spesso; l’esempio più recente è Bernini. So che ci saranno delle obiezioni a questa osservazione che va quindi spiegata; è vero, dopo Bernini moltissimi sono gli artisti che hanno lavorato nella Santa Fabbrica di San Pietro; nei Musei Vaticani innumerevoli sono le testimonianze dell’arte moderna e contemporanea. Eppure sostengo che da Bernini a The Opera c’è il vuoto. Perché nessuno in questi ultimi secoli si è dedicato ad abbracciare l’umanità, a produrre un vero logos iconografico planetario, ad affrontare quel che per necessità va affrontato, cioè il mondo. L’unione effettiva del mondo, premessa ineludibile alla risoluzione di tutte le emergenze. E se questo è stato fatto, non è stato fatto in modo sufficiente alle necessità concrete del mondo.

E’ sempre un fatto di rilievo quando il Papa e l’artista indicano con determinazione una direzione creativa. Prenderne atto è già un risultato. BENEDETTO XVI viene a Pompei per affidare alla Beata Vergine del Rosario le intenzioni del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio, in svolgimento a Roma. Solo questo dato fa della visita di BENEDETTO XVI un fatto decisivo. Poi, tutto quello che non potrà essere detto a voce lo diranno nel Silenzio le immagini della mostra.

E, finalmente, il pubblico sensibile abbracciato al Silenzio delle immagini, comprenderà che queste opere sono specchi per riflettere la grandezza, l’immensità, la purezza, dell’anima nostra.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

mercoledì 15 ottobre 2008

BENEDETTO XVI E THE OPERA A POMPEI

Cari amici di The Opera,

Questo è un comunicato stampa creativo, con l'augurio che ne possiate fare buon uso, grazie a tutti per l'attenzione :

Qui a Pompei, a 4 giorni dalla visita del Papa, c'è fermento. Strade che improvvisamente dopo decenni vengono asfaltate. Giardini curati. Pareti imbiancate. Immagino anche docce più frequenti e profumate per gli ecclesiastici e le autorità. Mega palco in allestimento, quando Baglioni ha fatto il pieno su uno sgabello e due casse improvvisate a pubblicità zero. Chiedi in giro la differenza con la visita di G.P.II e tutti si mettono una mano al cuore : "non c'è paragone, questo che arriva è freddo l'altro caldo. BXVI non ha carisma" G.P.II infatti ne ha anche da morto di carisma, come Padre Pio. Io vado con la mente all'estate del 1991, quando per capire nuove linee per The Opera attraversavo le Alpi a piedi, da solo. Nella Val di Susa, attraversai appunto Susa; nella piazza della Cattedrale stavano allestendo come oggi qui a Pompei un mega palco per l'arrivo di G.P.II; stesse scene. Nel documentario : C'era una volta la bianca natura selvaggia; ho poi inserito una diapositiva di una scritta sulla vetrina di un negozio di Susa : W IL PAPA. Una sola. Quel giorno avevo già fatto oltre dieci chilometri di montagna a piedi, ne dovevo fare altrettanti per finire la giornata alpina. Attraversai la piazza velocemente per dirigermi nella Biblioteca Civica, al secondo piano di un palazzo antico in cima a un colle.Salgo le scale con il mio zaino di 18 chili per fare una sosta in sala lettura (quando uno vuole studiare studia in ogni condizione); e indovinate che libro prendo ? un gigantesco libro dedicato all'opera del pittore Morandi. Chiaramente non lo prendo in prestito! Poi riparto verso il Rocciamelone. Ero in cammino da 11 giorni, avrei finito il tour al 44°, nel mega palco naturale delle Tre Cime di Lavaredo. Quando le ho scalate nel 1980 il mio compagno di cordata era un tedesco come BXVI, lo so che sono freddi, ma molto tenaci, lucidi mentalmente e determinati. Ciò che da contenuto alla visita di BENEDETTO XVI a Pompei è la mostra che seguirà, appunto : THE OPERA.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

martedì 14 ottobre 2008

L' architettura dell'anima

Cari amici di The Opera,

12 + 1 scacco matto. 12 i quadri in mostra fra pochi giorni + 1 che fa il solista. E’ il progetto di riferimento per tutta la composizione The Opera dopo il 1995: una nuova immagine della Basilica di San Pietro a Roma.

Fra il 1983 e il 1995 il mio universo iconografico si andava formando; una volta compresa la necessità architettonica di un centro, e, trovatolo per vocazione, in San Pietro a Roma, tutto ha incominciato ad essere più chiaro.

Chiaro per l’artista non vuol dire chiaro per il mondo, arriviamo quindi al 2008 dove si propone la stessa immagine studio della Basilica esposta nel 1997, perché ? perché la ricerca è continuata in altri livelli. Le opere su carta nel formato 24 x 33 cm Fabriano F4 vengono prodotte quotidianamente, e tutti i soggetti raffigurati nella composizione attuale : Face-world ; riportano con la loro faccia alla Basilica. Ho capito che per progredire dovevo concentrarmi sull’architettura dell’anima umana, su quella dei popoli del mondo e pensare la Basilica come la pensava Gianlorenzo Bernini, un trampolino per abbracciare l’intera umanità.

Scandagliare il mistero della persona attraverso il disegno di centinaia, migliaia di facce, è diventata la via maestra della mia arte, per capire l’uomo d’oggi. Scrivere questi stessi pensieri fa parte della composizione, al punto che la mostra reale non è disgiunta dal Blog, di più, per comprendere la mostra reale è necessario conoscere come si sta evolvendo il discorso The Opera sul Blog, che precede, accompagna e segue ogni evento reale.

Due testi che mi stanno particolarmente a cuore sono : La lettera aperta ai Presidenti di tutti gli Stati del Mondo pubblicata in questo Blog ; e le motivazioni alla partecipazione del concorso 10 alla 100, pubblicate sul Blog parallelo di Patrizia Filippetti : http://ideacomm.blogspot.com/

The Opera nel suo respiro universale si rivolge in primis a tutte le scuole di ogni ordine e grado del mondo intero. Siamo consapevoli che non c’è al mondo protesta migliore per uno studente che quella di studiare di più, di frequentare regolarmente le lezioni e di considerare sacro il tempo di un’educazione permanente. La Regione Campania soffre di una gravissima malattia sociale : la dispersione scolastica che va a produrre l’incremento di un deficit economico-sociale futuro. Non è possibile continuare a tollerare questa tragedia nazionale che non si risolve con l’arma dello sciopero. Perciò la mostra è rivolta soprattutto alle scuole, per portare l’attenzione sulla forza pura delle idee di valore universale. Sono convinto che la dispersione scolastica vada affrontata con una migliore selezione sia del corpo docente sia del personale ATA. E’ fondamentale produrre, come fa The Opera, nuove e alte visioni globali capaci di ricadere in miriadi di semi creativi in ogni istituto scolastico del mondo. Con la tecnologia attuale è possibile fin da subito.

Google ha capito questo ed ha proposto 10 alla 100, vincano le idee migliori per promuovere il bene dell’umanità. L’opera d’arte è sempre stata vicina alla didattica, insegnare per immagini fa parte della sua missione. Quel che mi preme far capire al pubblico del mondo è il cambio di paradigma che l’umanità nel suo complesso sta attraversando. Questo fatto è positivo se sappiamo cogliere tutte le opportunità che derivano dalla messa in discussione di tutto l’esistente in favore del bene comune.
Pace e Gioia
Stefano Armellin

venerdì 10 ottobre 2008

Gli Stati Uniti del Mondo



GLI STATI UNITI DEL MONDO

Lettera aperta a tutti i Presidenti di tutti gli Stati del mondo

Gentili Signore e Signori,

mi faccio portavoce di sette miliardi di persone, scrivo senza un mandato ufficiale, perciò le mie parole sono tranquille, sono le parole di uno che passa di qui e vede benissimo quel che anche voi conoscete; ma troppo lento cari Presidenti è il vostro fare, troppo lento davanti alle quotidiane emergenze. Questa constatazione siamo in moltissimi a farla, in particolare coloro che respirano aria inquinata, che bevono acqua inquinata e mangiano cibo avariato quando c’è, ma il più delle volte non c’è. Perciò ho pensato di invitarVi in Piazza San Pietro, quando sarà il momento, per ragionare meglio su questi argomenti che stanno a cuore soprattutto a coloro che desiderano respirare aria pulita, bere acqua pulita e mangiare cibo sano e necessario. Voi direte che potete vedere già Piazza San Pietro in foto, è vero. Ma il mio invito si riferisce ad una particolare inaugurazione che è quella del progetto The Opera applicato alla Basilica di San Pietro. A questo punto la Vostra presenza è determinante e fondamentale. Grazie per avermi letto. Arrivederci.
Pace e Gioia
Stefano Armellin
In alto, San Francesco, esposto al Raduno Internazionale Triennale http://www.artcurel.it/ che oggi ha concluso la prima edizione; la prossima nel 2011 per il millennio dell'Abbazia Benedettina.

venerdì 3 ottobre 2008

Ottobre pompeiano


Cari amici di The Opera,

Un mese significativo questo di ottobre 2008 per Pompei, Città mariana nota in tutto il mondo.
La Supplica alla Beata Vergine del Rosario che si reciterà alle ore dodici di domenica cinque, darà il via alla fase finale dei preparativi per l’accoglienza calorosa, forte e sincera a BENEDETTO XVI prevista per l’intera giornata di domenica diciannove.
La mia mostra, dedicata a BENEDETTO XVI, inizierà subito dopo, il ventiquattro, con il forte proposito di non rendere episodica questa visita, inserita in un tour mariano internazionale ben preciso. Quindi è lo stesso BENEDETTO XVI a valorizzare la continuità dell’evento come premessa ineludibile per la sua piena ricezione; e qui, parliamo a livello mondiale, della diffusione del messaggio apostolico.
Perciò la Madonna, il Papa e The Opera sono i protagonisti di questo autunno pompeiano.
Undici anni fa, nel 1997, proprio nella Casa del Pellegrino ho fatto, su invito del Santuario mariano, la mia prima mostra personale a Pompei, questa di ottobre è la seconda. Allora non ero nè sposato né laureato e vivevo in Liguria, oggi sono sposato con Mariarosaria, ho una figlia e vivo con residenza a Pompei da quindici mesi. Qui ho prodotto la Madonna del Vesuvio http://it.youtube.com/stefanoarmellin che ho presentato in anteprima ai miei allievi di Torre Annunziata durante le lezioni di Religione Cattolica.
Allora non usavo il computer, oggi, grazie a Patrizia Filippetti ho un Blog doppio aggiornatissimo : http://armellin.blogspot.com/
http://ideacomm.blogspot.com/
Nella mostra del 1997 ho esposto molte opere, qui saranno molto meno ma più significative.
Undici anni di ricerca in più, in arte, non sono pochi. Ho le idee più chiare.
E’ una mostra, la prossima, che può fare realmente la differenza nel contesto delle mostre d’arte internazionali presenti oggi nel mondo. E’ una mostra non disgiunta dall’aspetto didattico e dal richiamo ad un maggiore impegno docente, per contrastare la diffusa dispersione scolastica della Regione Campania ; una piaga nettamente superiore e ben più grave della spazzatura.
Propongo finalmente una mostra più evoluta in grado veramente di gettare un ponte creativo attivo fra Pompei, Roma e il mondo.
Chiedo quindi alla Vostra attenzione che la locandina-invito allegata venga da Voi rilanciata come una stella cometa. Non è solo una metafora che ci ricorda la vicinanza del Santo Natale.
The Opera – Solleviamo il Mondo va intesa proprio come la Stella Cometa del Santo Presepe. Indica la strada…

Pace e Gioia

Stefano

lunedì 22 settembre 2008

The Opera e la Basilica di San Pietro a Roma





















Quella che vedete qui sopra è l'immagine della Basilica non la Basilica. Il lavoro, la vocazione dell'artista, consiste nell'elaborare immagini ex-novo oppure già esistenti. Siccome sono un artista cattolico, ho il privilegio di cogliere il senso ultimo dei lavori di moltissimi colleghi che, nei secoli, hanno testimoniato con le loro opere, la Croce e il Cristo Risorto, non disgiunto dalla Fede del popolo di Dio nel mondo, attraverso la Chiesa cattolica apostolica romana, che da duemila anni predica il Vangelo di Gesù, alla luce profetica delle Sacre Scritture, della Tradizione, e del Magistero. Ma quale senso dare oggi alla Basilica, quale interpretazione artistica innovativa dare alla cupola di Michelangelo, alla facciata del Maderno, al colonnato del Bernini ? Come far parlare queste colonne, come renderle realmente un abbraccio al mondo, a tutti i popoli del mondo. La stessa piazza è una straordinaria piattaforma di intenti, non basta metterla sul web, necessita di un disegno, di una spinta celeste verso quel che oggi serve. E cosa più urgente può esserci oggi, se non generare una nuova immagine del mondo, partendo da una nuova immagine della Basilica. The Opera, generando un nuovo linguaggio nella storia dell'arte e dell'arte sacra contemporanea in particolare; consente di trovare quelle connessioni idonee per sintesi via via più precise, come contributo verso un mondo unito. E' il nostro "il tempo dell'immagine del mondo" (Heidegger).



domenica 21 settembre 2008

BENEDETTO XVI A POMPEI IL 19 OTTOBRE

Cari amici di The Opera, la Grazia del Cielo ancora una volta è scesa nella Valle di Pompei, il Delegato Pontificio, l'Arcivescovo Mons. Carlo Liberati ha annunciato l'evento con le seguenti parole : "Il Santo Padre celebrerà la Santa Messa nel corso della quale reciterà la "Supplica" (...) del Beato Bartolo Longo. Il Santo Padre affiderà alla intercessione della Madre del Signore e nostra le riflessioni e le conclusioni del Sinodo dei Vescovi che si terrà in Vaticano nel prossimo mese mariano di ottobre.
Il Santo Padre Benedetto XVI raccomanderà ai Vescovi di tutta la Chiesa le famiglie di tutto il mondo e chiederà alla SS. Vergine insieme con la Chiesa che è in Pompei e con i milioni e milioni di fedeli che recitano il Santo Rosario, l'unità nelle famiglie, la fedeltà tra i coniugi, il coraggio di educare i figli alla fede".

sabato 20 settembre 2008

Video integrale, Via Crucis - Lucis

video

Versione integrale del video Via Crucis - Lucis ; minuti 18.34 . E' interessante la visione ravvicinata dell'opera che si chiude con un accostamento fra l'olocausto degli Ebrei e la Basilica Vaticana nella risoluzione del progetto artistico - didattico The Opera ; determinando così un mistico abbraccio fra ebraismo e cristianesimo.

