domenica 7 novembre 2010

952 di 2013 ; il Secondo Avvento

Stefano Armellin con il pezzo 952 di 2013
 del Poema visivo del XXI secolo :
IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE 1993/2013




Titolo : il Secondo Avvento. "Dio disse : "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno". Genesi 1, 3-5

"Gli uomini più umili e oscuri hanno a portata di mano, al loro servizio, i geni più grandi che hanno arricchito i sensi e la mente del genere umano, quei geni che neppure i re hanno saputo o voluto avere nei loro palazzi. 

Il genio fornisce a chiunque capolavori di verità e di bellezza che posson colmare di gioia innocente le anime più deserte...

Ogni uomo è ricco, pur che lo voglia...

Io guardo dall'alto, da un così alto monte che le vostre avventure sembran tafferugli di formicai...

L'ingenuità vostra, però, consiste nell'immaginarsi che un mutamento di bandiere e di capitani possa apportare equità e felicità a coloro che pagano e obbediscono.

Voi credete, invece, che il male si annidi in certe particolari forme di statuti e di carte o in quelle tali indegne o inette persone che governano e non già nella medesima intrinseca essenza d'ogni governo e d'ogni uomo. 

O l'uomo muta anima e natura, e guai a noi se non cambierà nel modo insegnato da Cristo, o voi sarete sempre governati da quelle instabili comunelle di mediocri o di frenetici che merita la vostra mediocrità e la vostra frenesia.

Tollerate in silenzio, per anni e anni, soprusi e prevaricazioni, ingiustizie e misfatti, ma poi, se ad un tratto insorgete, siete più feroci delle stesse belve...

La Cattedra di Pietro, se vuol essere, come fu e deve, il trono dello spirito trionfante, non può rinunziare all'alleanza dei poeti...

Tutti i poeti del Mondo, prima e dopo di Cristo non son altro, anche se inconsci o riluttanti, che alluminatori dell'Evangelo.

La grande poesia, a somiglianza di Cristo, è via, verità e vita...

Troppo a lungo durò il silenzio. 

La vostra assenza è uno dei segni più gravi del crepuscolo dei sommi valori...fate prima regnar la pace negli animi vostri e dopo, per naturale effetto, la pace regnerà sulla terra.

Gli uomini hanno dovuto pagare con la perdita della pace e della vita quella imperfetta e instabile unità che avrebbero potuto conseguire, rapidamente e senza torture, con l'accordo spontaneo dell'amore...

Nessuna unità è possibile senza l'unità spirituale...l'uomo deve scegliere. 

O torna alla pura bestialità susseguente alla caduta o deve uscirne per sempre.

Lo stato presente è il peggiore di tutti...nè il denaro, nè la macchina, nè la materiale eguaglianza potranno acquietare l'inquieta anima degli uomini...

Gli uomini ti uccisero perchè volesti essere ucciso ma ora l'intero genere umano sta per uccidersi e tu non vuoi e non puoi volere che si uccida". Giovanni Papini

L’impressione delle stimmate visibili e invisibili 6, di Stefano Armellin
Santa Veronica Giuliani (1660-1727) clarissa cappuccina, concentra l’allora spiritualità in questo motto d’indole cristologico e sponsale: «Croci e tormenti son gioie e contenti». 

Nel monastero ha delle visioni mistiche, che la illuminano e la uniscono alle sofferenze del Signore. 

Un giorno all’elevazione eucaristica vede Gesù bambino, che le chiede di ricordarsi della sua Passione. Veronica s’impegna pertanto di percorrere la via del Calvario e nel suo Diario scrive: «Né patire, né morire»; «Morire a noi stessi per vivere in Dio; facciamo dispiacere a noi per far piacere a Dio» . 

Nel 1681 iniziano i fenomeni mistici, che accompagnano il corso della sua vita. 

Contempla dapprima Gesù che si leva dal capo la corona di spine e la trasferisce su di lei, causandole uno svenimento: «Mi si rappresentò il Signore tutto piagato e coronato di spine. Oh! Dio! Che dolore avevo di sì gran spettacolo! Sentivo pena delle pene, che aveva patito il Signore… Si cavò la corona di capo… Posò detta corona nel mio, e parsemi di sentire le punture delle spine sino dentro la bocca, dentro le orecchie, dappertutto il capo, negli occhi, nelle tempia e nel cervello, avevo tal pena, che cascai giù per terra come morta» . 

Nella solennità pasquale del 1694 il Signore ripete lo stesso gesto. Nel 1696 imprime a lei la transverberazione. Il Venerdì Santo del 1697 la ferisce con dei raggi luminosi e appaiono le stimmate sulle sue mani, sui suoi piedi e sul fianco: «Io vidi uscire dalle sue Santissime Piaghe cinque raggi risplendenti; e tutti vennero alla mia volta» . 

Per 30 anni ad ogni venerdì e in determinate ricorrenze festive le stimmate si riaprono, effondono del sangue e poi si richiudono. 

Veronica si spaventa, piange e teme l’inganno diabolico. 

Offre comunque le sue sofferenze al Signore. Nel 1703 egli imprime anche nel cuore di Veronica gli strumenti della Passione, delle lettere e sette piccole spade. 

Divenuta oggetto d’indagini e controlli, lei non si lamenta, né si ribella. Glorifica bensì il Signore, osservando i ritmi della Regola monastica e svolgendo il suo ruolo di superiora. Inoltre si umilia, affermando di aver maltrattato Gesù con i suoi peccati: «Io gli ho dato calci e pugni, io l’ho sputacchiato, io l’ho messo in Croce, io gli ho fatto ogni oltraggio» . 

Prega spesso il Padre, dicendogli: «O Dio! Se, con sentimento di cuore, noi penetrassimo un poco che cosa è Croce, certo che di altro non si ragionerebbe, né altra industria si troverebbe che il vivere del tutto crocifisse» . 

Prima di morire, asserisce: “Ho trovato l’Amore, l’Amore si è lasciato vedere”.
Nell’autopsia i medici accertano che il suo corpo ha le spalle incavate, le scapole abbassate, il cuore ferito da una lancia, le mani e i piedi, trafitti da un chiodo .

Padre Felice Artuso