domenica 30 novembre 2025

PADIGLIONE VATICANO PROGETTO DI STEFANO ARMELLIN

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PADIGLIONE VATICANO TEMPI ULTIMI A 2600 di 2870 pezzi, prosegue il cammino della maggiore innovazione dell'arte contemporanea internazionale

Stefano Armellin
Autore di The Opera dal 1983

Caro Papa Leone XIV

Gentile Suor Raffaella Petrini, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano

Cardinale José Tolentino Calaça de Mendonça Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione

Renata Cristina Mazzantini, Direttore della Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma

e a tutti i Direttori dei Musei italiani e del Mondo

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Un Ponte dal Giubileo 2025 al Giubileo 2050

Caro Papa Leone, Pompei é in attesa di ricevere la vostra visita dove, a Dio piacendo, potrò esporvi il progetto Ponte dal Giubileo 2025 al Giubileo 2050, un'ottima occasione per il Padiglione Vaticano alla Biennale di Venezia 2026, in Minor Keys, Biennale pensata da Koyo Kouoh, se sarò invitato l'obiettivo é vincere il Leone d'Oro per Lei, Santo Padre Leone.

Un progetto molto articolato il mio, e annunciato già per il Padiglione Vaticano del 2019, l'idea di allora che mirava ad impedire il conflitto fra Russia e Ucraina é ancora valida e utile per il processo di pace nel Mondo. Perciò per questo articolo recupero alcuni testi del 2019. "Peregrinantes in spem" anche noi artisti siamo pellegrini di speranza.

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INSTALLAZIONE ARTE. EUROPA : DA TREVISO A VOLGOGRAD, DA CAPORETTO A STALINGRAD

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Pianta d’Europa circolare a terra e, sulle pareti opposte le opere CAPORETTO e STALINGRAD Il Diritto Internazionale ci insegna quanto sia difficile circoscrivere le leggi di tutti gli Stati del Mondo in una costituzione mondiale universalmente valida e riconosciuta. Eppure questo è il cuore dell’evento espositivo:

Un Ponte dal Giubileo 2025 al Giubileo 2050 come necessaria premessa per l’avvio della Prima Costituzione degli Stati Uniti del Mondo. E’ il tema fondamentale del nostro tempo annunciato da Emanuele Kant nel suo libro : La pace perpetua, e in seguito in diverse edizioni della Biennale veneziana, rimanendo queste esposizioni nella fase di analisi, senza produrre una sintesi efficace.

E la sintesi vale più della somma delle analisi, con The Opera abbiamo prodotto una sintesi efficace. L’artista Stefano Armellin da quindi un contributo in questa direzione amplificando i punti di vista del pubblico del Mondo per sviluppare così nuovi e indispensabili confronti di idee. Tutto è connesso. Armellin propone al Mondo un Poema visivo per l'Italia, il Volto del Mondo e la Croce 1993/2013, prima parte; TEMPI ULTIMI 2014/2026 seconda parte, forse la variazione visiva sulla Croce più estesa e nuova di tutta la Storia dell’Arte. Prima parte 2013 opere, seconda parte 2870 opere. Più le 170 strisce dell’Epilogo ancora inedite, da sole, sono un evento visivo di risonanza mondiale. Come le 250 opere di Ginestra Pompei Vesuvio.

La Biennale Arte veneziana ha abdicato da tempo, secondo Armellin, al suo compito prioritario che storicamente è sempre stato quello di far emergere il meglio dell’esistente nella produzione artistica contemporanea mondiale. La Biennale Arte dice quel che accade oggi nel Mondo ma non più quel che serve oggi al Mondo.

Perciò Stefano Armellin intende colmare con il suo prototipo espositivo :EUROPA : DA TREVISO A VOLGOGRAD, DA CAPORETTO A STALINGRAD questa lacuna, questa debolezza mentale (pensiero debole) che genera deboli proposte culturali, politiche ed economiche impoverendo l’intero orizzonte intellettuale, e questa povertà di idee forti e risolutive impedisce oggi alla società internazionale tutta, di rispondere con efficacia alla emergenze planetarie in atto.

Possibile un’inaugurazione simultanea dal Padiglione Vaticano a Venezia, al Museo della Battaglia di Volgograd presente il Presidente Putin. Evento possibile solo con una risoluzione di pace concreta e definitiva.

EUROPA : DA TREVISO A VOLGOGRAD, DA CAPORETTO A STALINGRAD è la The Magic Line capace di dare risposte di senso ad un Occidente politicamente confuso. E’ bene mettere in discussione la nostra cultura e sentire più voci per avere elementi sufficienti ad un confronto equilibrato. Certamente è un coro tragico quello che Armellin mette in scena nel suo prototipo espositivo. Le grandi crisi della civiltà sono anche le grandi crisi dell’arte. Gli artisti superano le crisi generando Capolavori, realizzando a partire dalla disgregazione schizofrenica dell’esistente una nuova unità compositiva-poetica armonica.

E’ nata così la Divina Commedia dantesca usata da Michelangelo come sceneggiatura per il Giudizio Universale. Armellin affronta e risolve il tema dell’Arte e la Croce, il rapporto fra individuo e sacro. Poteva costruire una variazione visiva sul quadrato, sul cerchio, oppure sul triangolo; scegliere altre forme, una sola linea o un punto, ma ha scelto per vocazione le due linee della Croce, perché nella Croce si ritrovano tutte le forme, e in più c’è il confronto continuo e quotidiano con il Mistero : Gesù Cristo è qui, è presente oggi come ieri, e vive con noi. Perciò la Croce, questo patibolo di sofferenza, in realtà è la chiave mistica della resurrezione di un corpo, del corpo e del sangue di Gesù Cristo.