Versione ridotta, minuti 07.28, su : http://it.youtube.com/stefanoarmellin, l'inserimento è motivato dalla imminente visita di BENEDETTO XVI a Pompei.

Video a tutto schermo : http://www.youtube.com/v/CWXSrFV4A0Q

Visione d'insieme della Via Crucis Lucis su : www.religione20.net/galleria/index.html

Scheda dell'artista su : www.artcurel.it/artcurel/arte/pittura/stefanoarmellin.htm

venerdì 19 settembre 2008

Da Picasso ad Armellin

Cari amici di The Opera, vi presento: L'ultima cena, che ho realizzato nel 2002, un acrilico su legno di cm. 140 x 33. Il soggetto è l'evento sorgente dell'Eucaristia raffigurato senza riferimenti alla iconografia tradizionale. Senza tavolo, tutti in piedi. Giuda è a sinistra di chi osserva l'opera ed è già lontano. Mentre il sostituto è Mattia, in alto a destra che sta arrivando. La cena è finita, il pane è già ostia e Corpo di Cristo. La crocifissione e il Golgota sono annunciati in basso a destra.

L'ultima. Siamo alle battute finali della Passione "In Verità, in Verità vi dico: uno di voi mi tradirà" (Gv 13,21). Lo spezzare del pane è come lo spezzarsi del corpo. Il momento di maggiore tensione per il circolo trinitario cristiano. La difficioltà di questo quadro consiste nell'idea di dare il senso di Colui che prossimo alla morte comunque resta e torna. Sono tutti in piedi per accogliere Colui che tornerà restando.

In una prospettiva escatologica tutti gli eventi della nascita, vita, predicazione Passione e morte di Gesù Cristo sono presenti. Qui e ora.

L'utima. Non ce ne saranno altre per alimentare il Corpo del Figlio di Dio. L'ultima.

Fra un mese Pompei accoglierà BENEDETTO XVI che su questo argomento osserva : "Il Sacerdozio ministeriale è nato nel Cenacolo insieme con l'Eucaristia, come tante volte ha sottolineato il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II. "L'esistenza sacerdotale deve avere a speciale titolo una forma eucaristica", ha scritto nella sua ultima Lettera per il Giovedì Santo. A tale scopo contribuisce innanzitutto la devota celebrazione quotidiana della Santa Messa, centro della Vita e della missione di ogni Sacerdote ". ( da BENEDETTO XVI di Tornielli A. Casale Monferrato, Piemme, 2005, pp. 230-231).
Per tutte le info. sulla visita di BENEDETTO XVI a Pompei : http://www.santuario.it/
Pace e Gioia
Stefano Armellin

lunedì 15 settembre 2008

Primo giorno di scuola a Torre Annunziata NA

Cari allievi e allieve del Parini VI di Torre Annunziata e Rovigliano.
Quest'anno non sarò il Vostro insegnante di Religione Cattolica ma questo Blog che conoscete mi permette di estendere i saluti a tutti Voi, ai colleghi, al personale della scuola e alla Preside Maria Neve Tarantino.
Il programma va avanti perchè il Vostro Prof. continua a pensare a Voi e ai Vostri compagni presenti oggi in tutte le scuole italiane.
Nell'atrio della scuola c'è ancora il grande manifesto che insieme abbiamo colorato. Quel testo è la lezione che prosegue e che qui rinnovo nella spiegazione, a questo punto come fosse lo stimolo per una bella lezione a tutti gli studenti del mondo.
Abbiamo capito che per amare il mondo dobbiamo imparare a pensarlo bene ecco :
LA MISSIONE - THE MISSION
E lo pensiamo bene se frequentiamo la scuola con impegno, se facciamo squadra non solo con i nostri compagni di banco ma con tutti i Prof. che, credetemi, Vi vogliono davvero un mondo di bene. Perciò dobbiamo riuscire con profitto a sollevare il mondo dai suoi problemi, ognuno secondo la sua inclinazione e vocazione specifica, perchè è il mondo stesso oggi a chiedercelo. E noi ci riusciremo proprio frequentando la scuola con profitto, proprio facendo tesoro di ogni ora, di ogni minuto passato in aula, nei laboratori, in palestra, a teatro, in biblioteca, al computer, nella natura e in ogni luogo del sapere.
SOLLEVIAMO IL MONDO - SHALL WE RAISE THE WORLD
Ma sappiate che il primo luogo del sapere siete tutti Voi, ognuno di Voi, dentro di Voi, ed è la Vostra anima. Anima che riflette quella di una Regione, la Campania, dalle infinite possibilità e dalle mille sfortune. Sentite la Vostra Regione che chiede aiuto ? non tanto attraverso le istituzioni, ma attraverso la natura. Gli alberi sono tristi se i giardini sotto di essi rimangono sporchi. Le onde non suonano su quella che potrebbe essere la spiaggia meravigliosa di Rovigliano se la delinquenza imperversa. Ma Voi potete fare molto per la Vostra Regione, perchè la Vostra anima è pura e puro il vostro amore.
DALLA CAMPANIA CON AMORE - FROM CAMPANIA WITH LOVE
Ho fatto la Madonna del Vesuvio pensando principalmente a tutti i Paesi vesuviani perchè :
IL CIELO AVVOLGE LA TERRA, TUTTI ACCOGLIE, E NESSUNO DIMENTICA
GOD WRAPS THE EARTH, WELCOMES EVERYONE, WITH OPEN ARMS, OVER LOOKS EVERYBODY
infine, con un abbraccio a tutti Voi, chiedo un particolare e grande impegno alla II I e alla III H per trascinare tutta la scuola verso il successo, e non dimenticate :
NON SEI SOLO QUANDO QUALCUNO SE NE E' ANDATO, SEI SOLO QUANDO QUALCUNO NON E' MAI ARRIVATO.
WHEN SOMEBODY HAS GONE AWAY YOU ARE NOT LONELY BUT YOU ARE ALONE WHEN SOMEBODY WILL NEVER COME.
Buon anno scolastico, che la Madonna della Neve Vi protegga e vegli sempre su ognuno di Voi.
Il Vostro Prof.
Stefano

giovedì 11 settembre 2008

Teologia estetica in The Opera

Cari amici di The Opera, ecco l'immagine aggiornata dell'artista, alle mie spalle un muro di pietra lavica, infatti da un anno il mio studio è sotto il Vesuvio, qui quotidianamente vengono prodotte immagini nuove e pensieri conseguenti. Per fare il punto su questo XXV della composizione The Opera devo fare un accenno alla teologia estetica in The Opera:
Su quali elementi costruire una teologia estetica oggi per l'Occidente ? In primo luogo vanno ricordate le fondamenta immutabili del cristianesimo senza dimenticare il nostro tempo. Il senso dell'immagine cattolica è il risultato di molteplici collegamenti fra varie discipline del sapere. Un lavoro completo dovrebbe tenere conto di tutte le discipline. Possiamo indicare una traccia chiara e percorribile dicendo che il presupposto per dire qualcosa di serio e innovativo sulla teologia estetica è una sincera vocazione.
Dalla Flagellazione di Cristo di Luca Signorelli (1475 Pinacoteca di Brera-Milano) al film di Mel Gibson The Passion (2004) c'è una differenza di realismo, il secondo è iper-realista e non rimane sempre acceso come il quadro del Signorelli, che sospende l'immagine all'intuizione di quello che sarà il flagello senza bisogno di esibire la scarnificazione del corpo, anzi, oppone la pacatezza del Cristo innocente ai colpi che stanno per giungere. Compostezza di Gesù di fronte al disordine dei carnefici e del mondo.
L'arte riuscita parla sempre al presente e ci aiuta a ripensare il mondo secondo moduli di pensiero sempre nuovi impedendoci di finire nel pericolosissimo stagno della rassegnazione.
L'opera che conta si crea sempre togliendo materia per lasciare manifestare lo Spirito, vivendo con uno stile di vita coerente.
L'opera d'arte teologica parla a, e per, un mondo unito. Sono le strutture di pensiero lente e ferme come le montagne che portano alla vera conoscenza. Tutto passa, tutto resta. La vetta delle Sacre Scritture è Gesù Cristo nostro modello e immagine perfetta di Dio Padre misericordioso. Questa immagine è anche una oikonomia (tutte le opere di Dio con le quali egli si rivela e comunica la sua vita).
Diventa quindi necessario affrontare presupposti fondamentali invisibili per comprendere quelli visibili.
Pace e Gioia
Stefano Armellin
Nota : Sto partecipando al http://www.premioterna.it/

venerdì 5 settembre 2008

L' Amore


Cari amici di The Opera, questo particolare della Regina Elena, tecnica mista su tela del 2003, apre ad una riflessione sull'Amore :
L'Amore è una carezza portata dal vento che scende dalla pareti del Cielo.
Chi sa perdonare sa amare perchè sa rinunciare.
L'Amore non fa male.
L'Amore resta.
L'Amore sa aspettare.
L'Amore ha bisogno di tempo.
L'Amore è equilibrato e bello.
L'Amore è giusto, nè pessimista nè ottimista.
L'Amore è una amplificazione reciproca della libertà.
L'Amore non è geloso.
L'Amore non dipende che dall'Amore.
L'Amore non ha volontà perchè la volontà implica costrizione.
L'Amore si manifesta, si rivela, si accoglie, si dona.
L'Amore non si ferma in questo mondo.
L'Amore non litiga e sa amare.
L'Amore non è avaro, superbo, invidioso.
L'Amore non possiede e non è posseduto.
L'Amore è umile.
L'Amore è casto e puro.
L'Amore non chiede nulla.
L'Amore da tutto.
L'Amore non ha bisogno che di amare.
L'Amore non sceglie, accoglie.
L'Amore non è pigro.
L'Amore non lascia e non viene lasciato.
L'Amore non è nè di sinistra, nè di destra nè di centro.
L'Amore fa male quando non è perfetto.
L'Amore è la pulsazione dell'Eternità.
L'Amore è sempre presente.
L'Amore ama i malati non la malattia, i poveri non la povertà, i ricchi non la ricchezza.
Dio è Amore. Il centro dell'Amore cristiano è la Croce risorta di Gesù.
La Verità è l'Amore.
Aspettando BENEDETTO XVI il 19 ottobre 2008 al Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei.
Pace e Gioia
Stefano Armellin

XXV THE OPERA

Venticinque anni, passati, e presenti nelle vicende della vita che scorre; l’opera mi tiene compagnia; l’artista diventa il custode della sorgente miracolosa, il pastore di un gregge fatto di linee, colori, sfumature, e atmosfere quotidiane che emergono dal vivere più vario; dalle difficoltà, dagli ozi, dalle preghiere, dai fatti prodotti dalle persone che si incontrano, si amano, si odiano e si amano ancora. Unioni e separazioni di coppie e di popoli. Da questi fatti le opere nascono ed emergono dalla sorgente miracolosa che tutto insieme tiene; come un fiume le opere scendono per rimanere miracolosamente nella stessa sorgente che è il miracolo della vita fatto racconto del mondo; miracolo che attraversa i climi, le genti, le latitudini. Amorosissima The Opera, questa è la nostra vita e non possiamo raccontarne una diversa, per un mondo sempre più unito. Finalmente dopo tutti i travagli, la Santità diventa la consapevolezza del miracolo, e la felicità è fare il bagno in mare con la propria, unita, famiglia, una mattina di settembre; in compagnia del suono delle foglie che nei boschi, laggiù, in lontananza, iniziano a scendere come parole come opere; all’interno della stessa Parola di Dio. Perciò, la felicità e la preghiera a Dio nostro Padre non sono disgiunte.
Pace e Gioia
Stefano Armellin
Foto in alto : Autoritratto ( particolare), olio su tela 2003

giovedì 14 agosto 2008

Pompei e Rai Uno



L’ARTE E LA SOLIDARIETA’ ALL’OMBRA DEL SANTUARIO DI POMPEI


La musica incontra la solidarietà SABATO 16 AGOSTO alle 23.15 a Pompei. Nel suggestivo scenario del sagrato del Santuario della Madonna del Rosario si aprirà il sipario su “Le Note degli Angeli”. A calcare il palcoscenico saranno personaggi di fama nazionale e internazionale. Il leit motiv della serata è la solidarietà con il progetto “Aiutiamo a costruire... il futuro” sostenuto dall'associazione di Pompei “La Carità genera Carità”, vuole costruire una scuola materna in una zona molto povera dell’India. Lo puoi fare inviando un SMS dal 13 al 18 agosto di solo 2 Euro, dal tuo telefonino TIM, Vodafone e Wind o dal tuo telefono fisso Telecom Italia, oppure Banca della Campania filiale di Pompei Cod. Iban IT64Y 05392 40080 000001308066, Codice Postale n. 87986840.
La serata sarà condotta da Franco Di Mare e Vira Carbone e interverranno artisti del calibro degli Stadio, di Gispy King Family, Silvia Mezzanotte, Enzo De Caro, Alexia, Manuela Villa, Enzo Palumbo, Jenny B. Gli artisti saranno accompagnati dall'orchestra 'I Suoni del Sud' diretta dal Maetro Pasquale Corrado. Non mancherà neanche la danza, e le splendide coreografie saranno curate dal 'Balletto del Sud' diretto da Fredy Franzutti.
Progetto
Il progetto di una scuola materna in una zona molto povera dell’India obiettivo precisamente nella Diocesi di Kannur a Nord del Kerala, dove la gente vive di agricoltura, lontano dalle città e priva di scuola materna , i bambini seguono i genitori, nei campi. Il nostro desiderio e di venire incontro alle necessità di questo popolo, di creare subito la scuola materna e poi altre strutture secondo le necessità del posto.
Per realizzare il progetto a favore di questi bambini, farli crescere in ambienti puliti e insegnare loro i primi elementi del sapere occorre il vostro aiuto, e la vostra collaborazione. Ringrazio per la vostra e mi auguro che possiate veramente aiutare a realizzare questo progetto per il bene spirituale, e culturale di bambini poveri e bisognosi. Sarebbe un progetto lodevole per voi che siete disponibili a queste opere, meritevoli di grazie e benedizioni celesti, e di un futuro migliore di tanti bambini. Nel chiedere ciò mi affido al vostro buon cuore. Le nostre Suore Figlie del Santo Rosario di Pompei , daranno ai piccoli i primi elementi della cultura e dei principi morali, che sicuramente daranno i frutti di bontà e di onesta lungo il corso della loro vita.

www.santuario.it

venerdì 8 agosto 2008

Carlo Acutis un amico speciale per The Opera



Cari amici di The Opera, ho l'onore di presentarvi Carlo Acutis, un giovane di rara purezza che potete conoscere meglio visitando il suo sito :
www.carloacutis.com

Vi invito inoltre a leggere il libro di Nicola Gori, Eucaristia la mia autostrada per il cielo, che è la Biografia di Carlo Acutis pubblicata dalla San Paolo, www.edizionisanpaolo.it

In questo Blog è pubblicata la Via Crucis-Lucis che ho dedicato a San Leonardo di Porto Maurizio, al Beato Fra Claudio Granzotto e a Carlo Acutis. Adesso la dedica e quindi anche l'opera, è completa.

