martedì 9 marzo 2010

709 di 2013 ; Paesaggi esistenziali

Stefano Armellin con il pezzo 709 di 2013
 del Poema visivo del XXI secolo :
IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE 1993/2013




Titolo : Paesaggi esistenziali : "Auctoritas - auctor - autore, colui che fa, che produce ciò che ancora non esiste, e anche colui che porta a compimento e maturazione ciò che ha già incominciato ad esistere.

L'autore è l'artefice, cioè non produce in modo inconsapevole o per caso, ma -ad arte-...

Produce obbedienza e consenso...la crisi delle varie forme di autorità è costituita dalla caduta delle varie forme di legittimità assoluta e immutabile che impediscono l'efficacia dell'auctor...

Produzione del consenso...l'autorità della Chiesa si trova oggi nella posizione più facile e insieme più difficile...perchè nonostante ogni discorso sul -ritorno- della religione e del sacro, il consenso che la scienza e la tecnica amministrate dalle superpotenze, del Giappone e dal Nord del Pianeta riescono ad ottenere dalle masse mondiali rimane nettamente superiore al consenso che la Chiesa riesce ad ottenere da esse...

Civiltà della tecnica...la moda è l'opposto del cerimoniale, tende a rendere simile l'aspetto di chi sta in basso e di chi sta in alto...è sì imitazione di comportamenti delle classi più elevate, ma è anche volontà di differenziarsi dalle classi inferiori...nei continui cambiamenti della moda si rispecchia l'irrequietezza sociale, il bisogno di trasformare ciò che esiste, si tratta di un bisogno che non può essere provato da chi si trova ai due estremi della scala sociale. 

Chi è in alto è potente e sta bene, e dai cambiamenti non può ricevere altro che danni. 

All'estremo opposto, l'immobilismo è invece dovuto all'impotenza...

Chi vuole cambiare è dunque chi sta in mezzo : ha la forza di far cambiare le cose e di guadagnare cambiandole". Emanuele Severino, da La Bilancia

Spiritualità matrimoniale b di Padre Felice Artuso
Gli sposi cristiani, che s’ispirano ad altri modelli di vita, conferiscono alla loro convivenza una dimensione prevalentemente erotica, individualista e provvisoria. Credono di realizzarsi, escludendo il progetto originario di Dio sul Matrimonio. In realtà si pongono in un cammino, che arreca insoddisfazione, inquietudine, disgregazione e degradazione. Infatti indeboliscono con rapidità l’alleanza nuziale, perdono i sentimenti di stima, assumono atteggiamenti sprezzanti, sviluppano gelosie, scatenano rivendicazioni, inventano accuse e dubitano d’aver sbagliato la scelta del coniuge. 

Imprimono alle relazioni di coppia un andamento piatto, superficiale e lacerante. L’uno tenta di ingabbiare l’altro e di assoggettarlo ai suoi orribili capricci. Estraniandosi vicendevolmente, abbandonano i progetti iniziali, passano ad altre nozze e s’imbattono in nuovi disaccordi, ritorsioni, scissioni e desolazioni.
 
I figli minorenni abbandonati soffrono più dei genitori. Poveri innocenti, perdono la loro identità familiare e non sanno più a chi appartengono. 

Assumono quindi atteggiamenti aggressivi e procurano un grande disagio a coloro che li ricevono in custodia. «Oggi, uno dei problemi più diffusi è la sofferenza dei figli a causa dei conflitti dei genitori fra loro, dei divorzi, delle nuove unioni» . 

Molti giovani odierni hanno paura delle insicure e fluide prospettive matrimoniali. 

Pressati dall’ansiosa prospettiva di fallire nell’amore coniugale, temono di contrarre un vincolo definitivo e scelgono una convivenza momentanea. Non comprendono che oscurano la bellezza del matrimonio, disgregano l’unità delle famiglie, compromettono l’armoniosa stabilità civile, impediscono d’impartire ai minori un’educazione umana e pongono le premesse di una incresciosa solitudine. 

Si preoccupino di conoscere di più Gesù, sorgente della tenerezza e della grazia. Daranno allora un’entusiasta adesione al suo insegnamento, avranno una visione ottimistica della vita e saranno contenti di camminare secondo il progetto Dio.

Padre Felice Artuso