Armellin spiega il suo processo creativo in questi termini : “ A volte non si riesce a dire quel che serve con un solo quadro, serve una mostra dove il pubblico del mondo si possa esporre davanti agli anni di vita che sono stati necessari per pensare e realizzare le opere. Opere particolari, uniche, che si realizzano da sé medesime usando l’artista. La mostra nuova è quella che porta a compimento la somma di tutte le precedenti. Il pubblico si espone d’innanzi alle opere che irradiano di luce propria e cambiano con il cambiare del nostro vissuto.

Il museo è il corpo mistico dell’arte. Il luogo dove l’organismo mostra può aspirare a comporsi per manifestare la sua vita. Una vita autonoma, esistente anche in assenza del pubblico, il vero Capolavoro sa trovare da sé la strada per portare a compimento la missione dell’arte. L’artista è solo uno strumento. Questa mia The Opera produce un nuovo linguaggio per tempi nuovi e ultimi, e la proposta in oggetto è una sintesi assoluta”. Vedere CAPORETTO e STALINGRAD è vedere e conoscere nell’intimo due svolte epocali della tragedia umana. Armellin scoperchia idealmente tutte le tombe dei caduti in una riflessione sulla Santa Croce cristiana perché l’Europa ha radici cristiane.

Ma il sangue delle vittime non smette di scorrere, ha impregnato tutta la terra, e i reperti bellici sia sul Piave che sul Volga dicono di un vissuto storico che permane oltre la morte fisica dei soldati che hanno combattuto, con i civili e i profughi, attoniti testimoni di qualcosa che andava oltre la loro comprensione, la loro e la nostra. Sono passati decenni dai fatti eppure noi stessi non riusciamo a scorgere il motivo scatenante di questa follia inimmaginabile che tutti gli attori in campo e a tutti i livelli ha travolto.FOLLIA CHE CONTINUA ANCORA OGGI :

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Tempi Ultimi a 2600 di 2870

Stefano Armellin nato a Conegliano TV il 18/11/1960 e residente a Pompei

La composizione The Opera è il ponte dal XX al XXI secolo. Quello che è stato fatto dalle avanguardie storiche fra XIX e XX secolo coinvolgendo molti artisti, Armellin lo realizza praticamente in solitudine (anche se quella della solitudine è una dimensione condivisibile con molti colleghi). Aveva già iniziato a disegnare da qualche anno quando nel 1973 muore Picasso. 14 settembre 1983 giorno dell'Esaltazione della Santa Croce, l'anno in cui inizia The Opera Collection, muore Mirò. Dire pittura è riduttivo, nell'opera di Armellin è l'arte che parla. Una profonda evocazione d'insieme non solo degli spiriti creativi a lui più simili e vicini ma bensì della coscienza dell'intera umanità nel suo rapporto con il sacro, con il divino-umano, quindi con la Santa Croce di Gesù Cristo. Nella sua arte Armellin affronta a colpi di genio, il dialogo dell'individuo, il pensiero della folla, il conflitto fra persona e società, persona e politica, persona e amore; un'opera che fa pensare allo spazio dell'anima oggi ristretta e soffocata dalla follia sia dell'Occidente sia dell'Oriente;

all'interno della composizione The Opera è sbocciato UN POEMA VISIVO PER L'ITALIA il Poema visivo del XXI secolo : il Volto del Mondo e la Croce 1993/2013 prima parte un unicum nella Storia Universale dell'Arte. Nel 2014 inizia la seconda parte: 2870 Tempi Ultimi, l'Umanità verso il Secondo Avvento di Nostro Signore Gesù Cristo; 2870 é il numero delle salite a piedi da Varazze al Monte Beigua degli amici maestri gemelli Enrico-Emilio Parodi morti nel 2020; Armellin il 7 novembre 2025 arriva a 2553 opere di 2870. Notevole la mostra GINESTRA POMPEI VESUVIO fatta al Museo d'Impresa di Pompei a giugno 2024 e sempre pronta per gli Scavi di Pompei. Prima mondiale grafico pittorica della Ginestra di Giacomo Leopardi.

Inedita la proposta di Libro d’Artista della composizione Tempi Ultimi con 75 opere uniche per volume, 39 i volumi disponibili. Vedi il primo volume clicca qui

Davvero The Opera Collection dal 1983 rappresenta il punto e a capo dell'arte contemporanea internazionale e riporta l'arte contemporanea italiana in cima al mondo. Armellin racconta regolarmente la sua Collection con la sua Newsletter su Linkedin, ultimo articolo clicca qui

Scopri di più su: https://armellin.blogspot.com

Stefano Armellin +39.3713539054 – 081.8504444 stefano.armellin@gmail.com

Pompei, lunedì 8 dicembre 2025

UNDICI DOCUMENTI STORICI:

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1995
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1997
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1998
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1999
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1999
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1999-2000
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2001
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2009
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2010
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2011
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Stefano Armellin traversata degli Appennini da Varazze a Assisi 1/19 agosto 1992 una linea atta a definire 
The Opera



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