Pace e Gioia

Stefano Armellin

lunedì 28 luglio 2008

Dell'inesprimibile

Cari amici di The Opera, fino a che punto la nostra percezione visiva è limpida, chiara, onesta e vera ? osservo sempre con attenzione i numeri degli illusionisti, proprio perchè riescono a farci vedere quel che non esiste, ma tutti diciamo: è vero, stanno volando; eppure non è così. Se non possiamo credere a quel che vediamo a chi dobbiamo credere ? Nel particolare del mio quadro qui sopra : l'estate ( 2004), entra il riflesso del flash che subito modifica l'effetto, in più oggi l'isola verde in basso non è più così perchè ci sono passato sopra con il pennello e l'acrilico verde creando uno spessore che ha migliorato di molto l'opera. Quando ho dipinto l'estate ho pensato molto alla pittura di Van Gogh in particolare ai suoi girasoli. Volevo proprio dipingere come dipingeva Van Gogh, per comprendere meglio la sua percezione visiva della realtà, il suo essere senza filtri fra cervello e natura. Magritte direbbe giustamente: questo non è un sole ma l'immagine del sole. Van Gogh va oltre, e ci dice : questa è l'anima del sole.
Pace e Gioia
Stefano

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martedì 15 luglio 2008

Lazzaro


Cari amici di The Opera, "Gesù alzò gli occhi e disse: - Padre ti ringrazio di avermi ascoltato. Sapevo bene che tu sempre mi ascolti. Ma l'ho detto per la gente che sta attorno, affinchè credano che Tu mi hai mandato-. Detto questo, gridò a gran voce: -Lazzaro, vieni fuori!" (Gv 11, 41-43). Olio e acrilico su tela del 2003, 100 x 70 cm.
La seconda giornata del primo raduno triennale Arte. Cultura. Religione, vedi http://www.artcurel.it/
si svolge bene, in programma il Convegno : Dio è Amore, Amore è arte. Completato dalla mostra alla quale ho partecipato con tre opere : La Madonna del Vesuvio già presente in video su questo Blog; La vocazione di San Paolo (non ho foto disponibili); San Francesco, che pubblicherò domani. Nella splendida cornice della Badia benedettina della S.S. Trinità,viviamo un grande giorno per tutti noi e in particolare per l'architetto Carlo Sarno ideatore della manifestazione.Gli spazi della Badia sono immensi e ricchi di storia. Il Convegno è allietato dalla musica di tre brave violiniste. Iniziamo sulle note di: Dolce capire...;il famoso inno alle creature di San Francesco. Dalle finestre della sala il verde del bosco ci avvolge in una radiosa giornata di sole. D'ora innanzi l'appuntamento sarà ogni tre anni, e per il 2011 c'è la celebrazione del millennio di fondazione della Badia. L'Abate Benedetto apre i lavori con un ovvio richiamo alla prima Enciclica di Benedetto XVI: Deus Caritas est, prosegue poi con un accenno alla famosa Regola di San Benedetto. Ricorda Sant'Alferio diventato sacerdote a 70 anni e morto a 120 anni. Protagonista nel 1011 d.C. della apparizione della Santissima Trinità, nella celebre grotta qui venerata come uno dei luoghi più Santi della Cristianità.
Il Sindaco di Cava dè Tirreni porta il saluto e l'impegno della amministrazione, poi si susseguono le testimonianze e gli interventi. Il Prof. Cosmo Salvemini illustre nipote di Gaetano Salvemini racchiude in una lectio magistralis le buone intenzioni di tutta la manifestazione, che prosegue con un gradito pranzo prima dell'importante visita guidata alla Badia.
Pace e Gioia
Stefano
Seconda giornata primo raduno triennale internazionale : http://www.artcurel.it/

lunedì 14 luglio 2008

A Tommaso


Le quattro stagioni di Stefano Armellin, olio su tela, 2004, cm. 104 x 49 ogni pezzo.
Cari amici di The Opera, grazie a tutti per la Vostra attenzione, in questa performance virtuale che documenta opere reali. Oggi apre il primo raduno triennale internazionale Arte. Cultura. Religione. Tutte le info. su http://www.artcurel.it/
Io sono Stefano, Marco, Giacomo, Maria, Armellin, nato il 18 novembre 1960 a Conegliano Veneto TV, il giorno della dedicazione alla Basilica Vaticana, era di venerdì, alle ventidue e trenta come mia madre mi ha sempre detto.
Sono maturato lentamente, a sbalzi, a sei e sedici anni ero più saggio che a ventinove, perché il cuore da giovani è più puro.
L’artista non progredisce in linea retta, come tutti del resto. Un artista però ha più sbalzi, alcuni di questi, molto acuti, portano quasi a perdersi.
Ho fatto dei buoni lavori da giovanissimo poi ho peggiorato, poi ho migliorato e sto ancora migliorando. L’arte che faccio ora è molto pura, pulita essenziale, lo stesso per il pensiero : una lama che attraversa il cielo fino all’origine dell’universo. Non è stato facile.
La vita cambia continuamente e con essa cambia anche la visione della realtà. La percezione visiva si modifica con gli anni, che si voglia oppure no accade questo. L’artista è un testimone.
Oggi m’interessa continuare a cogliere la visione d’insieme della realtà, della vita e della morte. Capire tutte le connessioni fra le varie immagini della vita e della morte è una cosa che m’interessa. Come pregare realizzando l'opera.
Oggi la mia storia coincide con quella dell’opera. Alla perfezione. Riesco ad ottenere quotidianamente una generazione permanente di immagini creative, alle quali si aggiungono avveniristici progetti didattici. Il processo creativo in corso, a questo livello, è iniziato il 14 settembre 1983, giorno dell’Esaltazione della Santa Croce. La pulsione di fondo è sempre la stessa.
Ci attende il Cielo, da lì veniamo e lì torniamo.
Riguardo le foto di quando ero bambino e sento le lacrime scorrere piano piano sul viso. Perché quel bambino lo portiamo sempre con noi. Tommaso non ha fatto in tempo a provare la poesia fatta carne e respiro. Gioia e preghiera. Mio figlio Tommaso non c’è più, non ha conosciuto le stagioni della vita. E' morto troppo presto. Troppo, troppo presto.
Poi vedo le montagne, il vulcano, il mare, la natura, i miei genitori, la cara moglie e la cara figlia, la mia vita fatta d’amore per l’arte e per l’insegnamento. Tutto questo si trasforma ad ogni respiro, eppure, sono andato avanti, l’artista è maturato, l’opera è compiuta.
Ho voluto mettere le radici nel Cielo e i frutti sono celesti. Ma è stato il Cielo a mettere in me le sue radici ed a Lui mi sento di appartenere. Per Lui porto avanti il mio compito terreno, perciò sono un artista religioso, perché legato a Dio.

A presto, caro Tommaso, Papà.
Pace e Gioia
Stefano
Apertura primo raduno triennale Arte. Cultura. Religione. 14/15/16/ luglio 2008
Tutte le info. su : http://www.artcurel.it/



domenica 13 luglio 2008

Da Rothko ad Armellin







Cari amici di The Opera, Autunno, tecnica mista su masonite, cm. 100 x 100. Rappresenta Sette giganti dell’Isola di Pasqua che s’interrogano sull’Autunno dell’umanità, così vincolato oggi dal cammino della vita americana. Domani apre a Cava dè Tirreni il primo raduno triennale internazionale Arte. Cultura. Religione. Info su : http://www.artcurel.it/ qui sotto il mio contributo al convegno :

Il mio breve intervento a questo convegno ruota sul commento di un pensiero di Mark Rothko del 1947 :

“ I quadri devono essere miracolosi: non appena uno è terminato, l’intimità tra la creazione e il creatore è finita. Questi diventa uno spettatore. Il quadro deve essere per lui, come per chiunque altro ne farà esperienza più tardi, una rivelazione, una risoluzione inattesa, inaudita, di un bisogno eternamente familiare “.

Ecco il punto, il miracolo dell’arte che si perpetua nelle immagini di questo convegno dove la mostra ne è testimonianza. Diventiamo spettatori di noi stessi. Eppure, nella bontà di questa iniziativa così coraggiosa, avverto l’assenza di un rapporto diretto con il mercato internazionale dell’arte. E’ vero che non necessariamente l’arte coincide con il mercato, ma provate ad acquistare un Rothko e vi chiederete il perché di certe quotazioni. Non basta l’ammirazione, il complimento, la mostra e il convegno; nel nostro tempo lo scambio, la vendita, il successo economico del prodotto artistico è vitale per la stessa arte. Chi pensa il contrario deve dimostrarmi di saper rinunciare al suo stipendio perché lavora solo per passione. Gli stessi operai che lavorano alle nuove chiese sono regolarmente pagati. Ricordiamoci che Michelangelo è stato l’artista più pagato del suo tempo. E noi stessi, con regolari commissioni e vendite, non avremo il tempo di frequentare convegni e mostre disgiunti dal mercato internazionale dell’arte. Perché la nostra società, ci piaccia o no, è un motore che usa come carburante il denaro, senza denaro il motore non solo non si accende ma semplicemente muore. Rothko ha ragione non solo nel discorso della sua pittura ma anche nel prezzo.

Pace e Gioia
Stefano

Domani apre il primo raduno internazionale Arte.Cultura. Religione, 14/15/16 luglio 2008.
Tutte le info. su: http://www.artcurel.it/

Africa…you too! http://www.kenyasanmartin.com/
http://www.donbosconelmondo.org/



sabato 12 luglio 2008

Apocalisse







Cari amici di The Opera, sul cavalletto Apocalisse 2005 cm. 95 x 60, tecnica mista; in alto, arrivo del mio pellegrinaggio,1 - 19 agosto 1992, da Varazze ad Assisi, camminando per gli Appennini; a 35 chilometri al giorno di media; seguendo l'alta via dei monti liguri e la grande escursione appenninica.
L’ultimo libro della Bibbia è una profezia ricolma di immagini, scritta da Giovanni che apparteneva a una cultura che proibiva farsi immagini di Dio. Il simbolismo dell’Apocalisse nel nostro tempo è stato saccheggiato abbondantemente dai mass-media e da un numero imprecisato di sette. La nostra cultura occidentale all’opposto di quella di Giovanni vive di immagini. Nel mio quadro l’opera Apocalisse “Ecco io verrò presto…” (Ap 22,12) fotografa l’attimo prima del Giudizio Universale, irrompe al centro il divino mentre sulla terra due giocatori di scacchi stanno per dare inizio all’ennesima partita, dell’umanità che da sempre gioca d’azzardo con il Sacro. Scompare quindi d’improvviso la scacchiera simbolo della razionalità del mondo, il gioco perciò non può iniziare; panico ? smarrimento ? sorpresa ? stupore ? mistero. I quattro angeli sono dissolti nel rilievo bianco. Bianco, il colore dell’Apocalisse.

Pace e Gioia
Stefano
Fra due giorni apre il primo raduno internazionale Arte.Cultura. Religione.
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venerdì 11 luglio 2008

Autoritratto 43




Cari amici di The Opera, Autoritratto 43, di cm. 100 x 100 a tecnica mista, 2003, come ogni autoritratto vero, serve all’artista per scorgere fino a che punto è giunto nella dimenticanza di sé stesso, nel rifiuto di esprimere sé stesso. Solo dimenticandosi l’artista può permettere all’opera di emergere. Perciò continuo a proporre scorci della mostra personale, nella quale colloco le opere con rigore logico, per consentire a The Opera ( a destra in primo piano) di emergere.
Il centro dell'autoritratto è un rosario di legno, collocato su un vassoio lavorato con pittura spessa e 43 colori, i miei anni di allora, che danno il titolo all’opera. Questo vassoio è simbolicamente l’Eucarestia nella quale ho riversato gli anni della mia vita.Il vassoio è completo, il ciclo di andata della vita è compiuto, ora, su questa terra si va a terminare. Uno spago unico diviso in tre configurazioni collega tre angoli della composizione, la Santissima Trinità interna ed esterna al Corpo eucaristico. Il fondo è nero per ricordare la profondità del cosmo. Le linee bianche dicono dei pensieri del mondo. L’unico riferimento a me stesso, e questo è un autoritratto, è rimasto il numero : 43. L’opera sopra l'autoritratto è : La CINA e il pennello rosso, del 1999. http://www.asianews.it/


Pace e Gioia
Stefano
Fra tre giorni apre il primo raduno internazionale Arte.Cultura. Religione.
Tutte le info. su: http://www.artcurel.it/
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giovedì 10 luglio 2008

Sole giallo


mercoledì 9 luglio 2008

Tulipano nero



Cari amici di The Opera, vi presento questa tela a tecnica mista, di cm.50 x 70 del 2003. Il serpente è al centro in basso, color oro, come la ricchezza materiale che corrompe l'anima; il peccato originale che ci guasta tutti fin dall'inizio, e che riguarda la dimenticanza di Dio non il sesso. Eva in giallo, Adamo in rosso, nel Paradiso terrestre peccano per voler rendersi autonomi da Dio; una volta liberi di conoscere il male non hanno usato questa libertà per evitarlo ma si sono concessi alla dimenticanza di Dio. Con il peccato originale si apre una frattura psichica nella coscienza dell'umanità, frattura di notevole intensità. Ho dipinto nella mente di Adamo, all'interno del suo cranio ( Golgota) tutto il futuro delle Civiltà fino al crollo delle torri l'11 settembre 2001 a New York. "Per questo il suo nome fu detto Babele..."(Gen 11,9). Questa è l'immagine di un permanente e disperato sprofondare nel giardino dell'Eden senza Dio. Il giardino della follia. Questo è un quadro terribile, una radiografia del fallimento umano. E' rimasto solo un tulipano nero in basso a destra, ad osservare attonito il disastro degli ultimi giorni. Da quest'opera emerge la metastasi della coscienza. Totale disgregazione.
Pace e Gioia
Stefano Armellin
Ricordo l'appuntamento del 14/15/16 luglio con il primo raduno internazionale Arte Cultura Religione, tutte le info. su : http://www.artcurel.it/

martedì 8 luglio 2008

La maschera



Cari amici di The Opera, questa maschera di cm.49 x 39 del 2004, olio su masonite, (collezione privata) è il volto del nostro tempo. Siamo lontani dal pensiero greco, dalla sua proporzionata armonia con il Tutto, o dal neoclassicismo di Canova. E' una maschera disumana quella dell'uomo di oggi. Priva della consapevolezza dell'anima perchè immersa in una generale dimenticanza di Dio. Una persona subordinata a forze più grandi eppure create da lei stessa. Ma è solo un aspetto della contemporaneità, e sinceramente non credo nemmeno sia quello prevalente.
Pace e Gioia
Stefano
Alcuni siti consigliati :

lunedì 7 luglio 2008

Da Klee ad Armellin

Cari amici di The Opera, apro uno scorcio sulla mostra personale del 2005 ad Albenga (piccola città della Riviera Ligure in provincia di Savona). Come sorpresa per i visitatori avevo aperto alcuni cataloghi sul tavolo ( sotto Le quattro stagioni ), della composizione in corso che realizzavo in omaggio al mio collega Paul Klee. In questo modo il pubblico poteva sfogliare i primi ottocento pezzi unici su oltre milletrecento conclusivi che ho realizzato in un anno; proprio pensando alla grande produzione su piccolo formato di Paul Klee. In particolare negli ultimi anni della sua vita.

Stefano Armellin

domenica 6 luglio 2008

GOLGOTA


Cari amici di The Opera, ricordandovi che le immagini dei quadri non rendono giustizia alla percezione dell'opera originale, oggi vi presento Golgota, una tecnica mista 100 x 70 cm. del 2003 con interventi nel 2008 : sulla cornice che oggi è bianca come la mano al centro in basso, e in alto sia la colomba che il cavallo bianco dell'Apocalisse sono molto più bianchi. Il bianco è il colore dominante delle mie opere più recenti. La crocifissione è una delle immagini più penetranti. Sono innumerevoli le rappresentazioni pittoriche, scritte e orali, prodotte in ogni continente. Fin da bambini siamo immersi in questa immagine. La crocifissione fa parte della coscienza spirituale del mondo e dell'umanità. E' istantanea. Qui ed ora. Presente non trascorsa. Per questo ho messo i pupazzetti del mio collega Walt Disney sulla tela; per certificare la presenza dell'evento oggi, ora, nello stesso momento in cui leggete queste righe. Possiamo definirlo un quadro barocco, ricco di molti elementi. La mano ( ora bianca) al centro in basso è un omaggio al quadro del mio collega Marc Chagall "Crocifissione in giallo"; qui riferita a tutta l'umanità agonizzante, a tutta l'umanità crocifissa. E' un'opera tellurica proprio per dare il senso del terremoto e dello sconvolgimento delle forze della natura. Quest'opera prende spunto da una precedente crocifissione (non ho foto disponibili) che ha avuto una gestazione di anni, ed è ora a Torino in una collezione privata. In Golgota ho lottato molto per far emergere al centro la prima bestia dell'Apocalisse :"(...) tutta la terra fu presa d'ammirazione per la bestia e si mise ad adorare il dragone, che aveva dato un tale potere alla bestia; e adorarono la bestia (...)" Ap 13,3-4. Eppure il risultato ottenuto è stato interlocutorio,solo una premessa alla mia terza crocifissione : GIUS (non ho foto disponibili) che segna un avanzamento nella mia ricerca creativa.
Ricordo che il 14.15.16. luglio si svolgerà il primo raduno triennale internazionale Arte Cultura Religione, tutte le info su: www.artcurel.it
Stefano Armellin

sabato 5 luglio 2008

La morte di Giovanni Paolo II




Cari amici di The Opera, nel maggio/giugno 1998 mi trovavo nel chiostro del convento dei Padri domenicani di Varazze (piccolissima cittadina ligure in provincia di Savona) dove esponevo in retrospettiva fotografica la mia mostra personale : La Croce ed il Giubileo svolta nel novembre del 1997 al Pontificio Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei.

In questo chiostro ho realizzato quest'opera di cm. 75 x 75, smalto e stracci su carton gesso, dedicata alla morte di Giovanni Paolo II. Durante la lavorazione da un albero del piccolo chiostro della piccolissima cittadina è caduta una foglia secca sul quadro, foglia che ho lasciato proprio ne punto dove dolcemente, piano piano, si è posata. Negli anni seguenti l'ho sostituita qualche volta fino a toglierla definitivamente con la reale morte di Giovanni Paolo II avvenuta il 2 aprile 2005 alle 21.37. Nel chiostro anticipavo questa perdita per sottolineare quel che sarebbe stato il significato escatologico di un pontificato così significativo, il terzo per lunghezza dopo quelli di San Pietro e Pio IX. Agli angoli del quadro i nomi degli evangelisti. L'opera è tutta rossa come fosse tinta dal sangue dei martiri e due umili stracci evidenziano la Croce greca ( stracci in ricordo del collega Burri ). Materiali poverissimi per espressioni alte dello Spirito e dell'Arte.



"Ma dimenticarono presto le sue opere, non prestarono fede al suo disegno" Sal. 106,13



Ricordo il primo raduno internazionale triennale di Arte Cultura e Religione

il 14.15.16 luglio 2008 tutte le info. su http://www.artcurel.it/

venerdì 4 luglio 2008

Croce rosso-nera

Cari amici di The Opera, in questo olio su tela 100 x 70 cm, che ho realizzato nel 2003, tocchiamo l'essenza del cristianesimo, quando la schiena flagellata del Cristo si fonde con il legno della Croce. Il sangue scorre diversamente dai bianchi pensieri della Ragione. Kant osa il salto nella fede auspicato da Kierkegaard. Ovviamente questo quadro come gli altri che ho prodotto sul tema, non possono sostituirsi alla vita cristiana consapevolmente vissuta. Eppure anche questo quadro, con gli altri, è un disperato tentativo di re-introdurre il cristianesimo nella cristianità. Lo Spirito è sempre identico a sè stesso. Lo Spirito è forte ma il corpo-cristiano si è indebolito. Noi cristiani siamo diventati per noi stessi una minaccia più forte di quella del fondamentalismo islamico. Il cuore del conflitto è tutto interno a quel che siamo diventati in Europa; alla perdita delle radici cristiane in Europa.Perciò, il rimedio che salva non solo noi da noi stessi, ma pure il resto del Pianeta Terra, deve agire dall'interno dell'Europa. L'Europa delle quattro stagioni.

Stefano Armellin


giovedì 3 luglio 2008

Sterminio




Cari amici di The Opera, presento l'opera: Sterminio, ( in alto e al centro in basso) olio su plastica, cm 77 x 77, nel contesto della mia mostra personale ad Albenga del febbraio 2005 :L'Arte di vedere la fede.La mostra, che riflette il mio processo creativo, è stata concepita come una installazione dove ogni pezzo si collega al precedente e al seguente. Il locale diventa così una scacchiera sulla quale ragionare per risolvere gli enigmi più profondi della storia dell'uomo sulla terra. L'enigma dell'Olocausto è ancora tale. Alcuni sopravvisuti hanno scritto testimonianze toccanti che sono bagliori nella notte di questo dramma umano. E, Notte, è il titolo che E. Wiesel ha dato alla sua tragica esperienza di deportato; Moltmann nel : Il Dio crocifisso (pp. 75-76) ne cita un brano che riporto come didascalia a quest'opera, eccola: " Le SS impiccarono, alla presenza di tutti gli internati del campo, due ebrei ed un giovane. I due uomini morirono immediatamente, mentre il giovane lottò con la morte per una mezz'ora. Un tale alle mie spalle si chiedeva: "Dov'è Dio ? Ma dov'è questo Dio ?". Passavano i minuti e il giovane si dibatteva ancora, tormentato dal cappio che gli toglieva il respiro. E di nuovo quel tale: "Dov'è adesso questo Dio ?". Allora sentii in me una voce che rispondeva : "Dov'è ? E' qui...! E' appeso alla forca...!". Alla base di quest'opera ho messo La Bibbia di Gerusalemme, l'opera emerge dalle Sacre Scritture, non poggia su di esse, emerge come evento inevitabile nella Storia della Salvezza. Al centro in arancione il calore del forno crematorio. Al lato destro un deportato (oggi nella collezione Vittorio Sgarbi). Lo Sterminio ha crocifisso l'Europa per l'eternità. Allargo la complicità di questa impensabile tragedia al mondo intero. Molto riduttivo considerare lo Sterminio una colpa esclusiva dei nazisti. Senza una grande, grandissima complicità i nazisti, anche guidati da Satana non avrebbero potuto concretizzare l'impensabile tragedia. Lo Sterminio poggia sul senso biblico della storia di Israele ed accade per l'omertà criminale delle moltitudini umane disperse nei cinque continenti, Lo Sterminio in sè partecipa ad un processo inevitabile della disgregazione umana che si è estesa poi alle bombe atomiche sul Giappone e al consequenziale collocarsi del Pianeta Terra sull'orlo del precipizio nucleare ed ambientale. Orlo sempre più stretto e friabile. Orlo che si restringe con la dimenticanza di Dio e che si allarga con la comprensione della Sua Misericordia. Pio XII tace perchè sa che la Parola passa dal camino, un camino drammaticamente ancora acceso su tutto il Pianeta Terra, diventato ora " luogo della Croce" come lo intese il collega William Congdon.

E' bene perciò mettere in discussione la nostra cultura e sentire più voci per avere elementi sufficienti ad un confronto equilibrato. Però in una mostra il pubblico chiede anche il valore commerciale delle opere; e la questione di "fare" il prezzo è spinosa, perchè tutto pare dipendere da quanto l'artista sia inserito nel sistema internazionale del mercato dell'arte. Fiz suggerisce di tenere conto dei seguenti fattori :


  1. La qualità intrinseca dell'artista

  2. Il suo ruolo di precursore nell'ambito della storia dell'arte

  3. La sua capacità d'inventare un nuovo linguaggio che possa influenzare altri artisti

  4. Il suo grado di originalità

  5. Il suo anticonformismo

sono tutti elementi che, alla lunga contribuiranno a determinarne il prezzo...il mercato, in fin dei conti, è meritocratico e a modo suo morale. Questo secondo Fiz.


Stefano Armellin


mercoledì 2 luglio 2008

Pianeta Terra


Cari amici di The Opera, vi presento quest'opera che ho realizzato nel 2003, è una tecnica mista di cm. 60 x 80 su tela. Il sogno di un mondo unito. Il dialogo attivo fra civiltà multiculturali. Un profilo di un occidentale sempre più asiatico di fronte ad un africano di un continente nero sempre più abbandonato. Ho raffigurato l'idea di una kantiana trasmissione di pensieri e competenze in grado di generare nelle popolazioni povere di tutto il mondo, quella interna spinta vitale, premessa al loro riscatto sociale. Sia chiaro, perfettamente impossibile senza un governo del mondo. Oggi assente. Ma sia il povero sia il ricco sono entrambi sullo stesso piano esistenziale. Il primo ha drammaticamente meno possibilità di scelta del secondo.
Stefano Armellin

lunedì 19 maggio 2008

La Madonna della Guardia di Varazze



Si è da poco conclusa la visita di BENEDETTO XVI in Liguria, regione che conosco bene perchè lì ho vissuto per 41 anni di cui 35 a Varazze e 6 ad Albenga, in provincia di Savona a pochi chilometri da Genova. A Varazze dal 15 maggio 1994 al 15 maggio 1995 ho salito per 110 volte a piedi la Madonna della Guardia. Il percorso è limitato a dieci chilometri fra andata e ritorno per 400 metri di dislivello; ma sovente veniva esteso con un giro più vasto nell'entroterra per ammirare il vicino Monte Beigua. Queste 115 salite e discese sono state una bella disciplina mentale per progredire nella mia ricerca spirituale e creativa. Tra l'altro a Natale del 1994 ho fatto proprio a Varazze una mostra personale dal titolo : Varchiamo la soglia della Speranza, mostra che intendeva riprendere i propositi del libro intervista di Vittorio Messori a Giovanni Paolo II :Varcare la soglia della Speranza. Allora non immaginavo quanto cammino ancora mi aspettava per migliorare nella sintesi di The Opera; la cui traccia riferita alla Basilica di San Pietro a Roma era però già allora molto precisa, e, chiaramente, per nulla compresa dai contemporanei.
La foto qui sopra è un'opera del 2003 ad olio su tela 100 x 70 cm. dal titolo : autoritratto in croce.

mercoledì 14 maggio 2008

La Madonna della Misericordia di Savona




















il 17 maggio BENEDETTO XVI farà una prima tappa al Santuario della Madonna della Misericordia di Savona, patrona delle Confraternite. Apparsa per la prima volta ad Antonio Botta il 18 marzo 1536.
Nel 2005 ho dato un piccolo contributo al concretizzarsi di questa visita: ho fatto il supplente di Religione cattolica per un mese, alla Scuola Primaria Circolo "Villapiana"; e, in quella occasione, con gli alunni abbiamo preparato duecento angioletti dal titolo : Caro BENEDETTO XVI (nome dell'alunno con lettera personale per il Papa) ti invita a Savona. Il tutto è stato raccolto in un catalogo e
consegnato al Vescovo Domenico Calcagno. Adesso è finalmente giunto il momento tanto atteso per i fedeli della Diocesi di Savona-Noli. La mia lettera agli alunni per il Natale 2005 trasmette bene lo spirito di quella iniziativa, eccola : Cari alunni che diventerete studenti e poi donne e uomini liberi di questa terra; c'era una volta un supplente che è passato di qui raccontando l'Avvento e proponendo un invito al Papa che Vi rende protagonisti. Siete il futuro, siete l'Europa, siete la Chiesa cattolica, il vero cuore immacolato della Chiesa che si chiama con tutti i vostri nomi. A tutti voi grazie, grazie di cuore.
Fate tesoro delle vostre bravissime maestre perchè il fiume del tempo scorre veloce ma tutta la purezza si decide alla sorgente e voi siete la sorgente della vita che cresce.
Avete la fortuna d'essere accanto alla Madonna della Misericordia, non dimenticatela perchè Lei non vi dimentica, e quando il Papa BENEDETTO XVI verrà al Santuario sarà per merito Suo ma anche per merito vostro; perchè non si può ignorare la voce dell'innocenza che è la voce del Cielo.
Credete in Dio, pregate Gesù, non dimenticate il compito.
Sappiate che l'Angelo custode non è solo un disegno colorato sulla carta ma una presenza vigile e costante accanto ad ognuno di voi.
Qualunque sia la vostra strada l'angelo custode vi sarà accanto. Proprio come ha fatto il maestro, il vostro maestro Stefano.
Savona 18 novembre - 16 dicembre 2005
http://www.santuariosavona.eu/


( In alto, Stefano Armellin, Eclissi 2003, 60 x 80 cm. olio su tela)

martedì 13 maggio 2008

La Madonna della Guardia di Genova

























BENEDETTO XVI Il 17 e 18 maggio dopo essere stato prima al Santuario della Madonna della Misericordia (Savona) si recherà al Santuario della Madonna della Guardia di Genova. Sulla foto ricordo della apparizione di quest'ultima, sul monte Figogna nel 1487, ho composto l'opera che pubblico, per rendere chiaro come Maria si opponga al dolore del mondo. Il suo messaggio non è ingannevole, qui si rivolge ad un umile contadino, Benedetto Pareto che riferirà alla moglie dell'esperienza avuta con la bontà del suo essere. In obbedienza all'invito della Madonna costruirà sul luogo dell'apparizione una cappella.

Nel febbraio del 2000 portai al Rettore del Santuario una cartella di opere tratte dalla composizione : l'arte e la croce, con l'idea di fare una mostra lì in occasione dell'Anno Santo. Le opere sono rimaste nella cartella. A maggio decisi di fare un pellegrinaggio in bicicletta da Varazze al Figogna per riprendere il mio lavoro e chiedere spiegazioni. Giornata serena, nessuna nuvola, salita finale ripida; alle ore dodici verso l'ultimo tratto vidi d'improvviso una espansione circolare bianca coprire tutto il cielo azzurro davanti e dietro di me. Nessuna figura. Solo questo circolo della durata e luminosità di un lampo. Salii a piedi le ultime centinaia di metri. Ritirai la mia cartella senza chiedere spiegazioni, ringraziando la Madonna per l'ottima riuscita della mostra; avevo infatti perfettamente compreso che l'unica visitatrice doveva essere la Madonna. L'esperienza luminosa mi aveva sorpreso e gratificato immensamente non certo spaventato. L'intensità di quel pellegrinaggio è ora riflessa in quest'opera del 2003 che qui presento. Non ho cercato questa immagine. Un giorno l'ho trovata abbandonata nel sottoscala del palazzo di Albenga dove abitavo e, l'ho utilizzata. Inoltre, in una fase della lavorazione che consideravo definitiva, non si vedeva l'immagine perchè rivestita da una plastica sul vetro, e tutta ricoperta da denso inchiostro tipografico. Poi, mentre asciugava al sole è crollato d'improvviso un pezzo del quadro; svelando l'immagine dell'apparizione a Benedetto Pareto, così come la vedete nella foto. In un certo senso questo quadro si è "autoprodotto".

http://www.santuarioguardia.it/

mercoledì 7 maggio 2008

Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei

Presiederà la Supplica a Pompei del' 8 maggio il Cardinale Segretario di Stato Mons. Tarcisio Bertone.

Questa Supplica si inserisce in modo preciso nell'evolversi del progetto The Opera artistico -didattico, con l'attenzione rivolta a tutte le scuole del mondo di ogni ordine e grado, nello spirito di San Giovanni Bosco e del Beato Bartolo Longo.

lunedì 14 aprile 2008

La Missione - The Mission

Solleviamo il mondo - Shall we raise the world
Dalla Campania con amore - From Campania with love

A volte non si riesce a dire quel che serve con un solo quadro; serve una mostra dove il pubblico si possa esporre davanti agli anni di ricerca che sono stati necessari per realizzare un nuovo segno. La mostra nuova è quella che porta a compimento la somma di tutte le precedenti. Ma come dire qualcosa di nuovo dopo Dante, Masaccio, Michelangelo, per fare solo tre nomi.
Il pubblico si espone alle opere come i turisti sulla spiaggia si espongono al sole. Le opere irradiano di luce propria come il sole. La galleria e il museo sono il “corpo mistico” dell’arte. Il luogo dove l’organismo mostra può aspirare a comporsi per manifestare la sua vita. Una vita autonoma, esistente anche in assenza di pubblico. L’arte di vedere la fede diventa un evento dantesco perché si cerca seriamente di stabilire un contatto cristiano-cattolico fra Cielo e terra. Perciò la mia arte produce un nuovo linguaggio per tempi nuovi e ultimi.Il perno intorno al quale ruota la mia ricerca è il progetto The Opera per la Basilica di San Pietro che qui sotto presento nella versione esposta al Pontificio Santuario della Beata Vergine di Pompei nel 1997. Progetto che necessita non solo di uno sviluppo in un modello in tre dimensioni per essere meglio compreso, ma soprattutto di un abbinamento ad un tema pedagogico didattico che interessi tutte le scuole di ogni ordine e grado a partire dalla Campania.

Il cielo avvolge la terra, tutti accoglie e nessuno dimentica - God wraps the earth, welcomes everyone with open arms, over looks everybody.

Il Diritto internazionale ci insegna quanto sia difficile circoscrivere le leggi di tutti gli Stati del mondo in una costituzione universalmente valida e riconosciuta. Eppure questo è il tema fondamentale del nostro tempo.
L’artista può dare un contributo in questa direzione amplificando i punti di vista per sviluppare così, nuovi e indispensabili confronti d’idee.

Tanti auguri per il discorso di BENEDETTO XVI all'ONU il prossimo 18 aprile.

domenica 30 marzo 2008

Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


Questa composizione su carta, che qui sotto pubblico on line per la prima volta al mondo, è dedicata a San Leonardo di Porto Maurizio (Imperia) 1676-1751, al Beato Fra Claudio Granzotto 1900-1947, e a Carlo Acutis 1991-2006. E' in formato 24 x 33cm, realizzata a marzo-aprile 2007 in una prima versione completata un anno dopo. Quest'opera è nata dall'esigenza di collegare la Via Crucis e la Via Lucis in un unico percorso comprendente ventotto stazioni. La difficoltà espressiva mi ha sorpreso alla quindicesima stazione, dove inizio a configurare come elemento narrativo, la pietra circolare del sepolcro, che sostituisce la croce. Difficoltà generata dalla stessa predicazione cristiana, non solo cristocentrica ma soprattutto croce-centrica. Infatti fin da bambini i fedeli sono cresciuti con le immagini della Via Crucis che domina non solo l'iconografia personale del singolo credente, ma avvolge con una intensità inaudita tutta l'iconosfera della comunità cristiana mondiale. Perciò è molto difficile accostare e produrre le nuove immagini del Risorto. La difficoltà artistica qui si somma a quella teologica. Perchè si tratta non solo della continuazione dell'Annuncio cristiano, ma soprattutto della sua manifestazione paradigmatica. Cioè il punto storico assolutamente decisivo della Rivelazione cristiana.

Nel piazzale Giovanni XXIII al Pontificio Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei (vedi sopra la foto del quadro miracoloso, icona centrale del Santuario mariano), si trova una Via Crucis e una Via Lucis fatte in bronzo dallo stesso artista in due tempi diversi. Le immagini sono tradizionali e non aggiungono nulla di nuovo alla ricerca dell'arte contemporanea. Non parlano al presente, sono un prodotto riuscito di onesto artigianato religioso. Al contrario della Via Crucis (1960) di UBAC, in ardesia, nella chiesetta francese di Saint Paul de Vence. Però UBAC si ferma alla Via Crucis. Le sue linee sono innovative anche se ermetiche, e il livello artistico è molto alto. Possiamo quasi percepire l'atmosfera dell'imminente Annuncio del Concilio Vaticano II, la necessità di aggiornamento permanente per la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, nel confronto con il mondo contemporaneo. Sono immagini quelle di UBAC, di avanguardia che oggi sentiamo un po' distanti perchè il mondo si è trasformato. Oggi viviamo nel disorientamento iconografico che riflette quello culturale, politico, economico e religioso. E' messa in discussione l'identità della persona umana a tutti i livelli. Da qui la speranza in questa Via Crucis-Lucis, di riuscire ad aprire un percorso alternativo, ordinato, metodologicamente preciso; in grado di raccontare l'Evento di sempre, per il bene del nostro presente. Un presente vibrante di possibilità, e ricco di fiducia, e Speranza, nella umanità che comunque siamo. " Io sono con Voi tutti i giorni fino alla fine del mondo ". (Mt 28), è il messaggio centrale di questa composizione artistica, di questa Preghiera.

domenica 23 marzo 2008

E' RISORTO !



Il Secondo Avvento

Opera ad olio, su masonite, formato 108 x 99 cm

"A stento indoviniamo le cose terrene, e con fatica comprendiamo quelle che sono a portata di mano; ma chi potrà scoprire le cose celesti ? " (Sap 9, 16)

Il Secondo Avvento è un tema o meglio il tema ricorrente nella mia produzione di artista cattolico. In questo quadro ho usato la spatola e due colori ad olio: il giallo e il bianco.

E' la Croce gloriosa del Risorto, lontana dalla Passione. Purtroppo le foto non rendono giustizia alla qualità delle opere. Qui mi sono chiesto di raggiungere una pittura espressiva come quella di Van Gogh in grado di raccontare sempre nuove cose all'osservatore.

Come in ogni quadro mi sforzo di dire l'indicibile, osando andare oltre il linguaggio scritto e verbale, per passeggiare nel Regno del Silenzio.

E' una Preghiera dipinta intesa come armonia di forze opposte.

Per la visione simultanea delle ventotto opere della Via Crucis-Lucis andare su :

www.religione20.net/galleria/index.html

Per la scheda dell'artista andare su :

www.artcurel.it/artcurel/arte/pittura/stefanoarmellin.htm

mercoledì 19 marzo 2008

28. Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XXVIII Stazione
La Pentecoste
Negli ultimi tre buchi i nomi di : Matteo; Andrea; Maria. Non ho usato l'immagine tradizionale delle lingue di fuoco per tentare una nuova immagine, racchiudendo tutta la forza dello Spirito in un'unica lingua rossa centrale che catalizza l'intero pianeta terra. E da questa folgore si dividono i raggi. La pietra del sepolcro è il globo cosmico che unisce il molteplice.
"Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi".(At 2, 2-4)

27.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin



XXVII Stazione

L'attesa

Anche qui tre soli buchi, con i nomi di : Giacomo; Giovanni; Giacomo di Alfeo.

La croce si fonde con la pietra sulla quale sono incisi i nomi degli apostoli :

" Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme...Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù...". (At 1,12-14)

26.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XXVI Stazione
L'Ascensione
L'immagine è ora centrale e il cartoncino cambia tonalità, dal bianco all'oro. Tre soli fori con i nomi di : Giuda di Giacomo; Tommaso; Bartolomeo.
L'antica pietra del sepolcro rimane sulla terra, dove riceve i riflessi di Gesù che sale al cielo :
"Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: "Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele ?". Ma egli rispose: "Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra".
Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo.
E poichè essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero : "Uomini di Galilea, perchè state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo". (At 1, 6-11)

martedì 11 marzo 2008

25.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XXV Stazione
La Missione fino alla fine del mondo
Ai lati della tavola 25, gli ultimi Paesi del mondo (scritti nell'ultima versione dell'opera non in quella qui fotografata) sono : Vergini britanniche; Wallis e Futuna; Yemen; Zambia; Zimbabwe; Poi iniziano i nomi degli Apostoli che terminano nella XXVIII Stazione. Nelle ultime tre cambio anche il colore del cartoncino, da bianco in oro, con l'opera collocata al centro. Gli Apostoli qui scritti sono : Pietro; Simone lo Zelota; Filippo.
"Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse loro: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". (Mt 28, 16-20)
Gesù, saluta i suoi, consolandoli con una affermazione potentissima: la garanzia della sua permanente presenza fra loro, fra tutti, ora e nei secoli futuri. La pietra del sepolcro diventa l'intero pianeta che il Cristo abbraccia con il suo sconfinato amore per noi.

24.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin



XXIV Stazione

Pietro mi ami ? (Gv 21,13-19)

Scrivo questa sempre attuale domanda del Cristo sulla facciata stilizzata della Basilica di San Pietro a Roma, per rimandare il lettore al progetto The Opera applicato alla Basilica;

La Piazza del Bernini è diventata l'estensione della pietra del sepolcro, grande ostia eucaristica sempre presente.

domenica 9 marzo 2008

23.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XXIII Stazione
La rete trabocca di pesci
Secondo l'evangelista Giovanni questa è la terza volta che Gesù si manifesta ai discepoli dopo essere risuscitato dai morti.
Ho racchiuso le acque del mare nella forma circolare della pietra del sepolcro, pietra, presente anche nella scena precedente sotto la mano di Tommaso. L'energia spirituale del risorto si espande in tutto il creato, attraversa il mare e penetra nella barca dei pescatori.
"Quando già era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?". Gli risposero: "No". Allora disse loro: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "E' il Signore!".(Gv 21, 4-7)
Ricordo che nell'attuale versione,non ancora fotografata, ai lati dell'opera sono aumentati i fori dei chiodi, in totale 244 come i Paesi del Mondo. Sotto ogni foro c'è il nome di un Paese del mondo. Im questa tavola ad esempio i Paesi indicati sono: Trinidad e Tobago;Tokelau;Togo;Timor orientale;Tibet;Thailandia;Tanzania;Taiwan;Tagikistan;Swaziland;Svizzera;Svezia.

sabato 8 marzo 2008

22.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin



XXII Stazione

Tommaso

"Tommaso,uno dei Dodici, chiamato Dìdimo,non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò".(Gv 20, 24-25)

La richiesta di Tommaso è umana ma debole, vuole vedere per credere. Purtroppo la percezione visiva ci inganna spesso, gli artisti lo sanno bene. Produrre un'immagine vera è impresa ardua anche per la fotografia. Perchè l'immagine è parziale; anche la più globale ritaglia il soggetto da un contesto generale più vasto.

"Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Poi disse a Tommaso: "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!". Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". Gesù gli disse: "Perchè mi hai veduto hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!". (Gv 20, 26-29)

L'Atto di Fede supera la capcità della nostra debole vista, perchè vede con gli occhi dell'anima.

21.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin



XXI Stazione

La Missione

Momenti decisivi. L'annuncio cristiano qui viene generato in modo chiaro netto e preciso.Non ci sono più dubbi e incertezze per chi ha fede in Gesù risorto. Gesù che irrompe nella vita del mondo per incarnare negli esseri umani, con la Parola, il suo messaggio di salvezza, la buona novella. Perciò ho riconfigurato la Croce che emerge dalla pietra del sepolcro, ad unirsi con il corpo e il volto di Gesù che provengono da un'altra dimensione.

" Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi". (Gv 20, 21-23)

20.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XX Stazione
Gli Apostoli diffidenti lo riconoscono
Sguardi interrogativi, parole, stupore, un pesce che salta fra le onde di un paesaggio diverso dal consueto, perchè tutta l'atmosfera terrestre è trasfigurata da questo evento unico.
"Ed essi si dissero l'un l'altro: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture ".
E partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". Essi
(i discepoli di Emmaus) poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane". (Lc 24, 32-35)

venerdì 7 marzo 2008

19.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XIX Stazione
Il Pane spezzato
I Discepoli di Emmaus iniziano a fare chiarezza sul personaggio incontrato lungo la via. Il Pane, rispetto alla scena precedente prende forma compiuta, ma sempre con il richiamo circolare della pietra del sepolcro.
"Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi perchè si fa sera e il giorno già volge al declino". Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzo e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero."(Lc 24, 28-31)
Gesù è risorto ma è ancora sulla terra. Si fa percepire, e ascoltare, in forma concreta.
La Parola del Santo Vangelo è eloquente; ed è veramente difficile creare nuove immagini allo stesso livello di intensità. Il mio commento è povera cosa, davanti a una Parola così intensa, e, profondamente rivelatrice del senso ultimo della Verità.

18.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XVIII Stazione
I discepoli di Emmaus e il pane
Gesù continua ad apparire e sul primo momento non viene riconosciuto nemmeno dagli stessi discepoli:
"Ed egli disse loro: "Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui." (Lc, 24, 25-27)
La pietra del sepolcro diventa un Pane, all'interno è celeste sempre come simbolo del manto di Maria. Gesù è questo Pane eucaristico.

giovedì 6 marzo 2008

17.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XVII Stazione
Maria di Magdala
Non è risorto uno spirito ma un corpo. Maria di Magdala " si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù : "Donna perchè piangi? Chi cerchi?". Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: "Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo". Gesù le disse: "Maria!". Essa allora voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: "Rabbunì", che significa: Maestro!" (Gv 20,14-16)
Siamo ancora d'innanzi al sepolcro vuoto; ho disegnato il volto di Gesù nell'occhio di Maria di Magdala, quasi ad incarnare nella donna questa apparizione del Corpo di Cristo.
"Gesù le disse: "Non mi trattenere, perchè non sono ancora salito al Padre; ma va dai miei fratelli e dì loro:(il testo seguente è riportato per esteso sulla tavola 17) Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro". (Gv 20, 17)
Anche in questa immagine domina il bianco ed è sempre il bianco dell'Apocalisse (rivelazione).

mercoledì 5 marzo 2008

16.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XVI Stazione
Giovanni al sepolcro
Il discepolo che Gesù amava giunse per primo al sepolcro vuoto, Pietro é dietro. Entrambi si rendono conto che non c'è nulla oltre alle bende. In questa immagine i toni sono troppo chiari, si vede poco la scritta Torah sopra la mano sinistra di Giovanni. Sulla stessa linea verso l'interno ci sono i nomi del Pentateuco, a scalare dall'ultimo al primo: Deuteronomio; Numeri; Levitico; Esodo; Genesi; alcune lettere incrociano le bende che volano spostate dal vento. E' un volo simbolico dell'Antica Alleanza che passa, mentre inizia la Nuova Alleanza fra Dio e il suo popolo, nella Chiesa cattolica. Sotto il braccio di Giovanni verso l'esterno i nomi degli evangelisti: Giovanni; Luca; Matteo; Marco; i testi saranno scritti fra diversi anni, ora a parlare è questo vuoto ricolmo di Spirito, e in seguito le apparizioni del Risorto

martedì 4 marzo 2008

15.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XV Stazione
Gesù risorge
Veramente qui iniziano le difficoltà artistiche più elevate, se un artista non si vuole rifare alle immagini classiche, deve veramente fare uno sforzo grande per produrre il visibile che racconta l'invisibile.
" La tomba vuota. Messaggio dell'angelo.
Passato il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l'angelo disse alle donne: "Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. E' risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli : E' risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; la lo vedrete. Ecco, io ve l'ho detto ". Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annunzio ai suoi discepoli ". ( Matteo 28, 1-8 )

lunedì 3 marzo 2008

14.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin



XIV Stazione


Gesù è posto nel sepolcro.
Siamo nella parte centrale della composizione, l'asse dei fori dei chiodi si sposta a sinistra, qui è il passaggio chiave dalla Via Crucis alla Via Lucis. L'anno zero della storia del cristianesimo. Il silenzio è cosmico, Assoluto. Tutto l'universo è pervaso dall'Assoluto Silenzio di Dio. Le guardie dormono e non si vedono. Mi sono permesso l'ennesima licenza poetica per trasmettere il senso iconografico del nostro tempo. Cioè, duemila anni dopo questo fatto realmente accaduto.
Un personaggio al lato sinistro fa bolle di sapone e sembra appena uscito da un film. Sul lato destro una donna di strada, scegliendo di fare compagnia a Gesù che è nel sepolcro, decide di cambiare vita. In basso, uno gnomo osserva lo spettatore, e, indica la pietra circolare che d'ora innanzi sarà il logo della Via Lucis. In alto, una mano sorregge il Santo Nome di Gesù, che E', all'interno del sepolcro avvolto dalla Sacra Sindone. E' già risorto ?

domenica 2 marzo 2008

13.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XIII Stazione
Gesù deposto dalla croce è avvolto nella Sindone.
Maria è ai piedi della Croce in compagnia di Giuseppe d'Arimatea, per accogliere il Figlio. In questa immagine ho dato molto rilievo alla Sacra Sindone che diventa protagonista di una icona che oggi è conservata a Torino. Un mistero.
Ho fatto la Croce celeste perchè rivestita dell'amore infinito della Madre. Lo sfondo è bianco perchè bianco è il colore dell'Apocalisse ( rivelazione).
Qui è l'ultima volta che vediamo la Croce come simbolo protagonista della Via Crucis-Lucis. E la vediamo accanto a Maria, perchè, come osservava giustamente il mio collega William Congdon "è la mandorla della Natività.Il crocifisso è la Natività".

venerdì 29 febbraio 2008

12.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


XII Stazione
Gesù muore in croce perdonando i suoi crocifissori.
"Padre perdonali perchè non sanno quello che fanno"(Lc 23,33)
Come bisogna aver vissuto per esprimersi così ?
Davanti alla fame, all'inquinamento, alla povertà, alla guerra, all'ignoranza, alle malattie, agli armamenti, agli incidenti stradali, alle droghe, alla schiavitù della prostituzione e della pornografia minorile, davanti alla disoccupazione ; il Cristo perdona tutti costoro perchè non sanno quello che fanno.
Divino, assolutamente divino.
"Padre nelle tue mani consegno il mio Spirito" (Lc 23.46) Gesù muore.
Il Calvario diventa immenso ed ingloba tutta la terra. Il cielo è a lutto. La Croce è totalmente santificata. Il personaggio che rappresenta l'umanità esprime stupore. Ogni ingranaggio del fare sociale trova alla morte di Gesù la sua giustificazione.
Gesù oggi muore anche per la scuola dell'obbligo di Immacolata, abbandonata dagli studenti in una dispersione scolastica senza limite, dovuta a mille emarginazioni sociali. Il tempo prezioso delle nuove generazioni si perde, si abbandona, lontano dalle importanti ore della formazione. Immacolata oggi è venuta a lezione, Salvatore invece è arrivato in ritardo con il sangue che colava dalla fronte. Ma è vivo. Gesù invece, muore sotto il Vesuvio nella scuola di Immacolata; dove oggi sentivo di nuovo, e da duemila anni, quelle parole divine : "Padre perdonali perchè non sanno quello che fanno" (Lc 23,33)

giovedì 28 febbraio 2008

11.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin



XI Stazione

Gesù, inchiodato alle mani e ai piedi, è crocifisso tra due malfattori.

Il manto di Maria alle spalle delle croci non si spinge però fino allo spazio neutro del cattivo ladrone, che qui viene girato con tutta la croce. Sarà perdonato ? questa domanda resta sospesa nella storia da duemila anni.

Il capo di Gesù è rivolto verso il buon ladrone nell'ultimo suo dialogo terreno. Sul cartoncino ho aumentato i fori dei chiodi proprio per sottolineare la drammaticità della scena, la vicinanza della morte. Contrariamente a chiunque, il suo corpo emana luce che non è l'energia che lo abbandona, ma bensì quella che lo sta raggiungendo. La linea del Calvario e quella della pietra del sepolcro coincidono. Non c'è divisione fra Crucis e Lucis ma proseguimento.

Il compimento definitivo del disegno di Dio è in atto.

mercoledì 27 febbraio 2008

10.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin



X Stazione

Gesù, giunto sul Calvario, è spogliato delle vesti.

Ora siamo sulla sommità del Male del mondo, quel che rimane è una veste da spartire. Ho scelto di mettere l'accento visivo sui dadi, già presenti nella tavola n.8, per sottolineare la continuità di questo gioco d'azzardo. Sono dadi truccati, come truccato è stato il processo a Gesù.

Le vesti sono inzuppate di sangue, tutta la terra del Calvario è impregnata del sangue di Gesù. Il suo cuore luminoso è già nella croce che attende il corpo crocifisso. L'azzurro del cielo sullo sfondo in realtà è il manto di Sua Madre ; pronta a raccogliere, pietosamente il corpo.

lunedì 25 febbraio 2008

9.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin



IX Stazione

Gesù cade una terza volta sotto la croce

Gesù è immerso nel sangue delle vittime dei peccatori. Cade in una fossa speculare e opposta alla linea convessa del Calvario, illuminato da un candelabro ebraico.

Emblematica questa immagine che raffigura con radicalità l'essere ebreo di Gesù. La Torah illumina gli ultimi passi di Colui che sta portando a compimento il disegno del Padre.

In questa terza caduta il volto è "sereno" perchè Gesù sente in sè di aver raggiunto la pienezza della sua missione. "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre ( YHWH ) se non per mezzo di me " (Gv 14,6)

8.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


VIII Stazione
Gesù esorta le donne di Gerusalemme a non pianger solo su di lui.
Ormai il sangue è esaurito. La sofferenza ha completamente santificato Gesù, pura luce. Le donne piangono ma lui le richiama alla realtà terrena : "Non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli" ( Lc 23,24)
Ho volutamente distorto i lineamenti della sua figura, per dare l'idea dello stravolgimento del corpo causato dal dolore. Ma è anche una trasfigurazione in cammino, Gesù è visibilmente incarnato alla divinità.
Chi è Gesù ?
"Il vertice del piano di Dio, che implica elezione, filiazione e liberazione dal peccato, si raggiunge in Gesù, centro unificante del mondo e senso pieno della storia umana" ( Stefano De Fiores ).

7.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


VII Stazione
Gesù cade una seconda volta sotto la croce.
La seconda caduta è più massacrante della prima, il sangue continua a scendere copioso dal corpo ed immerge la terra azzurra perchè rivestita dal mantello di sua Madre.
In alto non c'è possibilità di consolazione. La prossimità della fine chiude ogni uscita. L'atmosfera si fa cupa. E' lecito supporre che Gesù, dopo l'inaudita flagellazione ordinata da Pilato, in questo cammino di tortura versi tutto il suo sangue sulla terra. Tutta Gerusalemme diventa così il sommo altare del sacrificio dell'Agnello pasquale.
"(...) "pasqua" significa "passaggio" dalla bassezza dei sensi all'altezza dello spirito, ed è una festa sacrificale, nella quale l'intero Israele è investito della dignità sacerdotale (...) ". Notker Fuglister

domenica 24 febbraio 2008

6.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


VI Stazione

Una donna, detta Veronica, asciuga il volto di Gesù.

La compassione della donna, la sua capacità di patire, com-patire insieme all'altro, ha in questa scena il suo imprimàtur. La traccia del volto di Gesù, incoronato dalla stessa linea del Calvario, resterà sul velo. La sofferenza in questo passaggio, è sublimata dalla serietà della missione, lo sguardo si fonde nella Veronica, e lì, in eterno, rimane.
Il Calvario vuol dire monte del teschio, perciò qui viene sottolineato prendendo la forma del crànio di Gesù, un orizzonte escatologico.
E' una linea, quella del Calvario, drammaticamente presente. Nella composizione lineare, con le immagini accostate, è ancora più chiara.

sabato 23 febbraio 2008

5.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


V Stazione

Un uomo di Cirene aiuta Gesù a portare la croce.
(Lc 23,26)

Il Cireneo sotto il Calvario interviene a sollevare la trave intarsiata dal Male del mondo. Il sangue del Giusto continua a colare incessantemente dal legno, che diventa così l’altare supremo del sacrificio del Figlio di Dio.
Questo patibolo di sofferenza, in realtà è la chiave mistica di quella che sarà nella Via Lucis la resurrezione di un corpo, del corpo e del sangue di Gesù Cristo.
Anche noi quando stiamo bene possiamo fare come il Cireneo, ed aiutare il prossimo a portare la croce della sfortuna, della sofferenza, del dolore, iniziando proprio da chi ci è più vicino: noi stessi.

4.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


IV Stazione
Gesù incontra sua Madre che sale con Lui verso il Calvario.
Maria cerca di alleviare la tortura con la presenza avvolgente del suo manto che ricade sulla croce, ma essa stessa viene colpita dal sangue che schizza copioso, Gesù è una maschera di sangue, mentre il Calvario incombe minaccioso, come fosse un vulcano prossimo all’eruzione.
I buchi sul cartoncino sono quelli dei chiodi, che vanno fisicamente piantati nell'esposizione fisica dell'opera. Oggi sono 244 come tutti i Paesi del Mondo. Nella nuova versione ho scritto il nome di ogni Paese sotto ogni buco. E' una composizione stigmatizzata, crocifissa dal mondo, ma non priva di Speranza.

3.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


III Stazione
Gesù cade una prima volta sotto il peso della croce.


Nella prima caduta la trave diventa la croce reale, enorme, che Gesù sopporta sopra e dentro di sé. Una pressione fortissima che lo trapassa, e lo stende a terra, inconsistente, nient’altro che una striscia rossa,una striscia di sangue.
E' il peso intero del dolore del mondo che lo fa cadere sbattendo a terra. La porzione di cielo che ho evidenziato fra Gesù e la croce è il velo di Maria. La consolazione della Madre che aiuta Lui, il Figlio di Dio, a sopportare la Passione. Il percorso all'interno del mistero del dolore fisico, psicologico e spirituale.

venerdì 22 febbraio 2008

2.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin


II Stazione

Gesù, caricato della croce, si incammina verso il Calvario. (Gv 19,17)



Qui il corpo di Gesù sparisce coperto dalla trave pesante e massacrante posata sulle spalle, è il peso di tutto il peccato del mondo. Spunta solo la corona di spine e la volta del cranio simmetrica a quella del Calvario, piccola altura che appare lontanissima e irraggiungibile. Il sangue gronda sulla schiena come una cascata. Gesù è venuto non solo per i peccatori ma anche per le vittime dei peccatori. Durante la Via Crucis emerge con forza il dramma del Male contro l'innocente, che oggi, su scala mondiale riguarda milioni di persone, innocenti. Le vittime delle armi, delle droghe e della prostituzione.

1.Via Crucis-Lucis di Stefano Armellin






I Stazione
Gesù è condannato a morte, prima dal Sinedrio e poi da Pilato. (Mt 27,22-26)
Con il nome Pilato disegno l’asse verticale della croce, mentre su quello orizzontale mi basta una linea per metterci sopra in piedi sei esponenti del Sinedrio, coloro che guardano in basso, dall’alto in basso, La stessa T di Pilato è una croce. Deve essere chiaro fin dall'inizio chi manda a morte il Giusto.
Siamo in Quaresima, per la prima volta pubblico on line la Via Crucis-Lucis con commento. Le foto sono di Carlo Sarno, fondatore e direttore di http://www.artcurel.it/
L'opera nel suo insieme, senza progressione cronologica, perciò in assenza di tempo, quindi dal punto di vista dell'eternità di Gesù, è visibile su :

giovedì 21 febbraio 2008

La Fiat, il Mondo e Dio

Lettera aperta al Presidente della Fiat,
Luca Cordero di Montezemolo

Caro Presidente,

il Diritto Internazionale con fatica, ma con regolarità, avanza sulla scena del mondo come materia sempre più necessaria, per unire la molteplicità delle possibilità umane. Come può allora, la singolarità creativa The Opera, generare un nuovo sistema in questo mondo veloce e mutevole? La risposta principalmente si trova nelle opere prodotte.
Il compito creativo di produrre una nuova immagine del mondo, funziona all’interno di una filiera efficiente e saggiamente organizzata. Il successo imprenditoriale di Fiat Group non è improvvisato. Cosa ne pensano a Washington ? Ella sa bene che comunque vadano le presidenziali americane, dietro lo statista eletto ci sono fortissime lobby di pressione. Da noi, in Italia, per la Fiat è importante essere sopra le parti, per essere in tutte le parti equidistante; come Ella con abilità e tatto diplomatico non manca di sottolineare. Ella si trova a dover pensare il mondo con radici ben salde non solo in Europa ma soprattutto in Italia, sul mercato italiano. Lo dicono i numeri, la classifica delle vendite, il fatturato accompagnato dal prestigio dei modelli Fiat, e dall’immagine di contenuto internazionale della Ferrari. Perciò a parlare sono i risultati concreti, non parole rotonde che girano a vuoto. Per questo, Ella giustamente, si irrita con una certa politica poco pragmatica, incapace di tenere pulite le strade della Campania felix, ad esempio. Ma purtroppo i grandi inquinamenti non si controllano con qualche discarica in più. Serve modificare atteggiamento verso le cose della vita e del mondo. Rimane vibrante il tema della innovazione permanente del prodotto, la capacità manageriale di saperlo gestire nel presente, possibilmente creando ex novo modelli umani di efficienza nel rapporto uomo-macchina.
Fin dal suo inizio, la Fiat ha saputo diversificare le attività che oggi sono molteplici ma tutte unite in una progettualità tesa al successo. Successo vitale per ogni azienda seriamente impegnata sulla scena del mondo. Con The Opera si parla di comunicazione visiva, di design, di linee nuove nell’arte contemporanea internazionale, tanto cara al Vostro collega Francois Pinault. Vi indico questa possibilità di convergenza creativa d’intenti, per aprire ancora il quadro delle nuove possibilità comunicative di Fiat Group; certamente in una dimensione inedita ma meritevole d’essere approfondita. Possiamo quasi immaginare un collegamento caro all’Avvocato, del tipo : dalla Pop Art americana a The Opera.
Il pubblico del mondo, nel suo intimo è sempre alla ricerca del Vero, del Bello non disgiunto dal Bene,e quindi, di un dialogo aperto con Dio.
Mentre c’è un limite ad ogni competizione umana, anche industriale, è illimitata la possibilità di crescita dell’anima delle popolazioni di tutto il mondo. Tutti siamo chiamati a lasciare un contributo credibile, nel segno di una permanente speranza, necessaria per affrontare le sfide del nostro tempo.
Dove non riescono più le parole, disperse nella confusione dei linguaggi, possono forse riuscire le immagini, nella Babele iconografica contemporanea ? Chiediamolo a Pinault, che aprirà a Venezia Punta della Dogana nel giugno 2009. Collocazione profetica, per l’arte che emerge a salvare una città simbolo, del nostro mondo, che sta affondando. Alla fine, il Silenzio è la virtù dei forti.
Fiat Silent.

Un Caro saluto da Stefano Armellin

Pompei, giovedì 21 febbraio 2008

martedì 12 febbraio 2008

L'arte di educare alla religione cattolica

Dal 13 al 16 febbraio 2008 si svolge a Bologna il Convegno nazionale dei direttori diocesani e regionali di pastorale della scuola sul tema :
La professione docente oggi nella scuola che educa. Tra crisi e ricerca di senso. La responsabilità dell’associazionismo cattolico e delle comunità cristiane.
Vedi: www.chiesacattolica.it/scuolauniv
Questo incontro merita una riflessione.
La scelta educativa è una scelta missionaria qualunque sia la materia del docente.Se è autentico svolge una missione pedagogica per il bene sia della comunità locale sia di quella mondiale. Premessa di autenticità per l'insegnante di religione (IdR) è la vocazione. Perciò fanno bene quelle Diocesi che non si accontentano del titolo e della testimonianza di vita cristiana, ma chiedono al candidato alla docenza di superare un esame di abilitazione. Questo è un segno di attenzione alla persona dello studente, al quale si deve garantire un docente consapevole, e non, come purtroppo ancora capita, un docente raccomandato.
L’arte di educare le persone umane di tutte le età della vita, ha la sua radice nell’Amore di Dio e del prossimo. Dopo, vengono le metodologie.
E’ un insegnamento debole quello dell’IdR che non tenga conto della presenza attiva di Dio nella storia. Altresì è forte, se si rivolge alla comunità scolastica come testimone della fede, fede che è la manifestazione visibile della Verità, il volto autentico di Gesù Cristo.
L’IdR saggio non disgiunge la teologia pastorale dal sapere teologico, proprio per non indebolire il senso della sua missione e la bontà del suo atto di fede.
Nel rispetto dei programmi scolastici, l’arte di educare, richiede la capacità di cogliere bene l’attenzione della classe. L’attenzione è psicologicamente la terra fertile nella quale seminare la Parola.Non dobbiamo cedere su questo punto, dando credito alla obsoleta obiezione, di chi sostiene che l’IdR non deve fare catechesi. Siamo d’accordo, la professionalità docente dell’IdR non si circoscrive al Catechismo della Chiesa Cattolica, ma non per questo si deve dimenticare la Parola, origine e compimento di tutta la materia. Tanto più, che le nuove generazioni crescono anche in contesti marginali, e lontani, da testimonianze di fede autenticamente pensata e vissuta.
La fede è il vero collante di tutti gli aspetti formativi dell’azione educativa interdisciplinare. La proposta degli IRC (insegnanti di religione cattolica) è bella, è buona, è giusta. Fatta per unire e non per dividere i saperi delle altre materie. Questa disciplina ha tutte le caratteristiche di quell’ indispensabile punto d’equilibrio fra teoria e prassi. Ovvero: come mettiamo in pratica le conoscenze acquisite ? con che stile, con quale condotta, con che dignità e responsabilità umana verso l’altro ? Qui, la domanda di senso è radicale : sto utilizzando bene il mio tempo ? Ecco, se c’è un’ora che ha il potere didattico di definire il tempo e la sua importanza per la vita di relazione, nella prospettiva del bene comune, questa è l’ora di religione cattolica. Che diventa così strumento non solo complementare, ma necessario, per un’educazione contemporanea sempre più cosmopolita.
In conclusione, il compito non facile dei direttori diocesani e regionali IRC, è quello di discriminare il gruppo docente più adatto per la scuola. Coloro che sono più consapevoli del senso della missione cristiana, nell’arte di educare alla religione cattolica, in spirito di fede, carità e speranza. Con queste caratteristiche anche nella scuola Statale, soprattutto in quella Statale, continuerà ad essere incentivato e favorito, l’incontro e l’amicizia con Dio nostro Padre. E finalmente, anche l’insegnante di religione cattolica, potrà dire con l’Apostolo : “Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me” (Gal 2,20).

domenica 3 febbraio 2008

Realtà delle donne Palestinesi in Italia

Convegno svolto a
Pompei, sabato 2 febbraio 2008

Ho partecipato con interesse al Convegno svolto nel teatro del Primo Circolo Didattico di Pompei e organizzato dall’assessore alla Cultura dott. Antonio Ebreo.
Le argomentazioni hanno sviluppato una precedente iniziativa della amministrazione comunale, impegnata a dare risalto alla Palestina e alle difficoltà del suo Popolo.
Gerusalemme vuol dire città della pace, il Santuario di Pompei è monumento alla pace universale, l’assessore ha più volte ribadito che il convegno non è contro qualcuno ma per la costruzione della pace.
La scuola ha accolto nel migliore dei modi i lavori del convegno, moderati e presentati abilmente dalla professionalità di Lucia de Cristoforo. Le maestre hanno preparato bene i bambini che con i loro canti hanno creato un clima di dolcezza,serenità e affetto, verso Fadwa Shaban Presidente delle donne palestinesi in Italia, Ghada Duaibes, giornalista RAI international e Miriam Abu Samara, romana, palestinese di seconda generazione, da parte del padre, e membro del Direttivo delle donne palestinesi.
Inevitabilmente al pomeriggio i toni sono saliti, evidenziando il forte contrasto con Israele. Questo per una scuola non è didattico perché mette in luce un “nemico” assente che non può replicare. E’ mancato al convegno, ma può essere recuperato nei prossimi incontri, un supporto didattico adeguato, che consenta agli alunni, in un linguaggio comprensibile, di contestualizzare il percorso storico della Palestina e di Israele. Non ci può essere pace fra le nazioni se non c’è pace fra le religioni. L’intervento della scrittrice Lamberti ha focalizzato l’attenzione sulla figura chiave di Gesù, ebreo nato in Palestina a Betlemme e cresciuto a Nazaret in Israele, morto e risorto a Gerusalemme.
La violenza in quella zona, da entrambe le parti provoca delle vittime, e non c’è differenza fra bambini palestinesi e bambini israeliani. Purtroppo gli autorevoli relatori hanno dimenticato di sottolineare questo, che per fortuna era stato evidenziato nel convegno precedente.
Lo sforzo dell’Amministrazione comunale a mio avviso, dovrebbe essere quello di riunire i punti di vista diversi, contando anche sul contributo culturale e diplomatico del Santuario di Pompei.
C’è un dialogo fra Occidente e Oriente che in Terra Santa rimane sospeso a inutili risentimenti : tu hai ucciso me ed io uccido te. Questa logica non costruisce un processo di pace. Noi cattolici nel mondo, consideriamo la Terra Santa il luogo dove si conservano per l’eternità le nostre radici spirituali. Crediamo in Gerusalemme città della pace, e troviamo veramente difficile, senza il perdono, risolvere le situazioni di grande conflitto. Non sostengo che la ragione occidentale sia superiore alla grande anima dell’oriente, anzi, la nostra autocritica è piuttosto debole. Ma la responsabilità ultima non è del popolo palestinese ed israeliano, entrambi hanno delle vittime innocenti. I processi di pace avviati negli anni scorsi, non si sono ancora rafforzati per una carenza di leader politici, in grado di generare una visione autorevole sopra le parti, realmente avendo a cuore le sorti dei più deboli, appunto delle donne e dei bambini.

E’ stato molto bello l’incoraggiamento che i nostri alunni hanno trasmesso a Fadwa, Ghada e Miriam, può durare ed essere trasmesso nel tempo, così come lo abbiamo vissuto, in un canto corale dove tutti ci si abbracciava felici. Non è un caso episodico, gli alunni di Pompei sono parte degli alunni del mondo e fanno parte di quella generazione che toglierà il muro che oggi viene costruito.
Il 9 luglio 2004 la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja ha dichiarato che " il muro costruito all'interno dei territori palestinesi, e il regime ad esso associato, sono contrari ai principi e alle norme del diritto internazionale ".

Salmo 18 Te Deum regale (17,20)

“ Stese la mano dall’alto e mi prese,
mi sollevò dalle grandi acque,
mi liberò dai nemici potenti,
da coloro che mi odiavano
ed eran più forti di me.
Mi assalirono nel giorno di sventura,
ma il Signore fu mio sostegno;
mi portò al largo,
mi liberò perché mi vuol bene.”

Stefano Armellin
Vice Presidente Consiglio d’Istituto
Primo Circolo Didattico Pompei

martedì 29 gennaio 2008

Gli Stati Uniti del Mondo

Cari amici di The Opera, mentre la nostra Repubblica italiana vive una crisi istituzionale assai profonda, noi proseguiamo nello sviluppo dell'argomento principale portato avanti dalla composizione The Opera: Un mondo unito per il governo del mondo, ovvero, l'avvio di un processo legislativo internazionale, che abbia come fine quello di generare la prima costituzione degli Stati Uniti del Mondo. Uso come testo di riferimento la traccia onesta e sincera della Guida del Mondo 2007/2008, Istituto del Tercer Mundo, Bologna, EMI 2007. Per vasto che possa essere questo punto di vista è sempre la visione di una parte dei soggetti che vivono sul nostro pianeta, un testo che necessariamente va integrato con altri. Qui vengono citati anche Paesi complementari alla stessa nazione di origine per consentire  una visione globale dei luoghi e dei popoli della terra. Non c'è discriminazione fra un Paese con pochi abitanti ed uno più numeroso. Ed è giusto che sia così, perché può benissimo capitare, ad esempio, che il ricercatore che troverà finalmente la cura contro il cancro, provenga da una piccola isola dell'Oceano Pacifico.

Perciò serve " Uno sviluppo integrato in tutti i settori, altrimenti ogni progetto resta, se non fine a se stesso, decurtato delle effettive potenzialità "( Don Pietro Caggiano, Fidei Donum, Nairobi, Kenya ).

A livello di composizione artistica ho quindi aggiornato la Via Crucis-Lucis per la mostra fisica, mettendo un nome di Paese sotto ogni foro dei chiodi nelle venticinque su ventotto tavole delle stazioni della Via Crucis-Lucis. Per un totale di 244 Paesi. Rimangono tre fori nella tavola venticinque e nove nelle ultime tre, come potete vedere nella versione on line www.religione20.net/galleria/index.html cambiano anche di colore. In questi ultimi dodici fori a completare l'opera aggiungo i nomi dei  dodici apostoli.

 

The Opera è dedicata a :

Afghanistan; Albania; Algeria; Andorra; Angola; Anguilla; Antigua e Barbuda; Antille Olandesi; Aotearoa (Nuova Zelanda) ; Arabia Saudita; Argentina; Armenia; Aruba; Ascensione; Australia; Austria; Azerbaigian; Bahama; Bahrein; Bangladesh; Barbados; Belgio; Belize; Benin; Bermuda; Bhutan; Bielorussia; Bolivia; Bosnia ed Erzegovina; Botswana; Brasile; Brunei; Bulgaria; Burkina Faso; Burundi; Cambogia; Camerun; Canada; Capo Verde; Cayman; Ceca, Repubblica; Centrafricana, Repubblica; Ceuta; Christmas; Ciad; Cile; Cina; Cipro; Cocos; Colombia; Comore; Congo; Congo, Repubblica Democratica; Cook; Corea; Corea del Nord; Corea del Sud; Costa d'Avorio; Costa Rica; Croazia; Cuba; Danimarca; Diego Garcia; Domenica; Dominicana, Repubblica; Ecuador; Egitto; El Salvador; Emirati Arabi Uniti; Eritrea; Estonia; Etiopia; Faer Oer; Figi; Filippine; Finlandia; Francia; Gabon; Gambia; Georgia; Germania; Ghana; Giamaica; Giappone; Gibilterra; Gibuti; Giordania; Grecia; Grenada; Groenlandia (Danimarca); Guadalupa; Guam; Guatemala; Guayana Francese; Guinea; Guinea-Bissau; Guinea Equatoriale; Guyana; Haiti; Honduras; Hong Kong; India; Indonesia; Iran; Iraq; Irlanda; Islanda; Israele; Italia; Kanaky; Kazakistan; Kenya; Kirghizistan; Kiribati; Kuwait; Laos; Lesotho; Lettonia; Libano; Liberia; Libia; Liechtenstein; Lituania; Lussemburgo; Macedonia; Madagascar; Malawi; Malaysia; Maldive; Mali; Malta; Malvine; Mar dei Coralli, isola; Marianne Settentrionali; Marocco; Marshall; Martinica; Mauritania; Maurizio; Mayotte; Melilla; Messico; Micronesia; Midway; Moldavia; Monaco,Principato; Mongolia; Montenegro; Montserrat; Mozambico; Myanmar; Namibia; Nauru; Nepal; Nicaragua; Niger; Nigeria; Niue; Norfolk; Norvegia; Oman; Paesi Bassi; Pakistan; Palau; Palestina; Palmyra e Kingman; Panamà; Papua, Nuova Guinea; Papua Occidentale; Paraguay; Perù; Pitcairn; Polinesia Francese; Polonia; Portogallo; Puerto Rico; Puntland; Qatar; Regno Unito; Riunione; Romania; Ruanda; Russia; Sahara Occidentale; Saint Kitts e Nevis; Saint Lucia; Saint Pierre e Miquelon; Saint Vincent e Grenadine; Salomone; Samoa; Samoa Americane; San Marino; Sant'Elena; Sao Tomé e Principe; Seicelle; Senegal; Serbia; Sierra Leone; Singapore; Siria; Slovacchia; Slovenia; Somalia; Somaliland; Spagna; Sri Lanka; Stati Uniti d'America; Sudafrica; Sudan; Suriname; Svezia; Svizzera; Swaziland;Tagikistan; Taiwan; Tanzania; Thailandia; Tibet; Timor Orientale; Togo; Tokelau; Tonga; Trinidad e Tobago; Tristàn da Cunha; Tunisia; Turchia; Turkmenistan; Turks e Caicos; Tuvalu; Ucraina; Uganda; Ungheria; Uruguay; Uzbekistan; Vanuatu; Città del Vaticano; Venezuela; Vergini, GB; Vergini, USA; Vietnam; Wake; Wallis e Futuna; Yemen; Zambia; Zimbabwe.  ( Questo elenco va letto come un piano di volo per Web 3.0 )   

The Opera affronta il tema del governo del mondo dal punto di vista della dottrina sociale della Chiesa cattolica, ed esclude in ogni caso una visione fondamentalista del cattolicesimo. L'aria, l'acqua e l'energia pulita sono interessi primari che riguardano tutti gli abitanti del pianeta. Credenti e non credenti. Lo sforzo da fare è quello di selezionare e trasformare le conoscenze teoriche in conoscenze pratiche risolutive, in grado di guidare chiunque alla risoluzione dei problemi inediti presenti nel nostro tempo. Un compito per Web 3.0, quello di generare una rete didattica veramente mondiale, nessuna scuola esclusa, tanto per iniziare a sentirci un po' più uniti. Verso la prima costituzione degli Stati Uniti del Mondo.

http://stefano-armellin.neurona.it
Thank you.
Stefano Armellin

Mostra The Opera permanente in :
Via Tre Ponti 200
80045 Pompei (Napoli) Italy
Tel. per appuntamento : +39.081.8504444 – +39.081.8634917     
Per la scheda generale dell'artista vedi il sito ARTCUREL: arte,cultura,religione,
(for the general list of works by the artist, see the site Artcurel: the arts, culture and religione)
www.artcurel.it/artcurel/arte/pittura/stefanoarmellin.htm
LA COLLEZIONE THE OPERA 1983 / 2008 GENERA UN NUOVO LINGUAGGIO NELLA STORIA UNIVERSALE DELL'ARTE.
Chi desidera un'opera, una mostra, una consulenza- progetto d'immagine per l'Azienda la Scuola, il Comune o qualunque Ente pubblico e privato in Italia o all'Estero può rivolgersi direttamente all'artista.
(The Collection titled The Opera 1983/2008 creates a new idiom in art history.  Whoever seeks a work, an exhibit, a visual project for a firm, a community or for any other public
setting in Italy or another country can directly contact the artist.)
Via Crucis-Lucis on line su : www.religione20.net/galleria/index.html

 

 

 

 

 

       

 
 

mercoledì 16 gennaio 2008

Sollevare il mondo

Campania felix

Abito a Pompei da sei mesi; un detto dice che lo straniero vede come uno sparviero, perché non è ancora familiare ai luoghi e alla gente, quindi lo sguardo risulta essere più oggettivo e il pensiero più penetrante.
I rifiuti in strada sono la cornice visibile di un inquinamento atmosferico, sociale e morale, ben più grave. I rifiuti si possono togliere e utilizzare per produrre ricchezza se si ha la lungimiranza di costruire gli impianti adatti. Più difficile liberarsi dalle incrostazioni del peccato.
Ma cos’è l’immagine di una Regione stuprata ? non è solo quella visibile alla televisione, è molto peggio.
Premesso che qui il Vesuvio tace dal 1944, e il protrarsi di questo silenzio è un monito che dovrebbe aiutarci a riflettere per pensare a come mettere in sicurezza l’intera zona, non solo a come pulirla. Negli anni sono arrivati molti denari insieme a molti cinesi. La baia di Napoli è considerata fra le cinque più belle del mondo. Non manca nulla tranne il lavoro. Ma fino a che punto questa constatazione è vera in un’economia sommersa, dove trionfa Gomorra, il degrado morale, la prevaricazione a tutti i livelli, l’omertà, il traffico congestionato, la prostituzione, la droga, la contraffazione, come del resto succede nelle altre regioni italiane, quelle che rifiutano i rifiuti napoletani perché già ricolme dei propri escrementi. Specchio amaro di un Paese che mi ostino a considerare un Bel Paese. Qui si tratta di vincere contro il male, che è una forza spirituale tutt’altro che debole. Il male che avvolge l’intero pianeta. Perciò la nuova immagine della Campania non può essere altro che una nuova immagine del mondo.
Dobbiamo capire se in noi esiste la forza per educare la nuova generazione a sollevare il mondo dal fango nel quale noi stessi lo abbiamo immerso.
Il Vesuvio tace al centro di una cornice di rifiuti, eppure il quadro si sta modificando verso il bene.
Ho fiducia nella Campania felix, nel mondo intero e in questa umanità.
Non servono complicate strategie per generare un singolo gesto d’amore che con dolcezza e leggerezza ci sollevi da questo tormento. Uno sguardo e una carezza d’amore autentico, hanno il potere di sollevare il mondo. E questo amore per il mondo è tanto più grande quanto più emerge dalla realtà divina, diventando così, un sublime atto di fede in Dio nostro Padre.

lunedì 7 gennaio 2008

Lucia Casale Ricciardi

Giovani verso il futuro di Lucia Casale Ricciardi
L’autrice ha scritto questo pezzo il 22 ottobre 1966 a sedici anni. Lucia è rimasta vittima di un incidente stradale il 1 gennaio 1972 a ventidue anni, alla vigilia della laurea in lettere antiche.

E’ chiaro che noi giovani di oggi siamo cambiati perché sono cambiati gli adulti e tanti nostri atteggiamenti non sono altro che un tipo di “protesta” verso un mondo che non sentiamo più nostro e di cui cogliamo con immediatezza i limiti e le ipocrisie. Il pericolo è che la nostra protesta rimanga protesta soltanto e non si trasformi in una “critica fatta con amore” per diventare noi stessi corresponsabili nel costruire qualcosa di bello e di più valido, per essere uomini nuovi e donne nuove in un mondo vecchio che sta per andarsene. Si, sono d’accordo anch’io che oggi noi giovani non vogliamo più verità accomodate, pie menzogne e retoriche suggestioni e che quindi siamo più sinceri, più essenziali fino a diventare più impietosi e provocanti, sono d’accordo anch’io che vogliamo ricercare un tipo di libertà come reazione a certe logiche apprensioni familiari che lasciano il tempo che trovano; e infine sono d’accordo anch’io che siamo più soli e più esigenti di ieri.
Ma in tutta questa topografia giovanile ci sono senz’altro in primo piano le responsabilità degli adulti, ma ci sono pure le responsabilità di noi giovani. Tale responsabilità per noi si traducono nel saper parlare, discutere, pazientare, agire, vivere con coerenza quei valori che non cambiano mai: il rispetto, la tolleranza, l’amore vero, la dignità personale, la lealtà, l’impegno dei propri doveri, la fedeltà, l’onestà. Solo così la nostra protesta può avere il timbro di legittimità, altrimenti cadiamo nell’errore di un certo mondo adulto, che è quello di teorizzare atteggiamenti e comportamenti sbagliati solo perché “ una volta si faceva così”.
Personalmente credo che la classe giovanile della nostra epoca sia migliore di quella di 10-20 anni fa, ma tutto ciò impone a noi giovani una responsabilità nuova che non ha riscontro in epoche passate ed ha il significato di un talento da trafficare. Non è sufficiente dire coi Rokes, anche se in modo intelligente “ che colpa abbiamo noi”.

domenica 6 gennaio 2008

La Madonna del Vesuvio

La Madonna del Vesuvio

Terminata il 3 gennaio 2008 l’opera su carta : La Madonna del Vesuvio, 33 cm di altezza per 168 cm di base. Al centro e per tutta l’estensione dei sette fogli il Vesuvio, che è guardato da un volto femminile sulla destra dell’osservatore, volto che incrocia con lo sguardo il centro del cratere ricolmo di lava in movimento. Il volto della Madonna è nel primo foglio alla sinistra dell’osservatore, è un volto sereno e rassicurante, il velo si identifica con tutto lo spazio del Cielo ed avvolge il Vesuvio proprio per proteggere la popolazione che abita intorno al vulcano. In basso a sinistra in ogni foglio c’è una lettera maiuscola : V – E – S – U – V- I – O. All’interno della O sta scritto: La preghiera a Maria ci salverà.
Non c'è frattura fra questa immagine e quella di tutte le immagini mariane del mondo, perchè la Madonna è una. Possiamo però considerarla una diretta emanazione della Madonna del Rosario di Pompei. Un aiuto ulteriore per le popolazioni intorno al Vesuvio che vivono il concreto rischio delle naturali eruzioni.

Preghiera alla Madonna del Vesuvio

O Regina della Pace
Proteggi le genti dei paesi vesuviani
Dalle naturali eruzioni
Fa o Regina della Pace
Che il Vesuvio non porti danno e dolore
A chi ti prega, e a chi ti loda,
Con la Madonna del Rosario di Pompei.

sabato 5 gennaio 2008

3.Via Crucis-Lucis su www.religione20.net

Via Crucis-Lucis on line su www.religione20.net/galleria/index.html


Nella versione on line la percezione dell’opera è dal punto di vista di Gesù. Ad ogni apertura della gallery la disposizione delle opere si modifica senza seguire la progressione canonica: 1,2,3,4,…che uso nelle mostre reali e che rappresenta il punto di vista dell’uomo. Invece quello di Gesù è simultaneo. Passato, presente e futuro sono sullo stesso piano. Se l’immagine della resurrezione compare prima di quella della morte non è perché c’è un errore nella sequenza, ma perché Gesù vive sulla terra non solo come vero uomo ma soprattutto come vero Dio. Ed è l’Eternità, quindi l’annullamento del tempo, la condizione ultima del Figlio di Dio. L’esposizione on line aiuta a percepire la Via Crucis-Lucis dal punto di vista di Gesù.